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Profili di Campioni

Jim Courier

"Quando entrai nell'accademia di Bollettieri, ero consapevole di poter diventare un buon professionista. Decisi che avrei dedicato a questo obbiettivo ogni mia forza, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Non avrei mai pensato di poter essere il numero uno del mondo!" Questo è Jim, anzi, Big Jim Courier, uno dei giocatori più sorprendenti della storia del tennis moderno. Dotato di un talento tecnico modesto, riuscì a dominare per qualche stagione il tennis maschile grazie ad un esplosivo mix di agonismo, forza atletica, coraggio e determinazione.

Jim Courier Nick Bollettieri lo ricorda da giovane così: "Arrivò alla mia accademia già ben formato fisicamente. Lo vidi giocare di diritto, e capii che con pochi aggiustamenti avremmo messo su un'arma devastante. Gli preparavamo delle tabelle d'allenamento differenziate dal resto dei ragazzi. Dopo pochi giorni si presentava a noi, quasi scusandosi, per chiedere di aumentargliele! Anzi, si lamentava di non trovare nessun altro ragazzo disposto a correre alle sei di mattina come era solito fare lui…! Non ho mai trovato un altro ragazzo con la sua fame di agonismo e di allenamento. Grazie alle sua dedizione, forza fisica e coraggio ha superato ogni limite tecnico. Avere un ragazzo così è il sogno di ogni allenatore, era un esempio per tutti gli altri". Tuttavia l'idillio tra Jim ed il guru della florida non fu lungo. Mal sopportava Courier che tutte le luci fossero per il "fosforescente" Agassi. Non per gelosia, ben inteso. Solo che per Courier i gradi si guadagnano sul campo, e non per altri meriti più commerciali che agonistici. Non furono mai troppo amici i due giocatori. Lo si vedeva bene dalle loro sfide, spesso scintillanti. La palline chiedevano letteralmente pietà, sperando che i nove giochi del cambio palle arrivassero più in fretta possibile, tanto venivano maltrattate a forza di bordate dal fondo!

Courier doveva essere il più scarso della covata incredibile di statunitensi che arrivò alla fine degli anni '80: Sampras, Agassi, lo stesso Chang che stupì il mondo al Roland Garros 1989. Invece fu proprio Courier a dominare per primo il tennis, imponendo la sua forza brutale e la sua grinta. Vederlo giocare era una esperienza unica, sembrava un toro ferito alla caccia disperata del suo carnefice, davvero vedeva rossa ogni pallina da tennis! Mi ricordo un suo allenamento al Foro Italico, anno 1992. Sabato mattina, arrivò sul campo un dieci minuti prima di Ferriera, nell'attesa corse intorno, tanto per sgranchirsi un po'. Poi iniziarono le prime palle, per prender confidenza. Improvvisamente Jim esplode un dirittone dei suoi, e Wayne rimane un po' sorpreso per l'improvvisa violenza del colpo. Si avvicina al sudafricano il coach di Jim, Higueras, forse per rassicurarlo un po', o spiegargli cosa volesse Courier. Da li in avanti ci fu un crescendo di pallate incredibili, di una violenza inaudita, tanto che lo stesso Ferriera andava in difficoltà già ai primi dardi di Big Jim. Dopo una sequenza terrificante, Ferriera prese le sue racchette e stizzito uscì dal campo, andandosene negli spogliatoi senza dire una parola. Jim prima rimase li un po' allibito, poi fece un sorrisone complice verso il suo staff, mentre aspettava il prossimo sparring, il "diavolo della Tasmania" Fromberg, …che per la cronaca riuscì a resistere al massacro per circa 20 minuti.

La cosa imbarazzante era che Courier non si stancava un minimo, ci dava dentro ad ogni palla come fosse l'ultima della sua vita, azzannando l'avversario anche in quei palleggi innocui, mentre quello doveva esser solo l'allenamento di rifinitura prima della semifinale contro Chang nel pomeriggio. Neanche a dirlo, Jim vinse il torneo, ottimo viatico per il suo secondo successo al Roland Garros di poche settimane dopo. In questo personale aneddoto c'è tutta l'essenza di Courier. Jim in campo era una belva inferocita, ti aggrediva con il suo diritto poderoso, correva in ogni angolo del campo per metterti pressione, sposandosi per cercare di colpire col dritto; non aveva paura di scendere a rete se necessario. Mai ho visto un giocatore con il suo coraggio: nelle occasioni importanti lui ci dava dentro, mai un attimo di esitazione. Fece sensazione in quelle magiche annate, dal 1991 al 1993, in cui pareva inarrestabile. Soprattutto nei primi sei mesi di quegli anni fu quasi imbattibile.

