10/07/2006
Roger alza per la quarta volta di fila la coppa più prestigiosa
del tennis, sugli immortali prati londinesi. Nemmeno un Nadal in crescita
straordinaria riesce a fermare il campione svizzero, al 48esimo incontro
consecutivo vinto su erba, quattro titoli di fila per lui, alla caccia
di Borg adesso nel 2007.
Federer vince perdendo solo un set in tutto il torneo, in finale al tiebreak
del terzo set. Un torneo dominato sino alla finale, giocando un tennis
stellare per continuità e forza più che per purezza di gioco.
La cocente sconfitta del Roland Garros dopo una primavera fatta di finali
perse da Nadal ha sicuramente incupito Roger, costringendolo a giocare
di sostanza per rifarsi nel suo torneo, riscattarsi dopo una incredibile
serie di sconfitte.
Un tabellone tremendo attendeva Federer, già dall'esordio contro
Gasquet (fresco vincitore a Notthingam su erba) passando per Henman al
secondo turno, Berdych e Ancic, tutti potenziali outsider pericolossimi,
tutti cancellati con una forza tremenda, tre set ed a casa, con l'impeto
del campione voglioso di riscattarsi. Match giocati con determinazione,
soprattutto dal fondo basandosi sul servizio tornato a livelli ottimi
di efficienza, e col drittone, più ad aprirsi il campo e chiudere
che proteso alla ricerca della rete. Abbiamo visto poco Roger a rete rispetto
alle edizioni passate. Ha preferito giocare un paio di colpi da dietro
prima di scendere, spesso a raccogliere i frutti delle accelerazioni.
Il tutto penso perchè si sentiva più sicuro così,
viste le condizioni di palle ed erba che sempre più scoraggiano
il gioco di volo, anche sull'erba purtroppo, mentre i passing dei contrattaccanti
sono diventati sempre più mortali anche sui prati. In semifinale
Roger passeggia contro Bjorkman, uno dei pochi serve & volley rimasti,
bravo a cogliere a fine carriera uno dei risultati più prestigiosi,
infilandosi in un buco del tabellone. Erano anni ed anni che non si assisteva
ad una semifinale così dominata, troppo il divario tra i due, troppa
la rabbia di Roger, che scuro in volto avrebbe ucciso pur di non farsi
scappare la sua coppa.
Nadal lo aspettava in finale, a sorpresa per molti, non per me. Rafeal
sta vivendo una fase di carriera pazzesca per lo stato di forma generale.
Sta benissimo fisicamente, ha una consapevolezza dei suoi mezzi infinita,
e con quell'aggressività tremenda con cui mangia il campo il suo
tennis non è così male neanche sui prati. Rischiava paradossalmente
di più nei primi turni, quando ancora doveva abituarsi ai campi,
quando ancora l'erba era viva e scivolosa, prima che ore ed ore di gioco
rendessero il campo una sorta di erba battuta. Infatti l'ingresso nel
torneo dello spagnolo è stato complicato, rischiando seriamente
di uscire al secondo turno contro l'americano Kendrick, attaccante sconosciuto
che con più cattiveria e determinazione avrebbe potuto vincere
quel match, ritagliandosi un piccolo posto nella storia dell'annata tennistica.
Bravo è stato Nadal a capire che il match gli stava scappando di
mano, ed ha messo in campo il suo meglio, rischiando tantissimo, proiettandosi
a rete per non essere a sua volta attaccato nei momenti decisivi. Errori
ma anche vincenti, un atteggiamento molto positivo, ed un processo di
apprendimento accelerato che ha dato frutti notevolessimi, portandolo
in finale! Io gli pronosticavo perlomeno una semifinale, visto che il
suo sorteggio a differenza di quello di Roger era stato tremendamente
benevolo. Solo Roddick o Hewitt a sbarrargli la strada in semifinale,
prima il vuoto, tutti mezzi giocatori o non specialisti, pronti ad esser
sacrificati dal guerriero ispanico. Nadal predicava umiltà; non
dico che sia stato falso, ma la sua faccia dopo la sconfitta per me parlava
moltissimo, per me sentiva che la sua forma era eccezionale e che aveva
una chance forse irripetibile. Roger lo soffre, adesso lo patisce tremendamente,
tecnicamente ma soprattutto mentalmente, e poteva (o almeno sperava) di
usare questa subdola arma a suo favore. Sa benissimo che potrà
migliorare su erba in futuro. Ma chissà se tornerà con questa
forma, con un tabellone così buono, con un Federer pericolosamente
sull'orlo di una crisi di nervi ogni volta che l'affronta. Il passato
ha dimostrato che Roger ci mette un po' di tempo ad apprendere come battere
le sue bestie nere (Hewitt, Nalbandian), ma una volta imparato non si
ferma più. Sono sicurissimo che molti di questi pensieri hanno
invaso le nottate di Nadal, portandolo a crederci sempre di più,
e portandolo d'impeto verso una semifinale contro Baghdatis.
