31/10/2006
Non ci sono più aggettivi per descrivere il talento e le imprese di Roger
Federer. Prima vittoria in Spagna al Masters Series di Madrid per il magnifico
dominatore del tennis moderno, 10° torneo stagionale, 4° Masters Series
del 2006. Solo Soderling, pericolosa mina vagante negli eventi indoor,
ha impensierito Roger nel 3° turno, portando lo svizzero per due volte
al tiebreak, ma non dando mai la sensazione di poter vincere il match
nonostante una giornata letargica del n.1. Federer batte poi Ginepri in
scioltezza nei quarti per trovare Nalbandian in semifinale, match insidioso
visti i loro precedenti (8 a 7 per l'argentino). Roger parte tranquillo,
David sembra tenere, ma Federer mette la quarta e scappa via con un cambio
di ritmo impressionante sul finale del primo set. 6/4 6/0 lo score finale,
con Federer che regala momenti di tennis a tutto campo di altissima scuola,
alternando rovesci vincenti a dritti fulminanti per lunghezza e precisione.
Nalbandian, reduce da una settimana laboriosa, non trova le contromisure,
dominato anche sulla diagonale del rovescio, ed esce sconfitto nettamente
per la prima volta in un loro scontro.
In finale Federer trova Gonzalez, autore di un grande finale di stagione.
Fernando serve con autorità, regge bene dal fondo non sparacchiando come
suo solito fino al 5 pari. Federer inizia a prendere il ritmo alla risposta,
rischia di farsi male con una caduta causata da un cattivo appoggio della
caviglia infortunatasi l'anno scorso, ma riesce con un diritto meraviglioso
a procurarsi il set point decisivo, trasformato, che chiude di fatto il
match. Roger brekka subito Fernando all'apertura del 2° set, imponendo
il suo tennis anticipato a tutto campo. Da antologia le soluzioni che
si susseguono, gioca a tutto braccio senza alcuna resistenza, annichilendo
il rivale ed esaltando il pubblico presente, "costretto" a tributargli
un'ovazione per le prodezze balistiche, quasi un crescendo wagneriano
di bellezza e forza. Gonzalez non riesce più a riprendersi, stordito da
tanta perfezione. Finirà 7/5 6/1 6/0, punteggio severo ma reale specchio
di come il match sia vissuto solo nel primo set. "In questo momento della
mia carriera mi sento così bene da pensare di poter vincere ogni match
a cui partecipo, sono in fiducia, sicuro dei miei mezzi e del mio gioco,
mi diverto e vinco, una condizione ideale per esprimere il mio tennis"
dichiarerà Roger a fine torneo. I risultati parlano per lui: oggi è dominante
tecnicamente e mentalmente, ha elevato così tanto il livello del suo tennis
da giocare più contro la storia che contro i rivali.
Il torneo è stato buono nel complesso, con molte storie interessanti da
raccontare. Safin indoor gioca in condizioni ideali per esprimersi, pare
tornato in buona forma fisica ed in Spagna ha giocato un grande torneo.
Batte Acasuso all'esordio in un duro match di servizi, poi l'emergente
Baghdatis in un bel match concluso al 3°set, compromettendo le speranze
del cipriota di raggiungere un posto al Masters. Nei quarti affronta Nalbandian,
con il quale aveva dato vita in estate ad un paio di battaglie durissime.
Ancora una grande lotta, con l'argentino che prevale salvandosi a 2 punti
dal match sul 5/6 0/30 nel 3° set, proprio quando il russo pareva ormai
aver girato il match a suo favore. I due si affronteranno ancora nella
finale di Coppa Davis, tutto lascia pensare ad un grandissimo incontro
tra i due, a suon di accelerazioni di rovescio e tanta qualità tecnica.
Torneo molto positivo per Nalbandian, che seppur sconfitto in semifinale
raggiunge la matematica qualificazione al Masters. Lo scozzese Murray
butta al vento la vittoria contro Djokovic, match che stava dominando
che gli è scappato di mano all'improvviso; a sua volta il serbo sciupa
un vantaggio di 5/2 al 3° contro Gonzalez, bravissimo nel credere nella
rimonta e prevalere nella stretta finale.
Una storia a se merita il torneo di Nadal. Sorretto da un pubblico fin
troppo caldo Rafael ha vinto i suoi primi match in crescendo, dando la
sensazione di aver ritrovato quella lunghezza di palla che in primavera
l'aveva portato a dominare. Nei quarti affronta Thomas Berdych, bombardiere
ceco contro cui aveva perso sul cemento americano. Thomas parte come un
treno, serve in modo impeccabile e attacca in modo continuo ed immediato,
togliendo il tempo a Rafael e non aprendo quasi mai il campo con angoli
acuti nei suoi attacchi, rendendo molto complicata una difesa efficace.
Senza storia il primo set, più equilibrio nel secondo, finito in un drammatico
tiebreak in cui si arriva vicini alla rissa finale. Il pubblico infastidisce
notevolmente il ceco al momento di servire, e Nadal aggiunge ancor più
nervosismo gestendo il tempo del match a suo piacimento, prendendosi anche
1 minuto di tempo tra un servizio e l'altro (con l'arbitro colpevole nel
non sanzionare una condotta così palesemente scorretta) e soprattutto
rompendo il ritmo di Berdych al servizio chiedendo spesso tempo per rispondere.
Al matchpoint Berdych si lascia andare ad un gesto non elegante di zittire
il pubblico con il ditino sulla bocca, eccesso di furore giovanile non
giustificato ma nemmeno una volgarità terribile a mio avviso. Peggio fa
Nadal, che reagisce in modo scomposto offendendo sulla rete Berdych e
rincarando la dose in sala stampa. Personalmente non reputo Nadal un giocatore
veramente scorretto, però prima di andar pesante contro un ragazzo come
Berdych sarebbe bene che ripensasse a tutta la sua condotta di gara, se
non scorrettissima perlomeno maliziosa. Berdych paga questa vittoria con
un eccesso di tensione nella semifinale contro Gonzalez. Il pubblico inviperito
contro il ceco non perde occasione per fischiarlo ripetutamente, dando
segnali di un campanilismo di medioevale maleducazione. Gonzalez intuisce
le difficoltà del rivale e gioca con giudizio l'incontro, lasciando che
sia Berdych a gettare il match a furia di accelerazioni errate per nervosismo.
Nessun italiano presente, incomprensibile una latitanza così netta per
un torneo di questo livello. Grave che nemmeno nelle qualificazioni ci
siano state presenze italiane, confermando il provincialismo di molti
dei nostri giocatori. Vero che siamo a fine stagione, ma l'occasione di
disputare un grande torneo, per di più in una bella capitale come
Madrid, non andrebbe mai sprecata, e sono da aspetti come questo che si
evincono molti dei problemi storici del nostro movimento, solidificati
e difficili da risolvere.
