11/08/2006
Lo scozzese Andy Murray è da pochi giorni allenato da Brad Gilbert, ex
giocatore e soprattutto coach di successo negli ultimi anni, in cui ha
rivitalizzato Agassi donandogli una seconda parte di carriera straordinariamente
vincente, ed ha poi portato Andy Roddick alla prima posizione mondiale,
prima dell'avvento del ciclone Federer. Reputo Gilbert uno dei migliori
coach al mondo. Non adatto per tutti i giocatori, è soprattutto un fine
psicologo del gioco per la sua capacità di leggere i match ed indirizzare
i tennisti verso un'ottimale gestione della tattica in relazione al proprio
tennis, a quello dell'aversario ed alle condizioni di gioco. Stratega
più che tecnico, è buono per giocatori già abbastanza formati ma che devono
compiere l'ultimo salto di qualità, che devono ottimizzare le proprie
qualità, magari celando le debolezze con i propri punti di forza.
E' questo che penso necessiti Murray in questa fase della sua carriera,
quella del superamento del gruppone dei giocatori medi, per passare alla
prima fascia. Ha le qualità per essere un buon giocatore, da top10, però
deve affinare molte parti del suo tennis, dare una direzione più precisa
al suo gameplan. Trovo che Brad sia il coach ideale in questo momento.
Con le dovute proporzioni, oggi Murray si trova in una fase simile a quella
che visse Agassi prima di diventare un vero campione dal 1994 in poi.
Era un grandissimo colpitore, straordinario talento, ma non sapeva minimamente
gestire un match, comprenderne le fasi, fare la cosa giusta al momento
giusto; André vinceva perchè era un talento eccezionale e perchè aveva
un grande carattere, ma non aveva disciplina, lucidità tattica, non sapeva
minimamente cosa fare se non cercare un winner in ogni istante. Molti,
troppi match importanti ha regalato con queste lacune. Dopo l'avvento
di Brad a suo fianco sappiamo tutti che carriera incredibile e longeva
ha vissuto Andrè, capendo come si gioca in campo, come ci si comporta,
come sfruttare al meglio le sue doti, come ci si allena e ci si mantiene.
Murray non ha il talento di André. Però è un giocatore con doti interessanti,
in divenire. Ogni volta che lo vedo giocare non capisco mai che tattica
stia usando. Infatti è un tennista abbastanza completo, con due fondamentali
piuttosto equilibrati, un tennis a tutto campo ed un tocco a rete discreto.
Mi sembra a volte si faccia "trascinare" dall'incontro più che cercare
di dar lui una impronta, un piano preciso per portarlo a casa. Questa
confusione tattica certamente non ne facilità il gioco, anzi, può portarlo
completamente fuori strada. Tecnicamente Gilbert dovrebbe impostare il
suo lavoro sul cercare di accorciare lo swing del dritto, troppo ampio
e che tende a fargli perdere il tempo sulla palla, oltre che rischiare
un overshooting con colpi lunghi, cosa che Andy soffre spesso quando colpisce
in avanzamento, per eccesso di rotazione. Inoltre mi pare che tutto il
suo corpo sia troppo passivo rispetto alla palla quando è in difesa, con
difficoltà nel ribaltare la situazione dello scambio a suo favore. Più
che una lacuna tecnica è un lavoro mentale che va svolto, per cercare
di stimolare lo scozzese a reagire nel momento difensivo con un colpo
che non sia una pura opposizione, ma la proposta di una reazione che sia
difficile (o almeno non scontata) per il rivale. Sicuramente il servizio,
già buono, andrebbe migliorato per trovare più punti diretti.
Ma il lavoro più importante è quello relativo alla sua identità tattica.
Oggi Murray è un tennista buono, produttore di gioco con potenzialità
da completo a tutto campo. Brad deve insegnare a Murray il modo per sfruttare
questa potenziale duttilità, per poter cambiare al momento giusto del
match il suo atteggiamento tattico in modo attivo. E' un peccato non poter
sfuttare una duttilità innata, e spero che non vogliano trasformare Andy
in un giocatore monodimensionale. Sarebbe una strada più comoda, e più
immediata. Però così facendo potrebbero tagliargli delle armi potenzialmente
notevoli, se ben sviluppate. Qua sarà importante la voglia di Murray di
mettersi in gioco e provare a diventare un giocatore completo. Il suo
tennis è buono per ogni sueprficie, questa è già una base di partenza
notevole verso la duttilità. Se Brad riuscirà a disciplinare Murray, insegnandogli
a dosare le misure, a capire la lettura del match e come reagire nelle
varie fasi, potremmo trovare un futuro ottimo giocatore. Il rischio è
quello di costruire un "mezzo giocatore", se questo lavoro non sarà impostato
o non darà i frutti sperati. Allora si potrà tentare la strada della specializzazione,
magari verso un modello di tennista più attaccante dal fondo. Per questo
però sarà fondamentale un lavoro verso il ritmo, con swing meno lavorati
e un appoccio verso la palla più determinato, attivo.
Il materiale grezzo è buono. Se Muray resisterà alla logorrea infinita
di Gilbert e si potrà instaurare un rapporto umano buono (Gilbert è un
decisionista), penso che Murray abbia buone chances per crescere notevolmente.
