29/10/2005
La stagione tennistica si avvia verso il gran finale del Master a Shangai,
dopo il dominio del duo Federer - Nadal in tutto il 2005. Nei mesi di
ottobre e novembre si giocano molti eventi indoor, soprattutto in Europa.
Mai come quest'anno però i tabelloni dei principali tornei autunnali sono
stati così modesti per campo di partecipazione, compresi i due Master
Series di Madrid (vinto da Nadal dopo una bellissima finale contro Ljubicic)
e quello di Paris Bercy che inizierà lunedì prossimo. Una componente di
malasorte è presente. Alcuni big, tra cui Federer, Safin e Hewitt, sono
realmente infortunati e mancano alle gare da tempo. Federer soprattutto,
di cui ho parlato la settimana scorsa, è molto dispiaciuto per aver saltato
ancora una volta il torneo di casa a Basilea, e rischia fortemente di
saltare il Master a Shangai: è stato visto in tribuna allo stadio di Zurigo
con le stampelle per proteggere la sua caviglia malandata dopo la storta
rimediata in allenamento. Non un buon viatico per l'ultimo prestigioso
appuntamento del 2005, in cui dovrebbe difendere il titolo conquistato
nelle ultime due edizioni e cercar così di chiudere in bellezza una stagione
eccellente, macchiata da sole tre sconfitte.
Safin, dopo il bel torneo giocato sull'erba di Halle, ha cronici problemi
ad un ginocchio, che l'hanno anche portato ad un mini intervento a Bologna.
Ha provato a rientrare nell'estate americana, con pessimi risultati e
la decisione saggia di fermarsi ancora. Hewitt è ai box per recuperare
da un brutto infortunio, e spera di presentarsi al Master in buona forma,
almeno per ora la sua presenza pare confermata, ma chissà in quali condizioni
arriverà dopo uno stop di due mesi e mezzo. Ci sono anche altri tennisti
che sono fermi, per infortuni più o meno dichiarati, o per ricaricarsi
e presentarsi in buona forma in Cina. Tra questi Agassi, fermo dalla finale
degli US Open. Ed anche molti altri tennisti stanno giocando col contagocce,
centellinando le forze dopo una lunga stagione agonistica. E lo stesso
Nadal, uno dei "forzati" dell'anno, inizia a necessitare di pause per
riprendersi e presentarsi fresco ai tornei autunnali, dopo aver giocato
decisamente troppo durante la primavera-estate. In passato l'autunno tennistico
ha offerto momenti esaltanti.
Negli anni '90 la Coppa del Grande Slam era un altro evento molto seguito,
che spesso ha regalato match epici, ancora ben vivi nella memoria dei
tifosi. Basilea nel 1990 offri uno dei migliori incontri dell'anno nella
sua finale tra Ivanisevic e McEnroe, 5 set bellissimi. A Vienna Muster
prima e Federer poi giocarono a livelli stratosferici. Bercy è da molti
considerato come il 5° torneo dell'anno per importanza, insieme al Lipton
di Miami. Quest'anno niente di tutto questo. Madrid s'è in parte salvato
grazie alla combattuta finale, con rimonta pazzesca di Nadal su un Ljubicic
perfetto nei primi due set; ma per il resto il torneo era stato nella
media, senza spunti di prim'ordine. Bercy, almeno a guardare il tabellone,
manca di troppi protagonisti, speriamo che qualche giovane, francese o
meno, ci regali emozioni da ricordare. Tornei come Stoccolma e Mosca non
saranno certamente ricordati tra i migliori dell'anno.
Come mai questa situazione? Oltre alla sfortuna che ci ha privato dei
campioni, va certamente messo sul banco degli imputati l'aspetto organizzativo
della stagione tennistica. Si gioca troppo, per colpa del sistema di classifica
che ti obbliga a giocare perlomeno 18 tornei da gennaio a novembre. Troppi,
ed è penalizzante non giocare uno slam o un master series perché ti lascia
un bello zero in classifica, senza contare i bonus economici che vengono
elargiti a coloro che non saltano alcun appuntamento. Il calendario non
è ben strutturato, i cambi di superficie non vanno bene e non sono graditi
a molti giocatori. La Davis è mal sistemata nel calendario, tanto da scoraggiare
alcuni campioni nel giocarla e magari penalizzare coloro che la disputano
senza indugio dovunque si disputi. L'ATP, pessima corporazione inadatta
a gestire al meglio il tennis mondiale, ritiene che giocar tanto sia il
miglior modo di promuovere il loro prodotto. Non sono affatto d'accordo.
Il miglior modo di presentare (e vendere, anche pubblicitariamente) un
prodotto è per me quello di presentarlo sempre e comunque nel miglior
modo possibile, nella sua massima qualità. Per come è strutturata adesso
la stagione del tennis, quasi sempre i big player saltano almeno un master
series su terra, a meno che non siano specialisti e vogliano capitalizzare
al massimo quella parte di stagione; saltano spesso uno dei due master
series primaverili ed estivi sul cemento USA. E se sono già qualificati
al Master snobbano del tutto o quasi gli indoor autunnali in Europa.
Come ovviare a questa situazione? Rielaborare il calendario annuale, con
scelte coraggiose, forse dolorose, ma necessarie perché questa situazione
per me continuerà a peggiorare. I tennisti, sempre più forzuti e produttori
di un tennis molto fisico, continueranno ad infortunarsi a ritmi maggiori,
a meno di cambi repentini nella tecnica di gioco che per ora non si intravedono.
Continueranno a frequentare tornei di livello minore perché attirati dai
petroldollari degli sceicchi o da eventi per loro comodi logisticamente,
e magari troveranno sempre più scuse per snobbare l'autunno tennistico.
Non sarebbe meglio allora accorciare la stagione, dando una pausa maggiore,
cambiando il metodo di calcolo dell'entry ranking, valorizzando alcuni
eventi in alcuni paesi e rendendoli dei veri happening, frequentati ed
aspettati da tutti, giocatori e spettatori? Io ho una idea ben precisa
di quale potrebbe essere un calendario tennistico ottimale, per soddisfare
le necessità degli atleti da un lato, ma anche quelle del pubblico dall'altro,
inserendo anche la Coppa Davis in un modo completamente nuovo per valorizzarla
maggiormente. Questo sarà oggetto di un mio prossimo articolo, dopo il
master, a chiusura dell'annata
