13/05/2006
In attesa del resoconto dell'intero torneo, riporto qua il racconto della
mia giornata al Foro Italico di sabato, per le due semifinali maschili.
Una calda ma intensa giornata di tennis, vissuta sugli spalti gremiti
dell'infame stadio dei crampi, che m'ha lasciato un maldischiena notturno
da brividi...! Sono rimasto piacevolmente sorpreso da come le tribune
fossero davvero piene, soprattutto da ragazzi perlopiù ventenni,
che conoscevano appena Nalbandian e non avevano idea di chi fosse Monfils.
Bene per il nostro movimento che ci siano nuove leve di appasionati; ed
un bravo va anche per una volta agli organizzatori che hanno lasciato
prezzi davvero popolari per i settori più alti dello stadio, permettendo
l'ingresso a tutti. Meno bene per i soliti bagarini che a Roma imperano,
ma li servirebbe l'aiuto della guardia di finanza, che sta a prendere
un caffé a due euro (LADRI) all'interno dell'impianto piuttosto
che svolgere il loro lavoro agli ingressi... vabbé.
Due semifinali. Inizio da quella più scontata, Nadal che batte
comodamente Monfils in due set. Ho visto solo alcuni sprazzi della settimana
del francese. Fortunato nel beneficiare di un Roddick menomato nei quarti,
Gael mi ha sorpreso in negativo alla mia prima visione di lui in campo
dal vivo. Già vedendolo in tv ero rimasto perplesso dalla sue qualità,
e guardandolo sabato non ho capito di tipo di giocatore è, anzi,
direi che non è ancora un giocatore ma piuttosto un colpitore.
Temo che Champion, il suo coach attuale, stia lavorando sulla strada errata,
come del resto ha fatto con i suoi assistiti che io ricordi, cercando
di far diventare Arazi un pallettaro e di indirizzare Gasquet verso una
solidità che è estranea al suo talento. Monfils ha un dritto
temibile per velocità e potenza, ma lo gioca con un movimento eccessivo
in slancio, perdendo così il controllo molto facilmente. Infatti
il tutto viene esegiuto con una rotazione eccessiva del busto, non ben
accompagnata dalle gambe troppo "in aria", ed una chiusura del
colpo molto in avanti. Uno slancio terrificante che fa correre la palla
tremendamente, ma troppo spesso lunga, senza controllo. Meglio quando
invece riesce a giocare con i piedi ben in terra, sfruttando bene gli
angoli e meno la potenza pura. Il rovescio m'è parso raccolto,
giocato forse troppo vicino al corpo e non sfruttando (al contrario del
dritto) le lunghe leve che possiede per accelerare. Ottimo il servizio,
movimento decisamente pulito e naturale.
Mi aspettavo un Monfils all'arrembaggio, cercando di imporre ritmo e scardinare
la corsa ed il contrattacco furibondo di Nadal. Invece stranamente Gael
ha iniziato di conserava, quattro metri fuori dal campo! Lo stesso Rafael
penso sia rimasto stupito, ed ha infatti commesso diversi errori non forzati
cercando angoli stretti per sfruttare tutto il campo lasciato libero dal
rivale. Gael era li, a remare, scambi di 25 tiri, a media velocità,
ma otteneva ben poco. Fino a quando s'è un po' stufato, ed ha iniziato
a pressare, perdendo spesso la misura. In match è tutto qua, con
Nadal capace di contrattacchi vincenti ed accelerazioni perentorie, anche
con buoni rovescio stretti, estemporanei ma ottimi. Un match piuttosto
scontato, che in realtà non ha lasciato molte emozioni. Nadal mi
si conferma anche dal vivo come una macchina da guerra micidiale, davvero
un fenomeno di coordiazione in estremo allungo e sforzo. La sua palla
è vivace, mai banale, rimbalza altissima con uno spin tremendo,
rendendo arduo colpirla con forza in anticipo: questa è la chiave
che al momento non permette al "tiranno" Federer di spuntarla
contro Rafael. Rispetto all'anno passato ho notato anche un servizio più
penetrante e più sicuro da parte dello spagnolo, che sta continuando
a crescere. Difficile batterlo su terra, serve un match perfetto, una
combinazione di servizio, variazioni nel gioco, discese a rete e cambi
di ritmo, insomma, un Federer al massimo, che ancora non abbiamo visto.
