22/10/2005
La mia recensione del nuovo lavoro dei Depeche Mode, dopo 4 anni di
silenzio. Un ritorno in grandissimo stile, potente, cupo, per un album
che sarà una punto di riferimento della musica dark elettronica del nuovo
secolo. Stupiscono ancora i Depeche! Exciter era stato un album contrastato,
con buone melodie ma troppo soft, troppo delicato. Mancava di quella potenza
depechemodiana che li ha forgiati in anni di carriera musicale. Playing
the Angel è invece nato sotto stelle diverse. Non più la serenità a cavallo
dei due secoli che aveva preceduto la costruzione di Exciter, ma tanti
problemi personali ed i due lavori solisti di Dave Gahan e Martin Gore.
Mesi fa, soltanto leggendo la track list, mi sono esaltato, esclamando
"i Depeche stanno tornando!". Tutto faceva presagire un album sofferto,
cupo, che parlava di dolore, conflitti, fede, rapporti personali contrastati.
Ho visto giusto, Playing the Angel è un piccolo capolavoro! Un album forte,
pesante, minimale nella ricerca di suoni e rumorosità azzeccate. Il tutto
con testi profondi ed introspettivi. Non una canzone banale (forse i want
it all che resta un po' indietro), l'album si ascolta con attenzione,
ti da un pugno allo stomaco e ti coinvolge con atmosfere dark, misteriose.
Non un lavoro orecchiabile, si necessitano alcuni ascolti per apprezzarne
a pieno melodie dissonanti, ricche di semitoni dark. Ecco una veloce analisi
brano per brano
1) A Pain that i'm used to esordisce con sirene angoscianti, per poi passare
ad una base cupa in pieno stile DM. Ottimo il chorus ed il tema della
canzone, che fa subito capire come sarà il resto dell'album. Ottima la
base ritmica, corposa, perfetta la combinazione tra i riff di chitarra
e la rumorosa elettronica, buona prova vocale di Dave e Martin, eccellente
brano di apertura.
2) John the Revelator è la sorpresa dell'album. Brano corto, coinvolgente,
che cresce impetuosamente fino ad un chorus che dal vivo sarà devastante
con quel "seven lies multiplied by seven…", erano anni che i DM non presentavano
un pezzo così forte, ritmicamente scandito per farti ballare ed urlare.
Brano elettronico con scelta sonora tipica dei Depeche.
3) Suffer Well è il primo brano scritto da Dave ed inserito in un album
dei DM. Sorprendente, perché senza leggere nel booklet non diresti che
il pezzo non è di Martin. Melodie ottime, semplice la struttura ma il
pezzo è decisamente catchy, lo ascolti e ti viene voglia di ascoltarlo
ancora! Uno dei brani più orecchiabili dell'album, per staccare tra la
travolgente forza della seconda canzone e la pesantezza di The Sinner
in Me
4) The Sinner in Me è il brano più pesante e cupo di Playing. Bellissimo
il gioco tra le due voci di Dave e Martin, un basso cupo ed ipnotico accompagna
la melodia sinuosa del brano. Una pausa centrale con forti rumorosità
spezza la canzone in due, aumentando l'inquietudine che ti lascia. Bellissimo
il testo, uno dei migliori dell'intero album. I Dark sobbalzeranno sulla
sedia ascoltandolo…
5) Precious è il primo singolo estratto. Buona scelta, perché è un brano
carino, molto ben costruito melodicamente, che ti resta in testa immediatamente
e ti fa venir voglia di canticchiarlo. Quella schitarrata a metà brano
è una novità, bellissimo l'intreccio con la melodia della tastiera e come
riparte il canto. Ottima canzone, un po' per tutti in pieno stile DM di
fine anni 80
6) Macro è il primo brano cantato da Martin in questo album. Curiosa canzone,
costruita con una parte elettronica minimale e sofisticata, ed anche il
canto è particolare, con tonalità inconsuete per le corde del songwriter.
Esce una canzone bella, particolare, non facilissima, ma per palati fini
depechemodiani!
7) I Want It All è il brano che mi convince meno. Secondo pezzo di Dave,
pare uscito direttamente da Paper Monster, il lavoro solista di Gahan.
Canzone un po' scontata, troppo soffusa, non sta bene con il resto dall'album.
Forse andava prodotta in modo diverso, ma anche il canto non mi convince.
8) Nothing Is Impossibile è il terzo brano scritto da Gahan, nettamente
migliore della canzone precedente. L'unico aspetto che non mi piace troppo
è l'eccesso nell'effetto alla voce di Dave, ma il testo è bello, l'elettronica
perfetta. Questo brano sta bene nel complesso dell'album, fredda ed ipnotica
9) Introspective è un intermezzo musicale, breve, non particolarmente
interessante, ci sono canzoni davvero notevoli nell'album, di altro spessore
10) Damaged People è il secondo brano cantato da Martin. Eccellente canzone,
pare uscita da Counterfeit2 (il suo album solista dell'anno passato) come
stile musicale. Una piccola chicca, soffusa, sofferta, quasi un sussurro
disperato con un crescendo musicale stupendo, forse il pezzo con la miglior
ricerca sonora in tutto l'album. Brano completamente elettronico, di grandissimo
impatto emotivo.
11) Lilian è con Suffer Well e Preciuos una delle canzoni più ascoltabili
dell'album, meno cupa ed ossessiva. Si regge sul cantato di Dave e scorre
via liscia, leggera, e ci sta bene all'interno di un album così cupo e
sofferto
12) The Darkest Star chiude l'album con un altro pugno allo stomaco. Contiene
la frase Playing the Angel che da il nome all'album. Sei minuti di musica
avvolgente, ti lascia ancora inquieto dopo oltre 50 minuti di musica,
buona chiusura di un album bellissimo.
Come commentare nel complesso questo album? Ascoltatelo, non è un disco
per tutti. Ma non vi lascerà indifferenti. Odierete la sua cattiveria,
la sua potenza, oppure amerete la sua suadente malinconia. I Depeche Mode
sono tornati, alla grande.
