18/06/2006
Nadal conferma il suo dominio assoluto su terra battuta anche in questo
2006, trionfando al Roland Garros per la seconda volta dopo aver dominato
anche a Montecarlo e Roma, battendo ancora Federer in finale. 3 finali
di fila tra i due leader mondiali nei grandi eventi su terra, 3 vittorie
per Nadal, per una rivalità pericolosamente orientata dalla parte dello
spagnolo. Pericolosamente per Roger, che forse sta iniziando a crearsi
un piccolo complesso nei confronti di Rafael, fortissimo, ma a mio avviso
non imbattibile per Federer se l'affrontasse nel modo giusto, come nella
sfortunata finale di Roma. Questa edizione del Roland Garros sarà ricordata
per esser la prima dal 1985 in cui le prime 4 teste di serie si sono affrontate
in semifinale. Sorpresa soprattutto per Ljubicic, non specialista su terra
ma giocatore maturato, pronto per i grandi eventi. Ha saputo sfruttare
con merito un tabellone favorevole arrivando in semifinale, in cui ha
giocato un match onesto contro Nadal, correndo a più non posso e dando
dimostrazione di esser ormai un vero top player. Troppo chidergli di batter
Rafael, imbattuto da 58 match sul rosso! La striscia arriverà fino a 60
con vittoria in finale, record assoluto dell'era open, celebrato al primo
turno dallo stesso Vilas, detentore precedente, con un riconoscimento
in campo.
Oltre a Federer, Nadal e Ljubicic è stato Nalbandian il quarto semifinalista
dello slam parigino. Ottimo torneo per l'argentino, capace di vincere
buoni incontri contro Gasquet, attessisimo a casa sua, e Davydenko. In
ascesa di condizione Davd si presentava contro Federer in semifinale non
battuto, forte della semifinale di Roma, molto lottata, e della storia
nei loro head to head. Il loro incontro è partito con David scatenato,
mai un errore, chirurgico nel trovare col rovescio le debolezze di un
Federer troppo brutto per esser vero. Un break avanti nel secondo dopo
aver vinto il primo in meno di mezz'ora, quando Federer si scuote con
due punti incredibili, forse i due punti più spettacolari delle due settimane
parigine: un chop di dritto vincente, balisticamente improbabile e di
rara delicata bellezza; e poi il punto seguente, trasmesso da tutti i
notiziari sportivi, un passante vincente da squash di polso correndo all'indietro,
cosa pazzesca, con una standing ovation memorabile. David accusa questi
due gioeilli che scuotono Roger dal suo insolito torpore, forse troppa
tensione che riesce finalmente a scaricare così. Roger rimonta non concendendo
più nulla, e scappa via nel terzo, ma David non sta bene. Ancora una volta
i suoi addominali lo tradiscono, e deve ritirarsi sul 5-2 del terzo. Peccato,
stava nascendo un grande match, delusione per tutti, ed in bocca al lupo
a Nalbandian, che possa esser in forma a Wimbledon.
Si arriva così alla finale più attesa. Troppa attesa, da parte di tutti,
partorisce un match brutto, ricco di tensione e senza quella lotta, quell'equilibrio
che invece la finale romana ci aveva regalato, entusiasmando tutti. Federer
parte come un treno, gioca lungo, serve bene, scende a volte a rete, tramortisce
un Nadal fermo, nell'angolo. Insolito vedere lo spagnolo così passivo.
Federer gioca bene, ma fa uno show solitario, vincendo un primo set troppo
agevole. Il match cambia quando Federer affossa a rete per distrazione
una volee facilissima, facendosi rimontare da 40-0 e perdendo male il
servizio. Qualcosa si rompe in Roger, e scuote Nadal, proprio come era
successo al contrario nella semifinale dello svizzero. Roger fino a quel
momento volava; quel calo di tensione lo riporta sulla terra, impantanandolo,
circondato da tutti fantasmi che Nadal gli suscita con i suoi spin mortali,
troppo vivaci per esser incontrati in mezza volata, troppo velenosi per
esser rigiocati vincenti, come ama far lo svizzero. Il match gira, Rafael
acquista vigore, i suoi colpi sono più lunghi, arrivano gli errori di
rovescio di Federer, che invece cade all'indietro, incaponendosi nello
scambiar di ritmo, senza variare il gioco, accettando così lo scambio
duro da fondo e la sconfitta. Molti errori, anche da parte di Nadal, decisamente
una delle loro partite più brutte come spettacolo. Troppi errori, Nadal
capisce che basta palleggiar duro, di ritmo, per portare a casa il punto
e muove il gioco meno del solito: serve bene, non regala niente, al contrario
di Roger che pare aver smarrito la strada romana, quella che lo aveva
portato ad un punto dalla vittoria. Resta un miraggio invece la coppa
dei Moschettieri, ancora una volta alzata dalle forti braccia dello spagnolo,
davvero fortissimo su terra in questo 2006, come dimostra la sua imbattibilità.