Il cipriota ha giocato un torneo eccezionale, battendo ottimi giocatori
come Griosjean, Murray (in casa e giustiziere a sorpresa di Roddick),
soprattutto Hewitt nei quarti! Bravissimo Marcos ad esser agressivo, senza
mai cedere campo, servire molto bene e tirar fuori le lacune di uno Hewitt
buono ma corto nel suo gioco e poco efficace al servizio, peccato originale
per giocar bene e vincere su erba. Baghdatis ha una aderenza al suolo
eccezionale su ogni superficie, qualità questa che gli permette
di esplodere con sicurezza cambi di ritmo e direzione, sorprendendo i
rivali. Questa dote su erba è esaltata ancor più e grazie
al suo servizio, a livello del mitico Australian Open di inizio anno,
l'hanno portato in finale. E' forse lui il vero personaggio del torneo,
una faccia nuova che si conferma prim'attore da grandi palcoscenici, una
conferma ad alto livello che mi fa estremamente piacere. Il coraggio con
cui ha giocato i punti importanti contro Hewitt è da giocatore
vero. In semifinale Nadal era troppo forte, troppo deciso per Marcos,
che a tratti ha regalato spettacolo ed emozioni, ma non è riusciuto
a giocare con continuità quelle accelerazioni che buttavano fuori
dal campo Rafael.
Si arriva così al grande match, ancora una volta Roger contro Rafa,
ancora una finale importante, per due che non sanno perdere prima della
finale (mai Roger ha perso prima della finale in questo 2006, pazzesco!).
Roger si presenta in campo con la sua giacca, mano in tasca, saluta il
pubblico con un sorriso, tirato, ma sorridente. Scuro in volto Rafael,
saltella per allentare la tensione, corre e si dimena, fino all'inizio
del match. Serve Roger, e si capisce subito che aria tira. Le prima palle
volano via veloci, tagliate, sulle righe, imprendibili anche per quello
che è oggi il migior ribattitore del circuito. Federer scappa via
con decisione, 3-0, 6-0 ! in pochi minuti Roger scappa via, forte come
un tuono, ad ammonire il rivale che qua è casa sua, e che non ci
sarà storia. Pare stordito Nadal, ma all'inizio del secondo set
c'è un break improvviso, forse Roger che si rilassa un attimo,
forse Rafa che rialza la testa per scuotersi. ...stesso film di Parigi,
dove dopo un primo set dominato da un tennis stellare dello svizzero,
uno dei migliori mai visti su terra, si eclissò e Nadal prese possesso
del campo.
Siamo a Wimbledon, qua. Nadal scappa via, un break, che riesce a mantenere.
Ma Roger regge, non si scompone, è sostenuto per tutto il match
dal suo servizio, questa la principale differenza tra le finali su terra
e questa di Londra, il servizio. Federer resta in scia, continua a giocare
in modo testardamente beckeriano un tennis da fondo di accelerazioni,
quasi come su terra, in cui si sente sicuro ma che finisce per favorire
"la garra" di Nadal, la sua capacità di reggere lo scambio,
contrattaccare, portare a volte Roger all'errore. Federer approfitta di
un cattivo game di Nadal per ottenere il break che lo porta in parità,
ed al tiebreak. Federer serve bene, e lo vince in discreta sicurezza per
7-5. Due set a zero, ma ormai Nadal è in partita. Serve bene, regge
lo scambio, regala punti spettacolari con accelerazioni a sorpresa di
rovescio, perlopiù incrociate, strettissime e molto belle. Roger
continua a difendere benissimo i suoi turni di servizio, c'è tensione
in campo, si avverte che Nadal è in partita ed anche se due set
sotto non ha alcuna voglia di perdere. Altro tiebreak a concludere un
teso set, con più errori che vincenti . Stavolta regala errori
lo svizzero, e con un punteggio di 7-2 Nadal urla un vamos da battaglia,
per il primo set perso da Federer nel torneo.
