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Miami 2005

03/04/2005

Federer vincitore a Miami (cortesia del sito ufficiale) Dopo la "passeggiata" di Indian Wells, il dominatore del tennis mondiale si aggiudica anche il titolo del secondo Master Series americano a Miami, sconfiggendo in finale il giovane Rafael Nadal in cinque set. 2-6 6-7 7-6 6-3 6-1 il punteggio della finale, probabilmente la migliore del 2005 per intensità e livello di gioco, la prima finale in cui c'è stata una lotta dura, culminata con la rimonta da due set sotto e 1-4 nel terzo. La striscia di 17 finali vinte da Federer era in grave pericolo, sotto il tennis arrotato e vincente di Nadal, ottimo per infastidire la pulizia tecnica dell'elvetico. Alla fine Roger ha rimontato, ha vinto il tiebreak nel terzo set, in cui era sotto 3-5, soffrendo tremendamente, quasi senza servizio come dimostra il bilancio finale di 10 ace e ben 9 doppi falli. All'inizio del quarto set il suo tennis ha ritrovato lunghezza di palla, sgonfiando l'irruenza dal fondo di Nadal, prendendo più campo, giovando anche del minor furore dell'avversario, colpito duramente dalla rimonta, forse irritato per qualche chiamata dubbia. Il quinto set è andato via liscio, il match per Rafael era finito a metà del quarto set.

Ero convinto che Nadal avesse le armi giuste per contrastare Federer. Lo svizzero detesta il tennis dei mancini, ancor più se questi giocano un topspin vivace e profondo che impatta sul suo rovescio. Roger si è costruito un ottimo rovescio, anche in topspin, con cui riesce a governare lo scambio, e, nelle giornate buone, anche a produrre vincenti. Ma soltanto quando riesce ad impattare bene la palla davanti al corpo, usando alla perfezione anche il polso. Sulle palle arrotate e violente di Nadal questo non è possibile, visto che il rimbalzo alto lo costringe a giocare swing ampi e non davanti al corpo; oppure a perdere molto campo, soluzione assolutamente negativa. Dove si è vista la scarsa vena di Federer è stato alla risposta. Il servizio è il punto di relativa debolezza di Nadal; ieri ha servizio con una ottima percentuale di prime palle per non essere immediatamente attaccato, scelta tattica perfetta. Palle non così rapide ma velenose, ricche di uno spin estremo, sia kick che slice, mancino. Federer non è mai riuscito ad impattarle con precisione inanellando errori ed orrori, parendo perfino scoraggiato da tale disarmante lacuna. La maggior parte dei suoi sessanta errori non forzati deriva proprio da risposte fuori, mal centrate, pochi i tentativi di risposte vincenti andati a buon fine. Il numero dei suoi errori non forzati si è mantenuto abbastanza alto anche negli ultimi due set pur dominati dallo svizzero, ben 18 in due set vinti 6-3 6-1, troppi per gli standard qualitativi a cui ci ha abituato.

La finale è stata bella, non entusiasmante ma bella, decisamente una delle migliori finali del 2005. Lunga, a tratti ben giocata, con un'alternanza di punteggi e situazioni coinvolgenti. Nadal che scatta ed allunga vincendo nettamente il primo; Federer che subisce un break in apertura ed arranca; prende poi campo nel secondo set volando 5-2, ma Nadal reagisce da campione e rimonta, fino al tiebreak, in cui vince sorprendentemente. Poi il terzo set, nervoso e spigoloso, con Federer che pare crollare e poi rialza la testa, vince il tiebreak soffrendo, remando da dietro, sbagliando sotto rete. Il quarto set e quinto set vedono affievolirsi la tenacia e la lunghezza di palla di Nadal, con Federer sempre più dentro il campo, anche se falloso e meno preciso del solito. La mia sensazione è stata che Federer potesse chiudere prima il match se avesse risposto meglio e si fosse proiettato di più a rete, senza star dietro a soffrire la lunghezza di palla di Nadal e le sue possenti rotazioni. Probabilmente i numerosi errori sottorete (anche provocati dalle rotazioni estreme di Rafael) d'inizio partita l'hanno scoraggiato ed ulteriormente innervosito, ancorandolo dietro, alla sofferenza.

Rafael Nadal finalista a Miami Vorrei però sottolineare la grandezza di Nadal ieri. Ha giocato in attacco con grandissima personalità, non solo portando Federer all'errore col suo forcing in progressione, ma producendo vincenti improvvisi. Anche col rovescio, il colpo più debole tra i due fondamentali, ha passato Federer regolarmente, lo ha sorpreso con vincenti improvvisi e con smorzate perfette. Nei recuperi ha regalato meraviglie balistiche, improbabili, bellissime. Veniva da una striscia di due tornei vinti in sudamerica su terra, fermandosi poi per la Davis e prepararsi bene. Da questa settimana il tennis si sposta sulla calda terra rossa europea e Nadal si presenta come uno dei favoriti assoluti, anche per il Roland Garros, a cui, stranamente, non ha mai ancora partecipato. L'anno scorso era fermo ai box per un infortunio, arriverà molto motivato, sarà probabilmente E' il primo titolo a Miami per Federer. Vantava una finale in Florida, molto bella, perduta contro Agassi nel 2001.