Rovescio Baseball Tecnicamente Courier non era un giocatore completo. Il suo servizio era buono, ma l'azione non era molto efficiente, perché dava una frustata finale con il suo braccione potentissimo, ma non sfruttava al meglio il peso del suo corpo. Comunque ricavava parecchi punti diretti, e soprattutto il servizio gli permetteva di guadagnare una posizione dominante in campo, per esercitare la sua pressione. Il diritto era invece un'arma micidiale. Si costruì un movimento tutto suo, inimitabile, perché solo possedendo la sua forza è possibile tirare con violenza con quella meccanica esecutiva. Era un movimento brevissimo, quasi senza apertura, tutto di avambraccio: schiacciava la palla quasi fosse uno smash al rimbalzo con un'azione velocissima e potente del gomito e della spalla, con un'azione importante nel momento della chiusura da parte del polso, per una frustata piatta o leggermente in top di rara potenza. Quasi mai giocava colpi interlocutori perchè il suo tennis si basava sulla pressione mantenendo l'iniziativa, visto che Jim era più forte in attacco che in difesa, dove a volte difettava di sensibilità. Soprattutto nella direttrice anomala era ingiocabile.

Il rovescio era più debole, più simile ad uno swing del baseball che un colpo da tennis! Fu costruito tutto un personaggio su quest'aspetto del suo gioco, visto che Jim amava il baseball avendolo praticato da bambino, e sicuramente quel gesto così piatto, con i bracci tesissimi e avanzati, ricorda perfettamente la battuta con la mazza. Il suo lungimirante sponsor arrivò a confezionargli una divisa da gioco che tanto ricordava quella dei campioni delle Major league, comprendendo anche l'inseparabile cappellino, utile si, ma anche feticcio portafortuna che Jim indossava sempre, anche al coperto. "mi limita la visuale, è si un portafortuna, ma mi aiuta a tenere alta la concentrazione" si giustificava Courier. Bellissima una pubblicità che girava per le tv di tutto il mondo in quel periodo, che ritraeva Jim nelle sue allucinanti sedute atletiche, scandendo una giornata al ritmo dei suoi allenamenti. Lavoro, Lavoro, Fatica.

Eppure Courier è una persona estroversa e divertente per davvero. Raramente staccava dal lavoro, ma nelle poche occasioni che si prendeva per il suo relax si trasformava completamente. Lungi dall'essere un artista in campo, prototipo della macchina da guerra se mai ce n'è stata una, Jim coltivava moltissimi interessi extra tennistici, che allietano adesso la sua vita da pensionato sportivo. Ama moltissimo la cultura, i classici. Potevi, in conferenza stampa al Roland Garros, colloquiare con Jim su quale ala del Louvre preferisse e perché, mentre i suoi più celebrati colleghi Sampras ed Agassi non sapevano nemmeno cosa fosse quel posto, e dove fosse!

Courier Musicista Grande virtuoso della musica, in quel di Montecarlo invitava altri amici tennisti-musicisti a suonare con lui. Batterista notevole, ma anche discreto chitarrista, improvvisava jam sessions di rara intensità, spaziando dal blues al rock, con energia ma anche buon gusto. Come per la moda, che ha sempre amato, e così la nouvelle cousin francese. Un grande amore quello con la Francia, che gli regalò anche l'amore sotto forma di una splendida ragazza. Lettore avido, arrivò portarsi un libro in campo durante un match del Master contro Medvedev, ma non per schernire l'avversario, del quale portava sempre il massimo rispetto, ma perché voleva assolutamente finire quel capitolo! Davvero una persona poliedrica ed interessante, lontanissimo da quello che lasciava trasparire in campo, da quel fuoco che lo animava spingendolo ad avventarsi con la rabbia di un barbaro contro ogni pallina.

