20/03/2006
Federer vince ancora ad Indian Wells, confermandosi dominatore sul cemento
americano dove non perde da tempo immemorabile, dove domina tutti gli
avversari, confermandosi numero uno del mondo nei grandi tornei. Peccato
che non abbiamo potuto assistere alla finale più logica tra lui e Nadal,
dopo la grande sorpresa della vittoria di Rafael sullo svizzero a Dubai.
Tutto faceva prevedere un nuovo sconto, con buona soddisfazione di tutti,
per incrementare gli episodi di quella che sembra destinata ad esser la
rivalità più interessante degli ultimi anni.
Blake però è in forte ascesa, da molti mesi ormai. Gran personaggio James,
già per come è arrivato al tennis, per quello strano e sfortunato infortunio
alle vertebre che poteva distruggerne la carriera, e la vita. Dall'estate
scorsa ha inanellato grandissime prestazioni: 4 tornei vinti, uno US Open
splendido in cui aveva battuto proprio il lanciatissimo Nadal prima di
arrendersi in uno scontro epico all'Agassi risuscitato di quelle due settimane
newyorkesi. E' a ridosso dei top ten ormai, anzi, vi è appena entrato
con la finale. Batte questa settimana anche Haas, altro atleta tornato
al suo massimo livello, seppur per ritiro del tedesco. Si presenta con
impeto allo scontro con lo spagnolo in semifinale, ed io mi aspetto un
match vero, non scontato. 7/5 6/3 di grande intensità per l'americano
dirà lo score finale. Blake ha giocato un match tatticamente perfetto:
attacco continuo e sfiancante, senza mai dar la possibilità allo spagnolo
di prendere il ritmo nello scambio, di tessere quella trama malefica fatta
di progressive rotazioni vorticosamente mortali per il rivale. James ha
attaccato senza rete, tirando tutto il possibile, ed ottenendo una percentuale
di successi incredibile. Pareva in trance in alcune fasi del match per
la grande intensità! Così facendo lo spagnolo si trovava sempre in difesa,
sempre fuori posizione, costretto a giocar colpi quasi definitivi per
controbattere, senza la possibilità di ribaltare l'inerzia dello scambio
e così piazzare uno dei suoi tremendi fendenti. Alcune fasi del match
sono state esaltanti, come gli ultimi tre giochi del primo set, e la parte
centrale del secondo set, con scambi incredibili per qualità e spettacolarità,
soluzioni estreme in accelerazione da parte dell'americano, e di difesa
da parte di un Nadal alla fine sconfitto, mai domo però, sempre in corsa
fino all'ultimo 15.
Dall'alto della prima testa di serie, Federer un po' letargico all'avvio,
tanto da giocar male e rischiare qualcosa contro l'ottimo, positivo, Rochus.
Poi contro Gasquet e soprattutto contro Ljubicic ha elevato il livello
in modo esponenziale, non dando alcuna chance ai suoi rivali. Probabilmente
il match contro il croato ci ha regalato il miglior Federer dagli US Open
2005, per qualità globale ed intensità di rendimento. Sapeva che Ivan
lo può infastidire se prende il ritmo col servizio e fiducia nel suo tennis.
Mai gli ha concesso una chance, servendo come nei migliori momenti a Wimbledon
e tagliando sempre il campo al croato. La semifinale è una formalità per
Roger, contro la sorpresa Shrichapan, finalmente in ripresa dopo un 2005
deludente. Bravo Paradorn ad inserirsi nei buchi lasciati dagli altri
big usciti di scena, però contro Federer è stato uno sparring, poco più.
La finale ha visto un Blake pazzesco per i primi 5 giochi. Ha dato letteralmente
una "legnata" a Federer a furia di accelerazioni incredibili, che lasciavano
fermo, attonito, il numero uno. Un lampo, che ha lasciato stupiti tutti,
ma che mi ha insospettito, alquanto. Ritengo infatti che la partenza a
razzo, quasi eccessiva, di Blake l'abbia paradossalmente danneggiato nell'economia
globale dell'incontro. E' partito così forte da andar fuori giri dopo
20 minuti sovraritmo, e di far centrare lentamente Federer. Tutti sanno
che se c'è un modo di far perdere Federer è quello di agganciarlo e buttarla
sulla rissa agonistica, alla Nadal o Nalbadian del Masters 2005, punto
a punto sui nervi, dove a volte Roger paga la tensione, si irrigidisce
ed è più difficile anche per un superman come lui giocar quelle mezzevolate
magiche sulle righe. Blake ha fatto benissimo ad attaccare Federer, ma
avrebbe dovuto partire più in controllo, tenere un paio di servizi, e
magari iniziare a sparare di brutto sul 3-3, per azzannare Roger e cercare
di vincere il primo set. Attaccarlo e non lasciargli l'iniziativa, ma
non così all'arma bianca, giocando attacchi più ragionati, con frequenti
discese a rete per testarne il passing game di rovescio, non sempre impeccabile.
