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Us Open 2006: Federer 3/4 slam, ciao Agassi!

12/09/2006

Roger a Toronto Roger conferma per il 3° anno il suo titolo nello slam americano, sconfiggendo un rinato Roddick in finale col punteggio di 6/2 4/6 7/5 6/1. Federer continua a marcare record nel nostro sport: 6 finali consecutive negli slam, vincendone 5 su 6; unico tennista nell'era moderna a vincere per tre anni di fila Wimbledon ed US Open. Ancor più impressionante il fatto che Roger sia stato ad un match dal grande slam in questa stagione, solo la finale di Parigi persa contro Nadal gli ha impedito l'immortalità tennistica. L'olimpo del tennis non è così lontano per lui, al nono titolo dello slam, ad un passo dal battere il record assoluto di 160 settimane consecutive al vertice del ranking atp, ormai nessuno fino ai prossimi Australian open 2007 avrà la chance, e chissà chi ne sarà in grado. Federer in questi 3 anni di dominio ha elevato il livello di gioco così tanto da essere non attaccabile. La sua combinazione di talento tecnico sopra la media, completezza in ogni settore di gioco, tranquillità mentale e consapevolezza dei propri mezzi e grande condizione fisica lo rende perfetto, intoccabile. Ieri il miglior Roddick degli ultmi anni non è riuscito che a fargli perdere un set, giocando un tennis potente e coraggioso, ma niente di più.

La finale è stata per la prima mezz'ora la solita dimostrazione di potenza di Roger, che spesso entra in campo con una determinazione luciferina, per intimorire il rivale, far capire subito chi è il più forte, ed un 5-0 arriva netto, senza alcuna difesa da Roddick, vivo nello sguardo ma smarrito da cotanta potenza. Vinto il primo set dopo aver subito un break di rilassamento (altro fatto già successo spesso a Roger in questo 2006, come a Roma, Parigi e Wimbledon), Roddick brekka ancora Roger all'inizio del secondo set, entra finalmente in partita, i suoi gesti sono inequivocabili nel tentativo di gasarsi, gasare il pubblico, creare una rissa agonistica in cui Roger potrebbe perdere la sua proverbiale quiete e forza. Si sa che l'unico modo per far tremare relativamente Federer è agganciarlo in una "garra" punto su punto. Allo stesso tempo sale al servizio Roddick, inizia a prendersi qualche winners sfondando, anche il dritto fa male a tratti ed il rovescio fila via piuttosto bene. Si mantengono i servizi, con Roger che non si scompone ma non ottiene nemmeno occasioni di rimonta. Un set pari, e si intuisce che il terzo set sarà durissimo e decisivo. Mentre Roger ricomincia, scuro in volto, a prender lunghezza di palla e tiene con relativa sicurezza i game di servizio, Roddick si salva in un drammatico 6 game, e poi finisce per cadere al 12esimo, con Federer che forza e si prende rischi al momento giusto, per un break a 15 che di fatto chiude il match. Roddick non si scompone nemmeno, ma Roger è scappato via, i suoi servizi sono precisi, le sue mezze volate anticipate sono quasi perfette, mentre nel secondo e terzo set Roddick riusciva a tenerlo più fermo da dietro, più ancorato a difendersi su continui attacchi dell'americano, coraggioso e determinato come ai suoi tempi migliori. Nel quarto set non c'è stato match, troppo lanciato Federer, determinato e preciso nel suo tennis magico, pulito. Difficile trovargli una pecca nella finale, perchè ha giocato a tutto campo, difendendosi bene, prendendo la rete con sicurezza al momento giusto, ricavando molti più punti diretti al servizio di Roddick, a dimostrare ancor più come il colpo di inizio gioco sia molto più mentale che tecnico.

Torneo che è filato via piuttosto liscio per lo svizzero. Un inizio morbido, con quel che resta di Henman al secondo turno per un buon allenamento, e poi Blake come unico vero antagonista nei quarti, per quello che è stato forse il match più spettacolare. Blake davvero bravo a non farsi piegare, capace di rimontare in ogni set e di strappare il terzo con un tiebreak giocato con un coraggio epico. Blake si conferma tennista arrivato al massimo livello, chissà che senza il tiranno svizzero non potesse esser lui il vero favorito del torneo, visto l'ottimo momento dimostrato nello slam di casa (è neworkese James). Blake ha giocato sempre a tutto braccio, non risparmiando nulla, sfondando spesso Roger con potenza e atletismo, però ci sono dei limiti di controllo e di sagacia tattica che forse non potrà mai colmare del tutto. E magari avrebbe bisogno di più punti diretti al servizio per ottimizzare il rischio tremendo che corre ogni volta che apre col dritto lasciando partire i suoi fendenti. Bravo soprattutto nel distruggere Berdych negli ottavi, per quello che era un match molto atteso. Blake ha giocato senza timori, imponendo ritmo e velocità ad un ceco spento, deludente su tutta la linea. Peccato, perchè avevo grosse aspettative su Thomas, non ancora pronto al grande torneo, ma solo alla grande impresa.