Proprio contro Andrè Agassi il numero 1 del tennis mondiale si è scontrato in semifinale. Un match spettacolare, con soluzioni balistiche incredibili da parte di entrambi. Colpi anticipati, rasoiate da parte dell'americano, che però non sono bastate per sfondare Roger, forse hanno finito per metterlo in palla alla perfezione. Federer ha stupito ancora per la bellezza dei suoi vincenti, dominando dal fondo, rispondendo con meraviglie, ricami, una completezza tecnica assoluta. Le palle tese e precise di Agassi hanno esaltato il rovescio pulito, impattato ben davanti al corpo di Federer, con il quale ha spesso sorpreso l'americano. Due set rapidi, in cui non s'è mai avuta la sensazione che l'inerzia del match potesse girare, ma uno spettacolo finissimo per i puristi del tennis. André ha servito troppo male per giocare alla pari dell'illuminato svizzero. La vittoria a Miami è stata molto più sofferta rispetto ad Indian Wells, dove pur non brillando nei primi turni, non ha mai davvero rischiato di perdere. Nelle splendide Keys di fronte a Miami ha dovuto lottare contro Zabaleta, che con grande coraggio ha giocato un match d'attacco, tirando tutto il possibile e strappando un bel set, dimostrando che Federer va affrontato d'impatto: meglio giocarsela alla grande che star lì a remare, remissivi, aspettando l'inesorabile sconfitta. Poi Henman ed Agassi, contro i quali Federer ha dovuto giocare il suo miglior tennis. Vince ancora una finale, la diciottesima consecutiva, ma soffrendo tanto. Una vittoria che forse lo umanizza agli occhi di coloro che sono quasi infastiditi da troppa perfezione.

l'impianto di Miami - Key Biscayne Per il resto, il torneo ha in parte deluso le attese nel corso delle due settimane di gioco, o meglio, è stato troppo sbilanciato. Se nella parte alta Federer, Henman, Agassi, Dent hanno dato spettacolo, nella parte bassa c'è stata una vera ecatombe di favoriti. Roddick s'è rititato subito, una disdetta per il campione in carica. Safin ha deluso nuovamente le attese, dimostrando uno stato di forma preoccupante. Ha voluto poi rassicurare i suoi fans, affermando di essersi allenato duramente in argentina, e che vuol arrivare molto preparato a Parigi. Ljubicic era molto atteso, il giocatore più caldo dell'anno dopo Federer. Ha tirato il fiato proprio contro Nadal, che così ha trovato davanti a se una vera autostrada. "Non pervenuti" gli argentini, davvero deludenti sul cemento americano, e nemmeno Ferrero, che continua misteriosamente a caracollare per campo, commettendo una marea di errori non forzati, senza quella strepitosa intensità che lo rendeva unico. Dice di star bene fisicamente, che il problema è puramente mentale, di ritrovare la giusta "confidence" nel suo tennis. Pur essendo giovane ha alle spalle già otto stagioni alle spalle come professionista, e tantissime ora di un tennis logorante, strappato, insostenibile forse per un fisico normotipo come il suo. La stagione su terra è ormai alle porte, vedremo se Ferrero ha ancora dentro qualcosa o se il suo declino è davvero iniziato, inesorabile. Hewitt ha scelto di non giocare questo grande torneo e la sua assenza è stata pesante, visto che sarebbe stato nella parte bassa del tabellone, quello che ha deluso. Gli italiani ancora una volta hanno avuto una presenza impalpabile.

David Ferrer Nel complesso il Master Seriers di Miami ci ha regalato alcuni grandi incontri, ed una buona finale, dopo diverse finali deludenti. Però nell'arco dei 10 giorni di gare ci sono stati diversi buchi, giornate dominate da tennisti mediocri come lo spagnolo Ferrer, arrivato a sorpresa in semifinale e distrutto dalla furia di Nadal. O come Hrbaty, tennista davvero incompiuto, grande colpitore ma assai discontinuo. Si chiude quindi la stagione primaverile sul cemento americano, con la fantastica doppietta di Federer nei due grandi tornei. Spesso in passato questi due eventi sono stati caratterizzati dagli stessi giocatori, per evidenti similarità tecniche. L'ultimo tennista in grado di vincerli entrambi era stato Agassi nel 2001. In passato Rios nel 1998 aveva vinto entrambi i titoli. Ancora più spesso due tennisti si sono scambiati le finali, vincendone una ciascuno. Come Edberg ed Agassi, o Agassi e Sampras negli anni novanta. Anche Miami (o Key Biscayne, come storicamente si chiamava il torneo Lipton) soffre come il suo gemello Indian Wells della irregolarità tecnica del tabellone a 96 giocatori. In questo caso i danni sono stati più evidenti, con diverse uscite premature, che finiscono per impoverire il torneo, invece che arricchirlo allungandolo.



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