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Montreal 2005: Inarrestabile Nadal!

14/08/2005

Nadal a Montreal (cortesia sito BBC) Rafael Nadal non si ferma più! Non solo terra rossa, anche sul cemento americano conferma tutta la sua forza ed il suo stato di forma eccezionale, travolgendo tutti i rivali ed aggiudicandosi il suo primo torneo importante fuori dalla terra battuta. Vince il terzo Masters Series dell'anno, come Federer, e si propone come vero antagonista per lo svizzero anche in prospettiva numero 1 a fine anno. Chi credeva che Nadal fosse un giocatore specialista si sbagliava. Le sue risorse paiono infinite, come la sua forma fisica, sta migliorando molto al servizio, ed anche tatticamente il suo gioco si è evoluto. Ad essere onesti mancavano quasi tutti i big a Montreal, ad iniziare da Federer. Però Nadal ha incontrato giocatori di ottimo livello, battendoli tutti, superando con vigore gli ostacoli che Moya, Grosjean, Mathieu ed Agassi gli hanno proposto.

La finale contro Agassi, probabilmente il miglior match possibile visto il tabellone, è stata a tratti avvincente. Curioso il fatto che fosse un incontro inedito. Partenza sprint, come al solito, per lo spagnolo. Il break è arrivato presto, portando Nadal sul 4-1 in una ventina di minuti, e poi 5-2, con Nadal che salva una delicata palla break con una smorzata mal rigiocata da Agassi. 6-3 il primo set, con Nadal che serve bene una volta in vantaggio, aprendosi il campo con lo slice mancino. E' mancata in tutto il match la solita capacità di André di rispondere con incisività. Questa era una chiave del match: se Agassi fosse riuscito ad imporre i suoi angoli fin dalla risposta Nadal sarebbe stato buttato fuori dal campo già al primo colpo e le traiettorie strette di Agassi avrebbero aperto molto il campo favorendone il gameplan. Mancando questa incisività nell'inizio dello scambio, Agassi ha perso in partenza molte delle sue chances. Nel palleggio l'americano riusciva a gestire abbastanza bene il ritmo dello spagnolo, conducendo quasi sempre lo scambio, ma la palla vivace, esasperata, di Rafael gli scappava via, producendo gli errori (40 in totale) che hanno deciso il match. Tanti recuperi miracolosi dello spagnolo, alcuni winners di Agassi, ma che fatica per André portare a casa punti normalmente più facili, scontati contro un altro avversario.

Nadal ha sofferto spesso le traiettorie strette e profonde di Agassi, riuscendo però a rigiocare palle lunghe, difficili da attaccare, non finendo così quasi mai troppo fuori dal campo o chiuso nell'angolo, indifeso. Questa è stata la chiave del match, riuscire da parte di Nadal a difendersi con lunghezza, contrattaccare con forza, non essere mai travolto dal forcing di Agassi, ma portare l'americano all'errore e giocare qualche winners improvviso, per rompergli il ritmo. Alla fine del primo set c'è stata una breve interruzione per pioggia, durata poco, e che ha giovato ad Agassi, rientrato in campo diverso, più aggressivo, con i piedi più dentro al campo. Per una mezz'ora è riuscito a mandare fuori dal campo lo spagnolo, potendo così chiudere diversi punti o costringendolo all'errore. Un set tirato, deciso al decimo gioco a favore di Agassi, con un errore evidente subito da Nadal, ma nel complesso il forcing di Agassi è stato maggiore, tante traiettorie magiche che baciavano le righe, come ai bei tempi. Nadal pareva un po' sceso nelle sue corse e nella precisione del contrattacco. Il primo vero calo di Rafael? Nient'affatto. Il feroce pressing arrotato è ripreso più deciso di prima, ha cambiato ritmo con veemenza, entrando di più dentro al campo, prendendo da subito l'iniziativa, rischiando di sbagliare ma deciso a non perdere più campo. Ha letto benissimo il match lo spagnolo in quel momento. Agassi menava le danze, aveva trovato il modo di impattare con precisione la palla ricca di spin del rivale, costringendolo troppo spesso a recuperi prodigiosi. L'unico modo di uscire dall'angolo era attaccare per primo. Tattica rischiosa, ma l'unica per capovolgere il match che pendeva ora a favore di André. Così ha fatto ed ha vinto nettamente il set per 6-2, senza mai davvero tremare. Agassi ha perso metri di campo e non ha retto l'impatto dei colpi poderosi di Nadal, non è mai riuscito davvero a reagire, forse anche stanco per il forcing di tutto il secondo set.

