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Federer vs Santoro agli US Open: tennis d'altri tempi

03/09/2005

Santoro durante il torneo di Roma Ieri notte il programma serale degli Us Open ci ha regalato un match spettacolare tra il numero uno del tennis mondiale Roger Federer il "vecchio" Fabrice Santoro, francese di Sicilia, detto il mago nel circuito per il suo modo personale di interpretare il tennis. Santoro, classe 1973, era considerato anni fa come un talento da vertice mondiale del tennis. Però un fisico non eccezionale, non pari alla strepitosa sensibilità della sua mano, ed un modo unico di giocare ma un po' retrò in un tennis sempre più muscolare e potente, non gli hanno consentito di raggiungere quelle vittorie che i suoi connazionali intravedevano in quel talento esecutivo. Pochi titoli, ma che spettacolo ci regala Santoro! Quella tecnica bimane fatta di un continuo alternarsi di tagli, effetti, profondità ed angoli hanno letteralmente mandato in bestia tanti campioni, Safin per citarne uno, ma anche i vari Agassi, Courier, Becker mal digerivano questo folletto sorridente, anomalo, divinamente buffo nel suo modo personale di giocare.

Ieri contro Federer il francese ha giocato un match tatticamente perfetto. Se avesse accettato lo scambio in progressione non avrebbe avuto alcuna chance. Federer oggi è in una condizione così buona da montar sopra con estrema facilità alla palla non velocissima di Santoro; nemmeno gli angoli strani dell'avversario lo potevano destabilizzare, poiché è lo stesso svizzero ad usare angoli particolari giocando colpi in mezzavolata da dietro, imprevedibili, molto anticipati. Santoro è entrato in campo deciso a fare il match, in attacco, prendendo sempre (o appena possibile) il campo al numero uno, mettendolo in difesa a giocar passanti o fuori dal campo in laterale dopo un angolo stretto. Variazioni continue, mai un effetto uguale al precedente, poche giocare dirette, in accelerazione. Risposte aggressive, e via all'attacco. Federer ha vinto, ma ha sofferto. Dopo una partenza stellare, 5-1 in pochi minuti, Roger s'è forse addormentato un minuto, o forse Fabrice ha iniziato a giocare il tutto per tutto, buttandosi in avanti con coraggio e strappando per ben due volte il servizio e rimontando a 5 pari, …non mi ricordo quando questo è successo l'ultima volta, forse nel 2002… Federer ha poi mantenuto il suo servizio in modo autoritario, ed accelerato con forza nel dodicesimo gioco, strappando a 15 il servizio, ed il primo set, al francese.

Nel secondo set il gioco si mantiene più equilibrato, così come per tutto il resto del match, che Roger vincerà per 7-5 7-5 7-6. Nei due set seguenti c'è stato più equilibrio, con Federer impegnato a salvare alcune importanti palle break con decisione e freddezza, per poi chiudere da campione nelle strette finali, e Santoro che ci ha sempre provato con lucidità. Alcune perle per lo show da parte di Fabrice, come un recupero col colpo Noah che ha sorpreso lo svizzero a rete, facendo venir giù lo stadio per gli applausi, ed una volee dietro alla schiena, disperata nella sua bellezza! Tanti applausi per entrambi. Cordiali e sinceri complimenti da parte di Federer a fine match, dopo un tiebreak dominato (erano 6-0).

La bellezza dell'incontro è stato il vedere per più di due ore un tennis diverso da quello medio degli anni 2000. Pochi muscoli, tanti angoli, rotazioni, effetti. Molte discese a rete dopo un colpo di approccio e non una sventagliata a chiudere. Lob e passanti, rovesci slice alternati a chiusure in top definitive, da parte di entrambi. Molti sono stati gli scambi di oltre 15 tiri, passando da una diagonale all'altra, da un top ad uno slice, quasi sempre concluse da un winner, non da un errore. Pochi ace, tanti scambi. Un tennis divertente, vario, vecchio stile. Federer ha vinto senza mai davvero tremare perché è sempre stato in vantaggio, ma ha dovuto produrre il suo miglior tennis perché non è "abituato" a soffrire così tanto per portare a casa un match sulla carta abbordabile. Però immagino si sia molto divertito nell'affrontare un giocatore così stimolante, che gli proponeva ogni volta una soluzione diversa, che gli consentiva di esplorare in profondità il suo immenso bagaglio tecnico.

Una goduria per un amante del tennis classico come me, forse ormai vecchio scriba di un tennis che stava scomparendo, prima dell'arrivo di questo messia tennistico chiamato Federer, che sta dimostrando a troppi tecnici senza cultura e coraggio che si può ancora insegnare un tennis classico, che questo è ancora redditizio e vincente se dietro c'è tanto amore per il tennis ed un certo talento tecnico. Che di sola potenza si brutalizza questo sport, quando invece la testa ed il tocco possono ancora regalare spettacolo, tante emozioni, e vittorie.


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