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22/03/2005
Ogni anno amo immergermi nel verde della Val d'Orcia, perdermi in quei
paesaggi incantati fatti di colline dolci, senza tempo. Paesaggi famosi
in tutto il molto, immortalati da centinaia di fotografie, un simbolo
per la Toscana, forse ancor più degli stessi monumenti umani. E' lo spettacolo
della natura, che si rinnova ogni stagione con colori, sapori ed odori
diversi. A dire il vero il meraviglioso paesaggio delle terre senesi è
stato modellato nei secoli anche dalla mano dell'uomo. Intuendo la bontà
di quella terra argillosa per tante colture, la ricchezza di acque (persino
termali in varie zone), la facilità nel coltivare una terra così fina,
senza rocce, generazioni di sapienti contadini hanno modellato il territorio,
lasciando nei secoli segni indelebili, di una bellezza ammaliante. Chissà
se pensavano anche all'aspetto estetico, forse si, o forse erano dotati
di un gusto nativo, proprio di chi nasce e cresce in mezzo al bello, all'arte,
alla cultura. Un DNA da artisti, forse inconsapevoli. Filari di cipressi
a sottolineare tortuose stradine in salita, cambi di colore geometrici
nelle dolci colline per il ricambio delle colture annuali, a formare un
collage di colori e forme. Case coloniche di una bellezza rustica oggi
riscoperta: è la magia di questa terra, inserita tra i patrimoni dell'umanità
dell'Unesco.
Il mio ideale viaggio parte da Siena, al termine della tangenziale della
città. Qui prendo la strada per Buonconvento, in direzione sud. Si potrebbe
anche passare per le Crete di Asciano, per godersi un paesaggio lunare,
fatto delle crete che hanno reso celebre la terra di Siena (chi dipinge
sa cosa dico), e poi rimettersi su quella strada passando per Rapolano
Terme. Merita una visita, a 7 km da Buonconvento, l'abbazia di Monte Oliveto,
un monastero ancora abitato, immerso in un verde lussureggiante, oasi
di quiete e riflessione, con una chiesa severa ma imponente, ed un refettorio
ricco di affreschi importanti. Superato il piccolo borgo di Buonconvento,
si arriva dopo alcuni km al bivio per Montalcino. Io di solito proseguo
ancora verso sud, fino a San Quirico D'Orcia, ideale inizio della vera
Val D'Orcia. il paese è piccolo, raccolto, arroccato su di una altura.
Carino il borgo, ben conservato. Tiene gelosamente custodito il giardino
degli Horti Leonini, piccola meraviglia botanica del primo rinascimento.
Un parco aperto a tutti, composto da un giardino all'italiana geometricamente
mirabile, ed una parte più boschiva, per il fresco estivo.
Si prosegue poi per Pienza, la città ideale del rinascimento, costruita
per volere del Papa Piccolomini su di un altura che domina la vallata,
oggi famosa per la bellezza del borgo, studiato a tavolino e realizzato
come un modellino, e …dei suoi formaggi insuperabili! Un Must fermarsi
a pranzo, a gustare un bell'assaggio di formaggi e salumi, bevendo un
vino rosso locale (Brunello?), magari seduti sulla passeggiata esterna
al borgo, che si affaccia sulla meravigliosa campagna circostante. Di
pomeriggio si gode dall'altura di Pienza uno spettacolare tramonto, seduti
sulle panchine di questa terrazza naturale. Uscendo da Pienza si può andare
in direzione di Castioglione D'Orcia, magari passando per Bagno Vignoni,
un minuscolo borgo termale famoso già all'epoca romana, e reso celebre
al mondo per la sua piazza principale: una vasca termale! Ebbene si, la
piazza del paese è una piscina naturale, racchiusa tra le antiche case
del borgo, ricca di acqua pura e calda, termale. Non è consentito bagnarsi,
ma lì accanto c'è lo stabilimento termale, sempre ben frequentato. Un
paesaggio insolito, costruito sapientemente dall'uomo, che ha saputo imbrigliare
la forza delle acque e trasformarlo in una bella cartolina per chi passa
da questi luoghi senza tempo.
Tra un borgo e l'altro, come non essere rapiti dal paesaggio! Non si può
descrivere a parole quel che si vede passando in auto. Avendo gambe, sarebbe
ancor più opportuno visitare questi luoghi in bicicletta, per ammirarli
con calma e non disturbare la quiete di questo verde incredibile, quasi
per non svegliare il sonno secolare delle dolci colline, degli irti cipressi,
dell'acre tufo delle crete. Nemmeno le foto riescono a descrivere la maestosità
delle vedute. Girando, mi viene da fermarmi in ogni piazzola per scendere
dall'auto ed ammirare il paesaggio, come quel piccolo incantato chiesino
che si vede immortalato in tante fotografie.
Ed un ultimo consiglio. Per girare veramente immersi nel verde, e sentirsi
così piccoli dentro alla grandiosità di questo paesaggio, conviene passare
per le strade bianche. Sono strade antiche, generalmente segnalate da
cartelli color marrone. Sono spesso usate dai turisti a piedi o in bicicletta,
e non è raro trovarle sbarrate da trattori di contadini o da un gregge
di pecore al pascolo! Del resto, sono proprio le vere strade della Val
d'Orcia, quelle usate dai contadini, o dai turisti in cerca degli agriturismi,
vero business scoppiato da qualche anno. Strade non asfaltate (per questo
bianche) ma ben battute, che regalano scorci di una bellezza non descrivibile
a parole, in cui realmente mi perdo con la natura quando, senza parole,
mi fermo a contemplarli. Consiglio uno di questi itinerari per le strada
bianche, facilmente raggiungibile da Pienza. Partendo dal centro del paese
in direzione di San Quirico, dopo pochi chilometri sulla destra c'è una
deviazione per Cusona, indicato da un cartello marrone. Qua si scende
verso valle, e dopo circa 3 chilometri si gira a sinistra, immettendoci
direttamente sulla strada bianca. Si possono percorrere quasi 10 chilometri
immersi nel verde, nell'ocra, nei profumi della campagna, ammirando paesaggi
incontaminati, stupendi, passando per case isolate, abitate da contadini
o ricchi stranieri che hanno scelto il sud della Toscana per ritirarsi
al quieto vivere. Si sbuca sulla strada per Torrenieri, …ma la tentazione
di girare di nuovo la macchina e percorrerla al contrario è fortissima!
