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Nicolas Lapentti

28/07/2006

Nicolas Lapentti Noto con piacere questa settimana le vittorie di Lapentti al torneo di Kitzbuhel, un piccolo ritorno dopo molti problemi fisici ed un appannamento generale che l'avavano fatto crollare in classifica. L'ecuadoregno è giocatore uscito troppo presto dal giro che conta, un peccato visto il suo buon talento tecnico. Nel panorama spesso sconfortante degli arrotini lui era (diciamo è) un tizio bizzarro, con una mano molto docile ed un braccio assai educato, versatile, capace di giocare colpi molto vari e cambiar ritmo e schemi al match.

Il suo dritto non camminava tanto in relazione alla velocità di esecuzione del colpo, magari per un eccesso di spin impresso alla palla; ma quando vuole è in grado di colpi più piatti e penetranti, definitivi anche su terra. Swing ampio, spezzato nell'istante precedente della fase attiva che attraversa la palla, con un buon uso del gomito e del polso per dare la correzione definitiva alla traiettoria della palla. Vigorosa la chiusura, per uno spin vivace e cross notevoli per precisione. Il rovescio di Nicolas è buono, bimane, giocato più di precisione che di forza, ottimo nel cercare il contropiede lungolinea, ma a volte perde il controllo del colpo, in genere meno sicuro del drittone con cui varia di più il gioco e domina il campo. Buono anche il servizio, più per capacità di variazione che per la potenza. Questa è la caratteristica del tennis di Nicolas, quella di dar l'impressione di giocare al rallentatore, al gatto col topo, per poi accelerare improvvisamente e sorprendere il rivale in contrattacco. Pare quasi lento in campo con quel passo falpato, ma poi con le lunghe leve ed un ottimo piazzamento riusciva nei momenti migliori a corprire bene tutta la riga di fondo, scivolando in sicurezza per controllare anche i passing più estremi.

Penso che potesse vincere di più nelle sue annate migliori, anni in cui il suo tennis vario su terra era ottimo per infastidire il pressing di Ferrero, che odiava chi gli proponeva molte variazioni, ed anche le accelerazioni di Kuerten, dominatore sul rosso a cavallo tra i due secoli ma che pativa il tennis di Nicolas. Probabilmente mancava di una cattiveria agonistica totale, quel surplus che è indispensabile per andare oltre ai propri limiti ed imporsi contro i top player. Il miglior risultato in carriera resta la semifinale agli Australian Open 1999, torneo in cui riuscì a vincere vari match tirati, giocando con il piglio del campione che poteva essere.

Nicolas Lapentti Chiccherato di bella vita, infortuni seri, magari poca volontà di soffrire per un ragazzo nato e cresciuto nella buona borghesia del suo paese a Guayaquil (il padre è un famoso politico nazionale e la madre è stata la Miss del paese, ed anche lui piace molto alle ragazze). Noto più per i suoi flirt clamorosi (Kournikova su tutte) che le sue poche vittorie di alto livello, fece una piccola apparizione, fugace, tra i top10 nel 1999 chiudendo l'anno all'8° posto, per poi calare dal 2001. Indianapolis nel '99 la vittoria più prestigiosa. Non credo che sia in grado di tornare ai massimi livelli, ormai trentenne e da un paio di stagioni fuori dal giro dei grandi tornei, ma lo saluto con piacere, ricordando diversi bei match a cui avevo assistito, anche dal vivo. Vi assicuro che era un spettacolo vederlo in allenamento cambiar continuamente ritmo e tagli senza perdere di lunghezza e controllo del colpo,il tutto con un sorrisone sempre stampato sul volto, magari contemplendo qualche bellezza locale a bordo campo tra un colpo e l'altro...


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