18/04/2005
Il torneo di Montecarlo ci ha regalato grandissime emozioni, match interessanti,
spettacolari, ricchi di contenuti tecnici ed agonistici. Ha visto il rientro
di Federer sulla terra monegasca dopo alcune stagioni, l'esplosione di
Gasquet, il ritorno di Ferrero a buoni livelli, un ottimo Volandri e la
consacrazione definitiva per Nadal, astro nascente del tennis mondiale,
vittorioso a Montecarlo del suo primo Masters Series in carriera. Ricorderemo
a lungo questa edizione del torneo. Funestata dalla morte del Principe
Ranieri, "the show must go on", con l'unica concessione dello stop alle
gare il venerdì mattina, in concomitanza delle esequie ufficiali del principe.
Nessuna manifestazione collaterale al torneo, solo tennis in campo, per
rispetto al lutto tremendo che ha colpito il piccolo stato. Assente Alberto,
neo principe, anche alla premiazione. Fortunatamente le emozioni sportive
sono state tantissime, difficile da riassumere in un articoletto di cronaca
sportiva. Questa edizione del torneo sarà ricordata a lungo, e sarà difficile
per un altro evento stagionale pareggiarne la bellezza e l'intensità,
…a meno di vivere un'annata di tennis memorabile.
Vince Nadal, sconfiggendo in finale il favorito della vigilia Coria, detentore
del titolo 2004. Una finale interessante, ma non bellissima, giocata un
po' a sprazzi, con l'intensità di Nadal, la ragnatela di Coria spesso
non efficace contro la potenza mancina, maligna, del giovane spagnolo.
Un passaggio a vuoto di un set per l'iberico, regalato a zero a Coria,
e poi un quarto set lottato, deciso nel finale. Nel complesso un risultato
giusto che premia l'ottima settimana di Rafael, che non ha mai veramente
vacillato. Solo contro Gasquet in semifinale ci sono stati dei momenti
in cui ha rischiato di perdere il filo del match e l'incontro, ma la sua
enorme vis pugnandi l'ha sempre sostenuto.
Nonostante la vittoria di Nadal questo sarà ricordato come il torneo di
Richard Gasquet. Diciottenne come lo stesso Nadal, il francese fu buttato
in campo tra i pro a soli 15 anni. Sorprese tutti sconfiggendo proprio
a Montecarlo l'argentino Squillari, che fu preso a pallate dal rovescio
di questo bambino prodigio. Poi, come accade ai precoci, qualche anno
sabbatico, problemi di tutti i tipi in una crescita spropositata, un carattere
difficile ed un entourage "pesante" ad accrescerne le difficoltà. Fino
a questa stagione, in cui finalmente si fa allenare da un professionista
serio e stimato come Deblicker, un guru in Francia; tutti gli occhi sono
sul moretto Monfils, ed ecco che scatta qualcosa dentro, un senso di liberazione
da un lato, e di rivalsa dall'altro. A 8 anni questo bambino (figlio di
due maestri di tennis…) era già sulle riviste nazionali. Troppo, eccessi
e speranze fuori luogo l'hanno schiacciato, montato. Dopo un 2004 in cui
ha fatto un bagno di umiltà totale, in cui hanno smesso di dargli le wildcards
per farlo maturare "a suon di legnate", il risveglio, finalmente. Una
vittoria al challenger a Napoli come viatico per questo Montecarlo, dove
ha passato le qualificazioni, e poi ha battuto uno dopo l'altro tutti
i rivali, contro pronostico, fino a sconfiggere in un match bellissimo
Federer nei quarti di finale. Si è arreso solo a Nadal nella semifinale
più giovane della storia del torneo (e non solo questo), mostrando un
talento abbagliante, spropositato, sfacciatamente immenso.
