03/04/2006
Impressionante Federer, continua a dominare sul cemento USA dove non perde
da Cincinnati 2004, per una striscia storica. Conferma il titolo di Miami
dell'anno scorso, battendo un ottimo Ljubicic in tre tiebreaks. Storica
anche la doppietta Indian Wells - Miami, mai riuscita a nessuno. Federer
sta riscrivendo la storia di questo sport a suon di record, strisce vincenti,
soprattutto sul cemento dove batterlo è un miraggio. Dopo la vittoria
in California ha imposto il suo tennis anche a Miami con una serenità
disarmante, battendo, Nadal a parte, alcuni dei tennisti che recentemente
l'avevano impensierito. Haas, dai cui aveva perso a Kooyong ad inizio
anno, è stato tramortito con una facilità irrisoria al terzo turno; poi
Blake, che fin dall'estate scorsa l'aveva messo in difficoltà. Ljubicic
in finale, il tennista che dopo il "tiranno" ha fatto meglio sul rapido
negli ultimi mesi, e quindi naturale sfidante dello svizzero.
La finale è semplice da raccontare. Equilibrio, tennis di buon livello
ma con pochi picchi altamente spettacolari poiché entrambi giocavano i
loro turni di servizio con buona sicurezza, concedendo le briciole. Il
primo set segue i servizi. Al tiebreak, dopo una ora di gioco, Federer
impone la sua classe con un paio di colpi rischiati al momento giusto,
mentre il croato gioca due dritti troppo corti per non esser aggrediti
immediatamente dal rivale. Non demorde però Ljubicic, la finale è lunga
tre set su cinque. Federer brekka a metà del secondo set, ma serve male
nel game successivo, il croato l'aggredisce e torna in parità. Infastidito
Roger caccia un paio di urlacci inaspettati, forse pensava di aver chiuso
il set, ed anche il match. Naturale l'approdo al secondo tiebreak, in
cui Ivan ha molto da recriminare. Avanti per 4-1 e 5-3, gioca davvero
col braccino un paio di rovesci, immediatamente trasformati in winners
dallo spietato svizzero, che si prende anche il secondo set. Il match
pare finito al cambio di campo, Ljubicic è lì a testa bassa, concentrato
ma deluso per l'andamento del gioco decisivo.
Ci pensa Roger ad allungare l'incontro concedendo un break ad inizio terzo
set, grazie ad un primo passaggio a vuoto di distrazione, o forse per
un calo di tensione per la rimonta appena effettuata. Ivan ci crede ancora,
serve in sicurezza e si porta in vantaggio, ma Federer inizia ad accelerare
il ritmo del palleggio, e con un attacco in controtempo da maestro vince
un punto decisivo, che lo porta ad una palla break, trasformata. Proprio
in questo terzo set, in cui Federer ha deciso di cambiar marcia, si assiste
al tennis più spettacolare. Per incanto la palla corre più veloce, una
veronica di Federer è una magia del tennis, ed alcune soluzioni del croato
esaltano il pubblico, un po' sonnolento fino a quel punto. Sì, perché
i due tennisti non stavano giocando male, ma pareva un match "al rallentatore",
senza picchi massimi di rendimento. Come se a bastasse Federer tenere
il match sotto controllo, e Ljubicic felice di giocare ad una velocità
alta ma non altissima, molto attento a servire bene e tenere Federer lontano
dalla palla break. Inoltre le soluzioni tattiche di entrambi sono state
per le prime due ore e mezza quasi le stesse: Ivan a conservare quel ritmo
di crociera ed aprirsi il campo in diagonale; Federer a giocare appena
possibile il dritto anomalo sul rovescio del rivale, stranamente meno
pungente del solito.
Invece la parte finale dell'incontro ha regalato più spettacolo, proprio
quando Federer, costretto a rimontare, ha di brutto alzato il ritmo dello
scambio e smesso di fare "il compitino", salendo in cattedra. Ancora un
tiebreak per decidere il set, ancora equilibrio, con Roger che annulla
un set point sul proprio servizio, e vince con una risposta beffarda,
che accarezza il nastro e muore di la, ingiocabile. Si scusa un sorridente
Roger, sollevato per essersi scrollato di dosso un Ljubicic sempre in
partita. Mai ho avuto la sensazione che il match potesse davvero girare
a favore del croato, e questo la dice lunga sulla forza dello svizzero.
Credo che Federer avrebbe potuto vincere più velocemente se solo si fosse
staccato prima dalla ragnatela tattica di Ljubicic, che condotto il tempo
dell'incontro, restando così in scia sulla propria velocità di crociera.
