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Profili di Campioni

Mikhail Youzhny, talento e finalmente sostanza

05/03/2007
Youzhny

Mikhail Youzhny è il giocatore più caldo di questo inizio di stagione 2007. Il talento moscovita ha vinto di forza il torneo di Rotterdam, giocando un tennis a tutto campo ricco di qualità e sostanza, sconfiggendo in finale Ljubicic (forse oggi il miglior giocatore in condizioni indoor). Conferma anche a Dubai, dove nel ricco torneo degli emiri batte in modo convincente giocatori del calibro di Berdych e Nadal, perdendo in finale da un Federer sempre più imbattibile, a 41 match vinti consecutivamente. Il talento tecnico non è mai mancato nel gioco del russo, fatto di rovesci bellissimi, angoli acuti ed improvvise accelerazioni. La sostanza è sempre stata la lacuna di Misha, così lo chiamano gli amici.

Uno Youzhny appena ventenne salì alla ribalta mondiale nella finale di Davis 2002 contro la Francia. 2 pari in un palazzo di Bercy gremito. Kafelnikov, non al meglio, resta in panchina a soffrire e viene buttato nella mischia il giovane Misha per il match decisivo all'assegnazione della coppa, mai vinta dai russi. Mathieu l'avversario, anche lui giovane e poco esperto, ma potente nei colpi da fondo e sospinto dal caldo pubblico parigino. Due set di vantaggio per il francese, tutto sembra scritto, ma improvvisamente il volto di Youzhny si fa meno tirato, ormai il match è perduto. Il rovescio inizia a mulinare magie, prendendo spesso in contropiede l'avversario, spesso lasciato fermo da precise accelerazioni lungolinea. Un break nel terzo set, un set vinto di slancio. Salta Youzhny, leggero una volta liberato del peso di una nazione sulle spalle. Rigido invece il francese, spaurito in volto, col pubblico che inizia ad ammutolirsi seguendo il cambio di rotta col russo che rimonta. Due set pari, un quinto drammatico set assegnerà la coppa. Vince Youzhny, che crolla a terra incredulo, non si rende ancora conto di aver segnato la storia del tennis per il suo paese. Una vittoria formidabile, arrivata inaspettata, forse sin troppo presto per Misha, che vede su di se aspettative da campionissimo. Il talento è tanto, tecnicamente ha numeri da top10, ma dentro è quieto, non dico appagato, ma quieto, forse poco consapevole della sua forza, o poco rabbioso nel tirar fuori le unghie quando l'avversario è cattivo in campo. Vive alcune stagioni buone, raggiungendo la quindicesima posizione mondiale e vincendo due tornei (Stoccarda e San Pietroburgo) ma non spicca il volo come molti aspettavano, crolla quando davanti c'è un campione, ed il fisico non lo aiuta con vari stop per problemi fisici.

Vive da classico buon giocatore, per palati fini, ma fuori dalla lotta per i tornei che contano. Fino allo scorso US Open, il torneo della svolta. Già in estate s'era visto uno Youzhny diverso, più aggressivo e determinato. A New York gioca alla grande, lascia le briciole agli avversari, demolendo il forte Robredo del 2006 al quale lascia solo 3 games, fino allo scontro nei quarti contro la furia di Nadal. Io stesso concedo poche chances a Mikhail, memore dello scontro tra i due che vidi dal vivo a Roma nel 2005. Le palle vivaci ed arrotate di Nadal non permettavano a Mikhail di incontrare bene la palla, mettendolo subito fuori dal campo a remare. Invece il nuovo Youzhny prende lettaralmente a pallate Nadal, incapace di reagire ai forti anticipi del russo, bravissimo a prendere immediatamente l'iniziativa col dritto per poi chiudere con dei rovesci in contropiede mortali, strettissimi o perfetti in lungolinea. Tre set e via, a volare in semifinale. Poche volte negli ultimi 2 anni avevo visto Nadal così dominato sul piano del gioco, incapace di costruire la minima difesa contro la precisione e l'aggressività di Youzhny. In semifinale un Roddick straripante al servizio riesce a batterlo in 4 set, ma dentro a Misha è scattato qualcosa, io me ne accorsi subito. Il suo sguardo era meno quieto, più intenso, forse anche per la barba più folta a delinearne il volto fanciullesco; l'atteggiamento in campo è ora sempre aggressivo, non più attendista o passivo come nel passato. Un guaio al piede e problemi familiari l'hanno tenuto fermo per buona parte dell'autunno, ma il 2007 è subito iniziato alla grande con il titolo di Rotterdam, con molte vittorie contro giocatori per lui storicamente ostici e mai sconfitte con giocatori di classifica media. Sempre dimostrando quel tennis nuovo, aggressivo e preciso, con moltissimo agonismo nelle fasi dure del match, quelle in cui prima scappava chiudendosi in se stesso, remissimo.

Youznhy ha sempre giocato un tennis di alto livello, senza lacune tecniche importanti. Potrebbe migliorare il servizio, cercando di più il punto. Col dritto, sopratuttto in cross, è capace di angoli imprendibili, variando improvvisamente potenza e rotazioni. Il rovescio è una perla, un colpo d'altri tempi. Apre con entrambe le mani, ricordando Borg per il modo di portar dietro la racchetta accompagnandola con una forte rotazione del busto e le gambe ben parallele. Poi nella fase attiva del movimento il braccio sinistro si stacca per un impatto ad una sola mano ben davanti al corpo, mascherando in modo perfetto la direzione della palla, altro fattore di vantaggio notevole. La chiusura del colpo è sempre alta, ampia, maestosa, con la racchetta che si slancia dietro a fine corsa, per uno swing aperto ma composto, che pare quasi lento ma che in realtà fa uscire la palla piatta e veloce, incontrando al meglio la palla incidente e sfruttandone tutta l'inerzia. Preferisce il lungoliena, per colpi spesso vincenti e definitivi. Ma anche nella soluzione incrociata è in grado di produrre sbracciate impressionanti per angolo e precisione, il tutto con un anticipo perfetto grazie alla sua naturale coordinazione. Contro Nadal a Dubai ne ha giocato uno strepitoso, incrociato vincente a tutto braccio dopo uno scambio difensivo di 15 colpi, uscendo così vincitore dello scambio più duro del match, con un urlo da guerra liberatorio gridato in faccia al più grande fighter del circuito, che tramortisce un Nadal incredulo. Segno del nuovo Youzhny, cattivo, determinato e vincente.

Youzhny saluto militare
Il moscovita ha fatto parlare di se anche per il curioso modo di congedare il pubblico dopo una vittoria, con il saluto militare usando la racchetta come cappello (come si fa in Russia, mai un saluto militare senza cappello!) ai 4 lati dal campo, ringraziando anche il suo storico coach Boris Sobkin, al suo angolo da ben 14 anni. Cresciuto nel mito di Edberg e del suo rovescio, tanto da lavorarci moltissimo per possederne uno eccellente, Misha è oggi pronto a scalare ancora la classifica ed entrare nel tennis che conta. Con la sua tecnica sopraffina, quel rovescio unico e la capacità di poter giocare al meglio su tutte le superfici, Youzhny si propone in questo 2007 come un potenziale top10, pericolosa mina vagante nei grandi tornei. Ne sono felice perchè adoro quel suo rovescio maestoso, aperto e lineare con cui sa disegnare il campo come pochi, e quel modo di giocare geometrico in accelerazione che ricorda un tennis antico ricco di talento, non di forza bruta.



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