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Profili di Campioni

Michael Stich

Gianni & Rino on the microfone, semifinale di Wimbledon 1991. Stefan Edberg è lanciatissimo, sta giocando probabilmente il suo miglior tennis di sempre, come poi decreterà il trionfale US Open in agosto. Di fronte ha un giocatore nuovo, Michael Stich, tedesco di Germania: faccia seria, a tratti inespressiva. Fisico longilineo, braccia lunghissime, un servizio che pare creato apposta per l'erba. Edberg è dato favorito da tutti, anche da chi non sa nemmeno a cosa serva quella strana riga laterale del campo, chiamato corridoio. Eppure questo Stich è arrivato sorprendentemente alla semifinale del recente Roland Garros, e sta giocando bene, regolare, avanza turno dopo turno quasi inosservato, fino alla semifinale. Edberg ostenta sicurezza con la sua poker-face, serve tranquillo, vince i suoi games con estrema regolarità. Stich però non molla, continua anch'egli a giocare bene, in sicurezza. Clerici afferma: "Edberg oggi ha di fronte un test mica da ridere… , sbaglia chi pensa che sia solo una pratica questo match". Ribatte pronto Rino: "una pratica uno che serve così? Deve stare molto attento… guarda qua che volee del tedesco…"

Il match passerà alla storia come la semifinale persa dall'angelo svedese senza aver mai ceduto il servizio! Stich vincerà tre tiebreak consecutivi dopo aver perso il primo set. In sala stampa un affranto Stefan dice costernato: "Che potevo fare? Non ho mai perso il servizio. Lui ha rischiato nelle occasioni decisive, con fortuna e merito". Il tedesco avrà spesso in carriera giornate di grazia pura, dal tennis stellare, pulito, bellissimo, in cui batterlo era impossibile. Stich la domenica troverà il suo futuro rivale, Boris Becker. La Germania gonfia il petto fiera, con la Graf che domina il femminile, Becker e questo nuovo talento, siamo la nazione guida del tennis mondiale!

Michael Stich Stich vincerà quello Wimbledon, per quello che sarà il suo unico slam vinto. Uno score davvero misero per un giocatore di quel talento, per Herr Tiebreak, come lo ribattezzeranno in patria grazie a quell'impresa contro Edberg. O l'airone, per quelle braccia così lunghe e quella straordinaria abilità di coprire la rete che lascia all'immaginazione un tiramolla in allungo, quasi capace di toccare i due paletti della rete a braccia aperte. L'airone Stich volò conquistando 18 tornei (tra cui Stoccarda, Queen's, Stoccolma), giocando a tratti un tennis da numero uno. Dominò Sampras nella finale del Master 1993, arrivando fino ad essere il numero 2 del mondo al termine di quella stagione che gli regalò 6 trionfi. Eppure mancò nel tennis del tedesco quel qualcosa che lo portasse a vincere di più, che lo mantenesse al vertice più a lungo.

La carriera di Stich infatti fu relativamente breve, ed a strappi. Colpa anche dei problemi fisici, soprattutto al polso; ma il vero peccato originale fu certamente il carattere. Forte, deciso, testardamente tedesco, di una presunzione luciferina. Non era strano vederlo perdere un match continuando ad affossare a mezza rete rovesci, il suo colpo migliore, perché non trovava il colpo in quella giornata. Miopia tattica? No, soltanto la testardaggine e la superbia di dire "troverò il colpo, e vincerò". Umile non lo fu mai, lo racconta chi avuto il piacere di scambiarci due chiacchere, subendo quegli sguardi dall'alto in basso, quella fredda scansione delle parole e dei gesti tutt'altro che accomodante. Probabilmente soffrì anche l'ingombrante connazionale rossiccio, che gli toglieva troppa luce nel palcoscenico nazionale. Oltretutto Boris subì una crisi proprio negli anni migliori di Stich. Michael era all'apice, condusse anche la sua squadra di Davis al successo, ma l'ombra di Boris aleggiava sempre, sopra tutto il tennis tedesco, ed incombente anche sopra di lui. Michael non ha mai ammesso pubblicamente di soffrire questo dualismo: invece io credo che fu un fattore determinante nella sua carriera. I due si dicevano rispettosi l'un dell'altro, senza mai amarsi. Come dimostra quel match a Wimbledon, in terra consacrata ad entrambi, quasi una sfida da Highlanders; prevalse Boris, al fotofinish. Poche volte ho visto esultare Becker come in quel giorno. La faccia scura di Stich con il borsone in braccio mentre lascia il campo sconfitto per 2 punti dice più di mille score tutto quello che quel match significava.

