30/01/2006

Il 2007 inizia così come era terminato il 2006: Federer domina il primo
slam stagionale, vince senza perdere nemmeno un set il suo decimo major
in carriera sbaragliando tutti i rivali con disarmante disinvoltura. Era
dai tempi di Borg che nessuno riusciva a vincere uno slam senza cedere
un set, record su record, per una nuova striscia vincente di 36 incontri.
E' ormai ad un livello superiore, per una supremazia dispotica fatta di
classe purissima, armonia nei gesti, capacità di affrontare ogni situazione
in modo perfetto. Ha mostrato anche un tennis più aggressivo e proiettato
a rete, mettendo in pratica il lavoro invernale svolto a Dubai con il
suo coach Tony Roche. Roger domina il campo completamente, sia da fondo
campo grazie alla sua straordinaria elasticità con cui corre leggero ed
impone ritmo e variazioni nel palleggio; sia nelle sue frequenti discese
a rete, spesso a seguire un dritto in avanzamento quasi vincente. Un bel
taglio in back s'è visto come novità a Melbourne, per un colpo che quasi
svaria in diagonale e muore lemme nei pressi delle righe, difficilissimo
da tirar su con un passante insidioso.
Nelle due settimane australiane Roger ha affontato alcuni test impegnativi,
almeno sulla carta. Il russo Youznhy, in grande crescita nella seconda
metà del 2006, poi il serbo Djokovic, uno dei giovani più promettenti,
entrambi dominati senza tremare. Contro Robredo nei quarti s'è visto un
Federer meno preciso, anche per colpa del forte vento che ha reso difficili
le traittorie rischiose dello svizzero. Vittoria netta ma più laboriosa
per Roger, e qualcuno iniziava a pensare che il Roddick sontuoso dei primi
turni potesse impensierire Federer, ricordando il recente scontro al Masters
in cui l'americano era arrivato ad un passo dalla vittoria. Federer è
sceso in campo con grande attenzione, determinato a non lasciar scappar
via il match, ma controllarlo con la sua solita freddezza. Dopo un primo
set equilibrato Roger ha messo la quarta tramortendo il povero Roddick
con una serie di colpi pazzeschi, scoraggiando le ultime velleità del
rivale. Un 6/0 punitivo nel secondo set, ed un crescendo wagneriano di
soluzioni strepitose. Dichiarerà a fine match di aver giocato uno dei
suoi miglior incontri di sempre, sorridente e soddisfatto.

