08/07/2006
La francese Amelie Mauresmo consacra la sua carriera alzando il mitico
piatto dei Championship londinesi, suo primo titolo a Wimbledon e secondo
slam in carriera dopo la vittoria agli Australian Open ad inizio anno.
Wimbledon è la storia del gioco, vincere sui prati inglesi regala una
vera immortalità. Questo successo è storico per la Francia che non si
aggiudicava un titolo dai tempi della mitica Lenglen. Amelie vince il
torneo battendo in finale col punteggio di 2/6 6/3 6/4 la belga Henin,
recente vincitrice del Roland Garros e favorita di questa finale. La Henin
è più "animale da finale" rispetto ad Amelie, spesso fragile nelle occasioni
importanti. Il match era partito con la francese contratta e la piccola
Justine sicura nelle sue accelerazioni ad aprirsi il campo. Fila via liscio
il match in favore di Justine, senza troppe emozioni, fino all'inizio
del secondo quando la Mauresmo inizia a giocare a tutto braccio, con continue
discese a rete per non far palleggiare troppo la rivale e giocando da
fondo colpi assai diseguali per altezza degli spin (soprattutto col drittone)
e molti tagli di rovescio, proprio per far perdere sicurezza nella spinta
a Justine. Il risultato di questo cambio di ritmo è eccellente per Amelie:
Justine perde spesso il controllo dei colpi, commettendo vari errori,
mentre cresce di intensità il gioco della francese, con un servizio sempre
più solido e consistente.
Dopo aver vinto il secondo set, bruttino per i troppi errori, Amelie scappa
subito avanti anche nel terzo, e servendo molto bene non concede mai alla
belga una vera chance per rientrare in partita. Molto belle alcune soluzioni
d'attacco della francese, bravissima ad usare il rovescio coperto e slice
per attaccare la rete ed affondare volee precise e tagliatissime. Non
trema Amelie, gioca con coraggio tutto avanti, forse gioca così proprio
per non tremare... ma alla fine il risultato è la vittoria, la sua vera
grande vittoria dopo la enorme delusione dello scorso Roland Garros, sconfitta
malamente dalla emergente Vaidisova. Alza la coppa commossa la francese,
rivelando ancor più una personalità molto più femminile del suo aspetto
così amazzone in quel fisico possente. Anche al microfono con la commentatrice
inglese scherza sulla sua fama di giocatrice fragile, incredula per una
vittoria storica, vittoria in rimonta, e direi meritata non solo per finale
ma anche per tutto il torneo. Pur partendo come prima testa di serie,
pochi davano Amelie come favorita. Io stesso vedevo una Henin lanciatissa,
molto forte fisicamente e mentalmente. Una russa come la Sharapova o la
Kuznetsova erano potenzialmente molto pericolose, e la stassa Clijsters
non parte mai battuta. Invece Amelie ha vinto buoni match contro Ivanovic,
Myskina e soprattutto contro la Sharapova in semifinale, ribaltando un
match che pareva aver preso la strada della russa.
Nel complesso il torneo è stato buono, ma troppo lineare nel suo svolgimento,
sono mancati i match da ricordare. Sono mancate soprattutto le Williams,
con Serena rotta ai box e Venus sconfitta troppo presto dalla Jankovic,
e la Clijsters ancora sconfitta dalla Henin in semifinale. Bravissima
la nostra Pennetta, brava a lottare fino al terzo set contro la scatenata
Sharapova negli ottavi, match notevole anche dal punto di vista estetico.
Storica presenza della cinese Li nei quarti, per un movimento che sta
crescendo moltissimo e rischia nel prossimo futuro di oscurare l'ondata
russa degli ultimi anni. Personalmente sono contento che in finale siano
arrivate le due giocatrici più dotate tecnicamente, anche se la finale
solo a tratti nel terzo set ha mostrato un buon livello di gioco. La Mauresmo
sta raccogliendo le vittorie che il suo ottimo talento tecnico facevano
presagire da anni, ma che un carattere fragile avevano limitato, con cocenti
sconfitte difficile da digerire. Oggi Amelie è un donna più sicura di
se stessa, consapevole della sua forza, del suo bel tennis a tutto campo,
finalmente vincente.
