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Battaglia delle superfici: Nadal vince la bizzarra sfida terra-erba

05/05/2007

Roger vs Rafa su erba-terra
A Maiorca bizzarra esibizione tra Nadal e Federer: come ben si evince dalla foto è stato costruito un campo metà in terra battuta, metà in erba. I due grandi leader del tennis mondiale si sono sfidati in questa strana esibizione, per un match al meglio dei tre set con regolari cambi di campo, e ...di scarpe! Si, perchè per mantenere un buon equilibrio su ogni lato, il terroso e l'erboso, i due gladiatori sono stati costretti a cambiar scarpe ogni 2 games. Uno spreco di tempo? Tutt'altro. Nicchiavano sicuramente la Nike e tutti gli altri sponsor che con frequenti pause hanno potuto intasare gli schermi tv di mezzo mondo con continui spot pubblicitari. La sfida, da un lato simpatica, è stata una enorme trovata pubblicitaria, un successone da quel punto di vista, tanto che i due eroi, sorridenti come mai in un loro scontro, hanno detto di esser molto soddisfatti, divertiti, e di esser pronti a giocarne altre simili. Cosa potevano dire... Comunque, la sfida è stata certamente simpatica. Nessuno il valore tecnico. Chi l'ha vista tutta s'è detto divertito. Molti winners, gioco vario e tanti scambi divertenti, a ritmo più blando, e sempre senza quel pathos nervoso che governa le loro finali nei tornei veri. Per la cronaca, dopo essersi spartiti un set per parte, il terzo è finito allo scontato tiebreak finale, in cui Roger è scappato via 4-0, per poi commettere un paio d'errori fin troppo plateali per esser veri. Rafael è rientrato in partita per il tripudio generale, e sul match point Roger non ha nemmeno giocato, per un rimbalzo beffardo che ha fatto svariare la palla come su un selciato. Finisce 12 a 10 per Nadal, tutti contenti, foto di rito con sorrisi ed applausi, tv che gongolavano e tutti a nanna con la pancia piena. In Spagna ad esaltare il loro campione, sempre più lanciato verso un sorpasso contro il tiranno rivale elvetico. E Roger sempre signore anche nell'ennesima sconfitta contro il rivale, che poi così nemico non è visto che i due hanno veramente legato fuori dal campo per un rapporto che è sinceramente amichevole. O chissà che Roger zitto zitto non stia sempre più studiando il rivale per fargli lo sgambetto più ardito e sognato, quello che mette in palio la coppa dei Moschettieri nella prima domenica di Giugno.

il bizzarro campo a metà
Cosa altro dire della sfida? Di match bizzarri nella storia dello sport ne sono stati giocati tanti anche in passato, a cominciare dalle sfide tra uomini e donne, che sempre hanno suscitato interesse e curiosità (come Bobby Rings che sfidò Billy Jean King molti anni fa). Quasi sempre queste erano le classiche "americanate", svolte appunto negli states, a favore dei voraci networks americani, più strano che l'idea sia venuta agli spagnoli, ormai sempre più leader nel tennis. Curiosità per il campo. Pare che quello in terra fosse preparato benino, del resto a Maillorca si gioca solo sul rosso. Mentre il campo in erba abbia sofferto tremendamente la vicinanza della soffocante terra rossa, che l'aveva in parta soffocato. E di tutta fretta hanno "strappato" zolle da un vicino green di golf per sostituire la parte ormai morente. Non voglio assolutamente parlare di un lato tecnico, perchè mi pare superfluo. Piuttosto voglio invece sottolineare che queste iniziative sarebbero auspicabili in Italia, se non altro per svegliare l'interesse della gente verso il nostro sport. Le poche volte che il tennis c'è, come a Roma, l'interesse è alto; le pochissime volte che passano il tennis in tv, gli ascolti sorprendenti. Segno che il tennis è ancora amato in Italia, e che con un po' di impegno e voglia di scommettere si potrebbe ancora rinvigorire un movimento quasi sotterraneo, ma vivo. Ricordo anni fa che spesso esibizioni invernale arrivavano in molte città italiane, suscitando interesse e con buonissime presenza di pubblico. Forse agendo anche su queste cose il tennis potrebbe vivere un risveglio consistente. Ci vuole spirito di iniziativa e fantasia, come hanno dimostrato appunto gli spagnoli. Ormai migliori di noi anche in quella creatività organizzativa che era sempre stata un fiore all'occhiello della nostra imprenditoria.


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