Stich iniziò a giocare tardi. Nato nell'ottobre del '68 a Pinneberg in una buonissima famiglia della borghesia tedesca, Michael amava il tennis da sempre, eccellendo. Però "l'istruzione è più importante del successo sportivo. Nello sport può succedere di tutto, non è giusto indirizzare i giovanissimi all'agonismo senza prima aver costruito l'uomo. Non è giusto mandare un ragazzino allo sbaraglio internazionale senza averlo fatto studiare, senza averlo fatto maturare". Parole sante, che lui incarna in pieno, anche se oggi ormai funziona diversamente. Solo dopo aver praticamente completato gli studi iniziò a giocare seriamente. Presto si videro i risultati, troppo cristallino il suo talento, troppo pulito ed elegante il suo tennis, classico, d'attacco, quasi perfetto.

Il dritto era il suo colpo peggiore, proprio a volergli trovare un difetto. Più che essere cattivo, era molto incostante. Giocato troppo di polso, c'erano giornate in cui aveva difficoltà a trovare la palla, anche per colpa della lunghe leve che lo costringevano a piegarsi molto; tendeva anche a strapparlo frontalmente, e nel complesso del suo tennis classico ed elegante risultava assai macchinoso. Per assurdo lo lasciava andar meglio quando era sotto pressione, come nei recuperi o in corsa verso destra, perché in quei casi lasciava andare di più l'intero braccio, assecondando così l'inerzia della racchetta, trovando profondità e molti winners. Male invece il colpo dal centro, peggio se contro una palla senza peso. Il giocar così il dritto gli costò anche un severo trauma al polso, che con alti e bassi condizionò la sua carriera. Bellissimo il rovescio! Colpo naturale ad una mano, che si è portato "da casa". Gesto a tutto braccio, iniziava con una apertura completa dietro la schiena, il tutto molto raccolto, velocissimo, con la tendenza ad abbassare leggermente la spalla per trovare l'equilibrio nella fase successiva del rilascio. Abilissimo nel trovare l'appoggio ideale con la gamba portante, in modo da scaricare tutto il peso girando sul fulcro del bacino. Colpiva la palla ben davanti con un perfetto sincronismo di tutto il corpo, che ruotava insieme al braccio-racchetta per finire alto, guardando le stelle e gli dei del tennis, compiaciuti nel vedere un così bel gesto. Al contrario del dritto, l'azione del polso nel rovescio era limitata, e solo nei recuperi estremi o nei tagli per controllo (o discese a rete) il polso esercitava un ruolo importante. Ebbe anche lì la sfortuna di giocare contemporaneamente ad un certo Edberg: senza lo svedese tutti avrebbero notato il suo rovescio, il più bello del circuito insieme a quello del biondo e più famoso rivale. Anche a rete Michael è stato un vero artista. Tocco dolcissimo, grande capacità di raccogliersi per controllare anche le palle basse, più insidiose viste le sue lunghe leve. Bravissimo nella prima volee in avanzamento, secondo forse solo ad Edberg in quel colpo. Meglio nella parte sinistra, come tutto il suo gioco. Insuperabile sopra la testa, meglio rischiare un passante difficile che avventurarsi contro il suo smash, implacabile dal suo metro e novanta abbondante.

