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Un giorno a Montecarlo 2007

22/04/2007

Rafa a Montecarlo
Dopo alcuni anni sono tornato a Montecarlo per assistere al venerdì del torneo, i quarti di finale del Masters Series del Principato. Giornata benedetta da uno splendido sole ad illuminare a festa l'incantevole cornice dell'impianto, incastonata tra rocce secolari ad un mare azzurro come un sogno. Poco vento, caldo nell'ora di punta, condizioni di gioco ideali, pubblico delle grandi occasioni con moltissimi italiani appollaiati sulle tribune. Arrivo in leggero ritardo sull'inizio degli incontri, visto che la mia trasferta francese aveva la base in Provenza e Montecarlo era l'ultima fermata del mio viaggio transalpino, ricco di storia natura e sapori antichi.

Berdych e Soderling sono in campo in duro primo set, equilibrio al mio arrivo. Soderling lascia andare bene il braccio, i suoi colpi sono penetranti, definitivi. Berdych mi pare troppo ancorato al terreno quando deve scattare per una difesa angolata, e meno sicuro nelle fasi di controllo rispetto a quando invece colpisce per ferire. Era la prima volta che osservavo Thomas dal vivo, e confermo tutte le mie perplessità su Thomas a livello di elasticità e reattività. In spinta il ceco è uno spettacolo per la qualità delle sue accelerazioni, per come riesce a far scappare la palla dalle sue corde senza apparente fatica e resistenze. Se i momenti di attacco e conduzione dello scambio sono da primo della classe, quando è in difesa cambia tutto, in negativo. Berdych riesce a sprigionare potenza e controllo in modo assai fluido se è ben ancorato al terreno, quando riesce a trovare appoggi consistenti. Molto male invece quando non è bene sulla palla e deve correrci sopra per sparare in corsa. Pachiderma in molte, troppe occasioni, perde il controllo e sicurezza. Un limite questo importante, perchè non so quanto sia migliorabile in modo definitivo. Soderling invece assai migliorato come posizione in campo e velocità di esecuzione, ma anche ballerino come consistenza.

Berdych a Montecarlo
Dopo aver vinto il primo set grazie a tanto coraggio e qualche gentile regalo del rivale, va avanti per 3/0 e penso che il match sia praticamente chiuso. Invece Berdych rientra, giocando con più umiltà e riuscendo finalmente a trasformare, con molta fatica, alcune difese in punti a suo favore. Soderling perde invece parte del controllo dei suoi colpi, inizia a sparare con meno sicurezza, accelerando troppo rapidamente, perdendo il filo del gioco che fino a quel punto l'aveva portato meritatamente il vantaggio. Scompare del match prendendosi un cappotto perfetto, perdendo 3/6 0/6 da quel momento in poi! Soderling è questo, un giocatore che può metter sotto chiunque quando si trova "in the zone", ma che brucia con una rapidità incredibile il suo stato di grazia, perdendosi facilmente. Berdych nel complesso indecifrabile, perchè il suo avversario ha determinato buona parte dell'incontro nel bene e nel male. Confermo tutte le qualità del boemo, ma anche molti dei suoi difetti. Un giocatore ancora da costruire in diversi fasi dello scambio, mirabile quando controlla il gioco, modesto se passa in difesa. Navratil ha molto lavoro davanti, e non sono così sicuro che sia un coach adatto a tirar fuori il meglio dal talento tecnico del suo assistito.

Federer scende in campo all'ora di pranzo, sotto un sole intenso a colorare ancor più la sua maglietta rosso fuoco. Inizio incerto per il campione svizzero, con l'ottimo David Ferrer coraggioso a buttarsi avanti e tirare colpi accelerati. Molti break e controbreak, con diversi errori da entrambe le parti. Roger pare lento, molto in difficoltà nei recuperi, pesante nel buttarsi in contropiede per una difesa. Le sue palle non sembrano così rapide, e nemmeno così anticipate. Sorpresa in arrivo? No. Roger sotto 3/4 nel primo set, inizia a servire con più sicurezza, come se si fosse improvvisamente svegliato. Allunga di almeno un metro e mezzo il suo palleggio ed inizia ad entrare in campo con vigore, anticipando bene le palle vivaci ma non così pesanti del rivale. Scappa via in sicurezza, regalando al pubblico alcune perle al volo, di dritto e di rovescio, per applausi generosi del pubblico accorso a vederlo in massa. Sarà un 6/4 6/0, in una oretta di allenamento agonistico. A momento Roger ha esaltato per la qualità del suo gioco, così elegante e maestoso. Resto però perplesso per la pesantezza con cui sprofondava nella terra lenta e sabbiosa in alcuni recuperi angolati. Se un terraiolo di razza riuscirà a mandarlo fuori dal campo, sospinto da topspin possenti, non so se questo Federer ha la reattività di gambe dell'anno passato, quando su terra rossa era rapido e preciso come sui terreni veloci. Il braccio è sempre chirurgico, è la parte fisica che mi ha convinto meno.

