13/01/2006
Dopo la pausa natalizia, in forte astinenza di tennis, inizia finalmente
la stagione tennistica 2006 con i tornei australiani minori, prima del
grande evento degli Australian Open di Melbourne, che inizieranno lunedì
prossimo. Purtroppo alcune grandi assenza minano il campo dei partecipanti.
Nadal, ancora fermo per conseguenze del problema ai piedi; Agassi che
preferisce gestire l'ennesima stagione da professionista, la 19! Safin,
perennemente scassato, con forti dubbi su di un suo reale rientro in piena
efficienza fisica. Peccato, perché l'anno passato gli aussieopen ci hanno
regalato forse lo slam più bello stagione, con tutti i migliori al via.
L'annata è partita con il botto per noi italiani, una grande iniezione
di fiducia per il nostro movimento. Volandri che vince alcuni buoni match
sul cemento, come forte segnale della sua voglia di uscire dal guscio
della terra rossa. Seppi, che batte addirittura Hewitt a Sydney, arrendendosi
solo in semifinale al russo Andreev, una bestia nera dei nostri. Sono
tornei di preparazione, ma è sempre vincere e convincere! Per non parlare
della Schiavone, che prossima all'ingresso nei top10 ha lottato alla pari
con la Henin nella finale di Sydney. Personalmente ho grandi aspettative
in Seppi. Il ragazzo mi piace come mente tennistica, più che per le sue
doti tecniche. Ha una ottima capacità di accelerare, sa giocarsi bene
le sue chances, e la crescita notevole del 2005 lo dimostra. E' a ridosso
dei primi 50, posizione che gli permette di entrare nei tabelloni di quasi
tutti i tornei. Il suo obbiettivo per il 2006 è entrare nei top30, magari
riuscendo a vincere almeno un torneo della categoria international series.
Volandri ha passato un 2005 nella media, ma senza grandissimi acuti. Lo
aspetto al Roland Garros, quello che dovrebbe essere il suo torneo; e
mi auguro che possa veramente ottenere altri risultati al di fuori della
terra rossa, perché è soprattutto questo il salto di qualità che deve
necessariamente fare. Bracciali è chiamato a confermare la stagione passata
ed anzi, a migliorarsi con più sostanza. Mentre dallo splendido Sanguinetti
…speriamo che la salute atletica ce lo conservi!
A livello internazionale, sono tanti gli spunti da citare. Federer ha
dominato per due anni, tutto fa prevedere un'altra annata al top per il
campionissimo elvetico. L'unico punto interrogativo è la sua salute atletica.
Ha chiuso il 2005 con una caviglia KO che gli ha fatto perdere tutta la
stagione indoor e probabilmente anche il Masters. Il tuo tennis perfetto
necessita di una salute fisica ottimale per permettergli di regalarci
quelle meraviglie a tutto campo. La salute atletica potrebbe condizionare
i big nel 2006, come è stato per la seconda parte del 2005. Safin, Agassi,
Nadal, Hewitt, Moya, Gasquet, sono per citarne alcuni, tutti big player
che hanno avuto recentemente gravi problemi fisici. La loro stagione sarà
lo specchio della loro salute fisica, in un tennis sempre più virulento,
muscolare, ricco di fighter irriducibili, macchinosi e monocorde, ma potenti,
determinati.
Sono molto curioso di vedere la stagione di Nadal. Il giovane prodigio
di Maiorca ha giocato per 9 mesi con una intensità robotica, misteriose
( ? ) le sue capacità di recupero, di star mentalmente on the edge e non
mollare mai, vincendo tornei dopo tornei, producendo prodezze difensive
da cineteca. Dopo cotanto sforzo, è lecito prima o poi aspettarsi un periodo
recupero, umanizzandolo. Tutto sta nel vedere quando questa parentesi
arriverà. Teoricamente l'infortunio dal quale sta recuperando potrebbe
anche costituire un periodo di allenamento/riposo che lo potrebbe portare
a ripresentarsi al 100% delle energie. Dipende dalla reale entità dell'infortunio
e da come ha gestito questo tempo. Rafa ha una testa micidiale, un terminator
per forza e determinazione, ed il suo clan, un po' troppo chiassoso ultimamente,
lo sta proteggendo alla perfezione. L'altro infortunato eccellente è Safin,
praticamente scomparso da un anno, dopo l'eccezionale Australian Open
da lui vinto. Una serie di fallimenti ed infortuni stanno annebbiando
non poco il suo futuro. Misteriosa la data del suo rientro, sempre più
folta la sua chioma riccioluta nelle sue apparizioni nel jet set internazionale.
