MarcoMazzoni.com

News dai Tornei

Inizia la stagione sulla terra battuta 2005: presentazione

05/04/2005

terra rossa Dopo i due grandi tornei americani sul cemento di Indian Wells e Key Biscayne il circuito tennistico approda in Europa sulla terra rossa, dove inizia la lunga cavalcata che passando per Montecarlo, Barcellona, Roma ed Hamburg avrà il suo culmine al Roland Garros di Parigi. C'è già stata una interessante parentesi su terra battuta in Sud America, con tornei minori ma spesso interessanti per valutare giovani emergenti. Lo spagnolo Nadal è stato il dominatore insieme a Gastion Gaudio, argentino detentore della coppa dei Moschettieri di Parigi. Se per il primo è stata una buona conferma, per Nadal è stata la definitiva esplosione. Sono già diversi mesi che si parla di Rafael come di un possibile campione del prossimo futuro. Vincendo, anzi, dominando a Bahia ed Acapulco ha messo i primi mattoni per una stagione vincente. La conferma della bontà di questo giovanissimo atleta (classe 1986!) è venuta proprio domenica scorsa a Miami, dove sul cemento ha quasi sconfitto il "tiranno" del tennis moderno, Federer, lasciando intravedere un potenziale enorme per i grandi appuntamenti sul rosso europeo. Con quel diritto mancino arrotato, il migliore dai tempi di Muster, un rovescio interessante perché in crescita, una vigoria atletica eccezionale ed una vis pugnandi non inferiore al miglior Hewitt, Nadal si presenta come l'outsider principale per i prossimi Masters Series e soprattutto per Parigi.

La armada spagnola è capeggiata da Moya, capace di punte di rendimento assolute, come la vittoria a Roma nel 2004. E' però mancato nelle ultime stagioni proprio a Parigi, dove non vanta più piazzamenti di prestigio dopo lo storico successo nel lontano 1998. Restando in Spagna, sono decine i giocatori potenzialmente pericolosi. Tra i giovanissimi, c'è Verdasco, mancino, gran colpitore, ancora gli manca l'acuto ma è li lì per esplodere. Da non sottovalutare anche Feliciano Lopez, che col suo tennis a tutto campo potrebbe far strada anche su terra battuta. Ferrero è l'incognita della stagione sul rosso. I risultati del "mosquito" sono eloquenti: sconfitte premature, mai un vero acuto che l'hanno fatto sprofondare in classifica. Dopo un 2004 passato malamente a trascinarsi per i campi, invece di curarsi a dovere, adesso dice di star bene fisicamente, che tutti i suoi problemi sono mentali dovuti alle troppe memorie negative accumulate nello sciagurato 2004. Pazzesco veder un giocatore sprofondare così in pochi mesi, dal numero uno raggiunto nel settembre 2003 ad uscire dai primi 70 del mondo solo 12 mesi dopo. Io su di lui ho una teoria ben precisa, non troppo ottimistica sulle possibilità di un suo rientro ai vertici assoluti. Pur essendo un tennista ancora giovane (classe 1980), ha alle spalle già 8 anni di professionismo ad altissimo livello, ed alcuni infortuni importanti.

Juan Carlos Ferrero Ferrero si è costruito un tennis in progressione fatto di strappi, accelerazioni violente del braccio-racchetta, della schiena e delle spalle, con un lavoro continuo e logorante delle anche e dei ginocchi, senza esser supportato da un fisico adeguato. Juan Carlos pare più …un bancario che un atleta! E' un ragazzo normotipo, non un forzato dello sport, un superatleta. Non che non abbia lavorato, tutt'altro. E' il suo fisico che non gli concede più muscolatura, più forza. Credo che Ferrero abbia richiesto al suo corpo degli sforzi eccessivi in questi anni per colpa del suo modo frenetico e strappato di giocare a tennis. Forse con degli swing più classici e meno estremi la sua salute atletica sarebbe migliore, quindi il logorio minore. Se afferma di star bene, non c'è motivo per dubitarne. Io temo però che il suo corpo non reagisca più come un tempo, basta una frazione di secondo di ritardo nella risposta motoria, o un minimo di spinta in meno per provocare quella falla nella macchina infernale che era il suo tennis… ed i risultati non sono più gli stessi. Inoltre lo spagnolo in tutti questi anni ha dominato a tratti imponendo il suo tennis, ma non avendone uno di riserva. Un enorme produttore di spinta dal fondo, ma senza vere variazioni o alternative. Quindi non so bene cosa aspettarmi dalla sua stagione sul rosso. Possibile che riesca a fare qualche risultato, magari sconfiggendo con un colpo di coda qualche favorito, ma ritengo difficile che riesca a produrre risultati con continuità, anche se personalmente me lo auguro, visto che ci aveva regalato in passato ore di spettacolo tennistico di prim'ordine.

Stesso discorso per un altro big infortunato al rientro, Guga Kuerten. I suoi problemi sono però assai più gravi, su di un fisico ancor più logorato. Esce da una seconda operazione all'anca, senza il suo storico coach Passos al fianco. Certamente sarà appagato dalla splendida carriera avuta, e può darsi che prenda questa sua seconda vita tennistica con molta tranquillità, non aspettando molto da se stesso, giocando i match e vedendo quel che viene. Da un carattere sereno come il suo è probabile aspettarsi questo, ma tutto dipende dalla combinazione salute atletica/voglia di soffrire. La scelta, forse dolorosa, di lasciare un coach che gli ha fatto anche da padre, da amico nella sua formazione come tennista e come uomo, è un altro indice di un voler partire da zero, per una nuova avventura, senza riferimenti precisi, giocando un match alla volta.

