19/06/2006
Il francese Nicolas Escudè ha annunciato il proprio ritiro dal tennis
agonistico per il persistere dei problemi alla spalla che ne hanno limitato
prima e bloccato poi l'attività negli ultimi 2 anni. "il mio corpo non
regge più, non riesco a recuperare, meglio dire basta". L'highlight più
importante della sua carriera è stato certamente il contributo decisivo
per la vittoria, storica, della Francia in Coppa Davis nel 2001 contro
l'Australia, finale disputata proprio in casa dei "canguri" sull'erba,
con gli aussie nettamente favoriti, giudati dal miglior Hewitt fresco
vincitore del Masters.
Classe 1976, soprannominato "Picasso" per gli angoli acuti del suo volto,
esibiva spesso espressioni sofferenti, di un'inquietudine propria di animi
sensibili e creativi. Proviene da una famiglia di sportivi, con il fratello
calciatore che ha militato nella nazionale U21. Ha deliziato per anni
gli appassionati con un tennis di altissima qualità tecnica, fatto di
accelerazioni con entrambi i fondamentali, discese a rete sapienti, tocchi
di classe. Non un muscolare, anzi quasi deperito rispetto alla media dei
forzuti della racchetta, vinceva i suoi match con astuzia ed un tennis
a tutto campo. Completo in ogni settore del gioco, non aveva lacune tecniche
di rilievo, e questo gli permetteva di giocar bene su ogni superfice,
anche se l'erba ed indoor esaltavano la fluidità dei suoi colpi e la capacità
di giocare al meglio sui rimbalzi bassi. Notevole il suo rovescio, un
movimento davvero fluido, bimane, con cui disegnava il campo e lasciava
partire colpi definitivi, nascondendo benissimo la traittoria ai rivali.
E' stato uno dei pochi tennisti bimani della nuova generazione a possedere
anche un colpo d'approccio ad una mano eccellente. Dotato di un servizio
interessante, seguiva spesso a rete le sue aperture di campo, e nei pressi
del net chiudeva volee sia di tocco che di forza.
Il fisico è sempre stato il suo tallone d'achille. Il suo corpo troppo
fragile non gli ha mai permesso di disputare una stagione intera senza
patire qualche problema, soffrendo infortuni di ogni tipo, e molti mesi
di stop. Da junior ne parlavano un gran bene, tanto da decidere di farlo
esordire al Roland Garros a soli 17 anni. Il fato maligno parlava tedesco,
con le poderose sembianze di Boris Becker, che lo sconfisse sul centrale
in modo così traumatico (due 6-0) che passarono mesi prima che il piccolo
Escude riuscisse a superare un impatto così duro con il mondo dei campioni
della racchetta e riproporsi competitivo. La sua carriera è sempre stata
in altalena, con qualche ottimo risultato alternato a momenti bui. Così
la sua classifica non è mai stata stabile, con punte a ridosso dei top
15 e momenti sconfortanti, nel limbo dei giocatori mediocri. Ha vinto
in carriera 4 titoli, il primo a Tolosa nel 1999, poi due edizioni di
Rotterdam e l'ultimo a Doha nel 2004. In coppa Davis ha dato il meglio
di se, in quella storica finale 2001, e con un bilancio in singolare di
13 vittorie e solo 3 sconfitte. In un tennis dominato da atleti muscolari
senza alcuna creatività, personalmente mi mancherà il suo gioco leggero,
vario e divertente.
