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Australian Open 2006: settimo slam per Federer, esplode Baghdatis!

29/01/2006

Federer settimo slam Soffre Roger Federer a Melbourne, non incanta in tutti i match con la solita perfezione a cui c'ha abituato. Però vince ancora, vince il suo secondo titolo in Australia, il terzo slam consecutivo da Wimbledon 2005, il settimo major della sua carriera. 5-7 7-5 6-0 6-2 il punteggio con cui l'indiscusso numero 1 del mondo ha regolato il giovane Baghdatis, cipriota, ex campione mondiale U18 nel 2001. Il campionissimo svizzero ha esordito vincendo nel 2006 con una comoda vittoria a Doha tra gli emiri. Nei primi tre turni a Melbourne ha passeggiato, allenamenti agonistici. Fino ad incontrare Haas negli ottavi, in un match interessante perché il tedesco è in netta ripresa, e guarda caso aveva battuto Federer nel torneo di Kooyong, esibizione in preparazione dello slam. Roger per due set disegna il campo guardingo, attento e preciso. Nel terzo una distrazione gli fa perdere il servizio, Haas fiuta il sangue ed inizia con forza bruta una rimonta clamorosa, trascinando al quinto un incredulo Federer. Lo svizzero riesce però ad elevare il suo tennis, e con un 6-2 chiude il match, ma si vedono le prime crepe nell'ingranaggio perfetto del suo gioco.

Il match seguente nei quarti lo vede opposto a Davydenko, sorprendente russo che nel 2005 era entrato di forza nei top 10. Mi aspettavo un Davydenko in netto calo nel 2006, dopo una stagione lunga e faticosa. Invece Nikolay è entrato in campo con forza, spingendo come un forsennato, mettendo a dura prova Federer con le sue risposte, con il suo pressing poderoso sul rovescio fuori palla dello svizzero. Soffre Roger, è spesso in difesa a remare. Pare lento a reagire, corto il suo tennis, non così sicura la seconda di servizio; riesce ancora a vincere approfittando di qualche incertezza del rivale in momenti chiave, come quello sciagurato doppio fallo sul set point. Federer vince ma non convince. Tutto il suo tennis pare al rallentatore, meno vigoroso, meno perfetto.

Kiefer lo aspetta in semifinale, è un tennista che gli ha sempre creato problemi con la sua tattica spregiudicata, basata sul non dar ritmo a Federer e metterlo costantemente sotto pressione sul rovescio. Ancora un match duro, in cui Roger perde un set con indecisioni e palle mal centrate, stranamente anche col suo diritto, un colpo generalmente senza macchia, una sicurezza. Tante ore in campo, tantissimi scambi soffrendo due metri dietro la riga fondo, a "remare" come un terraiolo di bassa lega qualsiasi, in balia dell'avversario. Però vince, soffre ma vince, riuscendo nei momenti importanti a tirar fuori dal cilindro il colpo del campione. Ostenta sicurezza in conferenza stampa, ma sa benissimo che non è in forma, che deve lottare per vincere, che non sarà una passeggiata in finale contro questo giovane Baghdatis, campione U18 nel 2001, e finalmente pronto per il grande tennis.

Marcos Baghdatis Baghdatis è la storia più bella di questo torneo. Un giocatore nuovo, simpatico, agile, completo tecnicamente. In grado con la risposta di prendere possesso del campo, di produrre tennis e di contrattaccare in modo vincente coi fondamentali. Gran corsa, gran cuore, ottima coordinazione, spregiudicato al punto giusto da entrare in campo col sorriso e reggere la pressione nei momenti duri dei match. Capace di stupire per i recuperi, per le accelerazioni precise con cui ha infilato Ljubicic e Nalbandian, per quella risposta con cui ha annichilito anche Roddick. Ha sconfitto contro pronostico 4 teste di serie, uscendo con forza dalla parte di tabellone più dura, rimontando contro Nalbandian un match che pareva finito più di una volta. Col sorriso, anche quando la pioggia malefica pareva voltargli le spalle proprio nella semifinale della vita mentre serviva per il match! Marcos retto tutto, la pressione di un paese che lo seguiva come un Apollo del 2000, la stampa che l'ha cercato per conoscerlo visto che era pressoché sconosciuto alle grandi platee, accettando interviste anche notturne e live con le tv di mezzo mondo. Un ragazzo bizzarro, positivo, che mi auguro possa confermarsi anche dopo queste due settimane di gloria, perché è un personaggio positivo, che per stile e gioco mi ricorda molto il primo Kuerten, che tirava senza paura sulle righe, giocando davvero per il piacere di giocare.