Come lo vedremo nel 2006? Non lo sa neanche lui, immagino. Peccato, perché
il Safin che vinse a Melbourne nel 2005 fu uno spettacolo, è il vero rivale
di Federer.
Hewitt, neo papà (auguroni!) per me sarà caricato a mille, e sono sicuro
di vederlo in ottima forma in questo 2006, penso che potrà vincere e dar
molta noia al tiranno svizzero. Roddick ha giocato una stagione pessima,
come risultati di punta. Ha avuto mesi per riflettere sul suo futuro ed
i suoi errori, però come pensatore non mi pare Kant. Quindi temo per lui
che la stagione 2006 si possa presentare sulla falsa riga degli ultimi
mesi. Nalbandian è l'altra grande incognita della stagione con Nadal.
Promessa mancata, perdente, looser, gestione mediocre dei match. Ne ho
dette di tutte. Però ha vinto alla grande l'ultimo masters… se è scattato
finalmente qualcosa nella sua contorta mente tennistica, potremo avere
forse un altro pretendente ai tornei che contano. Sarebbe una benedizione
perché David sa regalare spettacolo in campo come pochi con la sua completezza
tecnica! Temo invece che il suo rivale argentino Coria possa calare. Il
suo fisico rachitico ha iniziato a dare segni di cedimento, diverse occasioni
perdute potrebbero anche minarne la convinzione. E' molto giovane, tutto
dipende da lui. Altri tennisti dai quali mi aspetto una buona stagione
sono Blake, che è rientrato con forza ed una nuova solidità nel 2005;
e Ginepri, che a suon di mazzate ha impressionato negli scorsi US Open.
Non sono proprio primissime punte, ma sono gli outsiders di lusso a stelle
e strisce.
Tra i giovani, Berdych è certamente quello potenzialmente più forte, quello
che dominando a Bercy ha dimostrato di poter primeggiare. Anche lui deve
crescere come determinazione e nella gestione del match. E' il classico
talento tecnico che potrebbe non completarsi mai e far di tanto in tanto
exploit pazzeschi, per poi crollare contro il mediocre di turno. Mi incanta
la sua capacità balistica di accelerare e tagliare il campo, mi auguro
che scatti la scintilla dentro di lui e si inserisca al vertice, ne ha
tutte le chances. Tutt'altro giocatore invece diventerà Murray, scozzese
ruvido e solido. Lui ha invece dentro un fuoco vivo e lucido, mezzi tecnici
interessanti. E' molto giovane, ma lo vedo benissimo in questo 2006, se
la salute fisica lo sorregge non mi stupirei di vederlo tra i top30 a
fine anno, e sto basso. Gasquet se riesce a calmarsi e non farsi prendere
da quella emozione che lo irrigidirsce in tanti match, potrebbe inserirsi
stabilmente nei top 10. Io faccio il tifo per lui, è il miglior braccio
del mondo, senza dubbio, e mi incanta quel rovescio così rapido, fluido,
mi lascia senza fiato! Così Monfils, alter ego francese, potrebbe crescere
molto, ma lui ha bisogno di lavorare tanto sul piano tecnico e tattico,
perché la forza è nulla senza controllo. Tanto potenziale, devono imbrigliarlo
e metterlo sulla retta via, quella della concretezza e razionalità.
Chiudo con un pensierino finale per Agassi. Un mito dello sport, che gli
Dei del tennis ce lo conservino, anche per piccole apparizioni. E' una
enciclopedia viaggiante del nostro sport, un esempio per tutto, uno spettacolo
in campo. Riguardatevi il secondo set della scorsa finale degli US Open,
e capirete tutto.