Mathieu sorprende a Montreal Il torneo nel complesso è stato di buon livello, ma non eccezionale. Troppe le assenze di rilievo, il tabellone non era paragonabile a quello di altri Masters Series giocati nell'anno. Intanto mancava il detentore del titolo 2004, Federer, impegnato a prepararsi bene per gli US Open durante la sua sosta post-Wimbledon, e pare anche infastidito da problemi ad un piede che lo tormentano da questa primavera quando fu costretto a saltare Roma. Poi Safin, ai box per curare i problemi al ginocchio, ed anche Hewitt ha mollato al primo turno, debilitato da una gastroenterite e forse dalla piacevole luna di miele… Esce poi subito a sorpresa Roddick, quello che senza Re Federer era considerato il naturale favorito sul duro di casa sua. Autore dell'upset il redivivo francese Mathieu, giocatore interessante ma psicologicamente fragile, protagonista negativo della clamorosa sconfitta francese in Davis di qualche stagione fa, dove perse il punto decisivo in casa contro il giovane Youznhy consegnando la coppa ai russi e pagando questo scotto con mesi di grigiore agonistico, perso nei meandri di questa batosta. Però possiede mezzi interessanti, con una capacità di spinta notevole, un servizio buono ed un senso del ritmo da topten. L'ottimo stato di forma l'ha portato in semifinale ad infastidire non poco il Nadal furente di questo torneo e di questa stagione. Ha lottato alla grande il francese Paul, infilando spesso lo spagnolo con forti accelerazioni di rovescio, governando molto bene la diagonale del diritto. Alla lunga ha prevalso Rafael, che però ha tremato al momento di servire per il match, segnalando tensione, facendosi brekkare ma poi riuscendo, di grinta, a recuperare e chiudere in due set. Moya, in uno splendido primo turno, aveva provato a battere Nadal, riuscendoci a tratti con il dirittone, buttandolo spesso fuori dal campo. Però in uno sciagurato game nel terzo set ha regalato due punti e servito zero prime, consegnando il break decisivo al giovane pupillo (proprio Carlos ha introdotto Rafael nel circuito, i due sono molto amici). Anche Grosjean a tratti ha dominato Nadal, imponendo le sue accelerazioni e rubando campo. Il problema è che tutti questi ottimi giocatori, dotati di mezzi eccellenti, riescono ad imporre il proprio tennis a Nadal "a tratti", condendo il resto della prestazione da troppi errori, forzati dal ritmo indiavolato, arrotato, possente e velenoso di Rafael, perdendo così il match.

Per il resto, il torneo ha vissuto sulle ottime prestazioni di Agassi, in striscia vincente visto che arrivava fresco dal successo a Los Angeles, suo sessantesimo titolo in carriera! Vittorie nette, spesso spettacolari, come quella contro Gaudio, con il pubblico impazzito ad applaudire questo monumento del nostro sport, tutt'altro che dimesso o con propositi di ritiro. Anzi, durante la settimana André se l'è un po' presa in sala stampa con giornalisti davvero poco professionali e fantasiosi, che non facevano altro che infastidirlo con domande stupide riguardo ai suoi propositi di ritiro. Dopo molta cordialità, solo un velenoso humor ha zittito questa ridda di voci.

Delude Coria, sconfitto al primo turno da Juan Carlos Ferrero, che poi si ferma per mano di Hrbaty, illudendo ancora sulle sue possibilità di un reale recupero ai livelli di due anni fa. Deludono anche Henman, controfigura di se stesso, e Roddick, sconfitto malamente al primo turno in un torneo a lui molto favorevole sulla carta. Buon torneo invece per lo slovacco Hrbaty, e soprattutto per il giocatore di casa Rusedski, ritrovatosi dopo mesi di grigiore ed una parentesi doping mai davvero chiarita. Arriva in semifinale, sconfitto dall'ottimo Agassi di questa estate americana. Nella pattuglia argentina, ancora scossa per la vicenda doping di Canas, buon torneo per Puerta, sconfitto solo da Nadal ai quarti, e di Gaudio, anche lui ai quarti contro Agassi. Niente da fare per i nostri giocatori. Volandri non partecipa pur avendone il diritto, e solo Sanguinetti riesce a superare le qualificazioni, perdendo nettamente da Gaudio. Volandri parteciperà questa settimana all'altro Masters Series di Cincinnati.


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