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Amburgo 2005: Federer batte Gasquet, terzo titolo in Germania per il numero 1

15/05/2005

Federer fa il tris in Germania (cortesia sito ATP) Nel freddo di Amburgo Federer conferma il titolo della passata stagione, vendicando in finale la sconfitta subita a Montecarlo dal divino emergente Gasquet. E' il terzo trofeo tedesco in quattro anni, il terzo Masters Series stagionale per un Federer che si dimostra competitivo anche sulla terra. Dopo aver saltato Roma per un problema al piede, Roger sfida gli specialisti al Roland Garros. E' il suo vero obbiettivo stagionale insieme alla conferma a Wimbledon.

Il torneo era partito con un tabellone sontuoso. Mancava Nadal, a curarsi le piaghe rimediate a Roma, e Hewitt, infortunato da tempo. Però c'era Federer, e non è poco. Peccato che molti dei migliori siano usciti troppo presto. Roddick, Agassi, Nalbandian, tutti usciti subito. Safin perde ancora da Ferrero, come a Montecarlo, nonostante Hamburg sia uno dei suoi tornei preferiti. Esce subito anche Ferrer, dopo due mesi grandi prestazioni. E' un torneo delle sorprese, in cui molti qualificati avanzano. Amburgo è un torneo particolare. Ci ha regalato spesso finali bellissime, come quelle vinte da Medvedev negli anni '90, o come quella incredibile del 1999 tra un giovane Safin ed il fortissimo Guga Kuerten di quegli anni, 5 set intensi, ben giocati, per quello che fu forse il miglior incontro dell'anno.

Nel freddo della primavera teutonica, tra grandinate copiose, venti gelidi, termocoperte per scaldare gli avventurosi spettatori, spesso si gioca un tennis anomalo, non da terra battuta. Il campo è rapido, probabilmente per colpa di un fondo diverso dagli altri tornei europei. Inoltre si gioca spesso col tetto chiuso, per riparare i poveri atleti dall'inclemente meteo tedesco; ed anche quando il tetto è aperto, la tensiostruttura fissa rende il campo un semi-indoor, ben riparato dal vento, con un suono più ovattato. Piccole cose, ma che creano delle condizioni di gioco anomale, completamente diverse da quelle del Roland Garros. Non è un caso quindi che difficilmente i tennisti vincenti in Germania si ripetono anche sulle sponde della Senna.

Seppi sorpresa di Amburgo Questa edizione 2005 sarà ricordata come il miglior torneo per i nostri giocatori dai tempi di Panatta & C.! Due italiani contemporaneamente nei quarti di finale in un evento così prestigioso, inimmaginabile pochi mesi fa un risultato del genere. Tutti ci auguravamo che Volandri riuscisse ad avanzare finalmente nei tornei importanti, ma i dubbi c'erano. Manca Parigi, ma per ora Montecarlo e Amburgo ci hanno regalato un Volandri competitivo, in crescita, determinato. Seppi ha giocato e vinto di slancio le qualificazioni, trovando un buonissimo primo turno contro Schuettler. L"Arbeiter", ex numero 4 del mondo, è ormai un tennista consumato, in evidente declino. Seppi è entrato in campo deciso, ha un po' tremato in qualche momento, ma per fortuna ha portato a casa l'incontro. La vera sorpresa è stato l'incontro di secondo turno contro Canas, irriducibile fighter delle pampas argentine, numero 10 del mondo questa settimana. Vittoria in due set per Seppi! Clamoroso, davvero lo credevo chiuso, anche perché contro Nadal a Roma l'argentino aveva ben figurato, pur perdendo contro la furia indemoniata dello spagnolo. Non ho visto il match, relegato su di un campo laterale; ho letto che Andreas ha scardinato Canas a forza di accelerazioni di diritto che buttavano fuori campo il rivale, consentendogli di entrare poi col rovescio e chiudere il punto. Lo stesso altoatesino ha dichiarato di aver giocato probabilmente il suo miglior match di sempre. Volandri invece al secondo turno ha vinto contro un Feliciano Lopez evanescente nei momenti caldi del match.

Il giovedì c'è stato il vero trionfo, quando Seppi ha battuto Novak, non più il tennista del 2002 ma ancora un valido giocatore; Volandri ha invece vinto contro Grosjean, ottimo scalpo, anche il francese è in evidenti difficoltà tra infortuni e presunti problemi personali. Sono sempre match difficili, perché Grosjean ha un gioco simile a quello del nostro giocatore, con più talento ed esperienza. Però bravo Filippo a giocare determinato e non concedere molto al francese, ha vinto Volandri, non ha perso Grosjean. Finalmente in Italia si parla ancora di tennis, i nostri vincono, c'è un certo risveglio anche sui media nazionali! Peccato per il venerdì, quando i nostri giocatori hanno entrambi perso. Troppo forte Gasquet per Seppi, in meno di un ora di tennis il francese ha mostrato lampi di classe troppo cristallini per il nostro Andreas. Forse l'altoatesino con un servizio più incisivo avrebbe potuto tenere di più il pallino del gioco, ma onestamente il Gasquet di questa primavera gioca con le ali ai piedi e con un talento enorme, tanto da essere pericoloso anche per Re Federer.

