Arriva l'autunno, giornate cupe e grigie, più corte.
Finisce la stagione del tennis all'aperto e s'inizia a giocare nei palazzetti,
soprattutto in Europa ma anche in Asia. Un torneo indoor che non si disputa
più da alcune stagioni ma che merita di esser ricordato è la Coppa del
Grande Slam. Nacque dai giochi di potere della IFT guidata dall'allora
presidentissimo Phileppe Chatrier contro l'ATP. L'associazione giocatori
stava sempre più prendendo il controllo del tennis maschile. Cambiò il
sistema di classifica ormai funzionante da molti anni con successo per
spingere i tennisti a giocar sempre di più. Creò il mini circuito dei
Master Series (allora Super 9) per elevar di grado storici tornei e contrastare
la supremazia dei tornei dello Slam, cercava in ogni modo con il suo capo
Mark Miles di americanizzare il tennis, portarlo a livelli pubblicitari
stile NBA o NFL, perdendo di vista la tradizione secolare di questo sport.
Inoltre il Masters stava sempre più prendendo forza, elevandosi quasi
al livello di un grande slam, nonostante la sciagurata formula del round
robin, un assurdo per le regole generali del tennis secondo cui si gioca
sempre e comunque uno scontro diretto, e chi perde va a casa.
Da qui nacque l'idea di contrastarlo con un evento di fine stagione organizzato
dalla ITF, magari in Germania, nazione leader nel tennis di fine anni
'80 grazie al magico duo Graf Becker. Chiamarono questo torneo Grand Slam
Cup, un nome molto evocativo, giusto per indirizzare lo spettatore verso
il calibro dalla manifestazione e della sua derivazione. Ufficialmente
era una esibizione che non assegnava punti per il ranking ATP (come avrebbe
potuto, visto che l'associazione giocatori contrastò da subito la nascita
del torneo!) Però il premio faraonico di due milioni di dollari al vincitore,
prize money in assoluto più grande mai assegnato, ed il montepremi complessivo
di ben sei milioni di dollari lo rendeva assai appetibile ai tennisti.
Inoltre le basi tecniche del torneo erano persino superiori a quelle del
Masters ATP. Per qualificarsi, niente di più semplice e corretto: visto
che i quattro slam sono indubbiamente i tornei più importanti, acquisivano
il diritto a partecipare a questo evento di fine stagione i 16 giocatori
che nell'annata ottenevano nei major i migliori risultati complessivamente.
Nessuna alchimia di classifica, solo un punteggio attribuito ad ogni turno
raggiunto in ogni slam, e via stilata una semplice classifica di rendimento
nei 4 slam stagionali. Questo garantiva un campo di partecipazione assai
qualificato, poiché i migliori tennisti danno sempre il meglio nei major,
quindi era molto probabile che i best16 degli slam fossero effettivamente
i giocatori migliori. Sistema pertanto molto apprezzato dai giocatori
stessi. Altra notevole miglioria rispetto al Masters ATP era la struttura
stessa della Gran Slam Cup. Niente gironi, innaturali per il tennis, ma
un ben tabellone a 16 giocatori, in pratica un torneo che partiva dagli
ottavi di finale. Con le teste di serie elaborate dagli organizzatori
a seconda dei risultati annuali negli slam, come per il sistema di qualificazione.
Il tutto quindi sempre sganciato dai criteri di merito ATP. "Ma il vero
tennis si gioca 3 set su 5 negli slam, non nei torneini a giro per il
mondo…" ribattevano convinti quelli della ITF, sicuri che il loro evento
avrebbe fatto breccia nei tennisti e negli appassionati.
Tante polemiche create ad arte circondarono di fumo l'annuncio di questa
novità. Collocarono il torneo dall'11 al 24 dicembre nel 1990, a Monaco
di Baviera (guarda caso che il Master ATP era appena stato spostato a
Francoforte…) nella splendida Olympiahalle, proprio a chiusura della stagione,
per dare un che di solennità al torneo, la vera chiusura della stagione
con la finale di Coppa Davis. Il numero uno dell'anno Edberg capeggiava
il torneo, ma presentatosi in cattive condizioni perse da Chang al primo
turno in tre set (semifinali e finale si sarebbero giocate 3 set su cinque).
Ottimo il campo dei partecipanti, il solo Becker mancò per protesta contro
l'ITF, visto che Boris era uno dei maggiori sostenitori dell'ATP, ma si
dice anche per problemi di sponsorizzazione (molto spesso quel che accedeva
nel clan del forte tedesco restava piuttosto misterioso). Lendl perse
malamente contro il forte battitore americano Wheaton, quell'anno semifinalista
a Wimbledon. Alle semifinali arrivarono Sampras, che regolò in tre set
Chang, e Brad Gilbert contro Wheaton. I due americani, mai troppo amici,
diedero vita ad un incontro epico dal punto di vista caratteriale, ben
raccontato da Gilbert nel suo libro "Winning Ugly" con il titolo di "million
dollar match", tanto valeva l'incontro. Mai i due tennisti, di medio valore
assoluto, erano arrivati a giocarsi una posta così alta, sapendo di aver
di fronte un avversario possibile, non Lendl o Edberg! La tensione salì
altissima in vari momenti dell'incontro; su alcune palle contestate i
due vennero più volta ad un faccia a faccia da film western, e per poco
non ci scappò la rissa fisica ad un cambio di campo! Con un soffertissimo
6-4 al quinto la spuntò il famoso coach di Agassi e Roddick, guadagnandosi
così il "privilegio" di una preziosa finale e di farsi scannare ad un
Sampras in ascesa. Infatti la domenica Pete si aggiudicò in tre comodi
set il primo titolo della Coppa del Grande Slam.