Ben altre emozioni ci hanno regalato Federer e Nalbandian nella prima
semifinale. Quasi tre ore di gioco, con un terzo set concluso al tiebreak,
per il massimo pathos!
I primi due set sono stati tecnicamente modesti. Troppi errori, da parte
di entrambi. Sono entrati in campo nervosi, s'è visto da come le
soluzioni ricercate dai due campioni erano conservative, da come molti
palleggi erano corticci, e dalla alternanza continua di errori e vincenti.
Break e controbreak, fino a quello decisivo di Federer a metà set
che lo porta a vincere 6/3. Nel secondo parte subito avanti l'argentino,
che si porta fino a 4/1. Un match strano, con Federer che alterna vincenti
di dritto ma soffre troppo sulla diagonale opposta, quella preferita da
David. Federer oggi nei primi due set m'è parso giocare di rovescio
con il suo difetto originario: busto troppo eretto e braccio troppo disteso,
con una cattiva ricerca della palla alta, si forma così una leva
eccessiva che ad altezza di rimbalzo da terra battuta gli fa perdere il
controllo in larghezza. Ha così buon gioco l'argentino, fortisssimo
su quel colpo diagonale e molto presente in campo nel cambiare improvvisamente
in lungolinea a prendersi il vincente. Quando però Federer riesce
ad anticipare e giocar il dritto in avanzamento di mezzo volo produce
un colpo terrificante, ingiocabile. Ottimo Nalbandian in delle fasi del
secondo set: quando David riesce a giocare in aderenza al terreno e va
ad incontrare la palla con la giusta proiezione delle ginocchia, gli escono
meraviglie per capacità di angolazione, penetrazione e pulizia,
una bellezza, non solo di rovescio, anche di dritto ha incantato. Il problema
è quello di porsi in campo con la giusta scioltezza per trovare
così bene la palla. A volte non è così agile, a volte,
quando sale la tensione, si perde. Così nel terzo set, quando Federer
ha iniziato una paziente rimonta dopo esser stato breakkato all'avvio,
scagliando la racchetta con una veemenza inconsueta per la compostezza
abituale.
Federer sotto 0-2 ha iniziato a macinare tennis con precisione, senza
mai distrarsi, senza mai uscire con la sguardo dal campo, rimontando con
sofferenza ed umiltà, lottando da dietro a lasciando partire improvvise
accelerazioni delle sue, mortali. 4 giochi di fila, fino al 4-2. Li concede
un errore gratuito, il primo dopo 4 games perfetti, che fa rialzare la
testa ad un David stordito da tale rimonta. Nalbandian gioca due punti
perfetti, con coraggio e talento, riprendendosi il servizio perso e tornando
in partita. Soffre ancora Nalbandian che tiene per i capelli il gioco
sul 5-6, senza mai però concedere matchpoint, ma subendo l'iniziativa
di un Federer infastidito per come diverse sue palle gli uscivano di due
dita. Tiebreak, il pubblico è in fibrillazione, giusta soluzione
per un match adesso bellissimo, un terzo set ottimo per tecnica e soluzioni
vincenti, con Nalbandian coraggioso e grintoso come poche volte l'ho visto
in carriera. Federer gioca meglio nel complesso il tiebreak, vincendolo
per 7-5, approfittando di un doppio falleo e di un brutto errore dell'argentino
che affossa a mezza rete una risposta corticcia e molto tagliata del numero
uno. Roger invece non concede nulla, colpendo con sicurezza, servendo
bene.
Il servizio è stato la chiave della rimonta di Federer nel terzo
set: ha ricavato alcuni punti diretti, s'è spesso aperto il campo
potendo così entrare col dritto. Davvero una bella semifinale come
emozioni, e con terzo set ottimo che ha riscattato le prime due ore di
gioco, troppo nervose e diseguali. Un bello spettacolo tennistico, per
un torneo 2006 che si preannunciava ottimo visto il grande campo di partecipazione,
e che avrà la finale che tutti aspettavano tra Federer e Nadal,
terzo capitolo stagionale per la rivalità che sta rivitalizzando
il tennis mondiale.