Invece con questo eccesso di spinta è finito fuori giri, e Federer l'ha
capito, rimanendo molto calmo anche quando era travolto Già nel game del
secondo break si iniziava a vedere che James era troppo al limite.
Appena ha subito il game del 2-4, per come l'ha subito, ho capito che
sarebbe finita 3 set a 0 per Federer. Blake ha letteralmente perso di
vista la palla e peggio ancora il campo, la peggior cosa che ti può capitare
quando hai davanti un campionissimo che sa approfittare di queste cose,
visto che ritrovarsi da solo è già molto complicato: meglio partire male
e centrarsi nel match, che smarrire improvvisamente il campo, subentra
in questo caso anche una componente psicologica negativa che ti destabilizza
ancor più, è l'inizio della sconfitta. Federer ha iniziato la sua inesorabile
rimonta, fino al 5 pari, e poi 7-5. I match è praticamente finito qua,
perché Roger ha poi iniziato a scambiare con semplicità, contenendo bene
le sfuriate ora sporadiche dell'americano, tenendo con sicurezza i suoi
turni di servizio, accelerando col dritto da ogni lato del campo. Qualche
pecca sotto rete, come gli capita troppo spesso ultimamente, ma nel complesso
un ottimo Federer, per la calma con cui ha girato il match e per come
non ha regalato alcuna chance di rientrare al rivale. Il 6-0 del terzo
set è quasi troppo punitivo per James, che però è crollato davvero alla
metà del secondo set. Probabilmente perché ci credeva davvero, e quando
ha sentito il match scappargli via, la mazzata è stata mortale. La finale
ci ha regalato alcuni grandi scambi, ma un po' troppi errori. Poco avanti
Federer, perchè oggi forse pagava di più così. Poco avanti invece Blake,
che forse avrebbe avuto bisogno di qualche discesa in più e qualche colpo
sparacchiato in meno.
Per il resto il torneo è stato di buon livello. Ottimo il tabellone, migliore
di quello degli Australian Open. Al rientro in un grande torneo Safin,
che vince il match d'esordio contro Moya (dannato sorteggio, primo turno
stellare che è stato semifinale di slam!) e poi perde dalla consistenza
di Nieminen. Pare recuperato fisicamente, e voglioso di rientrare. Speriamo
bene, il tennis ha tanto bisogno del suo talento. Tremenda prestazione
da Roddick, che si conferma in caduta libera. Parlerò a parte di lui e
della sua involuzione, un caso davvero unico in questi anni. Ha davanti
Miami per ritrovarsi, ma temo che ci siano problemi strutturali nella
sua prestazione, che necessitano di un lavoro duro, complicato. Andreev
l'ha sconfitto, buon torneo per questo energumeno russo in forte ascesa.
Non mi piace il suo tennis troppo spagnolizzato nelle sue bordate arrotate,
ma di sicura efficacia, come dimostrano i quarti di finale raggiunti.
Berdych sorprende Hewitt con prova di forza e classe, accelerazioni da
brivido, soluzioni a rete non scontate, una furia. Perde però al turno
successo da un buon Baghdatis, che conferma le ottime qualità mostrate
in Australia. Solo un grande Nadal riesce a frenarlo, dopo un primo set
giocato alla pari, scoppia il piccolo furetto di Cipro, ma diverte e perde
col sorriso, davvero un ottimo acquisto per il tennis! Agassi perde male
da un ritrovato Haas, sfortunato poi il tedesco contro Blake, costretto
al ritiro. Da verificare le sue condizioni in vista di Miami, una disdetta
per Tommy, dato questi due grandi eventi sono ideali per le sue caratteristiche.
Nadal non esce affatto ridimensionato, anzi. Ha perduto un match duro
e ben giocato contro un Blake perfetto tatticamente e vincente anche in
soluzioni estreme. Pochi l'avrebbero battuto l'altra notte, sarà uno da
battere a Miami, dove già vanta una splendida finale l'anno passato, persa
per un soffio da Federer. Ultima nota per i nostri giocatori. Presenti
in quattro in tabellone, ottima presenza per un torneo di questo livello.
Cattiva la prestazione, soprattutto da Seppi, dal quale mi aspettavo francamente
di più.