La finale è stato un match duro nei primi due set, a tratti spettacolare, a tratti ricco di errori forzati dal grande ritmo. Federer sempre l'ha battuto, ma sempre ha sofferto i cambi di ritmo ed i contrattacchi improvvisi. Inizio positivo per entrambi, fino al break per Baghdatis e controbreak immediato. Sale la tensione, sale anche la velocità di palla, fino al 6-5, con un pessimo game del campione elvetico che regala fiducia al cipriota. Marcos entra di brutto con la risposta, mette molta pressione a Roger che sbaglia! Primo set allo sfidante. Ancora Break ad inizio set, e palle per un 3-0 pesante! Il campione è in confusione, pare reagire con lentezza, giocar troppo fuori dal campo e remare passivamente, subire le accelerazioni di Baghdatis, i suoi improvvisi dritti incrociati che costringono Roger a correre disperato verso destra e sparare fuori. Federer reagisce, annulla i break point rischiando, inizia a ritrovarsi. Il servizio inizia a salire, il suo palleggio si fa più lungo e penetrante. Il back soprattutto è più tagliente, riesce a tener più fermo Baghdatis, fin qua esuberante in completo dominio degli spazi del campo. Federer adesso produce serie di rovesci in top molto lunghi, che gli aprono il campo, iniziando finalmente a scendere più verso la rete. Piccoli segnali di ripresa, che sfociano nel game chiave del match sul 6-5 Federer servizio Baghdatis. Il cipriota per la prima volta nel torneo inizia a sentire la pressione, non mette la prima di servizio che sempre l'aveva sostenuto, si scompone, mentre Federer con un paio di chip&charge chiude la rete con maestria. Palla set per lo svizzero, un dirtto scappa via per due dita a Baghdatis, che subisce un giusto overule dall'arbitro francese Maria, molto coraggioso nella sua decisione, corretta.

Si disunisce Marcos, forse si sente vittima di una ingiustizia inesistente, forse capisce che il giocattolo si sta rompendo e che Federer sta salendo. Lo svizzero sente il momento del match, da campione scappa via nel terzo set, imponendo finalmente quel tennis a tutto campo grazie al quale domina il circuito. Solo 30 minuti di tennis perfetto in tutta la settimana, ma sufficienti a vincere 11 games consecutivi, metter KO il rivale, metter le mani sull'ennesimo titolo dello slam. Gli ultimi 4 games sono ancora sofferti, Federer annulla ancora una pericolosa palla break, prima vincere il match, a braccia alzate, esausto mentalmente. Il pianto a dirotto, inaspettato, al momento di parlare con la coppa in mano, rivela l'umanità incredibile di questo campione, anche di umiltà. E' rimasto senza parole, lasciandosi andare e mostrando quella debolezza per l'esser consapevole di poter perdere, ancor più quando non è al massimo, come in questi 15 giorni australiani. Federer vince ancora, dimostrando la sua forza e la sua voglia di vincere nonostante una condizione non ottimale. Vince soffrendo per la prima volta in carriera, vince di grinta, non incantando, o almeno facendolo solo per alcune parti dei match.

Per il resto il torneo nella prima settimana ha fatto parlare di se soprattutto per le assenze di parecchi big, ai box infortunati, e per le premature uscite di scena di molti giovani dai quali mi aspettavo qualche acuto. Gasquet, al rientro dopo vari problemi fisici nel finale del 2005, ha beccato l'indiavolato Haas, uscendo però malamente, lottando poco. Male anche Murray, sconfitta netta, mentre nel finale della scorsa stagione aveva ben impressionato per personalità. Da Berdych, vincitore a Bercy, mi aspettavo molto di più, lo consideravo come uno dei possibile outsiders. Il tennis c'è tutto, manca ancora la continuità e forse la voglia di soffrire nelle giornate no. Male anche Monfils, finalista a Doha sconfitto da Federer. Tutte sconfitte piuttosto brutte, accomunate forse dalle difficoltà per un giovane di entrare in uno slam duro come quello di Melbourne. Tra le delusioni inserisco certamente Hewitt. Neo papà (auguroni!), lo aspettavo imballato per il tanto lavoro, ma pensavo che entrasse in forma dopo un paio di match duri. Credevo che a casa sua, dopo la finale del 2005, volesse lasciare il segno. Invece dopo un esordio difficile ha perso al secondo turno contro Chela, lottatore argentino che lo ha sfondato a suon di bordate da dietro. Male in tutti i settori del campo l'australiano. Pessimo al servizio, corto il suo tennis, poco propenso ad attaccre ed in difficoltà in difesa. Lui dice di esser soddisfatto per il rientro dopo tanti mesi di assenza. Contento lui… io sono molto deluso, mi aspettavo molto di più, lo vedevo in semifinale contro Federer, a giocarsela come a New York.

