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Storia del Tennis

Grand Slam Cup

21/11/2005

Boris Becker

Arriva l'autunno, giornate cupe e grigie, più corte. Finisce la stagione del tennis all'aperto e s'inizia a giocare nei palazzetti, soprattutto in Europa ma anche in Asia. Un torneo indoor che non si disputa più da alcune stagioni ma che merita di esser ricordato è la Coppa del Grande Slam. Nacque dai giochi di potere della IFT guidata dall'allora presidentissimo Phileppe Chatrier contro l'ATP. L'associazione giocatori stava sempre più prendendo il controllo del tennis maschile. Cambiò il sistema di classifica ormai funzionante da molti anni con successo per spingere i tennisti a giocar sempre di più. Creò il mini circuito dei Master Series (allora Super 9) per elevar di grado storici tornei e contrastare la supremazia dei tornei dello Slam, cercava in ogni modo con il suo capo Mark Miles di americanizzare il tennis, portarlo a livelli pubblicitari stile NBA o NFL, perdendo di vista la tradizione secolare di questo sport. Inoltre il Masters stava sempre più prendendo forza, elevandosi quasi al livello di un grande slam, nonostante la sciagurata formula del round robin, un assurdo per le regole generali del tennis secondo cui si gioca sempre e comunque uno scontro diretto, e chi perde va a casa.

Da qui nacque l'idea di contrastarlo con un evento di fine stagione organizzato dalla ITF, magari in Germania, nazione leader nel tennis di fine anni '80 grazie al magico duo Graf Becker. Chiamarono questo torneo Grand Slam Cup, un nome molto evocativo, giusto per indirizzare lo spettatore verso il calibro dalla manifestazione e della sua derivazione. Ufficialmente era una esibizione che non assegnava punti per il ranking ATP (come avrebbe potuto, visto che l'associazione giocatori contrastò da subito la nascita del torneo!) Però il premio faraonico di due milioni di dollari al vincitore, prize money in assoluto più grande mai assegnato, ed il montepremi complessivo di ben sei milioni di dollari lo rendeva assai appetibile ai tennisti. Inoltre le basi tecniche del torneo erano persino superiori a quelle del Masters ATP. Per qualificarsi, niente di più semplice e corretto: visto che i quattro slam sono indubbiamente i tornei più importanti, acquisivano il diritto a partecipare a questo evento di fine stagione i 16 giocatori che nell'annata ottenevano nei major i migliori risultati complessivamente. Nessuna alchimia di classifica, solo un punteggio attribuito ad ogni turno raggiunto in ogni slam, e via stilata una semplice classifica di rendimento nei 4 slam stagionali. Questo garantiva un campo di partecipazione assai qualificato, poiché i migliori tennisti danno sempre il meglio nei major, quindi era molto probabile che i best16 degli slam fossero effettivamente i giocatori migliori. Sistema pertanto molto apprezzato dai giocatori stessi. Altra notevole miglioria rispetto al Masters ATP era la struttura stessa della Gran Slam Cup. Niente gironi, innaturali per il tennis, ma un ben tabellone a 16 giocatori, in pratica un torneo che partiva dagli ottavi di finale. Con le teste di serie elaborate dagli organizzatori a seconda dei risultati annuali negli slam, come per il sistema di qualificazione. Il tutto quindi sempre sganciato dai criteri di merito ATP. "Ma il vero tennis si gioca 3 set su 5 negli slam, non nei torneini a giro per il mondo…" ribattevano convinti quelli della ITF, sicuri che il loro evento avrebbe fatto breccia nei tennisti e negli appassionati.

Tante polemiche create ad arte circondarono di fumo l'annuncio di questa novità. Collocarono il torneo dall'11 al 24 dicembre nel 1990, a Monaco di Baviera (guarda caso che il Master ATP era appena stato spostato a Francoforte…) nella splendida Olympiahalle, proprio a chiusura della stagione, per dare un che di solennità al torneo, la vera chiusura della stagione con la finale di Coppa Davis. Il numero uno dell'anno Edberg capeggiava il torneo, ma presentatosi in cattive condizioni perse da Chang al primo turno in tre set (semifinali e finale si sarebbero giocate 3 set su cinque). Ottimo il campo dei partecipanti, il solo Becker mancò per protesta contro l'ITF, visto che Boris era uno dei maggiori sostenitori dell'ATP, ma si dice anche per problemi di sponsorizzazione (molto spesso quel che accedeva nel clan del forte tedesco restava piuttosto misterioso). Lendl perse malamente contro il forte battitore americano Wheaton, quell'anno semifinalista a Wimbledon. Alle semifinali arrivarono Sampras, che regolò in tre set Chang, e Brad Gilbert contro Wheaton. I due americani, mai troppo amici, diedero vita ad un incontro epico dal punto di vista caratteriale, ben raccontato da Gilbert nel suo libro "Winning Ugly" con il titolo di "million dollar match", tanto valeva l'incontro. Mai i due tennisti, di medio valore assoluto, erano arrivati a giocarsi una posta così alta, sapendo di aver di fronte un avversario possibile, non Lendl o Edberg! La tensione salì altissima in vari momenti dell'incontro; su alcune palle contestate i due vennero più volta ad un faccia a faccia da film western, e per poco non ci scappò la rissa fisica ad un cambio di campo! Con un soffertissimo 6-4 al quinto la spuntò il famoso coach di Agassi e Roddick, guadagnandosi così il "privilegio" di una preziosa finale e di farsi scannare ad un Sampras in ascesa. Infatti la domenica Pete si aggiudicò in tre comodi set il primo titolo della Coppa del Grande Slam.

