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Storia del Tennis

Campi da tennis in Erba: la nascita e la decadenza

18/06/2005

Cartoline antiche da Wimbledon

Il tennis nacque in Inghilterra e si sviluppò inizialmente in tutti i paesi anglosassoni come un nobile divertimento "da giardino", naturalmente sui classici prati inglesi, ben tenuti e rigogliosi. Presto si affermò come sport, grazie alle sue regole interessanti, alla rara combinazione di abilità, agonismo, divertimento e tecnica. Innumerevoli sono state le evoluzioni, tecniche e agonistiche, nei suoi quasi 150 anni di vita (intendo da quando esiste un regolamento codificato). Una delle principali modifiche avvenute nel corso degli ultimi decenni è stato il progressivo abbandono dei campi da gioco in erba naturale a vantaggio delle superfici di gioco sintetiche, quali tappeti di vario genere, cemento o combinazioni delle due. Oltre alla terra battuta, diffusasi nell'Europa continentale e mai abbandonata, anzi, promossa anche in latinoamerica ed africa del nord.

La quasi scomparsa dei campi da tennis in erba naturale ha avuto conseguenze epocali sulla tecnica di gioco e sull'evoluzione agonistica del nostro sport. Su erba naturale si gioca un tennis completamente diverso, sia nella tecnica esecutiva che nella tattica di gioco. Gli spostamenti sono più difficili a causa del precario equilibrio di cui si soffre correndo con scarpe più o meno pari alle suole. Questo determina una netta condizione di vantaggio per colui che riesce ad assumere in campo una posizione dominante, con i piedi dentro le righe di gioco a menar il ritmo, o meglio ancora con un presidio della rete, a chiudere il campo al rivale. Determinante è il rimbalzo della palla, basso, non regolare, dipendente dall'umidità del campo e dall'altezza dei ciuffi d'erba. Soprattutto sui prati si accentuano ancor più gli effetti che vengono impressi alla palla incidente al momento del rimbalzo. Una palla colpita piena, forte, tende a soffocare parte della sua vivacità a causa del prato soffice che attutisce parte della forza. Se invece il prato è umido, scivolerà ancor più via. Quando si colpisce una palla di taglio, al rimbalzo schizzerà via, bassa e maligna, difficile da rimettere per il ribattitore. Una palla colpita con un deciso topspin invece tenderà a rimbalzare abbastanza regolarmente, ma generalmente più bassa rispetto ad un campo in terra battuta o sintetico.

Qualsiasi siano le condizioni d'impatto, colui che riceve la palla è costretto ad accelerare la sua risposta motoria per porsi in condizioni buone per la ribattuta. Spesso è necessario compensare col polso per adattarsi ad un rimbalzo non regolare, meglio ancora se si riesce a giocare con le ginocchia ben piegate per accompagnare il rilascio del colpo. Sicuramente è più efficace giocare colpi al volo per annullare le incertezze dei rimbalzi, costringendo il difensore a tirare da fondocampo improbabili passanti. La parte più complicata del gioco sull'erba è probabilmente proprio il passing game, perché c'è meno tempo per arrivare sulla palla e riuscire a trovare un buon angolo a causa del basso rimbalzo. Per giocare al meglio sull'erba la scuola classica creava giocatori con spiccate doti d'attacco, alla ricerca del massimo controllo nei pressi della rete. Tennisti agili, con colpi da fondo non pesantissimi ma che aiutavano la ricerca della rete, come il rovescio ad una mano slice. Era fondamentale possedere due buone volee, ed i ragazzini erano naturalmente predisposti a trovare una buona posizione sulla rete visto che sull'erba arrivare per primi al net era un consistente vantaggio. Ci sono stati campionissimi della risposta e delle ribattuta, anche sull'erba. Ma la maggior parte dei giocatori era costruita dai maestri per diventare attaccanti puri.

Campo da tennis in Erba Con l'abbandono dell'erba e l'imponente diffusione dei campi in cemento o sintetico la tecnica tennistica si è nettamente evoluta verso il gioco da fondocampo. Allo stesso tempo del cambio di superficie l'ingresso nel mercato delle racchette costruite con materiali tecnologici ha permesso di impostare l'esecuzione dei colpi in modo completamente differente. Adesso è più "facile" costruire un tennista moderno che gioca di ritmo da fondocampo, dotato di una solida condizione fisica, due fondamentali in topspin, maglio se giocati col dritto openstance per sfruttare tutta la forza del corpo in rotazione, ed un rovescio bimane per imprimere con minor accelerazione del braccio una ugual spinta sulla palla. Il gioco di rete è diventato sempre più raro, perché con le nuove racchette si tira più forte, è più difficile conquistar campo verso la rete, e con le estreme rotazioni è diventato assai più conveniente giocare un passante che "rischiare" una difficile volee a rete. Chiaramente il tutto è molto relativo, e questo discorso vale per la massa dei giocatori. Esistono ancora, fortunatamente, straordinarie eccezioni, come l'attuale numero uno del mondo Federer, che a rete è un ottimo tennista e possiede uno splendido tennis d'attacco.

