Nel delicato spareggio di Coppa Davis disputato a Follonica nel 2002
i nostri ragazzi hanno sconfitto il Portogallo per 4-1, salvando l'Italia
da una rovinosa caduta in terza divisione, il punto più basso toccato
dal nostro tennis nella sua storia. La Toscana ha spesso portato fortuna
alla nostra squadra nazionale di tennis. Infatti il bilancio degli incontri
disputati nella nostra regione è ampiamente positivo: otto vittorie
e solo due sconfitte. Inoltre la Toscana è al 3° posto per numero d'incontri
disputati, 10, uno più del Piemonte. In questa classifica regionale
di presenze la fanno da padrone Lombardia e Lazio, grazie alle moltissime
edizioni ospitate da Milano (22) e Roma (24). Firenze è stata giustamente
la sede prescelta per la maggior parte delle sfide organizzate in Toscana,
con sei presenze, seguita da Prato con due, lo spareggio di Follonica
del 2002 e l'ultimo incontro di Livorno, contro la Polonia nel settembre
del 2004.
Vediamo ora una breve storia degli incontri disputati. L'Italia esordisce
in coppa Davis nel 1922 in Inghilterra, perdendo per 4-0. De Morpurgo
è il primo italiano a vincere un match, nel 1924 in Danimarca. Tuttavia
veniamo sconfitti dai danesi per 3-2. Il primo incontro organizzato
dalla nostra federazione è datato 1926: a Roma contro l'Olanda, vinciamo
per 3-2. Bisogna aspettare al 1933 perché Firenze sia scelta per ospitare
la nostra nazionale. Non dobbiamo dimenticare che la stessa Federazione
Italiana Tennis è nata proprio a Firenze, nello storico Circolo Tennis
Firenze delle Cascine, nel lontano 18 maggio 1910. Il debutto in regione
avviene contro la Yugoslavia, ed i nostri giocatori s'impongono con
un netto 4-1, grazie alle vittorie nei 4 singolari di De Stefani e De
Morpurgo su Kukauljevic e Puncec. Passano molti anni prima che la Davis
torni a Firenze.

Nel 1958 un Pietrangeli nel pieno della sua carriera porta punti con
Sirola per sconfiggere 3 a 2 l'India. Il mitico doppio Pietrangeli-Sirola
non lascia scampo ai rivali asiatici Krishnan/Kumar. L'anno seguente
Firenze ospita una netta vittoria per 4-1 contro il Sud Africa, a cui
contribuisce anche Merlo oltre ai nostri due mitici alfieri. L'Italia
è una delle squadre più temibili. Per diversi anni vinciamo molti match,
anche in trasferta. Paghiamo purtroppo il sistema del Challenge Round,
che permetteva ai detentori della coppa di difendere il titolo giocando
solo la finale, in casa, contro i vincitori del tabellone mondiale.
Perdiamo così le finali del 1960 e 1961 contro gli australiani, troppo
forti in casa loro anche per un grandissimo Pietrangeli. Questo sistema
verrà abolito solo nel 1972: dal 1973 i detentori della coppa sono la
prima testa di serie del tabellone mondiale e dovranno giocare l'intera
stagione. Nel 1962, al debutto stagionale, la forte squadra italiana
sconfigge con un perentorio 5-0 i russi, ancora piuttosto acerbi nel
tennis. Buonissimo l'apporto di Fausto Gardini, che vince i suoi singolari
alla seconda apparizione in nazionale, sostenuto dal pubblico fiorentino.
Cambia la generazione dei nostri tennisti, arrivano gli anni '70 dei
moschettieri azzurri, che ci regaleranno la nostra unica coppa nel 1976.
Proprio nell'anno del successo l'Italia esordisce ancora a Firenze,
dove con un secco 5-0 passeggiamo contro la Polonia. Panatta e Bertolucci
firmano in singolare e doppio i nostri punti nell'anno più bello della
storia del nostro tennis. Annata davvero incredibile anche in Davis,
se pensiamo che nei sei incontri disputati dall'esordio di Firenze alla
vittoriosa finale di Santiago del Cile i nostri ragazzi persero solo
4 match sui 29 disputati. Nel 1987 la coppa Davis arriva a Prato, dove
il giovane TC Prato ospita capitan Panata ed il giovane Canè. Purtroppo
i nostri rivali di primo turno sono i fortissimi svedesi di Wilander.
Canè compie l'impresa di vincere i suoi singolari, ma non basta per
vincere la sfida. Finisce 3-2 per i nostri avversari, troppo forti quell'anno.
Simone Colombo è l'altro singolarista italiano, debuttante in coppa,
paga anche lo scotto dell'esordio. La Davis ritorna a Firenze nel 1993,
dove ospitiamo sulla terra del CT Firenze l'Australia, squadra storicamente
da campi veloci, ed un periodo di crisi per un naturale ricambio generazionale.
Troviamo di fronte l'unico vero "terraiolo" della loro storia, Fromberg,
dalla Tasmania. Vince i suoi singolari e perdiamo con molti rimpianti
per 3-2 al secondo turno, dopo la vittoria al primo turno contro il
Brasile. L'Italia schiera il debuttante Furlan, Pescosolido, ed il doppio
Canè-Nargiso.

Ancora Prato ospita un secondo turno nel 1998, contro
lo Zimbabwe. Gaudenzi e Sanguinetti ci regalano un bel 5-0: troppo forti
i nostri su terra battuta per i fratelli Black, specialisti dell'erba.
Ancora una volta la Toscana porta fortuna ai nostri tennisti. L'Italia
infatti in quell'anno sconfigge clamorosamente in semifinale gli Stati
Uniti in trasferta, grazie ad uno strepitoso Sanguinetti. Arriviamo
alla finalissima di Milano, dove possiamo giocarcela contro una Svezia
non così irresistibile come in passato. Gaudenzi gioca il tutto per
tutto in un drammatico incontro di 5 ore, finisce con una spalla rotta
e s'infrangono i sogni di gloria per il nostro tennis.
Inizia una lenta caduta, culminata nella retrocessione dal gruppo principale
e nella attuale situazione di stallo del nostro tennis. Nel 2002 il
pericoloso spareggio di Follonica per evitare la terza divisione. Nel
2004 la Davis torna in toscana, proprio a Livorno, città natale di Filippo
Volandri, attualmente il nostro miglior giocatore. Vinciamo, ma fatichiamo
moltissimo, con Filippo che si fa malamente sorprendere dalla spensieratezza
di Kubot nell'incontro inaugurale, non regge la pressione, serve malissimo
e ci mette in difficoltà. Per fortuna riusciamo a passare il turno,
ma quanta fatica, troppa per superare la modesta squadra polacca. Unica
nota davvero positiva il pubblico, caldissimo e molto presente. Basti
pensare che per il primo giorno non c'erano più biglietti già tre settimane
prima dell'incontro.