Nata nei primi anni '80 negli Stati Uniti, la Pro Staff
è stata una delle racchette per agonisti più riuscite della storia. Molti
campioni l'hanno usata per valorizzare le loro doti di precisione e controllo.
Edberg l'usò per tutta la carriera, mascherandola nei primi anni 90 per
contratto, visto che in teoria avrebbe dovuto giocare con il modello Classic,
nero-giallo-rossa; Courier randellava gli avversari con cotanta clava,
e la stessa Chris Evert negli ultimi anni della sua fortunata carriera
incantava con i suoi cross stretti di rovescio, millimetrici. Sampras
se n'è servito per il suo record, forse imbattibile, di 14 tornei del
grande slam vinti, giocando a tutto campo. Il nuovo Re del tennis, Federer,
è cresciuto giocando con questo meraviglioso attrezzo. E' combattuto adesso
se la stia ancora usando, o sia davvero passato al nuovo modello Wilson,
nato dalle ceneri della ProStaff, modernizzato e leggermente più ampio
come piattocorde. Molti stili di gioco, potenza e precisione, servizio
e volee, pressing dal fondo, un comun denominatore: la Pro Staff, attrezzo
versatile, che sa esaltare il talento.
Questo indimenticabile attrezzo è un telaio di prima generazione nel passaggio
dal legno e dalle fibre di vetro ai prodotti in grafite. Composta per
80% in Grafite e per 20% in Kevlar per un peso di 355 gr senza corde,
è una racchetta davvero tosta. Rigida e consistente, bilanciata al manico
per il massimo controllo; con un ovale assai piccolo per i giorni nostri,
ed un profilo minimo (18 mm), nemmeno troppo aerodinamica; fatta per chi
ha tanta potenza del braccio e vuole dal suo telaio il massimo controllo.
Il vero Stradivari degli agonisti, per pochissimi, fedeli, quasi devoti
amatori o agonisti. Era stata messa fuori produzione ad inizio anni '90
perché considerata vetusta, e poi riproposta in alcune serie limitate
(tutt'ora ne vengono prodotti alcuni lotti) a furor di popolo. Customizzata
alla Sampras, la Pro Staff diventava un arnese di quasi 430 grammi, pesante
come una mazza e tirata dai 32 a 35 kg (un kg in meno per le corde orizzontali),
a seconda delle condizioni del torneo. In pratica, se presa in mano da
un qualunque mortale, una palla colpita normalmente arriverebbe a mala
pena alla rete tanto diventa duro ed ingovernabile l'attrezzo. Solo con
la forza di Pete e con il suo talento è possibile gestire simili durezze
e ricavarne morbidi ricami.

Veniva prodotta in più stabilimenti, con rendimenti un po' diversi. Quella
veramente mitica era la S.Vincent, rifinita poi negli Usa, ormai quasi
introvabile e difficile da riconoscere. Ognuno finiva per scegliere il
suo modello preferito (o quello che si trovava), e via partiva la caccia
all'acquisto. Un attrezzo che non era facilissimo da reperire nemmeno
quando era nei listini di vendita, oltre ad essere molto costoso per un
appassionato. Adesso nascono vere e proprie aste online per certi attrezzi!
Per rendere l'idea di come i campioni fossero affezionati alla Pro Staff
basta questo aneddoto: Courier e Sampras, venuti a sapere dalla casa della
messa in pensione del loro giocattolo preferito, non si persero d'animo,
andando a comprare personalmente degli stampi e dei materiali presso la
ditta di Taiwan che aveva ricomprato gli stampi americani e produceva
le migliori versioni della Pro Staff, e se ne fecero forgiare parecchie
decine, per non restarne sprovvisti! Edberg invece ne rastrellò sul mercato
il numero più alto possibile, rivolgendosi tramite intermediari ai negozi
di mezzo mondo.

Il direttore della produzione della Wilson, tal sig. Edberg (americano,
singolare omonimia con il campione svedese), si diceva "costernato per
la scelta dei nostri campioni di non voler abbandonare la Pro Staff, nonostante
la nostra azienda abbia deciso di metterla fuori produzione. Stiamo per
mettere sul mercato nuove tecnologie che li aiuteranno a giocare sempre
meglio". Niente da fare. La Pro Staff vanta una legione di devoti che
paradossalmente si accresce all'invecchiare del telaio, quasi fosse un
buon Brunello di Montalcino. Basta vedere nei mercatini degli appassionati,
dove è quasi sempre la racchetta più ricercata da agonisti impauriti dal
restarne sprovvisti.
Del resto, basta impugnarne il cuoio, mulinare un rovescio a tutto braccio
piatto, impattare la palla con quel suono pieno, rotondo, per capire che
il paradiso per un tennista è a portata di mano! Controllo, precisione,
una sensazione unica, irripetibile. Provare per Credere.