17/08/2005
Dopo il grande successo a Montreal, Nadal cade al primo turno del Masters
Series di Cincinnati per mano del giovane ceco Thomas Berdych, dando vita
ad un incontro bellissimo, uno dei migliori dell'anno. Spesso la "regola
Tommasi" sulla alta probabilità di una sconfitta al primo turno per il
vincitore del torneo della settimana precedente arriva come una sentenza.
Cali di tensione, cambio di condizioni ambientali a cui ormai uno si era
abituato, molti sono i fattori che influiscono in questa fattispecie,
confortata da un ampio rilievo statistico. Ieri notte però non è accaduto
niente di tutto questo. Due ottimi tennisti si sono affrontati dando vita
ad un bellissimo incontro, uno dei migliori in questo 2005, lottando ad
armi pari per quasi tre ore di partita, conclusa in un tiebreak decisivo.
Il confronto di stile di gioco era evidente. La furia agonistica di Nadal,
irresistibile in questo 2005, i suoi contrattacchi micidiali, le sue frustate
di diritto improvvise che lasciano fermi i rivali dopo un duro scambio;
dall'altro lato Berdych, boemo, stilisticamente bellissimo come tutti
i migliori prodotti della ottima scuola ceca; algido nella sua faccia
angelica, mentre colpisce con violenza e precisione diritti e rovesci
sulle righe, con una coordinazione eccezionale. Il classico confronto
tra un possente colpitore dal fondo, produttore di gioco, ed il miglior
contrattaccante del mondo in questa annata. Sono nati scambi incredibili,
con Berdych che entrava in campo il più possibile sfruttando al meglio
la tattica servizio più diritto a martellare il rovescio di Nadal, ma
anche il diritto dopo un contropiede. Accelerazioni così pesanti da lasciar
fermo anche un furetto come Rafael, definitive, lunghissime, impossibili
da rimandar dall'altra parte del campo. A volte finiva fuori giri per
l'eccesso di spinta, ma Berdych ha giocato nel complesso un match tatticamente
perfetto, un esempio eccellente di tennis percentuale. Infatti se il ceco
avesse impostato il match in attacco ma con più prudenza, avrebbe certamente
perso. Una gara di corsa con Nadal la può fare e vincere forse soltanto
il miglior Hewitt oggi. Nemmeno mulinare attacchi dopo alcuni palleggi
di attesa sarebbe stata una buona tattica, perché via via che lo scambio
avanza, Nadal inizia a tessere la sua malefica trama fatta di rotazioni
sempre più esasperate, variazione nella lunghezza di palla per non dare
un ritmo preciso al rivale, e poi boom! Una accelerazione improvvisa e
vincente al primo spiraglio libero, così Nadal fulmina gli avversari,
lasciandoli stanchi e frustrati. Berdych invece ha preso in mano l'iniziativa
immediatamente, appena possibile, sbagliando spesso per eccesso d'impeto
(anche se nel computo finale sono stati di più i colpi vincenti degli
errori, altro segno statistico della bontà del match). Il servizio ha
ben sorretto il boemo, altra chiave indispensabile per reggere il confronto
contro lo spagnolo, dandogli molti punti diretti ed aprendo il campo all'accelerazione
di diritto, spesso definitiva, spesso seguita da una comoda conclusione
a rete.
Tutto facile per Berdych? Nient'affatto! Nadal ha regalato perle difensive
di una bellezza ammaliante, come alcuni lob in corsa misteriosi nella
loro meccanica esecutiva; come dei recuperi prodigiosi seguiti da contrattacchi
vincenti, ed anche molti punti diretti col diritto eseguiti in frustate
improvvise a punire il primo angolo di campo aperto lasciato dal ceco.
Il primo set è stato equilibrato, concluso al tiebreak a favore di Nadal.
