14/08/2006
Non si ferma la corsa di Federer, nemmeno dopo la pausa post-Wimbledon.
Si presenta a Toronto per il primo Masters Series estivo in nord America,
nemmeno in ottime condizioni, ma vince pur soffrendo il suo ennesimo torneo,
17 finali consecutive raggiunte negli ultimi 17 tornei, 54 vittorie consecutive
ottenute sul cemento americano. Numeri da capogiro per la divintà del
tennis moderno, record su record, sprazzi di tennis incantevoli, perfetti.
Eppure in Canada Roger ha sofferto per vincere. Gasquet in finale l'ha
messo alla frusta nel primo set, dominandolo a tutto campo e rifilandogli
un perentorio 6/2. Troppi gli errori di Federer, mentre Richard incantava
per la bellezza delle sue accelerazioni, rovesci perfetti. Il match è
girato nel primo game del secondo set. 0/40, serve il numero 1, traballa,
soffre, rema da dietro, ma tiene per i capelli questo game fondamentale
per interrompere l'emorragia ed entrare finalmente in partita. I colpi
di Roger si fanno più precisi, il servizio funziona meglio, Gasquet non
riesce più a sfondare con facilità. Scappa Federer alla prima palla break,
ed il match gira definitivamente, con il francese che gioca più ad intermittenza
con lampi di classe ma anche errori non forzati. Il match ormai è nelle
mani di Federer, più proittato a rete del solito per evitare le accelerazioni
maligne di Gasquet e palleggiare meno, visto che i suoi fondamentali
oggi sono meno chirurgici del solito. Si alternano scambi divini ad errori
più banali, con lo svizzero che chiude comodamente al terzo set per 2/6
6/3 6/2.
Non una bella finale, a dispetto di un torneo eccellente in tutta la settimana,
ricco di emozioni in ogni giornata. Berdych ha fatto la sorpresona, eliminando
con una prestazione eccezionale Nadal. Già l'estate scorsa il ceco aveva
sorpreso il lanciatissimo spagnolo sul cemento USA, giocando un match
stellare e battendolo. Stavolta la vittoria di Thomas è stata ancor più
netta, grazie a colpi vincenti terrificanti per potenza a precisione.
Il topspin vigoroso di Rafael non fa così male al ceco, che riesce ad
incontrare benissimo le traiettorie alte dello spagnolo e caricarle ancor
più di angoli vincenti. Berdych ha la classe del grande campione, nel
grande match può esaltarsi ed essere ingiocabile, come lo è stato contro
Nadal. Il problema viene alla prova del nove, come è stato a Toronto,
dove il giorno seguente Gasquet l'ha "matato" a furia di contropiedi e
variazioni. Bravissimo il francese, ma Thomas è stato troppo quieto, forse
svuotato mentalmente dopo cotanta vittoria, aspetto grave perchè tenere
dopo un grande match è fondamentale per potersi imporre in uno slam. Tutto
il torneo di Federer è stato bello ed accidentato, nonostante una forma
non ottimale ha vinto soffrendo contro ottimi avversari e regalando incontri
eccellenti. I quarti con Malisse in serata hanno deliziato per oltre 2
ore il pubblico, con il belga che ha giocato un tennis stellare, incontrando
benissimo i colpi di Roger e tirando senza paura accelerazioni incredibili.
Nel terzo set il numero uno ha imposto con determinazione la sua forza,
ma quanta paura per Roger, e che grande show, uno degli incontri più divertenti
dell'anno.
Malisse sarebbe un tennista pazzesco, dotato di una infinita varietà di
soluzioni, tocchi, sa dominare il campo per tutta la sua interezza come
pochi altri, con quella leggerezza di palla unica nel panorama mondiale.
Peccato che la testa non c'è al massimo livello, manca completamente la
continuità, la cattiveria per reggere a quel livello tutto l'anno, e forse
anche le scorie di un tennis giovanile che non ha mai abbandonato, insieme
alla devozione completa al lavoro. Gonzalez ha disputato un grande torneo,
battendo Ferrero, Ljubicic e l'emergente Acasuso (entrato nei top20 questa
settimana), arrivando alla semifinale contro Federer. Mai aveva battuto
Roger, troppo astuto e concreto lo svizzero per il bombardiere chileno.