Nel quarto set Federer capisce che è il momento di dare la mazzata
al rivale, perchè portarlo al quinto sarebbe un errore pericolossimo,
dato che lui soffre tremendamente i testa a testa di nervi nel finale,
ancor più contro la sua bestia nera, il ricordo di Roma è
ancora molto vivo. Federer serve benissimo, si apre il campo più
spesso col rovescio tagliato alternato in modo sapiente (come nel primo
set appunto dominato) al rovescio in top; col dritto ottiene alcuni winners
pregievoli, e scappa via, fino ad un 5-1 che pare la conclusione del match.
Serve Rogetr per il match, ma gioca orrendamente! Due errori non forzati,
di pura tensione, e Nadal è ancora vivo, tiene il servizio successivo
e si porta 5-3. Fantasmi aleggiano sul campo, la tensione è altissima,
un Roger teso come un violino va a servire di nuovo per sconfiggere Nadal,
vincere il suo quarto Wimbledon, ma soprattutto riacquistare la stima
di se stesso contro la sua nemesi. Serve bene Roger, la prima palla non
lo tradirà stavolta, nemmeno quel dritto di mezzovolo che gli ha
regalato tante vittorie. Chiude il match con un palla in corridoio dello
spagnolo, a braccia alzate, non una esultanza eclatante, ma una liberazione
tremenda per lui, come la gioia per un altro straordinario successo.
Dopo la cronaca di un match a tratti bello, a tratti meno, ecco la mia
critica a Roger, solo a lui visto che a Rafeal posso fare solo elogi per
il modo in cui ha giocato per tutto il torneo, migliorando e credendoci
sempre. Io avevo pronosticato addirittura un Federer perdente in finale
perchè ero convinto, a ragione, che la sua scelta fosse quella
di impostare il match dal fondo, servendo e cercando aperture di campo
da dietro, per poi attaccare una volta mandando fuori campo Nadal. Pessima
scelta tattica, perchè continuo a non capire come mai Federer si
ostini ad accettare la lotta e lo scambio contro il possente pressing
arrotato dello spagnolo, che lo costringe a snaturare il modo in cui colpisce
la palla, non di mezzo volo a causa della forte rotazione della palla
di Nadal, e quindi meno anticipo e meno forza nel suo schema di gioco.
Nel primo set, dominato, oltre ad una efficienza incredibile del servizio
Roger ha giocato benissimo alternando rovesci tagliati che non davano
ritmo a Nadal. E gli giocava molto di più sul dritto, colpi rapidi
e lunghi che non gli permettevano di completare la ampia apertura necessaria
a dare tanto spin.
Poi, quando la tensione saliva, Roger diventava sempre più conservativo,
e cadendo indietro rischiava, vincendo scambi ma anche perdendoli. E'
vero che una pura tattica di attacco alla rete avrebbe esposto Roger ad
un certa sconfitta, visto il passing game notevole del rivale e delle
incertezze di Roger a rete; però quello che continuo a non capire
di Federer è il perchè non usi sempre quella alternanza
di schemi, tocchi e tagli che hanno mandato in confusione Nadal in molte
parti dei loro incontri. A Roma giocando così, alla perfezione,
aveva praticamete vinto; poi si innervosì e perse efficacia al
servizio, permettendo a Nadal di rimontare, ma quella era la tattica giusta;
su erba avrebbe dovuto ancor più giocare una serie discontinua
di colpi, tutti diversi per confondere la carta tattica del match, sempre
sostenuto dal servizio. E' il servizio che gli ha permesso di vincere
questo Wimbledon l'ha sempre sostenuto e gli ha garantito quei punti nei
momenti importanti che su terra non ha ottenuto.
Per il resto, brevemente, Roddick deludente, ma non mi aspettavo molto.
Nalbandian partiva come outsider di lusso ma ha perso presto ed in modo
sconcertante. Murray dopo aver battuto Roddick ed illuso gli inglesi,
ha perso male da Baghdatis fallendo una prova del nove importante. Peccato
per Ancic, che è incappato della stessa parte di Federer, sennò
credo sarebbe stato lui a sfidare lo svizzero in finale, essendo ormai
il miglior giocatore da erba dopo il numero 1.
Italiani: pessimo torneo, con Bracciali che ha buttato al vento una occasione
pazzesca contro Bjorkman (poi semifinalista), con figuraccia in diretta
tv per serie ripetute di veementi parolaccie, che peccato...