Peccato per la finale. Ci si aspettava la storia, Federer che vince un
grande slam non annuale ma 4 slam di fila. Un match ancor più bello di
quello di Roma, invece troppa tensione in campo non ha aiutato. Rigido
Roger, bloccato Nadal, due ore e mezza di tennis di medio livello, all'interno
di un torneo che ha regalato emozioni, ma anche qualche delusione.
Uno dei match più belli è stato Nadal contro Mathieu. Il francese ha giocato
con coraggio, spingendo come un matto e portando Nadal a soffire in campo,
come poche volte gli è capitato su terra nelle ultime 2 stagioni. Peccato
che nei momenti decisivi la palla dei Paul scappava via, mentre Nadal,
teso come poche volte, saltava per la esultanza. 4 ore abbondanti di missili
in campo, match durissimo, un vero scontro frontale, in cui Nadal esce
vincitore, e rafforzato. Da sottolineare l'ottimo torneo di Ancic, capace
di arrivare ai quarti contro Federer, vincendo alcuni match contro pronostico
data la superfice, come la clamorosa rimonta contro il lanciatissimo Robredo,
sconfitto per 7/5 al quinto set! Troppo Federer su terra per il croato,
ma un segno di grande crescita nelle capacità di lotta e sofferenza, il
vero tallone d'achille per Mario. Buon torneo anche per Hewitt, non amante
del rosso in carriera. Ha sfidato nadal negli ottavi, riuscendo a strappargli
un set e lottando bene per buona parte dell'incontro.
Sorprende in positivo anche Djokovic, talento serbo, capace di vincere
contro Gonzalez (solita dimostrazione di stupidità tattica per il bombardiere
cileno), Haas e Monfils, fino ai quarti in cui si ritira dopo aver perso
i primi due set contro Nadal. Monfils ha esaltato il pubblico in un bell'incontro
contro Blake, in cui ha vinto al quinto lottando da leone, ma denunciando
ancora lacune importanti nella gestione della sua potenza, nella posizione
in campo, nell'uso dei suoi mezzi. Continuo a ritenerlo un giocatore misterioso,
potenzialmente forte ma mal indirizzato. E' in crescita, ma penso che
potrebbe imboccare una strada sbagliata: col suo potenziale andrebbe indirizzato
verso un gioco più brillante e d'attacco, mentre troppo spesso finisce
per farsi irretire nella lotta, giocando bordate da quattro metri fuori
dal campo, tattica del tutto fuori senso.
I vari Safin, Moya e Ferrero erano attesi al riscatto, hanno ancora deluso.
Non fortunato Marat che ha pescato subito Gonzalez, nel primo turno più
atteso, buon match ma niente di eccezionale, con Gonzalez che ha fatto
valere la sua migliore condizione generale. Mi aspettavo un buon torneo
da Baghdatis, che invece ha perso al secondo turno da Benneteau, carneade
francese e meteora del torneo. Male, ancora una volta, gli italiani. Nessuno
supera il secondo turno, troppo poco davvero per lo slam storicamente
più favorevole ai nostri giocatori. Male soprattutto Volandri, che ha
beccato lo scatenato Berdych, ma contro il quale ha perso proprio male
come punteggio.
Nel complesso è stato un buon torneo, con Nadal che partiva nettamente
favorito e che ha rispettato in pieno il pronostico. Finchè durerà questo
stato di forma psicofisica così possente, sarà molto dura batterlo sul
rosso. L'epilogo così deludente mi ha lasciato l'amaro in bocca, e sono
umanamente dispiaciuto per Federer, perchè visto cotanto campione mi sarebbe
piaciuto celebrarne l'ingresso nella leggenda assoluta di questo sport,
tutti 4 gli slam vinti e 4 di fila. Temo invece che questa sconfitta possa
aprire qualche crepa nella sua granitica fiducia. Dopo un record pazzesco
di 24 finali vinte di fila, dal masters 2005 ad oggi ha 5 vittorie (compreso
Halle appena finito) e 5 sconfitte. Soprattutto contro Nadal si potrebbe
aprire una sorta di complesso: arrivato così vicino a batterlo a Roma,
con il match regalato gentilmente da Roger, non vorrei che ad ogni loro
incontro una tensione mortale attanagli Federer, bloccandolo e non permettendogli
di giocare con quella naturale scioltezza e tranquillità che lo fa essere
un divino giocatore, intoccabile. Ed anche un po' di presunzione non nel
voler cambiare qualche cosa nel suo tennsi per batterlo. Dice Roger "batto
tutti con il mio gioco, posso batter anche Nadal...", vero, ma un po'
più di umiltà e sagacia tattica gli avrebbero certamente permesso di vincere
se non a Parigi perlomeno a Roma. Questa chance non sfruttata potrebbe
essere un tarlo per Roger, per tutta la sua carriera, e non vorrei che
il destino, a volte malavagio, gli si fosse presentato sotto forma dello
splendido Stefan Edberg, sempre solare ed in forma, che lo ha premiato
in campo con il piatto dello sconfitto... come a ricordargli che purtroppo
il treno per Parigi non passa sempre due volte.