Perché si è arrivati a questo importante cambiamento? Soprattutto per motivi economici. Mantenere un campo in erba naturale costa, molto. La durata dei campi è modesta, i costi di manutenzione sono molto elevati. Per mantenere un campo da tennis in erba in buone condizioni è necessario farlo riposare alcune settimane a rotazione, per consentirgli un naturale ricambio. Economicamente è difficile sopportare un simile stop, a meno che non si parli di un tennis d'elite, come in club di alto livello. Per la massa dei giocatori servono strutture sempre aperte, efficienti, possibilmente a buon mercato, completamente l'opposto dei canoni del tennis su erba! Senza dimenticarsi che per produrre tappeti perfetti per il tennis ci vogliono giardinieri bravi, nella scelta delle erbe, del fondo, del drenaggio e della condizioni per irrigare, dei diserbanti giusti, insomma un mix complesso da portare avanti, anche come competenze botaniche. Facile far crescere un prato da calcio, tutt'altro per un prato da tennis. Nemmeno io so perfettamente come si costruisce un perfetto fondo per un campo da tennis in erba, ci sono competenze specifiche, codificate in decenni di esperienze da parte di maestri giardinieri, che in Inghilterra sono considerati alla pari dei migliori vivaisti commerciali. Inoltre per diffondere sempre più il tennis nel mondo, s'è cercato giustamente di portarlo alla portata di tutti. Solo pochi club possono permettersi una struttura importante come quella che necessitano i campi in erba naturale. Con una distesa di cemento ben fatta si possono ottenere anni di vita per un campo da gioco quasi senza manutenzione!

Certamente il cambio della tecnica di gioco ha fatto storcere il naso a molti amanti del tennis classico, d'attacco. Non è che oggi si giochi peggio, anzi, forse paradossalmente si gioca meglio di prima. Con le nuove tecniche sono possibili colpi che prima non erano nemmeno pensabili. Però il problema di fondo, per me, è che oggi l'insegnamento del tennis è troppo omologato. La rivoluzione copernicana imposta dall'avvento della tecnica Agassi ha portato quasi tutti i maestri nelle scuole tennis a convertirsi a queste novità, dimenticandosi in modo troppo affrettato quel che di buono la scuola classica aveva codificato e tramandato in secoli di vita. Forse questo miracolo tennistico chiamato Federer sta dimostrando che è possibile vincere giocando un tennis assai classico come impostazione, perfetto per un vecchio campo in erba naturale (come i suoi numerosi titoli su erba dimostrano).

Wimbledon finale 1988, cortesia Mason Personalmente adoro il tennis su erba, ho sempre amato il gioco di rete, l'attaccante che sfida a rete i grandi passatori, i contrasti di stile. McEnroe vs Borg, Edberg vs Becker, Agassi vs Rafter, l'erba londinese ha regalato pagine memorabili di sport. Ci sono stati anni dominati dai grandi battitori, soprattutto negli anni '90 il tennis a Wimbledon era troppo simile ad un tiro al piccione, scambi troppo rari, spettacolo rarefatto. Negli anni 2000 però si sono imposti soprattutto giocatori da fondocampo, che tendono a giocare troppo uguale, spingendo col dritto anomalo nella ricerca del punto da fondo. Allora ben venga l'erba (così come la terra rossa), dove naturalmente le condizioni di gioco favoriscono un tennis più vario. I pochi attaccanti rimasti possono esprimersi al meglio, ed i produttori di tennis dal fondo cercano ugualmente un tennis più vario, per non esser messi troppo in difesa. In anni in cui il tennis è un po' troppo omologato, ben vengano i prati, che ci regalano un tennis diverso, più vario, più spettacolare. Fosse per me, cercherei di allungare la stagione del circuito Pro su erba. Ma di questo parlerò presto in un altro articolo, su come vorrei che fosse organizzato il calendario del tennis nell'anno solare.



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