Il torneo ebbe una risonanza magnifica, fu un successone da tutti i punti
di vista. Mancavano i punti ATP a dargli una nobiltà completa ed elevarlo
ad un rango superiore alla semplice esibizione. Però si vedeva che questo
torneo era nato bene, e sarebbe vissuto in prosperità per alcune stagioni.
Alcuni continuarono a snobbarlo, proprio per il non essere affiliato alla
ATP. Edberg, Lendl, McEnroe, Agassi, tanto per citare alcuni campioni,
non gli diedero mai una vera importanza. Però molti atleti invece si presentavano
in forma, convinti di dare spettacolo. E fu proprio lo spettacolo che
ci regalarono alcune edizioni a far ricordare così bene questo evento!
Se nel 1991 il campo di partecipazione fu più modesto, per le assenze
di Edberg (infortunato), Becker, Sampras e Courier e Agassi, tanto che
il titolo se lo aggiudicò Wheaton, dal 1992 in poi ci furono alcune edizioni
splendide. Nel 1992 ci fu la prima partecipazione di Agassi e McEnroe,
ed il tabellone era così imponente da regalarci al primo turno una incredibile
sfida tra il numero 1 del mondo Edberg e Stich, con il tedesco che prevalse
dopo un match bellissimo, e finì anche per vincere una splendida semifinale
contro Sampras ed il torneo contro Chang, un tripudio per il pubblico
di casa, affamato di tennis in anni gloriosi per loro.

L'edizione del 1993 resterà la migliore in assoluto. Intanto Becker, arresosi
all'evidenza dei fatti, partecipò per la prima volta, pur perdendo subito
da Ferriera. In semifinale Stich sconfisse ancora una volta Edberg rimontando
da due set sotto, bellissimo incontro. Ma il vero trionfatore del torneo
fu il boemo Petr Korda. Gran talento mancino, a quel tempo ancora non
del tutto espresso in vittorie, arrivò a giocarsi una indimenticabile
semifinale contro Sampras, che finì al quinto set per 13 ad 11 in suo
favore (come negli slam, anche nella Coppa del grande Slam non si giocava
il tie break al quinto set), con un'alternanza memorabile di situazioni,
punteggi, spettacolo, con Pete e Petr praticamente K.O. ma coraggiosi
nel dare il tutto per tutto per vincere un match che fu tutto fuorché
una esibizione! Misteriose forze consentirono a Korda di giocare la finale
il giorno seguente contro un fortissimo Stich, e di batterlo 11-9 al quinto,
ancora in un match eroico per pugnacità e spettacolarità! Questa è l'edizione
del torneo passata alla storia, perché a fare grande un torneo sono soprattutto
i campioni che vi partecipano e l'impegno, lo spettacolo che riescono
a produrre. Nel 1994, vittoria di Larsson, si ricorda soprattutto la semifinale
in cui Sampras vinse 10-8 al quinto contro Ivanisevic. L'anno seguente
fu proprio Goran ad aggiudicarsi il torneo, riscattando una stagione modesta;
mentre nel 1996 fu Becker a vincere, proprio contro Goran in finale, riscattando
l'enorme delusione della sconfitta al Masters ATP contro Sampras, in uno
dei match più belli della storia del tennis moderno. Nel 1997 il torneo
fu spostato da fine anno a settembre, dopo l'open degli Stati Uniti, per
venir incontro alle richieste dei giocatori di accorciare un po' la stagione,
già troppo lunga e logorante. Questo spostamento alla lunga fu negativo,
perché settembre era già troppo affollato tra la seconda settimana di
New York e la coppa Davis. Sempre eccellente il campo di partecipazione,
Sampras vinse contro Rafter, neo vincitore di slam agli Us Open.
Con il 1998 inizia il declino del torneo. Rios vince una edizione in tono
minore, con diverse assenze e partecipanti "vacanzieri". Anche a livello
di sponsorizzazione si rompe qualcosa, probabilmente il cambio di data
fu fatale all'evento. Il 1999 fu l'ultimo anno del torneo. Vinse Rusedski
contro il giovane tedesco Haas, in una edizione davvero snobbata dai campioni,
con il solo Agassi che accettò l'invito degli organizzatori. In nome di
una pax tra ITF e ATP, e probabilmente anche per il declino del torneo,
la Coppa del Grande Slam scomparve, inglobata dal Masters ATP, a cui si
poteva accedere non solo per diritto di classifica, ma anche per l'aver
vinto un major (e garantendo una posizione di classifica non inferiore
al top20). Personalmente mi dispiace per la perdita di questo torneo.
Spesso indoor si vede un tennis splendido, ed in me il ricordo delle prime
annate resterà indelebile. Inoltre questa manifestazione si basava su
di un principio indiscutibile dato che i tornei del Grande Slam sono IL
tennis ed i tennisti stessi li considerano di una categoria superiore
rispetto agli altri. A livello organizzativo era perfetta, superiore al
Masters, compresa la formula più adatta a questo sport.