Volandri Volandri ha invece perso un match difficile ma possibile contro il russo Davydenko per 7-6 6-4. Un primo set bruttino come tennis, molta lotta e tensione, finito in un tiebreak contestato dal nostro giocatore per un errore grave che gli ha fatto perdere un punto determinante, anche se era molto difficile da vedere (era proprio al limite). Purtroppo è successa la peggior cosa che poteva succedere al nostro Volandri perchè in un match così tirato esser lì al 101% di testa era la chiave per vincere. Con quell'episodio sfortunato è andato un po' via di testa, creandosi anche un alibi per la sconfitta. Doveva invece trovar ancor più forza e rabbia per l'ingiustizia subita, riuscendo a convertire in forza tale affronto. Onestamente è difficile reagire così, proprio nel pieno della bagarre agonistica. Tuttavia se guardiamo il match ai punti estrapolando questa parentesi sfortunata, il russo ha tenuto i suoi servizi mediamente con più freschezza e sicurezza, quindi penso che la vittoria di Davydenko sia legittima. Inoltre Volandri ha fatto un errore tattico: oggi il russo era più in palla nella pura spinta di ritmo. Filippo non ha quasi mai sporcato la palla per farlo correre sulle diagonali strette, cosa che invece sa fare molto bene, forse a velocità minori o quando ha un maggior controllo dello scambio. A volerla dire tutta, non mi ha soddisfatto l'atteggiamento di Davydenko nell'episodio incriminato. Da come ha reagito all'istante, era più che sicuro che quella palla maledetta fosse buona, s'è visto subito. Però non ha chiamato con decisione l'arbitro, invitandolo a cambiar giudizio, come aveva fatto Volandri in precedenza su di una palla meno importante. Non do dello scorretto al russo, il giudizio l'ha chiamato (sbagliando) l'arbitro. Però poteva dimostrarsi un signore, e non l'ha fatto.

Per il resto, Ferrero sconfigge ancora Safin, come a Montecarlo, proponendosi a buoni livelli, ma ancora lontano dal Ferrero che conoscevamo, tanto da aver perso al turno successivo. Manca la lunghezza di palla, il ritmo forsennato che stroncava i rivali. A tratti si vedono progressi importanti, ma c'è ancora da lavorare, se mai ritornerà quel Ferrero. Discreto torneo per Coria, che ha però perso ancora contro Federer, come nella finale dell'anno passato. Federer si è dimostrato superiore: di puro contrattacco Coria non batterà mai Roger, che tiene in mano il gioco per chiudere alla prima occasione. Splendido torneo per Christope Rochus, fratello "scarso" di Olivier. Ha passato le qualificazioni, ha battuto molto giocatori forti sino alla semifinale, schiantato contro lo strapotere di Gasquet.

Gasquet con il suo splendido rovescio Il francese è ormai un giocatore competitivo al massimo livello sulla terra. Ha giocato dei match incredibili, distruggendo i rivali a furia di accelerazioni fulminanti, varianti imprevedibili, una completezza a tutto campo notevole, seconda solo a Federer oggi. In finale è arrivato un po' più teso, consapevole di poter battere Federer dopo il precedente di Montecarlo, ma anche sapendo che il numero uno avrebbe giocato un tennis diverso, più razionale. Gasquet ha mostrato una notevole difficoltà ad impattare con la risposta di rovescio i servizi alti, kick, di Federer. Con l'intenzione di anticipare molto il colpo per non perdere campo, Gasquet finiva per colpire la palla malamente, giocando troppo di polso e non potendo così contenere il vivace spin della palla incidente. Il risultato sono stati decine di errori, del tutto gratuiti, una manna per Roger che ha sfruttato questa soluzione in parecchie situazioni complicate. Gasquet ha cercato così di difendersi, per non indietreggiare troppo aprendo il campo a Federer. Tatticamente la soluzione era corretta: Federer è difficile da contenere e Gasquet è un fenomeno quando comanda il gioco, meno se è messo dietro ad arrancare sulle accelerazioni. Deblicker dovrà lavorare molto su questo aspetto, soprattutto in vista della stagione sul cemento, dove tale tipo di servizio è il più usato dagli specialisti del duro. Anche contro Nadal soffrì non poco su questo tipo di soluzione nella semifinale di Montecarlo. Deblicker ha per le mani un materiale grezzo bello come un diamante, se lo saprà plasmare con cura, questo diamante splenderà per anni, regalando gioie a chi ama quel tennis istintivo, a tutto campo, talentuoso.

La finale ieri ha vissuto su colpi mirabili e tanti errori. un po' diseguale, con altissimi e bassissimi. Gasquet non ha mai rischiato di rientrare davvero in partita, Federer è parso sempre in controllo, molto concentrato, temeva il francese, sapendo che il piccolo fenomeno ha il punch, il tennis per metterlo sotto. Richard è un talento strepitoso, a me luccicano gli occhi a vederlo eseguire certi rovesci, certi schemi, è uno spettacolo puro. Sfruttando l'effetto sorpresa sconfisse Roger a Montecarlo, ma oggi lo svizzero è entrato in campo sapendo molto bene quel che doveva fare, e l'ha fatto. Durante la premiazione (fin troppo lunga, con Becker a far da cerimoniere) un sollevato Federer ha dispensato molti complimenti al suo giovane rivale, ricordando con un pizzico di scaramanzia la paura per l'esito della finale, visto il precedente di Montecarlo e soprattutto la storia di questo strano torneo tedesco, in cui ben tre volte un qualificato finì per aggiudicarsi il titolo a sorpresa. Nonostante la conferma di ieri io non inserisco Federer tra i primi 5 favoriti per Parigi. Se il tabellone lo assiste i quarti di finale sono un traguardo possibile, e li vedremo quanta benzina ha, e che giornate di servizio trova. Federer per me potrà un giorno vincer Parigi soltanto se trova due settimane in cui serve così bene da non esser attaccato da suon di top sul rovescio.


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