Misha Quella che ha compiuto il russo Youznhy battendo nei quarti Nadal, improvvisamente. Match perfetto tatticamente di Micha, ha giocato con coraggio senza mai tremare nei momenti caldi del match. Ha tramortito Rafael con molti contropiedi, soprattutto rovesci lungolinea, entrando immediatamente in campo col colpo successivo e mettendo così Rafa a giocar un passante fuori equilibrio, nelle peggiori condizioni possibili. Inoltre quel suo modo così personale di portare il rovescio gli consente di ammortizzare benissimo gli spin vigorosi dello spagnolo, soffrendone meno le velenose traiettorie alte e magline. Così si spiega tecnicamente il match, mentre agonisticamente il russo ha giocato da campione. Già nei turni precedenti s'era visto in gran forma, ma non lo credevo capace di un così grande tennis contro la furia dello spagnolo. A parziale scusante dello spagnolo una caviglia in disordine che ne ha messo in dubbio la partecipazione a quel match, anche se in campo onestamente non pareva debilitato, anzi... La verità è forse che Nadal sta iniziando a pagare gli sforzi di una primavera immacolata, con soli successi fino alla storica di finale di Wimbledon. Poi nell'estate un Nadal più dimesso, sempre combattivo ma meno efficace nei suoi colpi sul duro, meno penetranti e con qualche falla in difesa. Vedremo che autunno vivrà lo spagnolo, possibile che giochi poco cercando di riposarsi e magari lavorare su qualche aspetto specifico. Credo che con un tabellone più duro Nadal avrebbe perso anche nei primi turni, davvero il suo stato di forma era mediocre. Ci sarebbe ancora moltissimo da dire, per questo 4° slam stagionale, bagnato da una pioggia tremenda ma ricco di match spettacolari e lottati. Non si possono dimenticare le maratone di Safin contro Nalbandian e contro Haas, vittorioso nella prima al tiebreak decisivo, sconfitto con stesso punteggio contro il tedesco, poi caduto per mano del lavoratore Davydenko, semifinalista a sorpresa, o nemmeno troppo visto che continua a restare nei top player con determinazione ed una abnegazione di changhiana memoria. Bravo a crederci sempre e reggere il confronto/scontro con Haas, che ha finito per innervosirsi una volta che non ha saputo chiudere un match che aveva ben condotto, finendo poi per perdersi malamente. Peccato che tommy, che poteva ampiamente meritare una semifinale contro Roger, in cui sarebbe partito sfavorito ma non battuto del tutto. Niente ha invece potuto Davydenko, che non è mai riuscito a variare il gioco, finendo per metter ancor più in palla Federer, invece di rischiare il tutto per tutto, magari attaccando fin dalla risposta come fece Murray a Cincinnati.

André Tra mille eventi successi nella seconda settimana, la prima settimana ha vissuto quasi interamente tra le interruzioni per la pioggia, e l'addio annunciato di Agassi, che nello slam di casa ha giocato il suo ultimo torneo di una carriera impareggiabile per notorietà mediatica, longevità e qualità delle sue vittorie. Avrò modo e spazio per riparlare della carriera di Agassi, ma già da ora voglio affermare con forza che quasi nessun atleta nella storia del nostro sport ha portato il tennis ad una così alta visibilità, condito da un gioco spettacolare e così innovativo da esser innovatore ed aver creato il modello di tennista che oggi quasi tutti vogliono imitare; e poi la qualità delle vittorie, tutti i grandi tornei vinti, solo Montecarlo gli manca, ed in annate diverse e lontane tra di loro, per sottolineare una longevità inimmaginabile 15 anni fa, quando "image is everything" era il suo motto e del suo furbo sponsor. Esordio duro per Agassi, che trova in Baghdatis un campione in crescita, non disposto a far da sparring, ma in un finale drammatico dominanto dai crampi del cipriota, da una tensione altissima e scambi altamente spettacolari, con il pubblico in delirio assoluto, feroce nel sostenere il suo campione, come per accompagnarlo e tenerselo strettissimo, non lasciarlo andare via nella storia. 7/5 al quinto set, delirio totale del pubblico, che voleva André ancora in finale come nel 2005. Ma la schiena del Kid non è più in grado di reggere, e nel turno successivo ha presentato il conto, salatissimo, per una sconfitta inaspettata e forse dolorosa contro lo sconosciuto Benjamin Becker, 26enne venuo fuori dal nulla e che ha giocato due ore di accelerazioni imprendibili per uno stanco e forse stordito Agassi. Esce dal campo scnfitto in 4 set con le lacrime, ringranziando il pubblico di tutto il mondo per averlo sostenuto ed averlo aiutato nel realizzare il suo sogno. Un addio in pieno stile americano, da grande attore, ma di una vera commovente emozione che mi ha emozionato. Sarò sempre grato ad Andrè, che da quasi mio coetaneo mi ha accompagno nella mia crescita come uomo ed appassionato, regalandomi immense emozioni e tante ore di tennis stellare. Delusioni del torneo diverse, su tutte Ljubicic che pare aver tirato il fiato e forse smarrito quella forma che nell'ultimo anno e mezzo l'ha issato a top5. Anche Gasquet mi aspettavo potesse vincere contro Hewitt, che invece l'ha battuto con grandissima determinazione ed umiltà. Sconfitto poi dal sorprendente Youzhny l'australiano, che comunque ha disputato un buon torneo, il migliore di tutta la sua estate. Gli italiani? Dispersi.


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