Il torneo ebbe una risonanza magnifica, fu un successone da tutti i punti di vista. Mancavano i punti ATP a dargli una nobiltà completa ed elevarlo ad un rango superiore alla semplice esibizione. Però si vedeva che questo torneo era nato bene, e sarebbe vissuto in prosperità per alcune stagioni. Alcuni continuarono a snobbarlo, proprio per il non essere affiliato alla ATP. Edberg, Lendl, McEnroe, Agassi, tanto per citare alcuni campioni, non gli diedero mai una vera importanza. Però molti atleti invece si presentavano in forma, convinti di dare spettacolo. E fu proprio lo spettacolo che ci regalarono alcune edizioni a far ricordare così bene questo evento! Se nel 1991 il campo di partecipazione fu più modesto, per le assenze di Edberg (infortunato), Becker, Sampras e Courier e Agassi, tanto che il titolo se lo aggiudicò Wheaton, dal 1992 in poi ci furono alcune edizioni splendide. Nel 1992 ci fu la prima partecipazione di Agassi e McEnroe, ed il tabellone era così imponente da regalarci al primo turno una incredibile sfida tra il numero 1 del mondo Edberg e Stich, con il tedesco che prevalse dopo un match bellissimo, e finì anche per vincere una splendida semifinale contro Sampras ed il torneo contro Chang, un tripudio per il pubblico di casa, affamato di tennis in anni gloriosi per loro.

Korda, eroe del 1993 L'edizione del 1993 resterà la migliore in assoluto. Intanto Becker, arresosi all'evidenza dei fatti, partecipò per la prima volta, pur perdendo subito da Ferriera. In semifinale Stich sconfisse ancora una volta Edberg rimontando da due set sotto, bellissimo incontro. Ma il vero trionfatore del torneo fu il boemo Petr Korda. Gran talento mancino, a quel tempo ancora non del tutto espresso in vittorie, arrivò a giocarsi una indimenticabile semifinale contro Sampras, che finì al quinto set per 13 ad 11 in suo favore (come negli slam, anche nella Coppa del grande Slam non si giocava il tie break al quinto set), con un'alternanza memorabile di situazioni, punteggi, spettacolo, con Pete e Petr praticamente K.O. ma coraggiosi nel dare il tutto per tutto per vincere un match che fu tutto fuorché una esibizione! Misteriose forze consentirono a Korda di giocare la finale il giorno seguente contro un fortissimo Stich, e di batterlo 11-9 al quinto, ancora in un match eroico per pugnacità e spettacolarità! Questa è l'edizione del torneo passata alla storia, perché a fare grande un torneo sono soprattutto i campioni che vi partecipano e l'impegno, lo spettacolo che riescono a produrre. Nel 1994, vittoria di Larsson, si ricorda soprattutto la semifinale in cui Sampras vinse 10-8 al quinto contro Ivanisevic. L'anno seguente fu proprio Goran ad aggiudicarsi il torneo, riscattando una stagione modesta; mentre nel 1996 fu Becker a vincere, proprio contro Goran in finale, riscattando l'enorme delusione della sconfitta al Masters ATP contro Sampras, in uno dei match più belli della storia del tennis moderno. Nel 1997 il torneo fu spostato da fine anno a settembre, dopo l'open degli Stati Uniti, per venir incontro alle richieste dei giocatori di accorciare un po' la stagione, già troppo lunga e logorante. Questo spostamento alla lunga fu negativo, perché settembre era già troppo affollato tra la seconda settimana di New York e la coppa Davis. Sempre eccellente il campo di partecipazione, Sampras vinse contro Rafter, neo vincitore di slam agli Us Open.

Con il 1998 inizia il declino del torneo. Rios vince una edizione in tono minore, con diverse assenze e partecipanti "vacanzieri". Anche a livello di sponsorizzazione si rompe qualcosa, probabilmente il cambio di data fu fatale all'evento. Il 1999 fu l'ultimo anno del torneo. Vinse Rusedski contro il giovane tedesco Haas, in una edizione davvero snobbata dai campioni, con il solo Agassi che accettò l'invito degli organizzatori. In nome di una pax tra ITF e ATP, e probabilmente anche per il declino del torneo, la Coppa del Grande Slam scomparve, inglobata dal Masters ATP, a cui si poteva accedere non solo per diritto di classifica, ma anche per l'aver vinto un major (e garantendo una posizione di classifica non inferiore al top20). Personalmente mi dispiace per la perdita di questo torneo. Spesso indoor si vede un tennis splendido, ed in me il ricordo delle prime annate resterà indelebile. Inoltre questa manifestazione si basava su di un principio indiscutibile dato che i tornei del Grande Slam sono IL tennis ed i tennisti stessi li considerano di una categoria superiore rispetto agli altri. A livello organizzativo era perfetta, superiore al Masters, compresa la formula più adatta a questo sport.



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