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Marcos Baghdatis, tennis col sorriso, un futuro campione

10/01/2007
Marcos Baghdatis

"In un 2007 dominato da Federer e della sua rivalità con Nadal, molti si aspettavano l'esplosione definitiva di qualche giovane classe 85/87. Ci sono stati segnali positivi da Berdych, che ha battuto più volte Nadal; Murray ha sconfitto Roger ed ha segnato notevoli progressi in classifica grazie al lavoro con Gilbert, così come Djokovic in netta ascesa, e Gasquet che, al rientro da un serio infortunio, ha vinto alcuni tornei ATP su varie superfici. Nessuno però ad inizio stagione si aspettava che la vera rivelazione dell'anno potesse essere Marcos Baghdatis.

Il cipriota è esploso fragorosamente all'Australian Open d'inizio stagione, dove ha disputato un torneo eccezionale, sconfiggendo uno dopo l'altro giocatori del calibro di Stepanek, Roddick, Ljubicic e Nalbandian, al quale ha rimontato due set di svantaggio, issandosi sino alla finale in cui ha strappato il primo set a sua maestà Federer, impensierendolo non poco sul piando del gioco. Col rovescio lungolinea incontrava benissimo la palla di Roger infilandolo più volte, e per due set ha servito con continuità mantenendo spesso il pallino del gioco. Dopo la cavalcata di Melbourne ha raggiunto i quarti ad Indian Wells, sconfitto da Nadal. Non ha brillato sulla terra rossa europea, a Roma ha perduto un match strano contro Roddick. Sull'erba invece ha saputo sfruttare al meglio la sua rapidità nel cercare la palla e la velocità di esecuzione arrivando in semifinale in Olanda a S-Hertogenbosch, e soprattutto disputando uno Wimbledon incredibile. Dopo il ritiro di Pavel batte l'esperto Grosjean, domina l'emergente Murray in tre set infliggendogli una lezione di anticipo sulla palla, e stupisce tutti battendo nei quarti Lleyton Hewitt, campione a Londra nel 2002, giocando punti straordinari nei momenti decisivi del match, dimostrando classe e freddezza da campione. In semifinale si fa travolgere dal vigore di Nadal, in forma clamorosa, ma esce dal campo col sorriso e con l'ovazione del pubblico inglese. Tira il fiato in estate, con risultati modesti, ma all'US Open gioca contro Agassi uno dei match migliori dell'anno per pathos, intensità degli scambi e qualità tecnica. Poteva essere l'ultimo match di André, Marcos gli rimonta due set fino al drammatico quinto, perso per 7/5 con un'alternanza di situazioni da film. Un abbraccio fraterno tra i due campioni a fine match, con il pubblico impazzito a salutarli, e lo stesso André che lo pronostica come futuro campione.

Non finisce qua la stagione di Baghdatis, che vince a Pechino il suo primo torneo ATP in carriera giocando una finale da sogno contro Ancic, dominato in tutti i settori di gioco. Era in corsa per un posto al Masters che avrebbe meritato, ma un problema fisico dopo la trasferta cinese gli ha impedito di giocare gli ultimi tornei, perdendo l'occasione di sfidare i migliori 8 dell'anno. Una stagione eccezionale per un ragazzo ventenne che iniziava l'annata da semisconosciuto. Era stato campione mondiale Junior, ma problemi fisici importanti ne avevano frenato la crescita, facendone perdere le tracce.

Tecnicamente Baghdatis è un giocatore notevole, moderno. Possiede tutti i colpi fondamentali, è capace di trasformarsi all'interno dello stesso scambio da ottimo contrattaccante (grazie a gambe reattive ed alla capacità di trovare facilmente appoggi e coordinazione) a produttore di gioco con accelerazioni definitive sia di dritto che di rovescio. Ottima la frustata in cross di dritto, come eccellente è la botta di rovescio lungolinea, mortale per tutti i colpitori che amano spostarsi a tirare il dritto anomalo. Inoltre col servizio riesce a produrre molti aces, variando traiettorie ed effetti, il tutto grazie ad una notevole accelerazione del braccio e coordinazione, visto il suo fisico da normotipo. Il tocco di palla è molto educato, anche sotto rete pur difettando di posizione riesce a chiudere bene il punto, trovando la palla con la sua eccezionale reattività. Marcos ha delle gambe straordinarie, non tanto come corsa pura quanto per elasticità, reattività e facilità di dominare il campo sia dietro la riga di fondo che in avanzamento. Anche se preso in contropiede riesce a "sgommare" come una trottola e buttarsi sulla palla con felina rapidità, uno spettacolo vederlo rincorrere un cross e tirare in allungo un dritto vincente, trovando una perfetta coordinazione in modo misterioso. Il personaggio è strardinario, uno spot incredibile per il tennis moderno, fatto di atleti perfetti come Federer ma troppo algidi, poco showman.

