01/12/2006

Arrivati a fine stagione, ecco un mio bilancio dell'annata maschile. Scontato
il premio per Roger Federer, ma non mancano i temi di interesse. Annata
di crescita per giovani come Djokovic, Murray, Gasquet e Berdych, che
tra alti e bassi sono le speranze per il 2007. Il tennis italiano conquista
due titoli ATP, non accadeva da anni, ma nei grandi tornei siamo ancora
mancati. Mi aspettavo qualche risultato dai giovanissimi, mediamente cresciuti
ma senza acuti davvero di rilievo.
Migliore giocatore: Roger Federer. ¾ di slam conquistato, ad un
set e mezzo dal Grande Slam; vittoria al Masters, solo 5 sconfitte in
stagione a fronte di 12 tornei vinti, unica sconfitta non da Nadal in
finale subita a Cincinnati da Murray. Dominante, invincibile, sempre più
ancorato a fondocampo a mulinare traiettorie perfette e varizioni magnifiche.
E' diventato il più forte anche in difesa, non solo in attacco. Non si
trovano armi convenzionali per batterlo, perfetto. Gli manca il Roland
Garros e la Davis per eleggerlo, forse, come il più grande di sempre.
Ogni anno s'è migliorato, e non ha alcuna voglia di fermarsi. E' a quota
9 titoli dello slam, lotta contro la storia ormai.
Delusione: Lleyton Hewitt / Coria a pari merito. Dall'australiano
mi aspettavo un ritorno ai massimi livelli, per competere negli slam,
mentre spesso è caduto troppo presto. Corto nel palleggio, gioco prevedibile,
annata grigia, fuori dai top 10. Crollo totale per l'argentino, che dalla
partecipazione al Masters 2005 ha disputato una stagione assurda, in crisi
di fiducia e regressione tecnica, perdendo quasi sempre al primo turno.
Chiude l'anno fuori dao primi 100 del mondo ed in cura da uno psicologo
nel tentativo di recuperare se stesso prima che il tennista. Più doppi
falli che turni di servizio in stagione, annata da dimenticare in fretta,
incerto il recupero. Peccato, le magie che regalava in campo erano perle.
Emergente: Marcos Baghdatis. Da ragazzo semisconosciuto ha vissuto
un Australian Open pazzesco, battendo tutte teste di serie in rimonta
ed impensierendo pure Federer in finale. S'è confermato in stagione con
la semifinale a Wimbledon e la vittoria nel suo primo torneo a Pechino.
Gioca bene a tutto campo, diverte come personaggio, è una scoperta sensazionale,
graditissima. Lo aspetta un difficile 2007 della conferma, ma il ragazzo
c'è, spero che non mi deluda.
Sorpresa: Youzhny semifinalista a New York battendo Nadal. Un match
perfetto, in cui ha massacrato il forte spagnolo a furia di angoli in
contropiede, progressione meravigliosa fatta di un dritto in top ad aprirsi
il campo per poi entrare col rovescio in contropiede, colpo anticipato
e velocissimo, imprendibile anche per il miglior difensore del mondo.
Ha mostrato quella personalità che gli era sempre mancata oltre ad un
tennis stellare. Dopo gli Us Open problemi fisici e personali. Se nel
2007 confermerà questa maturazione, potrebbe essere il giocatore nuovo
per i vertici.
Rientro: Roddick: non che fosse scomparso, ma scaduto si. Grazie
al nuovo rapporto con Jimbo Connors nella seconda parte di stagione s'è
rivisto il Roddick potente e grintoso che lottava con Federer nelle finali
dei grandi tornei. Ha ritrovato convizione basando di nuovo il suo gioco
sulla accoppiata servizio più dritto, non disdegnando frequenti attacchi
verso la rete per non cadere nel palleggio prolungato, dove paga per la
sua scarsa sensibilità. Ritrovato, adesso nel 2007 servono vittorie importanti
per confermarne il ritorno.
Impresa dell'anno: Murray che batte Federer a Cincinnati ...a parte
gli scherzi, lo scozzese l'unico che ha battuto Federer non in una finale:
solo Nadal c'è riuscito per ben 4 volte in primavera. La vera impresa
dell'anno però ritengo sia stata la finale raggiunta da Nadal a Wimbledon.
Agevolato da un tabellone morbido e da un erba "battuta", ha giocato con
coraggio trovando ottimi meccanismi per sprigionare la sua potenza anche
sui prati. Era in condizione strepitosa in finale, ha fatto penare anche
Roger per una oretta. Il suo volto scuro alla premiazione, sconfitto da
sua maestà, denota il furore e la delusione per una occasione forse irripetibile.
Torneo: Toronto / Us Open. In canada ci sono stati alcuni match
tecnicamente eccezionali, come Federer vs Malisse. Ma nel complesso gli
US Open hanno vissuto ogni giorno una piccola storia, una grande impresa
o un bel match, meritano il titolo di torneo dell'anno. Anche Roma ha
vissuto una bella edizione, così come il Masters, uno dei migliori dagli
anni 90, in cui spicca la semifinale tra Roger e Rafeal, con momenti di
tennis altissimo per tecnica, agonismo e varietà di soluzioni.
Match: Nadal batte Federer in finale a Roma. 5 set tecnicamente
eccelsi, con Roger che alternava discese a rete e tocchi mentre Rafael
lottava da leone con dritti potenti. Il quinto set con la rimonta dello
spagnolo da 1-4 fino alla vittoria nel tiebreak decisivo annullando 2
match point al numero 1 svizzero fanno di queste 5 ore di gioco le più
elettrizzanti dell'anno, per intensità e qualità tecnica. La rivalità
dell'anno glorificata in questo scontro, tra titani.
Punto: la rovesciata da squash di Federer in semi vs Nalbandian al
Roland Garros, non solo per la bellezza e stranezza del colpo, ma
per la sua importanza. Ha stordito un Nalbandian fin li straripante ed
ha scosso un Federer troppo passivo, portandolo a girare il match a suo
favore. Correndo indietro, di puro polso, un gesto d'istinto, una chicca
che ha mandato in estasi il pubblico francese.
Italiano: Arduo dire chi è stato il migliore. Bracciali ha vinto
il suo primo titolo ATP a Casablanca ed è stato per mesi il migliore dei
nostri, ma ha chiuso in calo l'annata, mentre Volandri dopo una primavera
disastrosa s'è ripreso in estate vincendo a Palermo il suo secondo ATP
in carriera. Quindi stagione divisa a metà tra i nostri due atleti.
Delusione Italiana: Seppi. Pessima stagione, sotto tutti i punti
di vista. Sono mancati i risultati, è mancata la crescita sia tecnica
che mentale, una annata da dimenticare in fretta. In certi match pareva
che non sapesse che direzione dare al suo tennis, segnale pericoloso di
involuzione.