Però Roger non era al meglio, e dopo un primo set vinto comodamente nel
secondo Roger spreca un buon vantaggio, si fa riprendere da Fernandone
e battere nel tiebreak. Lotta e si difende con intelligenza Gonzalez,
al contrario del suo standard usuale, riesce a ribaltare non solo di potenza
le situazioni più complicate, ributtando Federer nella lotta agonistica.
Grandi accelerazioni di Fernando, ma il servizio non va al massimo e Roger
ne approfitta, scappando nel terzo set e vincendo a fatica l'incontro.
Dall'altro lato del tabellone, orfano di un Nadal sconfitto presto, escono
Nieminen, sempre positivo e miracolato dal nostro Sanguinetti, che ha
sprecato matchpoint nel terzo turno contro il finnico.
Bene anche Murray, da poco assistito da Gilbert, semifinalista contro
Gasquet. Si vedono alcuni progressi per lo scozzese, sta divendo sempre
più fighter, con un servizio più incisivo e colpi a tratti dominanti,
efficaci per battere Henman, Moya e Nieminen. Contro Gasquet in semifinali
si sono rivisti però i limiti tattici, nel non saper venire a capo del
match quando il rivale ti prende il campo e non ti offre una palla comoda
da incontrare. Qua dovrà lavorare molto il coach americano, nell'insegnare
ad Andy come affrontare nel corso del match le variabili impreviste e
le difficoltà tecniche più svariate. Murray possiede una certa ecletticità,
che però finisce oggi per ingarbugliare fin troppo il suo gioco. Manca
un senso tattico al suo gioco, una impronta più precisa. Intanto crescono
i risultati e la classifica, ormai a ridosso dei top20. Però per l'ultimo
salto di qualità, quello che ti fa battere i migliori, serve una crescita
globale. Tra le delusioni del torneo, certamente Nalbandian, sconfitto
dal nostro bravissimo Sanguinetti in modo netto, ma l'argentino non stava
bene. Ljubicic esce presto, così come Robredo e Davydenko. Perdono presto
anche Baghdatis (primo turno per lui) ed Haas contro il lanciatissimo
Tursunov, picchiatore russo che pare fatto apposta per il cemento americano,
e rischia di essere la più pericolosa mina vagante ai prossimi US Open.
Blake è incappato in un gran match di Gasquet, uscendone sconfitto al
secondo turno.
Proprio con Gasquet voglio chiudere il mio racconto del torneo. Il francese,
finalmente a posto fisicamente, sta forse dando confortanti segnali di
crescita. Ha vinto molti match ultimamente, su terra ed erba (dove ha
da poco vinto a Nottingham e Gstaad), ed ora pare aver trovato le misure
anche sul cemento. Ha classe da numero 1 il francesino, deve soprattutto
crederci lui, sentire dentro di se che lui è un toplayer e che non ci
sono limiti al suo gioco. Ha poco fisico, e forse la sua carriera potrebbe
subire frequenti stop per colpa di questo aspetto. Però nella sua testa
è forse scattato qualcosa. Ultimamente ha sempre lottato nei suoi match,
ha cercato e voluto la vittoria, ottenendola non solo di classe ma anche
con qualche soffrenza, segnale chiaro di una nuova determinazione. Se
riuscirà a dare una continuità mentale al suo gioco, riuscendo a restare
focalizzato anche nei momenti duri degli incontri, con i mezzi tecnici
che si ritrova non vedo come non possa chiudere l'anno tra i primi 10
giocatori del mondo. Nemmeno Federer ha la velocità del suo braccio e
la capacità di cambiar ritmo alla palla con entrambi i fondamentali. Stanno
finalmente arrivando risultati importanti, e l'inserimento di Gasquet
tra i migliori sarebbe un evento eccezionale per nostro amato sport, viste
le grandissime emozioni che sa regalarci in campo.
