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Masters 2005: Federer vs Ljubicic ...atto primo

15/11/2005

Federer al servizio Si, dico primo scontro perché sono quasi sicuro che i due si ritroveranno nella finale del torneo di fine anno. Una grande delusione questo Masters di Shangai. Tutto il finale di stagione è stato modesto per le troppe assenze, calcoli dei giocatori, un calendario assurdo. Però non mi aspettavo di ritrovarmi a commentare un Masters in versione "saldi". Safin, Hewitt, Roddick, Nadal, Agassi (gli ultimi due presenti in Cina, ma ritirati, André dopo un match, Nadal poco prima di scendere in campo), tutti qualificati, tutti assenti. Una mazzata per i tifosi, per la credibilità di questo evento, per la credibilità per tutto il tennis maschile.

Dovrebbe essere la festa di fine anno, con in palio un premio prestigioso. Il 2005 ci regala un torneo di media categoria, con l'aggravante di alcuni partecipanti come Coria che sono completamente fuori forma, garantendo uno spettacolo indecoroso, e di un intruso chiacchierato come Puerta. Dopo due giornate decisamente poco entusiasmanti oggi l'incontro tra Federer e Ljubicic ha finalmente prodotto un tennis di alto livello, tecnico e spettacolare, da Master! Ljubicic s'è affacciato per la prima volta in questa stagione a livelli d'eccellenza. Già ad inizio anno aveva impegnato severamente Federer sia a Dubai che nella finale di Rottherdam. Il croato ha armi per infastidire Federer, grazie al suo servizio, il suo gioco d'attacco, l'ottimo rovescio. Dopo una esaltante cavalcata in autunno, Ivan ha raggiunto un meritato posto al Masters, e rappresenta nel grigiore generale l'unico vero pericolo per Federer. Del resto l'ha sempre impegnato e battuto ben 3 volte, anche se alcuni stagioni fa.

Federer ha iniziato l'incontro con decisione, sapendo che Ivan è da prendere con le molle, ancor più dato il suo stato di forma; la sua caviglia non ancora a posto e la lunga pausa rendono Roger sospettoso, molto concentrato. Il primo set fila via abbastanza liscio per Federer, sempre in controllo dello scambio, con alcuni winners dei suoi, con solo il servizio che non va a mille. Poi una improvvisa pausa mentre Ljubicic prende sempre più fiducia, tiene più in campo la palla, approfitta di un calo sia mentale che fisico di Roger. Federer inizia a scambiare in modo più difensivo, perdendo qualche volta la misura, facendosi attaccare troppo facilmente alla risposta e ritrovandosi a correre. Vedendolo saltare qua e la con la solita grande coordinazione non si direbbe che lo svizzero abbia problemi recenti. Ma osservandolo con più attenzione, qualcosa si nota, di stonato. Intanto come abbia poco cercato la soluzione di rovescio lungolinea, dove si necessita un lavoro maggiore della gamba e caviglia infortunata. Inoltre ha cercato di non finire quasi mai sbilanciato in contropiede, lasciando andare qualche colpo penetrante di Ljubicic piuttosto che buttarsi su ogni palla. A livello di forma tennistica Federer a tratti m'è piaciuto più oggi che nell'esordio contro Nalbandian. Però la ruggine c'è, e si vede.

Ivan vince bene il secondo set, un bel 6-2 convincente, con molti rovesci vincenti, ottime soluzioni a rete, una consistenza di diritto a lui sconosciuta fino all'inizio di questa stagione. Sicuramente l'ottimo lavoro atletico con il preparatore Parra ed il lavoro mentale di affinamento del suo tennis svolto da Piatti stanno dando risultati eccellenti. A questi livelli, Ljubicic vale tranquillamente i top 10, con pieno merito. Alcuni rovesci sono stati bellissimi, lasciando Roger fermo a contemplarne la bellezza. Inizia un terzo set con Federer scuro in volto, molto concentrato. L'inerzia del match si sposta sempre più verso Roger, impegnato a muover il più possibile il rivale, e sbagliare poco, pochissimo. Dopo un paio di indecisioni del croato, punite dal numero uno, arriva il break con un doppio fallo di Ljubicic, denotando tutta la tensione di un terzo set tirato. Federer avanti per 5-3, sciupa un paio di matchpoint e si ritrova a difendere una delicata palla break. Uno scambio tirato si chiude con un errore di Roger, Ljubicic rientra in partita, anzi avanti 6-5. Federer non trema, ma sempre più scuro in volto vince un game con il servizio, il primo vero acuto alla battuta dopo 2 ore di modeste prestazioni.

Tiebreak ancora tra di loro, ancora una volta decisivo. Federer spinge e va 3-0, ma il croato non molla, rientra sul 4 pari fino a che Federer non mulina un paio di giocate micidiali che lo porta alla vittoria, con l'esultanza di chi sa di aver rischiato grosso. Vince soffrendo, come poche volte gli è capitato, come nello scorso US Open, e questo forse lo rende più umano e simpatico a coloro che restano troppo abbagliati da cotanta perfezione. Nel complesso del match Federer è sempre stato avanti, escluso la situazione di 5-6 nel terzo set, gestita come al solito da campione. Lo svizzero è davvero un campione per come riesce a gestire lo stress e la tensione dei momenti importanti, giocando bene, non sbagliando ed anzi producendo meraviglie. Però voglio elogiare molto Ljubicic, perché sta mantenendo dei livelli di gioco altissimi, e quest'anno è stato uno dei pochissimi a metter davvero alle corde Federer, più dei vari Roddick, Hewitt, di tanti top 10.

Per la formula ormai collaudata (anche se criticabile) del Masters, è molto probabile che i due atleti si possano ritrovare contro di nuovo, in finale. Nell'altro gruppo, senza Agassi e Nadal, forse il solo Gonzalez potrebbe insidiare Ljubicic in una semifinale, ma chissà in quali condizioni sarà arrivato il "Gonzo", richiamato in tutta fretta dalle vacanze. La storia del Masters è ricca di episodi in cui una riserva ha rischiato di vincere. Ricordo Enqvist che alcuni anni fa rischiò di battere Becker in semifinale, partendo da riserva richiamata all'ultimo istante! Certamente avere a questo Masters uno come Puerta, con una gamba fuori dal circuito per le note questioni Doping; un Coria da spiaggia, un Davydenko ottimo professionista ma un po' fuori da questi livelli, e un Nalbandian in cerca di una identità, tutti o quasi si augurano che Federer e Ljubicic possano giocare un match ancor più intenso e spettacolare, in finale.


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