Guillermo Coria L'altra nazione pronta ad invadere i campi in terra rossa è l'argentina. Nel 2004 non ci dimentichiamo che la finale del Roland Garros fu completamente albiceleste, che Coria vinse a Montecarlo ed arrivò in finale anche ad Amburgo. Da aggiungere anche Nalbandian, anche se l'inizio della stagione è stato molto negativo per David, che non riesce più a raggiungere continuità nella sua prestazione, e si parla anche di problemi fisici importanti che, se confermati, potrebbero debilitarlo per diverse settimane. Coria è forse l'uomo da battere a Parigi, ma tutto dipende dalla sua condizione fisica, data la fragilità a cui ci ha abituato. Outsiders pericolosi sono anche Canas, sempre pronto a vendere l'anima nei match, ed anche il recuperato Puerta (nonostante mille polemiche sulle sue varie squalifiche, cadute di forma ed improvvisi recuperi, troppo miracolosi forse). Senza dimenticarci di Gaston Gaudio, detentore del Roland Garros e di uno dei migliori rovesci del circuito. Presa consapevolezza nei suoi mezzi, Gaudio su terra non parte battuto contro nessuno. Sul rosso spesso si risvegliano i francesi, probabilmente la nazione che complessivamente ha più deluso nel 2004. Con Grosjean spesso rotto dopo quattro stagioni al vertice, Clement in calo o altri un po' consumati come il mago Santoro, i transalpini puntano molto sul recupero di Mathieu, ancora scosso da quel match di Davis e poi infortunato; e soprattutto sul piccolo fenomeno Monfils, questo diciottenne di colore tutto diritto, muscoli e agonismo. Si è appena affacciato al professionismo che conta, e deve ancora far molta esperienza. Sarà curioso vederlo affrontare i big, per misurarne il carattere e la testa, che paiono non inferiori ai mezzi atletici. Aspettando l'eventuale esplosione di Gasquet, braccio d'oro ma… il resto?

Tra i big assoluti, come non parlare di Federer? Nato su terra, sta dominando da tutte le parti, e forse vincerebbe anche i mondiali di Curling che si stanno svolgendo in questi giorni se solo vi partecipasse visto il suo talento fuori dal comune. Ma su terra, nonostante le sue buone vittorie (ad Amburgo l'anno scorso per esempio) è una incognita, perché il suo tennis perfetto sarà sottoposto a continui topspin estremi, a più difficoltà nel chiudere il punto, a meno vincenti col servizio, a molta sofferenza. Pare che Roger abbia in questo 2005 una base atletica notevole che gli sta consentendo una striscia storica di vittorie, ma anche la fatica è un fattore sul rosso. L'anno scorso al Roland Garros uscì al terzo turno per mano di un Kuerten in giornata. Non lo si può escludere tra i favoriti, ma non mi sorprenderei se non arrivassero risultati eccezionali. Bene o male dovrà pur tirare il fiato dopo una stagione macchiata solo dalla semifinale con Safin in Australia, che sennò sarebbe clamorosamente immacolata, quasi irreale nella sua cristallina perfezione. Safin dice di puntare tutta la sua attuale preparazione a Parigi. Per Melbourne diceva lo stesso, ed ha vinto. Su terra però potrebbero venir fuori con più facilità i suoi cali di concentrazione, visto che è più difficile chiudere gli occhi e lasciar partire il braccio. Penso che abbia delle chance, ma non lo vedo tra i primissimi favoriti. Così come per Hewitt, che nonostante un prodigioso recupero e che sia tornato forse più forte che nel 2001, ha davanti specialisti più preparati e manca di potenza per vincere sul rosso. Al contrario di Roddick che di potenza ne ha fin troppa, ma non riesce a costruire un gioco razionale e continuo su terra, finendo per impantanarsi malamente. Credo che giocherà poco in Europa sul rosso e punterà moltissimo su Wimbledon, dove potrà fare la differenza col servizio, soprattutto se Federer prenderà un raffreddore…

Volandri a Roma 2004 Volandri potrebbe essere uno tra gli outsider, però necessita un salto di qualità a 360°. Ormai Filippo è uno dei migliori tennisti al mondo su terra nei tornei di medio valore. E' nei grandi tornei che finisce per soffrire. Se vuole lasciare il segno nella stagione non sarà sufficiente vincere qualche piccolo evento, deve assolutamente lasciare il segno in un master seriers, e magari arrivare alla seconda settimana a Parigi. Con i suoi mezzi non sono obbiettivi irrealizzabili, solo ambiziosi, e Filippo lo deve essere, per forza. Starace giocherà diversi grandi tornei, spero possa crescere e misurarsi con avversari di grande livello, prendendo quel che viene. Interessante stagione per Luzzi, a ridosso dei primi 100 del mondo, bravo a recuperare dopo anni di grigiore. Sanguinetti su terra farà il possibile, bravo comunque a rientrare bene nei primi 100 del mondo a 33 anni suonati. Un nome su cui puntare? Direi Nadal, ha tutto per andare molto avanti a Parigi. E come sorpresa assoluta vado con Berdych, giovane boemo dal tennis sopraffino. Forse è un po' presto, ma prima o poi lascerà il segno, ne sono sicuro.



Home | E.mail
Servizio Federer