Buona finale, ma non buonissima, ci sono stati momenti di spettacolo migliore
ad Indian Wells.
Il torneo nel complesso non mi ha soddisfatto, se paragonato all'ottimo
Indian Wells di due settimane fa. Intanto ha deluso Nadal, che era molto
atteso, sconfitto al suo esordio da Moya. Purtroppo la tv non ha coperto
il match, quindi c'è poco da commentare. Nadal è corso sulla "amata" terra
rossa, dove dovrà difendere il 70% della sua classifica nei prossimi tre
mesi. Nel 2005 riuscì a respingere gli attacchi dei più quotati rivali,
battuti uno ad uno nelle varie finali. Molto male Hewitt, ancora sconfitto
nei primi turni, addirittura da Henman contro il quale non aveva mai perso
nemmeno contro la miglior versione dell'inglese. Entrambi lontani da una
condizione accettabile. L'australiano ha sempre raccolto poco su terra,
il 2006 è partito davvero male, la strada è molto in salita.
Roddick è parso in leggera ripresa, anche se contro il coriaceo Ferrer
ha perso alla lunga distanza. In alcuni incontri, come contro Verdasco,
s'è rivista a sprazzi della micidiale combinazione servizio più dritto
che lo aveva portato a dominare sul cemento nel 2003. Troppo poco per
vincere tornei di questo livello e per impensierire Federer e soci. Confrontando
l'Andy 2006 con quello 2003, ho notato che stacca assai meno i piedi al
momento di sparare il dritto, giocandolo tra l'altro molto fuori dal campo,
con una posizione media sulla riga di fondo quasi da terraiolo! E che
cerca di più la traiettoria ad uscire sul servizio, con risultati modesti.
Approfondirò prestissimo questi temi su di un mio articolo su di lui,
perché penso che questa possa essere una chiave di lettura interessante
in merito a questa sua involuzione molto pericolosa. Anche i giovani in
ascesa hanno fatto poca strada, tutti sconfitti troppo presto. Berdych,
uno dei più attesi, è crollato malamente contro Nalbandian dopo aver strappato
il primo set, dimostrando ancora limiti di personalità. Baghdatis invece
ha perso lottando contro il solido Davydenko, uno che non ne vuol sapere
di scendere, nonostante la sua faticosa striscia duri ormai da mesi.
Blake, finalista in California e molto atteso a Miami, s'è scontrato troppo
presto col Federer-Express, finendo travolto stravolta. Roger l'ha incontrato
con molta attenzione, ha servito benissimo, ha controllato lo scambio
da subito senza permettere al "caldo" rivale di metterlo nell'angolo,
a remare, come era successo in parte quindi giorni prima. La vera dimostrazione
di classe Roger l'ha fornita contro Haas, con un match di una completezza
tattica e tecnica assoluta. Ha dominato non solo l'avversario, allibito,
ma anche il campo, regalando perle di una bellezza abbagliante, uno di
quei match da tenere nella propria collezione alla voce "prestazioni super".
Ottimo torneo per Ivan Ljubicic, che gioca regolare fino alla semifinale
dove batte uno spento Nalbandian, dimostrando ottima sicurezza al servizio,
rovesci pregevoli soprattutto in ribattuta ed una condizione generale
molto buona. Sono mesi che il croato è ai massimi livelli, certamente
tra i primi 5 giocatori del mondo come dimostra questa finale raggiunta.
Deprimente prestazione per Nalbandian in semifinale: sconcertante la sua
lentezza nella ricerca della palla, il numero enorme di errori non forzati
persino col suo rovescio, generalmente così preciso e puntuale. Male l'attitudine,
dimessa e senza impeti d'ira, come se accettasse questa modesta prestazione,
senza la forza di reagire a questa severa umiliazione. Davvero una delusione
per David, che invece vedevo più lanciato dopo la splendida affermazione
al Masters 2005, e che pensavo potesse insidiare il tiranno Federer in
una ipotetica finale domenica.
Come al solito in America, bilancio negativo per i nostri giocatori. Volandri
riesce a passare un turno (aveva anche un bye), per esser poi travolto
da Ljubicic, troppo forte per lui sul duro. Peccato per come Bracciali
ha lottato ma perso contro il modesto Bastl. Male invece Seppi, che contro
Spadea aveva un incontro difficile ma possibile. Vincere solo 5 games
è un po' pochino per quello che è forse il nostro miglior giocatore sul
veloce… Arriva adesso la terra battuta europea. Caldo, sudore, lotta punto
su punto. Sperando che i nostri atleti ci possano regalare qualche risultato
di prestigio.
