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Profili di Campioni

Archivio

  • Venus & Serena: e il tennis non fu più lo stesso
    “Ben presto le mie figlie Venus e Serena saranno le prime due giocatrici del mondo. I più grandi tornei, Wimbledon e lo Us Open, se lo giocheranno loro. Ogni anno”. Nei primi anni ’90 le parole di quest’omone burbero, tale Richard Williams, apparivano quelle di un pazzo, o di un ottimo venditore di fumo. Eppure lui ci credeva, eccome.

  • Novak "Nole" Djokovic
    Dopo un 2007 da favola, in cui s'era messo in scia al duo Roger - Rafa, il 2008 è iniziato col botto: vince gli Australian Open e Indian Wells. Ormai è pronto al sorpasso

  • Andy Murray, ruvido scozzese di talento
    Annata grigia per Andy, martoriato da problemi fisici nella parte centrale della stagione. Un profilo di questo scozzese di talento, pronto a spiccare il volo ai vertici del tennis mondiale.

  • Mikhail Youzhny, talento e finalmente sostanza
    Dallo US Open 2006 il giovane russo è notevolmente cresciuto, arricchendo il suo talento tecnico con una grinta e convizione da campione. Il 2007 ci dirà se Misha è un vero campione.

  • Marcos Baghdatis: tennis col sorriso, un futuro campione
    Dopo un 2006 incredibile, Baghdatis si propone nel 2007 come uno dei giocatori più interessanti da seguire. Un profilo del cipriota, sperando che non sia un "intruso" in questa mia collezione di campioni della racchetta.

  • Pat Rafter
    E pensare che quando lo vidi subire un umiliante 6-0 contro Agassi nel 1995 ai suoi Australian Open pensai: "Se gli australiani devono puntare su di lui per una rinascita del loro tennis …sono messi quasi peggio di noi italiani…!" Sono stato davvero un pessimo profeta...

  • Thomas Muster
    "Se fossi nato duemila anni fa, credo che sarei stato un Gladiatore! Del resto, quello era lo sport dell'epoca, e la competizione è sempre stata la fiamma che dentro m'accendeva, che mi faceva lavorare come un matto. Spenta quella fiamma, quando provavo meno voglia di lottare in campo, ho preferito dire basta." Questo è Thomas Muster, irriducibile fighter austriaco

  • Goran Ivanisevic
    Il servizio più terrificante della sua epoca, folli gesti, colpi straordinari, questo è Goran Ivanisevic. Un giocatore estroso, tecnicamente molto più completo di quanto la maggior parte dei critici gli abbia mai riconosciuto. Un talento "sprecato" per tanti anni, costellati da vittorie di prestigio e troppi match gettati al vento per follia. Fino a Wimbledon 2001, il torneo del suo destino, la consacrazione.

  • Michael Stich
    Gianni & Rino on the microfone, semifinale di Wimbledon 1991. Stefan Edberg è lanciatissimo, sta giocando probabilmente il suo miglior tennis di sempre, come poi decreterà il trionfale US Open in agosto. Di fronte ha un giocatore nuovo, Michael Stich, tedesco di Germania: faccia seria, a tratti inespressiva. Fisico longilineo, braccia lunghissime, un servizio che pare creato apposta per l'erba.

  • Gabriela Sabatini
    Argentina, bella, tecnicamente talentuosa, col suo fascino latino ed il suo tennis a tutto campo appassionò molti sportivi, soprattutto a Roma dove vinse ben quattro edizioni degli Internazionali. Un ricordo per questa indimenticabile campionessa a 10 anni dal suo ritiro

  • Jim Courier
    Big Jim Courier: un ciclone investe il tennis dei primi anni novanta. Con forza bruta ed il coraggio di un leone, il rosso americano impose il suo tennis muscolare ed aggressivo. Un profilo di una carriera breve ma vincente, un vero esempio per i giovani agonisti.

  • Sergi Bruguera
    Bruguera è stato soprattutto un grandissimo combattente, era pronto a qualsiasi sacrificio in campo, ad immolarsi piuttosto che perdere un punto. Da metri fuori dal campo rimetteva di tutto e mai a caso. In ogni palla che colpiva, con tutto lo spin possibile o con altre pericolose rotazioni, lente e difensive che fossero, c'era sempre un disegno tattico dietro, uno schema di contrattacco per sorprendere il rivale o portarlo all'errore.

  • Mats Wilander
    "Chi diavolo è quel ragazzo riccioluto che corre e corre?" Quante volte questa domanda è stata fatta nell'edizione 1982 del Roland Garros ! Il suo gioco regolare basato sul rovescio bimane, tanta corsa e consistenza non attirava molto i francesi, più impegnati a seguire le gesta del loro giovane Noah.

  • Yannick Noah
    E' stato un vero personaggio, un idolo assoluto in Francia. Riportò un titolo maschile del Roland Garros in patria dopo anni di digiuno. Era un esempio molto positivo, segno di una crescente integrazione razziale in un paese nel pieno boom multietnico degli anni 80; ragazzo divertente, istrione fuori e dentro il campo, infiammava il pubblico con il suo gioco muscolare e spettacolare





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    Justine Henin a Roland Garros 2010