
"In un 2007 dominato da Federer e della sua rivalità
con Nadal, molti si aspettavano l'esplosione definitiva di qualche giovane
classe 85/87. Ci sono stati segnali positivi da Berdych, che ha battuto
più volte Nadal; Murray ha sconfitto Roger ed ha segnato notevoli progressi
in classifica grazie al lavoro con Gilbert, così come Djokovic in netta
ascesa, e Gasquet che, al rientro da un serio infortunio, ha vinto alcuni
tornei ATP su varie superfici. Nessuno però ad inizio stagione si aspettava
che la vera rivelazione dell'anno potesse essere Marcos Baghdatis.
Il cipriota è esploso fragorosamente all'Australian Open d'inizio stagione,
dove ha disputato un torneo eccezionale, sconfiggendo uno dopo l'altro giocatori
del calibro di Stepanek, Roddick, Ljubicic e Nalbandian, al quale ha rimontato
due set di svantaggio, issandosi sino alla finale in cui ha strappato il
primo set a sua maestà Federer, impensierendolo non poco sul piando del
gioco. Col rovescio lungolinea incontrava benissimo la palla di Roger infilandolo
più volte, e per due set ha servito con continuità mantenendo spesso il
pallino del gioco. Dopo la cavalcata di Melbourne ha raggiunto i quarti
ad Indian Wells, sconfitto da Nadal. Non ha brillato sulla terra rossa europea,
a Roma ha perduto un match strano contro Roddick. Sull'erba invece ha saputo
sfruttare al meglio la sua rapidità nel cercare la palla e la velocità di
esecuzione arrivando in semifinale in Olanda a S-Hertogenbosch, e soprattutto
disputando uno Wimbledon incredibile. Dopo il ritiro di Pavel batte l'esperto
Grosjean, domina l'emergente Murray in tre set infliggendogli una lezione
di anticipo sulla palla, e stupisce tutti battendo nei quarti Lleyton Hewitt,
campione a Londra nel 2002, giocando punti straordinari nei momenti decisivi
del match, dimostrando classe e freddezza da campione. In semifinale si
fa travolgere dal vigore di Nadal, in forma clamorosa, ma esce dal campo
col sorriso e con l'ovazione del pubblico inglese. Tira il fiato in estate,
con risultati modesti, ma all'US Open gioca contro Agassi uno dei match
migliori dell'anno per pathos, intensità degli scambi e qualità tecnica.
Poteva essere l'ultimo match di André, Marcos gli rimonta due set fino al
drammatico quinto, perso per 7/5 con un'alternanza di situazioni da film.
Un abbraccio fraterno tra i due campioni a fine match, con il pubblico impazzito
a salutarli, e lo stesso André che lo pronostica come futuro campione.
Non finisce qua la stagione di Baghdatis, che vince a Pechino il suo primo
torneo ATP in carriera giocando una finale da sogno contro Ancic, dominato
in tutti i settori di gioco. Era in corsa per un posto al Masters che avrebbe
meritato, ma un problema fisico dopo la trasferta cinese gli ha impedito
di giocare gli ultimi tornei, perdendo l'occasione di sfidare i migliori
8 dell'anno. Una stagione eccezionale per un ragazzo ventenne che iniziava
l'annata da semisconosciuto. Era stato campione mondiale Junior, ma problemi
fisici importanti ne avevano frenato la crescita, facendone perdere le tracce.
Tecnicamente Baghdatis è un giocatore notevole, moderno. Possiede tutti
i colpi fondamentali, è capace di trasformarsi all'interno dello stesso
scambio da ottimo contrattaccante (grazie a gambe reattive ed alla capacità
di trovare facilmente appoggi e coordinazione) a produttore di gioco con
accelerazioni definitive sia di dritto che di rovescio. Ottima la frustata
in cross di dritto, come eccellente è la botta di rovescio lungolinea, mortale
per tutti i colpitori che amano spostarsi a tirare il dritto anomalo. Inoltre
col servizio riesce a produrre molti aces, variando traiettorie ed effetti,
il tutto grazie ad una notevole accelerazione del braccio e coordinazione,
visto il suo fisico da normotipo. Il tocco di palla è molto educato, anche
sotto rete pur difettando di posizione riesce a chiudere bene il punto,
trovando la palla con la sua eccezionale reattività. Marcos ha delle gambe
straordinarie, non tanto come corsa pura quanto per elasticità, reattività
e facilità di dominare il campo sia dietro la riga di fondo che in avanzamento.
Anche se preso in contropiede riesce a "sgommare" come una trottola e buttarsi
sulla palla con felina rapidità, uno spettacolo vederlo rincorrere un cross
e tirare in allungo un dritto vincente, trovando una perfetta coordinazione
in modo misterioso. Il personaggio è strardinario, uno spot incredibile
per il tennis moderno, fatto di atleti perfetti come Federer ma troppo algidi,
poco showman.

