22/11/2005
Arrivati alla fine di una lunga, a tratti esaltante, stagione tennistica,
ecco il mio consuntivo annuale, con il meglio ed il peggio del tennis
2005
Miglior giocatore: Roger Federer. Ha vinto "solo" due tornei del
grande slam rispetto ai tre/quarti del 2004; però vinto 4 Masters Series,
ha perso solo quattro match nel corso dell'anno con un bilancio di 81
vittorie, stabilendo record su record, e soprattutto dando in campo una
sensazione di superiorità schiacciante. L'hanno sconfitto solo il miglior
Safin di sempre, un Gasquet in giornata d'oro, Nadal a Parigi in piena
trance agonistica e Nalbandian nella finale del Masters (con Federer chiaramente
menomato). Senza dimenticare che nei primi due match Roger ha avuto matchpoint
a favore. Splendido tiranno del tennis moderno, quasi eccessivo il suo
dominio. Però Nadal bussa alla porta …se reggerà. Piuttosto è lo
stesso Roger che deve ritemprarsi in inverno e recuperare a pieno la sua
forza fisica. Confermarsi sarà sempre più difficile, anche per un talento
assoluto come lui.
Miglior giocatrice: In una annata senza una vera dominatrice, voglio
premiare la Clijsters, perché è tornata ad altissimi livelli dopo
un grave infortunio ed ha vinto finalmente uno slam a New York. Conferme
per Sharapova e Davenport, senza però vittorie negli slam.
Torneo dell'anno: Australian Open. Nell'anno anche il Roland Garros
e la seconda settimana degli US Open sono stati bellissimi, però in Australia
c'è stato il match dell'anno e non solo.
Torneo femminile dell'anno: Wimbledon. Bellissima la finale tra
Venus Williams e la Davenport, per me anche match dell'anno.
Match dell'anno: Safin batte Federer in semifinale agli Australian
Open. Match clamoroso, con un'alternanza di situazioni da panico,
il tutto con un livello tecnico sopraffino. Segue però a ruota, staccato
di un niente, la finale degli US Open, in cui Agassi ha giocato
un tennis stellare nei primi tre set, e Federer ha reagito e vinto come
mai gli era successo in carriera. Se Safin vs Federer è stato il match
dell'anno, Federer vs Agassi è stata una delle migliori finali di slam
degli ultimi anni, la migliore forse dalla epocale Ivanisevic vs Rafter
a Wimbledon 2001. Anche il recentissimo Nalbandian vs Federer al Masters
merita una menzione.
Delusione dell'anno: Roddick, che non ha vinto nessun torneo davvero
importante ed è uscito al primo turno agli US Open, il suo torneo. Regressione
tecnica e mentale, senza Gilbert il suo gioco ha avuto una notevole involuzione,
ancor più grave il tutto se consideriamo che non ha sofferto, a differenza
di quasi tutti gli altri top player, di particolari problemi fisici nell'anno.
Sta cercando di migliorarsi e completarsi, ma questo restauro ha forse
intaccato il suo punto forte, la combinazione servizio + diritto, meno
dirompenti di qualche tempo fa, e minato la sua fiducia ed il gameplan.
Meglio forse esser un grande incompleto? Menzione anche per il tennis
argentino nel suo complesso. Hanno vinto poco su terra travolti dal
ciclone Nadal. Inoltre hanno perso la faccia con i casi Doping di Canas
e di Puerta. Coria ha mantenuto il livello del 2004, ma senza acuti. L'ultimo
Masters salva Nalbandian che s'inseriva tra le delusioni. Una annata in
regresso complessivamente. Tra le ragazze, metto Serena Williams,
in netto calo, anche di presenze sul circuito. Sarebbe la più forte, ma la voglia?