Marcos Baghdatis
Ogni match di Marcos è divertimento puro per i suoi colpi vari ed efficaci, e per il suo modo di stare il campo, ricco di salti, sorrisi, smorfie da clown, linguaccie per autosbeffeggiarsi, atteggiamenti devoti (è molto credente) con ripetuti segni della croce nelle situazioni calde, invocazioni divine e ringraziamenti al pubblico che sempre lo segue ed apprezza. Tutti gesti mai provocatori, spontanei. Non che non lotti in campo, tutt'altro, ma è un fighter col sorriso, che si lascia andare esplodendo i suoi sentimenti in modo natuale con gesti divertenti e solari. Ride spesso tra un punto e l'altro, ma poi, quando si appresta a servire, dopo essersi passato la palla tra le gambe come vezzo scaramantico, torna serio, concentrato: "adoro farmi passare la palla così, con un colpetto di rimbalzo tra le gambe, l'ho visto fare a Federer contro di me, è divertente, e se ha portato così bene a lui..." Baghdatis è molto solare, come la splendida Cipro in cui è nato e della quale è diventato idolo assoluto: basti pensare che durante le fasi finali degli scorsi Australian Open nessuno lavorava durante i suoi match, tutti trasmessi in diretta tv e seguiti con una tensione assoluta persino nelle scuole, dotate di tv per l'occasione storica. In un paese in cui tutti giocano a calcio, in cui quasi non ci sono campi da tennis coperti (ed in totale sono meno di 100) e gli unici a conoscere a fondo le regole e gli atleti sono i turisti che affollano le molte strutture alberghiere, si sta vivendo grazie a Marcos un vero boom. Pochi i negozi attrezzati con racchette per bambini, finirono fuori di stock dopo il clamoroso Wimbledon, così che scatoloni pieni di racchettine furono ordinati in fretta e furia per soddisfare l'enorme richesta estiva. Come i campi da calcetto che (udite udite) vengono sostituiti con campi ibridi dotati anche delle righe per il tennis... A furor di popolo Marcos ha pure scampato il severo servizio militare che, per età, l'avrebbe privato per ben 2 anni della possibilità di viaggiare e giocare.

Durante gli Australian Open ha fatto parlare di se anche per la fidanzatina, Camille Neviere, giovane modella francese dal faccino angelico, che lo sosteneva saltando ad ogni punto immersa nella piccola colonia di fans ciprioti presenti a Melbourne. Voci di crisi tra i due in estate, solo gossip dicono; di sicuro lei è diventata una delle icone più cliccate dai teenager sul web. Ha appena pubblicato un libro, già best seller nel suo paese, presentandolo così: "Ho solo 20 anni e sono appena diventato uno dei migliori tennisti al mondo. Questo libro è un ringraziamento a coloro che amo, ed un modo per parlare di me a coloro che sono interessati a conoscermi meglio" La sua storia è quella di un ragazzo normale, di una famiglia borghese amante dello sport. "Devo ringraziare mio padre Christos se ora sono un tennista. Ama tutti gli sport ed era determinato a far diventare un suo figlio un campione della racchetta. Iniziai giovanissimo, a soli 7 anni andai a Limassol nel club più importante del paese. Per problemi di famiglia non giocai per due anni, ma ad 11 ripresi trasferendomi nel centro tecnico nazionale di Nicosia, con strutture più professionali.Durante un torneo in Francia fui notato e messo in contatto con Patrick Mouratoglou, direttore di un importante accademia. Firmammo un accordo e iniziai a vivere a Parigi. Duro l'inizio, lontana la famiglia, non capivo una parola di francese, molto diversa la capitale dalla mia isola, ma nel 2003 vennero i primi ottimi risultati junior, inizia la mia vera carriera. Nel 2004 e 2005 vari problemi fisici, come l'operazione al braccio, ma non ho mai perso la fiducia, ed i risultati sono arrivati! Se sento la pressione? Beh, certo, dopo gli Australian Open tutto è cambiato, molti si aspettano grandi cose da me, ad ogni torneo. Però devo abituarmi, mi sto abituando sempre di più, e grazie al mio team riesco a mantenere le stesse routine di prima, voglio restare quello di prima! Ho molta fiducia nel mio coach, è come un fratello per me, mi sta insegnando sempre di più a lottare nei match. Come preparo i match con lui? Beh, spesso è lui che guarda i match dei miei rivali, io preferisco andar a letto presto, magari con la mia fidanzata... e parliamo la mattina dopo insieme. Mi ha aiutato tantissimo ad avere piu' fiducia nei miei mezzi. Ora so cosa posso fare e che posso arrivare in alto. La semifinale di Wimbedlon e' stata un'ulteriore conferma. Credo proprio di essere pronto a vincere un torneo del Grande Slam. Amo correre, tirare la palla negli angoli, divertirmi in campo provando cose nuove e diverse, migliorarmi ogni giorno."

Marcos ha tutte le qualità per primeggiare. Tecnicamente è già un giocatore più che completo, deve cercare di mantenere alta la qualità del suo tennis per tutto l'incontro, migliorando la risposta al servizio, spesso di puro contenimento. E magari riuscire a trovare i migliori automatismi anche su terra, dove quest'anno ha raccolto ben poco. Il 2007 sarà un'annata difficile, molti punti da difendere già ad inizio stagione. Entrare nei top10 mantenendo l'attuale classifica media e vincere qualche torneo di buon livello sarebbe già molto positivo, ma Baghdatis è ambizioso, qualità dei grandi campioni, e non si pone limiti.



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