Ogni match di Marcos è divertimento puro per i suoi colpi vari ed efficaci,
e per il suo modo di stare il campo, ricco di salti, sorrisi, smorfie da
clown, linguaccie per autosbeffeggiarsi, atteggiamenti devoti (è molto credente)
con ripetuti segni della croce nelle situazioni calde, invocazioni divine
e ringraziamenti al pubblico che sempre lo segue ed apprezza. Tutti gesti
mai provocatori, spontanei. Non che non lotti in campo, tutt'altro, ma è
un fighter col sorriso, che si lascia andare esplodendo i suoi sentimenti
in modo natuale con gesti divertenti e solari. Ride spesso tra un punto
e l'altro, ma poi, quando si appresta a servire, dopo essersi passato la
palla tra le gambe come vezzo scaramantico, torna serio, concentrato: "adoro
farmi passare la palla così, con un colpetto di rimbalzo tra le gambe, l'ho
visto fare a Federer contro di me, è divertente, e se ha portato così bene
a lui..." Baghdatis è molto solare, come la splendida Cipro in cui è nato
e della quale è diventato idolo assoluto: basti pensare che durante le fasi
finali degli scorsi Australian Open nessuno lavorava durante i suoi match,
tutti trasmessi in diretta tv e seguiti con una tensione assoluta persino
nelle scuole, dotate di tv per l'occasione storica. In un paese in cui tutti
giocano a calcio, in cui quasi non ci sono campi da tennis coperti (ed in
totale sono meno di 100) e gli unici a conoscere a fondo le regole e gli
atleti sono i turisti che affollano le molte strutture alberghiere, si sta
vivendo grazie a Marcos un vero boom. Pochi i negozi attrezzati con racchette
per bambini, finirono fuori di stock dopo il clamoroso Wimbledon, così che
scatoloni pieni di racchettine furono ordinati in fretta e furia per soddisfare
l'enorme richesta estiva. Come i campi da calcetto che (udite udite) vengono
sostituiti con campi ibridi dotati anche delle righe per il tennis... A
furor di popolo Marcos ha pure scampato il severo servizio militare che,
per età, l'avrebbe privato per ben 2 anni della possibilità di viaggiare
e giocare.
Durante gli Australian Open ha fatto parlare di se anche per la fidanzatina,
Camille Neviere, giovane modella francese dal faccino angelico, che lo sosteneva
saltando ad ogni punto immersa nella piccola colonia di fans ciprioti presenti
a Melbourne. Voci di crisi tra i due in estate, solo gossip dicono; di sicuro
lei è diventata una delle icone più cliccate dai teenager sul web. Ha appena
pubblicato un libro, già best seller nel suo paese, presentandolo così:
"Ho solo 20 anni e sono appena diventato uno dei migliori tennisti al mondo.
Questo libro è un ringraziamento a coloro che amo, ed un modo per parlare
di me a coloro che sono interessati a conoscermi meglio" La sua storia è
quella di un ragazzo normale, di una famiglia borghese amante dello sport.
"Devo ringraziare mio padre Christos se ora sono un tennista. Ama tutti
gli sport ed era determinato a far diventare un suo figlio un campione della
racchetta. Iniziai giovanissimo, a soli 7 anni andai a Limassol nel club
più importante del paese. Per problemi di famiglia non giocai per due anni,
ma ad 11 ripresi trasferendomi nel centro tecnico nazionale di Nicosia,
con strutture più professionali.Durante un torneo in Francia fui notato
e messo in contatto con Patrick Mouratoglou, direttore di un importante
accademia. Firmammo un accordo e iniziai a vivere a Parigi. Duro l'inizio,
lontana la famiglia, non capivo una parola di francese, molto diversa la
capitale dalla mia isola, ma nel 2003 vennero i primi ottimi risultati junior,
inizia la mia vera carriera. Nel 2004 e 2005 vari problemi fisici, come
l'operazione al braccio, ma non ho mai perso la fiducia, ed i risultati
sono arrivati! Se sento la pressione? Beh, certo, dopo gli Australian Open
tutto è cambiato, molti si aspettano grandi cose da me, ad ogni torneo.
Però devo abituarmi, mi sto abituando sempre di più, e grazie al mio team
riesco a mantenere le stesse routine di prima, voglio restare quello di
prima! Ho molta fiducia nel mio coach, è come un fratello per me, mi sta
insegnando sempre di più a lottare nei match. Come preparo i match con lui?
Beh, spesso è lui che guarda i match dei miei rivali, io preferisco andar
a letto presto, magari con la mia fidanzata... e parliamo la mattina dopo
insieme. Mi ha aiutato tantissimo ad avere piu' fiducia nei miei mezzi.
Ora so cosa posso fare e che posso arrivare in alto. La semifinale di Wimbedlon
e' stata un'ulteriore conferma. Credo proprio di essere pronto a vincere
un torneo del Grande Slam. Amo correre, tirare la palla negli angoli, divertirmi
in campo provando cose nuove e diverse, migliorarmi ogni giorno."
Marcos ha tutte le qualità per primeggiare. Tecnicamente è già un giocatore
più che completo, deve cercare di mantenere alta la qualità del suo tennis
per tutto l'incontro, migliorando la risposta al servizio, spesso di puro
contenimento. E magari riuscire a trovare i migliori automatismi anche su
terra, dove quest'anno ha raccolto ben poco. Il 2007 sarà un'annata difficile,
molti punti da difendere già ad inizio stagione. Entrare nei top10 mantenendo
l'attuale classifica media e vincere qualche torneo di buon livello sarebbe
già molto positivo, ma Baghdatis è ambizioso, qualità dei grandi campioni,
e non si pone limiti.