Signori, questo ha il braccio tennistico migliore dai tempi di John McEnroe
e Leconte (per restare in Francia), con buona pace di Sampras, Agassi,
lo stesso Federer che è più completo, più forte. Ma se si parla di puro
braccio, accelerazione e versatilità, Gasquet è oggi inarrivabile. Era
diverso tempo che non vedevo giocare Richard, dato che navigava al buio,
nelle retrovie. Ha mostrato a Montecarlo una notevole maturazione fisica,
non è altissimo ma è ben formato. Ha ora un servizio più robusto che non
gli consente molti winners (alcuni si, e guarda caso in momenti importanti),
ma nemmeno di esser attaccato subito grazie ad un kick interessante; e
poi quel braccio di una velocità fuori dal comune. Col rovescio è capace
di tutto, meraviglie balistiche con un anticipo incredibile ed uno swing
così rapido che in fase di chiusura la racchetta quasi sbatte violenta
a fine corsa, curvando in modo completo il polso per lo slancio. Lungolinea
è qualcosa di fenomenale, lo gioca entrando coi piedi in campo mentre
la palla continua a salire, taglia così il campo del rivale anticipando
completamente. Si è qualificato Gasquet senza perdere un set, ha poi dato
una lezione di tennis Mantilla, irridendolo a tratti con vincenti a tutto
campo e smorzate millimetriche, addirittura fin dalla risposta al servizio,
soluzione questa che fa molto tennis "anni '70", quando le velocità e
gli spin erano minori, più umani e goderecci.
Scriverò nei prossimi giorni un articolo nella rubrica "impressioni di
gioco" sul tennis di Gasquet, perché lo merita, perché quello di Gasquet
è per me IL TENNIS, come andrebbe insegnato e giocato al massimo livello.
E' l'essenza del tennis, la capacità di variare ritmo, angoli e rotazioni,
di dominare il campo in tutta la sua interezza, di ribaltare le situazioni
da difensive in offensive, di chiudere i punti a rete dopo averli costruiti,
il tutto con una eleganza nobile, regale. Il Dio del tennis forse mi ha
ascoltato, ed ha mandato un testimone in questi anni infestati da troppi
giocatori creati con lo stampino, buoni per il cemento a giocare di ritmo
senza alcuna variazione. C'è Re Federer, ok, che ci fa divertire e ci
illumina con una classe immensa. Adesso abbiamo anche questo piccolo prodigio,
se possibile ancor più illuminato dello svizzero. Vedremo nel resto della
stagione come giocherà questo talento. Possibile che cotanto genio sia
irregolare, rientrerebbe nei canoni. Senza scordarci mai i suoi diciotto
anni. Federer è veramente maturato a 21 anni, iniziando il suo dominio.
Continuando col resto del torneo, proprio Federer è tornato a Montecarlo
dopo alcune stagioni, evidenziando la sua volontà di giocare pienamente
la stagione sul rosso e cercare di arrivare preparato a Parigi, nella
speranza di vincere l'unico Slam che manca al suo ricco palmares. Sarà
dura al Roland Garros, ma Roger anche nel principato ha dimostrato di
avere i mezzi tecnici ed agonistici per vincere, ha lottato e sofferto,
cadendo solo contro Gasquet in un drammatico tiebreak al terzo set, terminato
per 10-8 a favore del francese, ed in cui Federer ha mancato tre matchpoint,
rimontando nel corso del terzo set. E' il secondo match perduto dal numero
1 nell'anno solare, anche stavolta come in Australia con un matchpoint
a favore non sfruttato, a dimostrare la grande forza di Federer, che non
accetta mai la sconfitta, nemmeno nelle giornate più grigie e contro gli
avversari più ispirati. Il matchpoint con cui Gasquet ha chiuso l'incontro
contro Roger è da cineteca, un passante lungolinea di rovescio a tutto
braccio giocato in corsa da tre metri fuori dal campo, incredibile anche
solo immaginare una simile esecuzione in un tale momento di tensione agonistica!
Federer certamente non può dirsi soddisfatto dal torneo visto l'uscita
ai quarti, ma almeno ha verificato la bontà delle sue chance anche sul
rosso, dopo un 2005 da favola sul duro.
Altro forte motivo d'interesse per noi italiani è stato l'ottimo torneo
di Volandri. Filippo era atteso ad un acuto in un grande evento, confrontandosi
con i migliori giocatori. Nel circuito Volandri è considerato come giocatore
temibile negli eventi minori su terra, in cui è raro che perda contro
pronostico. Però nei tornei maggiori come gli Slam ed i Master Series
solo prestazioni modeste e delusioni nel 2004, dopo la splendida ed inaspettata
cavalcata del 2003 in cui si rivelò al grande tennis. Nel principato s'è
presentato in fiducia dopo la semifinale di Casablanca. Ha battuto facilmente
al primo turno Arthurs e poi ha vinto in tre set contro Canas, grande
fighter, dominandolo dal fondo grazie ad accelerazioni che lo sbattevano
fuori dal campo, sfruttando al meglio l'eccellente uso del gioco sulle
diagonali strette. Più di due ore di sudore e momenti di grande tennis.