A tratti Rafael ha molto sofferto nel contenere la potenza e gli angoli
del rivale, ma alla fine i punti importanti del tiebreak li ha fatti lui,
con molta sagacia tattica. Nel secondo set dopo un paio di games filati
via, Berdych ha iniziato un forcing incredibile, proprio in un momento
di piccola flessione atletica di Nadal. Il tennis dello spagnolo per esser
vincente deve necessariamente esser sostenuto da un vigore fisico straordinario,
basta un piccolo calo per produrre una voragine se di fronte c'è un picchiatore
come Berdych. In pochi minuti due break, ed il 6-2 arriva rapido.
Nel terzo set c'è di nuovo equilibrio, sale a tratti la tensione, palle
break annullate, scambi mozzafiato, con Nadal che nonostante i massaggi
alla gamba corre come un forsennato, e Berdych che non accenna a diminuire
il forcing, anzi, viene più spesso a rete a prendere i punti. Un drammatico
game sul quattro a tre per Nadal vede Berdych annullare ben 4 palle break
ai vantaggi, con altrettanti colpi vincenti, il pubblico è tutto in piedi,
la tensione sale alle stelle. Nadal gioca un lob pazzesco, applaudito
anche da Thomas; Berdych continua a martellare sull'angolo del diritto
dello spagnolo, a volte lasciato più aperto. Berdych arriva sul quattro
pari e fa un break a Nadal con alcuni vincenti e approfittando del primo
calo al servizio dello spagnolo. Arrivato a servire per il match, sparecchia
malamente alcuni diritti in corridoio e Nadal, saltando come un cerbiatto,
si porta in parità. Lotta durissima negli ultimi giochi, con Berdych che
annulla un matchpoint a Nadal con una seconda di servizio vincente ad
uscire sulla riga, lucida follia in piena trance agonistica! Si arriva
al tiebreak decisivo, con entrambi i giocatori stremati. Massaggi continui
per Rafael, mentre Berdych zoppica vistosamente. Inizia con uno sciagurato
doppio fallo lo spagnolo, seguito da due vincenti del boemo, che ormai,
lanciatissimo, non tremerà più. Winners per Berdych, ancora un doppio
fallo di Rafael, in segno di una resa con tutti gli onori del caso. Vince
Thomas Berdych, con pieno merito, alzando le braccia al cielo e regalandoci
un mezzo sorriso, finalmente, su quella faccia così pulita, gelida.
Personalmente sono molto contento per Berdych. E' un ragazzo che seguo
da più di un anno, e mi aspettavo una esplosione da un momento all'altro.
Ha mezzi incredibili, anche se deve bilanciare il suo tennis, ancora molto
squilibrato tra una strapotenza quando spinge e comanda il gioco, ed evidenti
lacune nella fase di contenimento/difesa del punto. E' un colpitore incredibile,
probabilmente il migliore dai tempi del miglior Enqvist. Però rispetto
allo svedese ha certamente una capacità di spostamento migliore, è meno
legnoso nei movimenti, ha molta più mano come tocco e riesce con disinvoltura
a prendersi a rete, anche con buona tecnica esecutiva, i punti che si
costruisce con la spinta da dietro. Pieno merito alla grande scuola boema,
capace di regalare al nostro sport campioni immortali quali Drobny, Lendl,
Navratilova solo per citarne alcuni. Equilibrio, potenza, il giovane Thomas
Berdych ha tutte le carte in regola per inserirsi stabilmente tra i top
players e lottare per i grandi tornei. Deve soltanto crederci, maturare
come convinzione nei propri mezzi, migliorare la fase di contenimento
e lavorare tanto fisicamente per mantenere alta l'elasticità muscolare.
Nadal non esce per nulla ridimensionato da questa sconfitta. Ha perso
di misura contro un grande giocatore, in una serata memorabile. Per il
titolo degli US Open tutti dovranno fare i conti con la sua vis pugnandi,
a meno che non arrivi quel calo fisico che prima o poi dovrà soffrire.