Ritorno dell'anno: James Blake. L'afroamericano è tornato più forte
di prima dopo un gravissimo infortunio che ne ha messo a repentaglio la
stessa carriera. Grande estate americana in cui ha fatto match pari con
Federer a Cincinnati ed uno splendido US Open dove ha sconfitto Nadal
e giocato alla pari con un Agassi risorto. Anche in autunno ha giocato
bene e vinto. Spero che riparta con lo stesso impeto nel 2006, con quella
solidità nel rovescio e la spregiudicatezza mostrata nei big match.
Emergente: Tomas Berdych, che ha coronato una bella stagione, anche
se altalenante, con la vittoria al Masters Series di Bercy. Oltre allo
scalpo di Nadal a Cincinnati. Il potenziale è incredibile, il tennis splendido,
se si convince di esser forte saranno dolori, per tutti. Segnalo anche
Gasquet, che però s'è fermato dopo una splendida primavera. E tra i giovanissimi
occhio a Djokovic e Murray, che potrebbero essere gli emergenti del 2006.
Tra le ragazze segnalo la Vadisova, Valkiria dotata di potenzialità enormi.
Sorpresa dell'anno: Ljubicic. Tutti lo conosciamo bene, sappiamo
del suo talento, ma anche delle sue fragilità. Col lavoro si è issato
tra i top 10, ha raggiunto molte finali, purtroppo perdendole quasi tutte.
Ma ha raggiunto un livello eccelso sul rapido. Bravo!
Fatto dell'anno: il dualismo Federer Nadal; si sono spartiti tra
loro 3 slam su 4 e 8 Masters Series su 9. Dall'era open mai c'era stato
un dominio a due così completo. Peccato che si siano incontrati solo due
volte nell'anno, con una vittoria a testa.
Italiano dell'anno: Seppi. Fuori dai primi 100 ad inizio anno,
s'è inserito alla grande, arrivando ai quarti di finale ad Hamburg (Masters
Series), soprattutto ha passato quasi sempre le qualificazioni nei grandi
tornei, ha vinto molti match in sicurezza, ha sconfitto Ferrero in Davis.
Quasi a pari merito Sanguinetti, che ha raggiunto gli ottavi di finale
agli US Open toccando la sua miglior classifica ATP a 33 anni suonati,
bravissimo nel lavorare bene e trovare stimoli dopo una buona carriera.
Italiana dell'anno: Schiavone, che è arrivata al 13° posto nel
ranking WTA, con ottime prospettive per il 2006. Soprattutto ha battuto
alcune top 10 come la Mausermo e la Dementieva. Ora deve trovare continuità
a questi livelli di eccellenza ed i top 10 non sono un miraggio.
Tirata d'orecchi: ATP, perché quest'anno è stata passivamente a
subire vari scandali doping gestendoli malissimo, e non fa niente per
metter mano ad un calendario che ci ha "regalato", in parte per sfortuna,
una seconda parte di stagione ridicola.
Volandri, perché in un'annata in cui doveva crescere ha invece
soltanto mantenuto il livello senza vincere tornei, con l'aggravante della
misera figura rimediata a settembre con polemica Davis, e l'assenza di
risultati al di fuori della terra. Mi aspettavo una crescita che non c'è
stata.
Toni Nadal: dopo una cavalcata così impetuosa del suo Rafael, poteva
risparmiarsi quella sparata prima del Masters sulla superficie. Caduta
di stile dopo un 2005 vissuto da protagonista, fin a quel momento anche
con classe.
FIT: a parte le solite croniche lacune che affossano ogni anno
il nostro movimento, è ferma anchilosata ad assistere la perdita dei tornei
di Milano (emigrato a Zagabria) e di Palermo (ancora incerta la nuova
sede, sicuramente all'estero). Indecente, lassismo indifendibile.
Tanti saluti e grazie: Silvia Farina, grande professionista ed
esempio per il tennis italiano, che ci lascia dopo esser arrivata a ridosso
delle top 10. Un esempio di lavoro, professionismo, oltre che di classe tecnica in campo.
