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Storia del Tennis

Storia della Coppa Davis in Toscana

12/04/2005

l'Insalatiera del tennis

Nel delicato spareggio di Coppa Davis disputato a Follonica nel 2002 i nostri ragazzi hanno sconfitto il Portogallo per 4-1, salvando l'Italia da una rovinosa caduta in terza divisione, il punto più basso toccato dal nostro tennis nella sua storia. La Toscana ha spesso portato fortuna alla nostra squadra nazionale di tennis. Infatti il bilancio degli incontri disputati nella nostra regione è ampiamente positivo: otto vittorie e solo due sconfitte. Inoltre la Toscana è al 3° posto per numero d'incontri disputati, 10, uno più del Piemonte. In questa classifica regionale di presenze la fanno da padrone Lombardia e Lazio, grazie alle moltissime edizioni ospitate da Milano (22) e Roma (24). Firenze è stata giustamente la sede prescelta per la maggior parte delle sfide organizzate in Toscana, con sei presenze, seguita da Prato con due, lo spareggio di Follonica del 2002 e l'ultimo incontro di Livorno, contro la Polonia nel settembre del 2004.

Vediamo ora una breve storia degli incontri disputati. L'Italia esordisce in coppa Davis nel 1922 in Inghilterra, perdendo per 4-0. De Morpurgo è il primo italiano a vincere un match, nel 1924 in Danimarca. Tuttavia veniamo sconfitti dai danesi per 3-2. Il primo incontro organizzato dalla nostra federazione è datato 1926: a Roma contro l'Olanda, vinciamo per 3-2. Bisogna aspettare al 1933 perché Firenze sia scelta per ospitare la nostra nazionale. Non dobbiamo dimenticare che la stessa Federazione Italiana Tennis è nata proprio a Firenze, nello storico Circolo Tennis Firenze delle Cascine, nel lontano 18 maggio 1910. Il debutto in regione avviene contro la Yugoslavia, ed i nostri giocatori s'impongono con un netto 4-1, grazie alle vittorie nei 4 singolari di De Stefani e De Morpurgo su Kukauljevic e Puncec. Passano molti anni prima che la Davis torni a Firenze. Nicola Pietrangeli Nel 1958 un Pietrangeli nel pieno della sua carriera porta punti con Sirola per sconfiggere 3 a 2 l'India. Il mitico doppio Pietrangeli-Sirola non lascia scampo ai rivali asiatici Krishnan/Kumar. L'anno seguente Firenze ospita una netta vittoria per 4-1 contro il Sud Africa, a cui contribuisce anche Merlo oltre ai nostri due mitici alfieri. L'Italia è una delle squadre più temibili. Per diversi anni vinciamo molti match, anche in trasferta. Paghiamo purtroppo il sistema del Challenge Round, che permetteva ai detentori della coppa di difendere il titolo giocando solo la finale, in casa, contro i vincitori del tabellone mondiale. Perdiamo così le finali del 1960 e 1961 contro gli australiani, troppo forti in casa loro anche per un grandissimo Pietrangeli. Questo sistema verrà abolito solo nel 1972: dal 1973 i detentori della coppa sono la prima testa di serie del tabellone mondiale e dovranno giocare l'intera stagione. Nel 1962, al debutto stagionale, la forte squadra italiana sconfigge con un perentorio 5-0 i russi, ancora piuttosto acerbi nel tennis. Buonissimo l'apporto di Fausto Gardini, che vince i suoi singolari alla seconda apparizione in nazionale, sostenuto dal pubblico fiorentino.

Cambia la generazione dei nostri tennisti, arrivano gli anni '70 dei moschettieri azzurri, che ci regaleranno la nostra unica coppa nel 1976. Proprio nell'anno del successo l'Italia esordisce ancora a Firenze, dove con un secco 5-0 passeggiamo contro la Polonia. Panatta e Bertolucci firmano in singolare e doppio i nostri punti nell'anno più bello della storia del nostro tennis. Annata davvero incredibile anche in Davis, se pensiamo che nei sei incontri disputati dall'esordio di Firenze alla vittoriosa finale di Santiago del Cile i nostri ragazzi persero solo 4 match sui 29 disputati. Nel 1987 la coppa Davis arriva a Prato, dove il giovane TC Prato ospita capitan Panata ed il giovane Canè. Purtroppo i nostri rivali di primo turno sono i fortissimi svedesi di Wilander. Canè compie l'impresa di vincere i suoi singolari, ma non basta per vincere la sfida. Finisce 3-2 per i nostri avversari, troppo forti quell'anno. Simone Colombo è l'altro singolarista italiano, debuttante in coppa, paga anche lo scotto dell'esordio. La Davis ritorna a Firenze nel 1993, dove ospitiamo sulla terra del CT Firenze l'Australia, squadra storicamente da campi veloci, ed un periodo di crisi per un naturale ricambio generazionale. Troviamo di fronte l'unico vero "terraiolo" della loro storia, Fromberg, dalla Tasmania. Vince i suoi singolari e perdiamo con molti rimpianti per 3-2 al secondo turno, dopo la vittoria al primo turno contro il Brasile. L'Italia schiera il debuttante Furlan, Pescosolido, ed il doppio Canè-Nargiso. Gaudenzi (cortesia di Adnkronos) Ancora Prato ospita un secondo turno nel 1998, contro lo Zimbabwe. Gaudenzi e Sanguinetti ci regalano un bel 5-0: troppo forti i nostri su terra battuta per i fratelli Black, specialisti dell'erba. Ancora una volta la Toscana porta fortuna ai nostri tennisti. L'Italia infatti in quell'anno sconfigge clamorosamente in semifinale gli Stati Uniti in trasferta, grazie ad uno strepitoso Sanguinetti. Arriviamo alla finalissima di Milano, dove possiamo giocarcela contro una Svezia non così irresistibile come in passato. Gaudenzi gioca il tutto per tutto in un drammatico incontro di 5 ore, finisce con una spalla rotta e s'infrangono i sogni di gloria per il nostro tennis.

Inizia una lenta caduta, culminata nella retrocessione dal gruppo principale e nella attuale situazione di stallo del nostro tennis. Nel 2002 il pericoloso spareggio di Follonica per evitare la terza divisione. Nel 2004 la Davis torna in toscana, proprio a Livorno, città natale di Filippo Volandri, attualmente il nostro miglior giocatore. Vinciamo, ma fatichiamo moltissimo, con Filippo che si fa malamente sorprendere dalla spensieratezza di Kubot nell'incontro inaugurale, non regge la pressione, serve malissimo e ci mette in difficoltà. Per fortuna riusciamo a passare il turno, ma quanta fatica, troppa per superare la modesta squadra polacca. Unica nota davvero positiva il pubblico, caldissimo e molto presente. Basti pensare che per il primo giorno non c'erano più biglietti già tre settimane prima dell'incontro.



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