Contro Ferrer l'ho visto ben disposto ad avanzare e prendersi il punto rete. Pare che in allenamento con Roche lavori moltissimo su questo aspetto, accorciare lo scambio e prendere la rete anche in controtempo per sottrarsi a prolungati scambi. In vista dei probabili scontri con Nadal (oggi in finale proprio a Montecarlo il primo) è una tattica eccellente; ma non basta. Tutto nel tennis è molto relativo, si deve vedere come si arriva a rete. E poi giocar in contropiede alternando angoli stretti a botte lungolinea credo che sia ancora il modo migliore per tentare di battere Nadal su terra. Impresa che non riesce a nessuno da quasi due anni... questo ad indicare la forza letale del pugnace mallorchino sulla sua amata superficie natia. Rafael su terra governa il campo con una sicurezza totale. Troppo poco il suo avversario dei quarti, il leggero Kohlschreiber, capace di vincere con estrema fatica solo 5 games. Nadal domina il campo perchè lo aggredisce, è veloce con i piedi, riesce a controllare con agilità dei topspin lunghi e consistenti che non permettono al rivale di buttarlo fuori dal campo e costringerlo a difese disperate, nelle quali peraltro eccelle. Mi pare che Rafael abbia anche aggiunto velocità alla sua prima di servizio, che era uno dei pochi di debolezza relativa nel suo tennis. In autunno ero perplesso sulla condizione di Nadal, che mi pareva meno presente, corto nel palleggio e meno furioso nel suo pressing. Direi che la primavera ci ha restituito il solito Nadal, consistente, cattivo, ancor più propositivo e meno disposto a finir sempre in difesa. Il tabellone monegasco è stato fin troppo benevolo con il più forte terraiolo di questi anni, Berdych in semifinale non è ancora consistente abbastanza per reggerlo su terra, sarà proprio la finale di oggi a dire che Nadal abbiamo in questo 2007, io credo molto molto buono.

Gasquet a Montecarlo
Il match del giorno era certamente Gasquet opposto a Ferrero. Il pubblico di casa ha sostenuto con vigore il suo piccolo gioiello, scroscianti gli applausi per i molti rovesci imperiosi per bellezza e precisione. Richard veniva da un torneo molto duro, in cui ha dovuto lottare come un leone per uscire vincitore nei torni precedenti. Ha pagato questo contro Ferrero, in netto recupero rispetto allo zombie che perdeva remissivo nelle ultime stagioni. Juan Carlos non è più la macchina infernale che giocava lungo e consistente per ore, sfiancando i rivali, aprendosi il campo e tirando un tracciante vincente dopo alcuni scambi. Adesso il suo tennis è meno frenetico, forse più proiettato in avanti e con un servizio migliore, ma meno intenso. Anche fisicamente non ha mai fatto quel salto di qualità che era indispensabile per consolidarne la forza. Però l'ho visto decisamente migliorato rispetto alle ultime occasioni, in cui era dimesso, quasi un ex. Il suo palleggio è meno lungo, ma è tornato piuttosto consistente, e trova gli angoli con grande sicurezza. Un forcing meno diabolico, ma sufficiente a sfiancare un Gasquet troppo debole fisicamente per reggere un confronto di forza. Questo è limite del grande braccio francese, non ha la forza fisica per resistere quando un match diventa durissimo, o al massimo regge un paio di match, per poi crollare alla lunga distanza. Limiti questi difficili da migliorare perchè se il talento tecnico è da numero 1, il fisico è da normotipo, da giocatore mediocre.

Inoltre, vedendolo dal vivo ed osservandone con molta attenzione le dinamiche tecniche e tattiche, ho notato una cosa che in tv non avevo mai percepito con chiarezza: il tennis di Gasquet abbaglia un appassionato storico e classico come me per la bellezza dei gesti, la pulizia del rovescio. Si resta ammirati ed ammaliati della velocità del braccio e si nota meno che questo tennis così elegante ha un rapporto rischio/rendimento assai scadente. Le accelerazioni di Richard sono sempre troppo al limite se vincenti. Poche volte Gasquet prova "l'errore forzato": o spara un colpo da applausi, vincendolo di forza e precisione, oppure il rivale riesce con troppo agio a rigiocare il colpo e mette in difesa il francese. In pratica, il tennis bellissimo del francese o lo porta al vincente o sennò non fa male nelle fasi di palleggio. Questo è un handicap incredibile perchè nemmeno Federer ed i più grandi campioni riescono a vincere un match di soli vincenti. Ci vogliono anche una buona percentuale di punti non dico regalati dal rivale ma perlomeno vinti con errori provocati dai propri colpi. Questi sono mancati quasi del tutto nel match contro Ferrero, e ripensandoci questo avviene piuttosto spesso. Si chiama consistenza di gioco: a Gasquet oggi manca questa consistenza, la capacità di forzare il rivale all'errore, lui cerca sempre il punto, o perchè è il suo istinto a portarlo a questo, o perchè nelle fasi di palleggio la palla non fa così male. Non parlo tanto di potenza, quando di traiettorie, pulizia d'impatto, angoli di palleggio. Gasquet ha oggi il miglior braccio del tennis mondiale, su questo penso che siano tutti concordi. Però i limiti fisici che l'hanno fatto crollare dal 4/1 a suo favore nel secondo set dopo aver vinto il primo, ed anche questi problemi tecnici rendono il suo futuro incerto al massimo livello. Intendiamoci, parlo di capacità di vincere slam e stare se non al numero 1 al numero 2 o 3. Il ragazzo se non subirà importanti infortuni credo che chiuderà la stagione tra i top8, al Masters credo. Però da un talento unico come il suo, vorrei il massimo. Il match con Ferrero è stato bello, intenso, con fasi straripanti di Gasquet che rischiando tutto ha giocato delle soluzioni meravigliose; ma con Ferrero bravissimo a restare nel match, paziente, lavorando ai fianchi il rivale e portando a casa molti punti in progressione, aprendosi il campo.

Davvero un bel torneo Montecarlo, per la cornice di gara, per la qualità dei partecipanti, per la storia di questo torneo unico al mondo. Spero di poter tornare presto a Monaco, magari ogni anno, perchè giornate come quella che ho vissuto venerdì sono quelle che si aspettano e sognano per tutto l'anno.


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