02/09/2006
Dopo gli US Open si può iniziare a tirare un primo bilancio della stagione
in corso, non definitivo, ma significativo. Nell'annata appena sufficiente
(forse sono troppo buono) del tennis italiano maschile, abbiamo per fortuna
le ragazze a tirare la carretta e regalarci qualche sorriso. La Schiavone
ampiamente nelle top15, la Pennetta che è entrata nelle top20, Mara Santangelo
che finalmente è esplosa a buon livello, anche lei nelle prime 40 del
mondo. La sorpresa più gradita è stata certamente Romina Oprandi.
Italosvizzera, è esplosa con furore a Roma, dove in una settimana incredibile
ha conquistato il pubblico con il suo tennis particolare e con la sua
semplicità. Dopo il sogno romano sono arrivati alcuni buoni risultati
in tornei minori, qualificazioni a grandi tornei, ma anche qualche stop
inatteso. Forse già troppa pressione su Romina, si chiede qualcuno? Non
credo, però indubbimente la nostra giovane atleta ha ora davanti a se
il momento più complicato e critico della sua crescita. Intanto a livello
mentale deve esser sempre pronta a confrontarsi con le migliori, e non
da sconosciuta. Questo implica una forte concentrazione, ogni giorno,
ed una solida convinzione nei propri mezzi. Per competere al massimo livello
ci si deve credere al 100%, spingere forte e mai girarsi indietro, niente
pause a differenza dei tornei minori. Questo step è meno traumatico per
le ragazze, dove la competizione è fortie ma il livello è più a scalini
rispetto alla ipercompetizione forsennata che domina nel tour maschile,
quasi folle. L'aspetto mentale è spesso predominante in una crescita.
Romina però ha bisogno di migliorare a 360°, nel fisico, nella tattica,
nel gioco. Una settimana di gloria capita a molte; confermarsi vuol dire
lavorare bene, ogni giorno, cercando di migliorare costantemente in tutti
i fattori che influiscono sulla prestazione.
Molti puntano il dito sulla sua condizione fisica, sulle sue rotondità
accentuate. Credo che si debba in questo aspetto analizzare il tutto con
meno semplicismo, andando a capire il problema della condizione fisica
in rapporto all'atleta ed al suo modo di giocare. Per Romina un miglioramento
nel fisico non è solo un discorso di ciccia e dimagrire. E' naturalmente
robusta e non sarà mai una Mauresmo, agile e muscolosa. Madre natura l'ha
dotata di talento ma non di un fisico esile, adatto ad esser costruito
per eccellere nella corsa e nell'agilità. Mi accontenterei di vederle
in futuro un fisico "alla Clijsters", ma è da verificare se
il suo corpo reggerà un lavoro fisico così specifico, e se questo non
possa portare conseguenze sul suo tennis visto che le cose sono molto
connesse. Poco tempo fa ho modificato per adattarlo alla rivista 0/15
un mio vecchio profilo su Gabriela Sabatini. La bella argentina anni fa
distrusse il suo tennis ed il suo fisico cercando di migliorare il servizio;
si sottopose ad un lavoro specifico che alla lunga ne destabilizzò completamente
il tennis: divenne troppo pesante, poco elastica, uso nuovi muscoli che
le fecero perdere completamente la meccanica del colpo servizio e questo
destabilizzò completamente il suo gioco. Quel lavoro atletico eccessivo
minò il corpo così tanto che un fisico naturalmente atletico iniziò a
soffire problemi, ed il suo tennis pian piano collassò portandola ad uno
scadimento generale, ed al ritiro.
Questo esempio serve per spiegare che uno sviluppo atletico è un aspetto
"pericoloso", che va seguito bene, per gradi, e che va focalizzato ad
un obbiettivo ben preciso, preservando la salute generale e l'aspetto
tecnico della giocatrice. Ed i risultati non sono scontati. Applicando
questo discorso alla Oprandi, non penso che Romina abbia bisogno di un
fisico da corridore, piuttosto penso che si debba lavorare sull'elasticità
e l'esplosività. Un drastico calo di peso non penso sia interessante.
Meglio un lavoro a medio termine che la faccia calare di peso aggiungendo
fibre elastiche, più utili nei recuperi e nella spinta. Col suo tennis
brillante sarà sempre una giocatrice adatta a comandare il gioco, non
ha senso spostarla come una che corre da tutte le parti, questo potrebbe
anche farne snaturare il gioco. Oltretutto Romina ha una qualità incredibile
nel leggere lo scambio, seppur lenta arriva spesso bene sulla palla perchè
parte prima. Romina deve crescere bene, ha un potenziale molto valido
e se ben assistito potrà darci sicure soddisfazioni.
L'importante è che tenga i piedi per terra, che pensi a questo forte salto
in classifica (circa 120 posti in 6 mesi, da 180 a 60) come una base su
cui costruire la sua carriera, non un punto di arrivo; nemmeno che ora
sia tutto facile, perchè invece iniziano proprio ora i mesi duri, di lavoro
e crescita. Personalmente sarei già molto soddisfatto se potesse chiudere
l'annata nei top 50, e poi riuscire nella primavera prossima a mantenere
la classifica, magari attaccando i top30. Ma non aspettiamoci la luna.
Aspettiamoci piuttosto tanti bei match con spettacolo, grazie alle variazioni
di ritmo che sa darci con naturalezza.
