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Bentornato Andy!

15/10/2006

Andy Roddick al servizio L'americano Andy Roddick pare ritornato a buoni livelli dall'estate scorsa, recuperando forma e risultati dopo mesi di appannamento tecnico ed agonistico. Dalla finale di Wimbledon 2005, persa piuttosto nettamente contro Federer, Roddick era lettaralmente crollato come qualità di gioco e risultati. Molte sconfitte nei primi turni e pochissime vittorie contro i big players. Quello che preoccupava era l'involuzione che aveva colpito il suo gioco ed il suo carattere. Sempre presente e lottatore nelle annate di crescita e dei successi, pareva di colpo molle, meno determinato, in piena confusione tecnica ed agonistica, dimesso.
Credo che l'allontamento da Brad Gilbert sia stato un trauma tremendo da assorbire per il ragazzo del Nebraska. Eppure era stato proprio lui stesso a decidere la separazione dallo stratega Brad, per divergenze sulla rotta da prendere nel futuro.

La storia ha versioni diverse tra quella raccontata da Brad e quella di Andy, probabilmente la verità sta nel mezzo e di sicuro non ha motivazioni economiche. Anche leggendo tra le righe delle dichiarazioni post-separazione, io ho interpretato così i fatti. Federer nel 2004 è esploso, diventando un fenomeno assoluto, travolgendo anche la furia agonistica di Roddick. Gli Head to Head tra i due parlano chiaro: una sola vittoria, e molto stiracchiata, per l'americano, poi solo sconfitte contro Roger. Gilbert avrà certamente indicato ad Andy l'unica rotta possibile per un ulteriore sviluppo del suo tennis, per un ulteriore miglioramento e sperare di agganciare il più possibile Federer: spostare in avanti il baricentro del suo gioco. Il lato sinistro di Roddick non è così sensibile, impossibile migliorare in modo determinante il suo gioco da dietro col rovescio. Meglio invece sfruttare le capacità agonistiche e di fighter di Andy spostando in avanti il gioco, sfruttando al meglio la potenza degli approcci, cercando di chiudere il punto a rete con maggior frequenza. Questo per limitare di esser messo in difesa da dietro, a remare, dove mai Andy sarà un giocatore dominante. Una evoluzione quasi "edberghiana" verso un tennis percentualmente più vincente, cercando di coprire la debolazza da dietro attaccando in modo più continuo. Roddick non capì questa evoluzione, non la comprese o non la ritenne giusta. Chissà che non reputò eccessiva la "poca stima" del suo coach verso un suo possibile miglioramento del rovescio e del gioco da fondocampo. I due si separarono, anche un po' malamente perchè le dichiarazioni incrociate, seppur non maligne, non furono mai così benevole.

Credo che la mia interpretazione dei fatti sia corretta da come Andy cercò di evolvere il suo gioco, in modo diametralmente opposto alla rotta indicata da Brad. Roddick ha cercato per mesi di potenziare il rovescio come capacità di spinta e di controllo. Qualche risultato positivo l'ha raggiunto, è indubbio. Ma questa nuova posizione in campo, questa ricerca più assidua della spinta da dietro ha paradossalmente distrutto le sue armi migliori. Infatti il dritto è diventato meno esplosivo perchè non lo cerca continuamente e perchè nell'intento di coprire di più il rovescio ha cambiato la posizione in campo, arretrandola e perdendo quello slancio in avanti che era una componente fondamentale del suo drittaccio così poderoso.

Inoltre al servizio s'è incaponito nella ricerca continua della botta sempre più pesante, abbandonando molte delle variazioni che invece erano vincenti perchè a sorpresa. Con il corollario negativo di una spalla che inizia a chidere il conto dopo un logorio crescente.
In una parola: un disastro. I risultati sono crollati, e con questo anche la autostima di se stesso, componente fondamentale per un fighter come lui.
Il 2005 è stata una annata grigia. Solo vittorie minori e tante sberle nei majors, anche contro tennisti sulla carta meno quotati. Andy non fa più paura, molti hanno capito come affrontarlo e lo battono. Esce dai top10, superato dal rientrante Blake come miglior tennista statunitense.

Dopo Wimbledon 2006 molti rumors, fino all'annuncio ufficiale nell'estate. Il grande Jimbo, dopo molte titubanze, ha accettato di sedere all'angolo di Roddick per aiutarlo a ritornare ai vertici. Alcune somiglianze tra i due ci sono: grinta, personalità, un gioco non completo ma vincente in alcune esecuzioni. Subito si sono visti i benefici per Andy con l'ottima vittoria a Cincinnati, confermati dalla finale di New York, persa solo dal tiranno Federer. Roddick pare esser più convinto, il diritto cammina di più, anche se non come nel 2003, anno forse irripetibile. L'atteggiamento pare più propositivo, meno passivo; tende a star più dentro al campo e non dietro a remare, dove non sarà mai un campione. Nella ricerca di una maggior completezza Roddick aveva smarrito i suoi veri punti di forza: l'accoppiata servizio più dritto ed una carica agonistica totale, con la forza di sparare al 100% nei momenti caldi. Cercando di esser più solido da dietro era diventato più passivo, meno sfrontato, meno attaccante; finiva per stare in una posizione di semi-protezione del rovescio, non cercando più come un tempo di ribaltare di forza lo scambio.

Jimbo, che in campo leggeva perfettamente il match e le situazioni, è finalmente riuscito a convincere Andy che è meglio esser il più forte degli incompleti, dotato di qualche arma micidiale, che esser un buon giocatore a tutto campo ma non così esplosivo. Sicuramente dovranno lavorare sul miglioramento della posizione a rete e della tecnica al volo, punto su cui si scontrò con Gilbert provocando la rottura del loro rapporto. Connors ha certamente ricordato ad Andy di variare di più al servizio senza cercare ogni volta la botta centrale, troppo prevedibile. Agli Us Open infatti s'è visto un servizio più vario degli ultimi tempi, ed i risultati sono stati eccellenti. Difficile superare Federer, ma un ritorno al livello del 2004 è il miglior augurio che possiamo fare al tennista americano.


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