Malissimo anche Roddick, perché dopo tre match dominati col servizio è caduto malamente al primo test, il ciclone cipriota. Non ha mai davvero reagito in quel match, quando è andato sotto non ha mai trovato la chiave per girare il match. Marcos rispondeva bene, lo attaccava sul rovescio, ma anche sul diritto, ed Andy non ha reagito, non ha capito niente di quel match, continuando a mostrare quella pericolosa involuzione in cui è caduto dall'abbandono di Gilbert. Nel vano (per ora) tentativo di cercare una completezza ha smarrito anche i suoi punti di forza, quella poderosa combinazione di servizio e diritto che aveva terrorizzato molti rivali. Poi varia poco al servizio, cercando sempre e comunque di sfondare molti ormai leggono le sue prime e lo mettono in difficoltà. Haas è stato la seconda sorpresa del torneo dopo il fantastico Baghdatis. Tommy aveva ben figurato nella esibizione di Kooyong, battendo proprio Federer. E' una esibizione, ma ci sono molti big, ed a loro generalmente non piace perdere. Haas ha mostrato una condizione fisica e mentale ottimale. Spingeva come un matto, soprattutto col rovescione lungolinea: un colpo un po' meccanico, robotica nella sua macchinosità, però possente. Se lo trova gli esce piatto e velocissimo, letale per tutti i tennisti che amano spostarsi per tirare il dritto anomalo. Benissimo al servizio e combattivo come pochi, è arrivato allo scontro contro Federer negli ottavi tirato a lucido, convinto di poterlo battere, e pur perdendo ha fatto una ottima figura per come è riuscito a restar nel match, reagendo e girandolo a proprio favore per due set.

Federer con la coppa (cortesia del sito ufficiale) Bravo anche Ljubicic per come è ripartito nel 2006 dopo lo strepitoso 2005, io temevo che un rilassamento post-Davis lo facesse precipitare come condizione generale, invece ha iniziato l'anno vincendo un torneo e giocando in sicurezza fino ad incontrare Baghdatis. In quel match non è stato all'altezza, forse perché Marcos risponde molto bene, forse perché non si aspettava una simile resistenza e duttilità da parte di questo giovane prodigio. Anche lui è caduto nella ragnatela di Baghdatis, ma ha perso lottando. Positivo anche Davydenko, per il quale posso far lo stessa analisi del croato: bravo a ripresentarsi carico nella nuova stagione dopo un ottimo 2005. Ha giocato un match splendido contro Federer, attaccandolo da tutte la parti, costringendolo a giocare a ritmi folli sulla diagonale del rovescio, mancando però nei momenti chiave, quelli in cui il campionissimo svizzero è invece venuto fuori. Ultima citazione per Grosjean, recuperato fisicamente e pronto al rientro tra i big; Kiefer, finalmente autore di un gran torneo in uno slam, e prima semifinale importante dopo molti anni di grigiore. E Santoro, arrivato a 33 anni suonati ai quarti di uno slam per la prima volta, incantando il pubblico con le sue arcaiche magie.

Due parole per i nostri giocatori, purtroppo molto deludenti. Male, tutti fuori al secondo turno, ed è un peccato perché nei primi tornei dell'anno nel nuovo continente i vari Volandri, Bracciali e Seppi (vincitore di Hewitt a Sydney!) avevano un po' illuso.
Amelie! finalmente uno slam Tra le ragazze vittoria della Mauresmo, il suo primo slam in carriera dopo tante delusioni. Fortunata, per aver approfittato di tre ritiri, tra quello quello della Henin in finale. Anche se, ad essser un po' maligni, stava dominando Amelie, ed il ritiro non è piaciuto a molti. Brava Martina Hingis, che è rientrata nel tour mostrando il solito tennis elegante e geometrico con cui aveva dominato per un paio di stagioni il tennis prima dell'avvento delle sorellone. Probabile che presto la vedremo competitiva per le vittorie con contano, attenzione a Martina a Wimbledon.. Complimenti alla nostra Schiavone, che ha giocato alla grande arrendendosi solo alla sua bestia nera Kim Clijster, contro la quale ha giocato ugualmente una partita eccellente. E' ormai a ridosso delle top10, e continuando così sarà forse la prima italiana a raggiungere questo prestigioso traguardo. Torneo senza grandi incontri a dire il vero, con parecchie ragazze in cattive condizioni fisiche, come dimostrano i molti rititi di alcune favorite. Delude la Sharapova, che se costretta a ragionare perde spesso la misura, e la testa.

A consuntivo, il torneo è stato ricco di alti e bassi. Troppi big assenti, delusioni dai giovani presenti, ma la seconda settimana ci ha regalato tanti match combattuti; abbiamo scoperto questo Baghdatis che mi auguro non sia una meteora, e Federer continua la sua marcia verso il titolo di giocatore più forte di sempre, raggiungendo Sampras come numero di titoli dello slam vinti a pari età.


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