Nato nell'agosto del 1970, la carriera tennistica di Courier vede il suo primissimo battesimo proprio in Italia, dove vinse il trofeo Bonfiglio nel 1987, dopo aver vinto l'anno precedente l'Orange Bowl. Passato professionista nel 1988, vinse il suo primo torneo open 1989, sconfiggendo a Basilea per 7-5 al quinto set il grande Stefan Edberg. Fu quella la loro prima sfida di una lunga rivalità, che ci regalò momenti tennistici di rara bellezza ed intensità visto il contrasto di stile tra i due atleti. Jim cresce lentamente ma costantemente, restando sempre nelle retrovie rispetto ad Agassi e Sampras, fino all'esplosione del 1991. Inizia l'anno alla grande imponendosi ad Indian Wells ed al Lipton, fino alla sorprendente vittoria al Roland Garros, suo primo slam, in cui sconfisse Edberg, Stich (che da li ad un mese avrebbe vinto a Wimbledon) ed Agassi in finale. Ottimi piazzamenti sul cemento americano in estate, fino alla finale persa all' US Open nettamente contro Edberg, "una vera lezione di tennis, che non dimenticai per tutto l'inverno. Fu bellissimo ritrovarlo in finale in Australia, poter dimostrare a me stesso che io potevo batterlo anche sul veloce". Courier chiuse la stagione '91 da numero 2, alle spalle di Edberg, ma si prese la rivincita sul rivale proprio al Melbourne Park, dove sotto un sole cocente fece valere la sua forza e resistenza fisica, aggiudicandosi il suo secondo titolo dello slam. Jim pare inarrestabile, gioca a livelli altissimi per tutta la primavera, perde solo un paio di match prima del Roland Garros, in cui difende vittoriosamente il titolo contro Korda. La seconda parte della stagione tira un po' il fiato, dopo aver dominato ogni avversario nei primi mesi. Perde una combattuta semifinale all'US Open contro Sampras e la finale del Master contro Becker in Germania. Chiude l'anno '92 giustamente da numero uno, traguardo davvero insperato ad inizio carriera!

Inizia di nuovo l'anno '93 alla grande in Australia: stessa finale contro Edberg, stessa vittoria sotto un caldo opprimente. Ancora una grandissima cavalcata nei primi mesi dell'anno. Non c'è modo di sconfiggerlo, la sua intensità è inarrestabile, il suo diritto impossibile da contenere. Perde però la finale del Roland Garros contro Sergi Bruguera. Compie l'impresa di arrivare in finale a Wimbledon, sconfiggendo a sorpresa in semifinale Edberg, forse aiutato nell'impresa dall'"erba battuta" del centrale, in una edizione rarissima senza una goccia di pioggia che rese il campo quasi un rosso più che un verde. Perde però la finale contro Sampras, e qua avviene il sostanziale passaggio di consegne che segna l'inizio dell'epopea di Pete sul trono del mondo del tennis. Chiude la stagione al terzo posto del ranking. L'anno 1994 è modesto, inizia a perdere intensità e motivazione. Risultati di rilievo pochi, niente di paragonabile ai tre anni precedenti. Meglio la stagione 1995, ma senza acuti negli slam eccetto la semifinale dell'US Open. Courier gioca ancora bene, ma non con la stessa intensità. Era prevedibile che dopo anni passati a sputare sangue arrivasse il cambio di ritmo in negativo, che la macchina da guerra s'inceppasse. Continua a giocare fino al 1998 a buon livello, con diverse vittorie in tornei minori e parecchi scontri vincenti con i big. Ma non torneranno più le annate incredibili dei primi anni 90.

Da persona intelligente come è sempre stato, decide di dire basta nel 1999, quando, ancora integro fisicamente, è un tennista forte, ma non più da corsa per gli slam. "Sono più che soddisfatto per la mia carriera. Peccato non aver mai vinto l'US Open, il torneo che sognavo da bambino". Il bilancio della sua carriera è stato straordinariamente positivo. Ha dominato il tennis per qualche stagione, vincendo complessivamente 23 tornei (di cui 4 dello slam) e due coppe Davis, terrorizzando gli avversari con la sua forza, brutalizzandoli a furia di diritti imprendibili. Adesso si diletta commentando ogni tanto il tennis in tv per vari network americani, giocando a Golf e godendosi la sua vita ricca di interessi. A noi appassionati restano le sue battaglie dal fondo e la sua rabbiosa furia agonistica.







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