Poi la rivincita contro Puerta dopo la sconfitta nella semi di Casablanca.
L'argentino è uno dei giocatori più in forma su terra nel 2005; Filippo
l'ha affrontato lottando, soffrendo, uscendo vincitore alla distanza con
un rimonta da 3-5 nel secondo set dopo aver perso il primo e con momenti
di buon tennis. Nei quarti ha trovato Ferrero, redivivo e capace di battere
un Safin troppo alieno da se stesso per vincere. Non c'è stato match purtroppo
per Filippo, svuotato da tante ore di lotta sul campo. Il suo tennis era
meno vivo e si scontrava con una ritrovata solidità (ma non la lunghezza
di palla ed intensità dei bei tempi) di Juan Carlos. Due set rapidi, ma
uscendo dal campo tutti i nostri applausi per il livornese, tornato a
livelli di eccellenza su terra battuta. Buon esordio di Seppi a Montecarlo:
già bravo a qualificarsi, ha battuto contro pronostico Feliciano Lopez
al primo turno, mostrando un tennis non troppo brillante ma solido, preciso,
consistente. Non abbastanza per battere David Ferrer, lottatore spagnolo,
che lo ha eliminato nel secondo turno, ma è stata una esperienza molto
formativa per Andreas.
Interessante primo turno Nadal vs Monfils, con lo spagnolo troppo solido
per l'inesperto francese, che ha mostrato potenza e gran colpi, spesso
giocati con pochissimo criterio tattico. Coria ha giocato in modo regolare
fino alla finale, la sua terza consecutiva a Montecarlo. Resta forse il
principale favorito per il Roland Garros, ma ha denunciato i soliti limiti
fisici che lo potrebbero penalizzare in uno slam duro come quello parigino.
Assenti Hewitt e Roddick, "non pervenuto" Safin, che dopo due turni giocati
bene è malamente crollato contro Ferrero, più per suoi demeriti che per
una ritrovata vena del "mosquito". Ferrero è uno tra i giocatori più attesi
in questa stagione su terra battuta, e la semifinale di Montecarlo è un
risultato incoraggiante per un giocatore che dice di esser finalmente
a posto sul piano fisico dopo 15 mesi di seri problemi. Nonostante il
buon risultato, che potrebbe sbloccare qualcosa mentalmente nella sua
testa, noto ancora importanti lacune nel suo tennis. Ferrero era travolgente
quando riusciva a combinare l'intensità del suo pressing alla lunghezza
di palla. In questa settimana ha ritrovato una certa sicurezza, il numero
degli errori è molto calato rispetto all'inizio della stagione, ed anche
il servizio era molto più sicuro. Tuttavia la lunghezza di palla non è
mai stata costante, il pressing neppure, ha vinto i suoi match (soprattutto
quello importante contro Marat) con la consistenza, non con la qualità:
rari winners, palleggi sicuri ma non travolgenti, ha vinto "di rimessa",
non imponendo il suo ritmo. In pratica, ha ritrovato forse una base su
cui ripartire, ma non il tennis che lo ha portato un anno e mezzo fa in
vetta al ranking ATP.
Unica nota negativa in un torneo eccellente è stato il maltempo, che ha
disturbato a più riprese il gioco, appesantendo il campo notevolmente.
Gli stessi giocatori si sono molto lamentati delle palle (negli spogliatoi,
…perché è dura andar contro uno sponsor che foraggia il circuito!), già
molto pesanti di suo, ancor più ingovernabili se inzuppate di acqua. Lo
stesso Coria potrebbe aver sofferto in finale di questo fattore, visto
il notevole divario nella capacità di spinta rispetto a Nadal. Chissà
che il Dio del tennis non abbia voluto creare una atmosfera cupa intorno
al Country Club, a sottolineare il lutto che ha colpito il piccolo stato
della Costa Azzurra in questo 2005.