In finale trova Gonzalez, autore di un torneo eccezionale. Il match capolavoro
di Fernandone è stato quello contro Nadal, in cui è riuscito contenere
la vivacità dello spagnolo imponendo i ritmi di gioco: grazie a ripetute
serie di rovesci tagliati e con pochissimo peso ha tolto al rivale il
punch con cui Rafael aggredisce col suo dritto tremendo. Appena Nadal
accorciava un colpo, Gonzalez entrava sapientemente col suo dritto quasi
sempre a sventaglio contro il dritto di Rafael, per una pallata così stretta,
lunga e violenta da non consentire al rivale di completare il suo ampio
swing d'impatto. Inoltre nei primi colpi dello scambio Fernando sceglieva
quasi sempre un palleggio molto centrale, per non dar angoli a Nadal.
Sostenuto da un servizio consistente e tenendo bassissima la percentuale
di errori gratuiti ha messo in confuzione Nadal, stranamente passivo.
Molti winners per il cileno e tante difese poco convincenti dello spagnolo,
che ha ceduto in tre set netti, senza mai dar la sensazione di poter invertire
l'inerzia di un match tatticamente impostato alla perfezione da Gonzalez.
Fernando poi domina Haas con brutale facilità, sempre alternando palle
senza peso ad improvvise bordate a chiudere, togliendo al tedesco il ritmo
del palleggio che è invece l'arma principale del suo gioco.
La finale è inizialmente equilibrata. Un certo vento fa steccare diverse
palle a Federer, che non serve bene e non riesce a prendere un vantaggio.
Sul 4 pari Gonzalez approfitta di una incertezza dello svizzero e strappa
la battuta. Reagisce subito Roger, giocando un bel gioco in cui annulla
due set point a Gonzalez, riportandosi in parità. 6/5 Federer e stavolta
è Gonzalez ad annullare ben 4 set point a Roger, che però ha iniziato
a prendere il campo, e nel tiebreak non c'è gara. I primi 5 punti tutti
per lo svizzero, con attacchi perfetti e dritti fulminanti. Chiuderà 7/2
il primo set, s'avverte che Roger ha iniziato a macinare il suo tennis,
quello vero. Regge comunque il cileno fino al 3 pari, quando Federer gioca
un paio di diritti da cineteca, magici, scappando via con sicurezza e
producendo anche gli aces che gli erano mancati all'inizio. E' calato
anche il vento, ed il gioco del numero uno riprende l'abituale sicurezza.
Gonzalez gioca bene fino alla fine, sempre alternando i tagli a diritti
vincenti ma concendendo quale errore di troppo per un po' di foga da "Gonzalez
prima maniera". Nel terzo set un game durissimo sul tre pari, con Roger
che trova più soluzioni e strappa ancora il servizio, per chiudere il
match a terra, consapevole di aver fatto un altro passo nella storia di
questo sport. Un grande Gonzalez, ma non basta. Credo che avrebbe vinto
contro chiunque, ha provato di tutto, i suoi occhi lucidi sul matchpoint
per Roger sono lo specchio di un atleta sconfitto, deluso, ma consapevole
di aver dato tutto il suo meglio, con una stagione davanti da vivere da
protagonista.
Nadal complessivamente ha giocato un torneo discreto, ma contro Gonzalez
è stato dominato. Bravo a venir fuori dalla battaglia con Murray, che
però ha vinto più per il calo energetico dello scozzese che per un proprio
merito. Nella sconfitta con Gonzalez ho avvertito meno "presenza" di Rafael
in campo rispetto ad altri match, forse perchè l'altro l'ha davvero travolto
e tramortito. Mai ho avuto la sensazione che il match potesse girare.
Un paio di parolacce di Nadal urlate nel vento australiano sono l'ulteriore
conferma di una giornata nera per lui.

Murray è stato un altro personaggio di questi Australian Open. In netta
crescita da quando Gilbert è a suo finaco, ha vinto in scioltezza i suoi
match fino all'incontro con Nadal. Gran match con Rafael, vince il primo
imponendo i suoi ritmi ma non sa chiudere il 2° set sciupando un vantaggio
di 4/1, rimettendo in gioco Nadal, fin li travolto. In cinque set lo spagnolo
strappa la vittoria, ma lo scozzese ha dimostrato di possedere mezzi notevoli,
un servizio potenziato e doti offensive da top player. Deve aumentare
l'autonomia al massimo livello e sarà pronto per vittorie importanti.
Haas è stato il quarto semifinalista. Bravo a battere Davydenko in rimonta,
anche se lo stop medico ha lasciato molta perplessità per l'uso ad
orologeria. Rimonta da 1/3 nel 5° ed annulla un matchpoint con coraggio,
fino alla vittoria. Bravo a non mollare, ma in semifinale, la sua terza
a Melbourne, ha subito l'onda di Gonzalez, capace di infliggergli oltre
40 winners concedendo solo 3 errori non forzati. Bravo il cileno, ma troppo
poco il tedesco, ancora una volta carente nelle strette finali dei grandi
tornei. Safin vs Roddick è stato il miglior match della prima settimana,
bella battaglia tra i due campioni, con Marat che alterna segnali confortanti
alle solite pause. Delude Baghdatis, rivelazione della scorsa edizione,
battuto da Monfils in un incontro strano, a strappi, in cui il cipriota
ha regalato troppo non sapendo interpretare i pallettoni del francese.
Ljubicic esce subito, vera delusione del torneo.
Gli Italiani? Non pervenuti, come le temperature di certe pervisioni meteo