Sono rimasto molte volte estasiato di fronte al tennis elegante e completo di Stich. Quando trionfò a Wimbledon il suo gioco pareva fatato, tanto era sicuro al servizio, tanto era impavido nella risposta ed a rete. Come non ricordare il Masters vinto contro i migliori del mondo. Ma il match che più mi è rimasto negli occhi è la vittoria al Roland Garros contro il "gladiatore" Muster nel 1996. Dominò l'austriaco (che era il campione in carica), dandogli una vera lezione di tennis a tutto campo su terra, uscendo tra una valanga di applausi, compresi quelli del suo rivale. Poche volte ho visto un giocatore d'attacco reggere così bene lo scambio dal fondo, scherzare sulla palla velenosa del lottatore austriaco, cambiare improvvisamente schemi di gioco, con palle corte alternate a discese a rete in controtempo; un trionfo di rovesci, toppati, tagliati e poi improvvisamente vincenti, in accelerazioni imprendibili anche per il più grande terraiolo del circuito. Una vhs di quel match dovrebbe esser conservata sotto chiave e benedetta ogni mattina da un maestro di tennis che si rispetti! Arrivò fino alla finale di Parigi, persa contro il "principe" Kafelnikov, in una delle più belle edizioni di sempre del Roland Garros, sicuramente la migliore degni anni 90.

Altri risultati di assoluto prestigio sono la finale agli US Open nel 1994, quando solo un "Lazzaro" Agassi riuscì a fermarlo. In Australia vanta una semifinale nel 1993 persa contro Courier. Un altro match incredibile fu la semifinale a Wimbledon contro Pioline nel 1997, quando si arrese solo al 5° set contro un avversario in giornata di grazia. Ricordo molto volentieri il tennis di Stich proprio perché lo associo a decine di incontri veramente spettacolari, tra i migliori del suo decennio. Come non ricordarlo anche nella straordinaria Coppa del Grande Slam, persa in finale da Korda! Una edizione con match da cineteca, in cui Michael fu grande protagonista. Stich in campo era molto spesso sinonimo di grande tennis. Era inoltre uno di quei giocatori capace di elevare lo standard del suo gioco nelle grandi occasioni. Lo dimostra il fatto che abbia chiuso la carriera con un bilancio positivo negli head-to-head contro molti giocatori formidabili, tra cui Courier e… Sampras! Chi può vantare questo "piccolo" gioiellino nella sua cassaforte dei ricordi agonistici? Quasi nessuno, visto che si trattava del miglior Sampras, al pieno delle sue potenzialità. Ha sempre sofferto Agassi, contro il quale ha perso sei volte su sei. La sua grande abilità sotto rete ne ha fatto un doppista naturale, come dimostra il suo positivo contributo in Davis, ma soprattutto il titolo di Wimbledon vinto insieme a John McEnroe e la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Barcellona insieme all'amico/rivale Becker nel 1992.

Decise di ritirarsi presto, anche a causa dei problemi fisici, ma soprattutto per mancanza di ulteriori motivazioni. Ha avuto recentemente un ingaggio dalla federazione tedesca come capitano di Davis, poi risolto burrascosamente, in una querelle dall'esito ancora incerto. Certamente non gli mancano le attività fuori dal campo, visti i suoi molteplici interessi economici ed umanitari che cura personalmente, con l'ausilio della moglie Jessica, …un tipino davvero niente male! Attrice di professione (o aspirante tale, visto che nemmeno in patria ha mai riscosso un vero successo), ha vinto certamente l'Oscar come moglie più brava a recitare il ruolo di supporter in tribuna, enfatizzando ogni attimo dei match del maritino e "meritandosi" così decine di inquadrature più o meno grottesche. Inoltre incasinava spesso le giornate ed i tornei di Michael, come quella volta che fu letteralmente arrestata a Roma dai vigili capitolini per giuda spericolata e mancato stop alle loro intimazioni… Stich comunque fondò insieme a lei una associazione dedita alla raccolta di fondi per l'istruzione ed il mantenimento dei bambini in difficoltà, con un buon successo. Portava sempre il logo della fondazione sulla manica della maglietta da gara, sacrificando gli introiti di un possibile mini-sponsor e devolvendo alla causa parte dei suoi guadagni. E' diventato, sempre insieme all'inseparabile compagna, ambasciatore delle Nazioni Uniti nel 1999, impegnandosi in vari viaggi in Africa per sostenere in prima persona la lotta all'Aids ed alla malnutrizione nel continente più povero del mondo. Non sarà mai ricordato come una persona simpatica, ma, senza farsi troppa pubblicità, è davvero impegnato nel sociale, concretamente. Non è impossibile che in futuro lo si possa vedere all'angolo di qualche giovane talento, visto che l'insegnamento è una professione che l'ha sempre affascinato.






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