15/10/2005
Per il terzo anno consecutivo Roger Federer salterà interamente la stagione
tennistica autunnale, che si gioca in Europa sui tappeti indoor. A causa
di un infortunio ai legamenti della caviglia rimediato in allenamento,
ieri è arrivata la conferma ufficiale direttamente dal tennista, che si
dice amareggiato per il non poter giocare a casa sua nel torneo di Basilea.
In vista del Master di Shangai, Federer preferisce non rischiar niente
e rientrare al 100% per l'evento conclusivo della stagione, da lui vinto
nelle ultime due edizioni. E' un vero peccato per il pubblico e per il
circuito stesso non poter ammirare il numero uno del mondo in tornei importanti
come Parigi Bercy, Basilea e Madrid, oltre ad altri tornei minori come
Vienna ai quali Roger partecipava, con successo.
In condizioni indoor si assiste spesso ad un tennis molto spettacolare.
A seconda della velocità del tappeto le condizioni di gioco possono essere
varie, da superfici rapidissime adatte agli attaccanti puri, a tappeti
più porosi che consentono rimbalzi più alti e scambi maggiori. Nel tempo
i tappeti da gioco sono diventati sempre più lenti, per aumentare il numero
degli scambi da fondo e svantaggiare meno i "difensori" da dietro contro
i battitori che a metà anni novanta stavano uccidendo il tennis indoor.
Era alienante assistere ad un match Ivanisevic vs Krajicek, tanto per
citare due ottimi tennisti: il tutto si riduceva ad un tiro al piccione
immateriale, algida serie di perfette esecuzioni di servizio. Oggi si
assiste quasi al problema opposto, tappeti sempre più lenti che favoriscono
i giocatori da fondocampo, ormai più che abituati a giocare nei palazzi
dello sport, arene spesso belle, confortevoli, che regalano condizioni
ideali per giocare a tennis in inverno. Anche televisivamente il poter
sfruttare a pieno le sessioni serali aiutano non poco gli spettatori.
Questa lunga premessa mi è servita per spiegare quanto sia amata dal pubblico
ed importante anche dal punto di vista agonistico il mese di ottobre e
novembre. In passato abbiamo vissuto edizioni di Parigi Bercy memorabili,
come di Basilea o tanti altri tornei. Diversi tennisti sono impegnati
nella corsa per aggiudicarsi un posto al Master, altri hanno negli ultimi
tornei la speranza di dare un senso ad una stagione altrimenti deludente.
E' davvero un peccato che Federer per il terzo anno consecutivo salti
quasi interamente questa parte di stagione tennistica. Nel 2003 Roger
giocò nel nuovissimo torneo di Madrid, perdendo da Ferrero in semifinale.
Poi saltò Basilea e Bercy per problemi fisici. Lo stesso nel 2004, quando
tornò dall'Asia con il torneo di Bangkok in tasca dopo aver umiliato Roddick
in finale, ed a causa di non ben precisati problemi fisici, restò a casa
a curarsi, allenarsi, riposarsi, e soprattutto per presentarsi al 100%
al Master di Houston, con dominò con facilità imbarazzante.
Non penso che l'infortunio di Roger sia "diplomatico". Probabilmente dopo
una lunga stagione di quasi 80 match giocati avrà certamente dei guai
a questa caviglia. Però sono sicuro che la sua scelta di non giocare rientra
in un programma conservativo della sua salute e della sua forma. Il 2005
è stato un anno incredibile per lui. Solo 3 sconfitte, contro Safin in
Australia avendo un matchpoint a favore; da Gasquet a Montecarlo, ancora
con il matchpoint non sfruttato; e poi la dolorosa sconfitta in semifinale
a Parigi contro Nadal. Per il resto solo gloria, solo titoli, mai una
macchia. Cercherà anche di arrivare a fine anno con solo 3 sconfitte,
per segnare un altro record di una carriera senza uguali. Probabilmente
se Federer avesse vinto di meno, avrebbe fatto uno sforzo in più per giocare
in ottobre, magari anche non al 100% della condizione fisica. La sua grandezza
ed il numero incredibile di vittorie di questo glorioso 2005 gli permette
di amministrare alla perfezione il suo calendario e gli consente di giocare
solo quando sta bene e l'evento gli interessa veramente.
Tutti hanno negli occhi le giocate magiche di Roger, la pulizia del suo
tennis, il suo dominare tutto il campo con una naturalezza divina. Pochi
leggono dietro a questo talento e riescono a capire l'enorme lavoro di
programmazione che lo sta portando a dominare il tennis. Quando nel 2003
la sua carriera è cambiata e Roger è diventato il tiranno del tennis moderno,
una grande parte di questo straordinario risultato è dovuto al grande
miglioramento della gestione offcourt della sua vita. Federer sta diventando
il Lendl del 2000 per capacità di gestire tutto al meglio, proprio tutto.
L'entourage lo aiuta in tutti i momenti della sua giornata, nella pubbliche
relazioni, nella straordinaria capacità di organizzare l'annata tennistica.
Federer è allenato come nessuno: non guardate solo ai suoi colpi ammalianti
che accecano, guardate anche a come corre, a come arriva bene sulla palla
in corsa, a come quasi mai vada in difficoltà fisica. Nonostante gli ottanta
match stagionali è sempre fresco e ben disposto a lottare in campo. Programmandosi
molto bene riesce a presentarsi sempre al meglio fisicamente e mentalmente.
Non gioca troppo e quindi quando partecipa ad un torneo non gioca "per
giocare", gioca per vincere, ha fame di tennis e di vittorie. Non si logora
come molti altri tennisti che raggiunto un buono stato di forma si spremono
per monetizzare al massimo il momento grazia sia in termini di punti ATP
che di soldi. Federer arriva in ottima forma a Wimbledon, gioca, vince,
si ferma: fa un periodo di riposo attivo, richiami atletici, relax mentale,
si ripresenta al 101% dopo qualche settimana affamato di tennis, e vince
ancora.
Il talento straordinario di cui è dotato gli consente tutto questo; il
suo modo pulito di giocare lo sottopone a meno traumi dovuti a logorio
ed inefficienze tecniche, preservandone la salute atletica. La consapevolezza
nei suoi mezzi lo sostiene, dotandolo di fiducia e determinazione. Nel
momento in cui non dovesse vincer con così grande continuità si potrebbe
forse incrinare questo circolo virtuoso, ma certamente la gestione della
sua annata tennistica è ottimale e difficilmente cambierà nel tempo, anzi,
è possibile che si concentri sempre di più sugli obbiettivi (pochi) che
mancano al suo palmares. Dispiace che Federer salti tornei che meriterebbero
la sua presenza, come quest'anno è avvenuto a Roma ed all'open del Canada
per esempio. Leggendo bene il suo modo di gestirsi, il tutto rientra in
un piano perfetto, guai a rompere un giocattolo che funziona benissimo.
