05/06/2007
In questa primavera 2007 contraddistinta da un certo risveglio del tennis
italico grazie alle ottime prestazioni di Volandri e Starace nei tornei
europei sul rosso, è certamente da segnalare la crescita esponenziale
a livello junior del nostro Matteo Trevisan. Il 18enne da Pontedera (ma
nato a Firenze) sta vivendo un momento eccezionale per risultati e crescita,
seguito dal suo maestro personale Matteo Catarsi e da tutto lo staff del
centro tecnico di Tirrenia con la supervisione attenta di Renzo Furlan
e Christian Brandi. Dopo la trasferta agli Australian Open, s'è concentrato
per diverse settimane sul lavoro fisico e sul campo con qualche tentativo
nei futures italiani. E' tornato a disputare tornei junior di categoria,
sbaragliando il campo, con 3 tornei disputati e altrettante vittorie:
la prima in Costa Azzurra a Beaulieu sur Mer, in cui ha ceduto solo un
set al tiebreak in tutta la settimana; poi l'ottima settimana a casa sua
in quel di Santa Croce dove s'è formato tennisticamente, fino alla splendida
affermazione nel Bonfiglio di Milano, un Grade A, il massimo livello per
un torneo junior.
Questo filotto di successi l'ha issato al vertice del ranking mondiale
under18, scalzando il francese Eysseric che sta giocando tornei internazionali
(ed è diventato sparring ufficiale di Federer su terra in vista del Roland
Garros). La vetta del ranking junior non è garanzia di un futuro campione
tra i professionisti, purtroppo spesso il passaggio "al piano di sopra"
è quello decisivo e più complesso. Però è una ulteriore conferma delle
qualità del ragazzo e del buon lavoro svolto su di lui.
Come tennista Matteo possiede qualità interessanti su cui costruirsi punti
di forza per sfidare i professionisti. Sicuramente il diritto per potenza
e precisione è già un colpo da professionista, e di buon livello. Mi ricorda
un po' quello di Pescosolido, non tanto per la meccanica esecutiva (che
è diversa), ma per la capacità di tirare una frustata con un movimento
brevissimo anche su di una palla completamente senza peso, qualità questa
non comune. L'apertura è breve, con la palla in avvicinamento. Non fare
una vera ovalizzazione con la testa della racchetta, che invece va abbastanza
dritta dietro per poi correre in avanti nell'impatto entrando sulla palla,
per un impatto secco e piuttosto piatto, deciso. La testa della racchetta
finisce alta nello slancio in avanti, con un uso del polso non eccessivo.
La palla fila via liscia in accelerazione, veloce e sicura. Però ha la
tendenza ha scappargli per la tangente quando cerca la soluzione anomala
da destra, quella che predilige, perchè tende a giocar tutto il movimento
piuttosto frontale, e quindi basta un minimo ritardo nell'impatto e nella
chiusura per far scappare la palla di lato. Gesto buono, naturale e che
non va stravolto, ma una correzione in questo aspetto è necessaria per
dar maggior sicurezza nelle fasi di spinta. Salta moltissimo nel colpire,
mantenendo ugualmente un buon equilibrio e controllo grazie al talento
ed alla sensibilità, però questa poca aderenza potrebbe esser un altro
limite alla lunga, anche per le articolazioni così molto sollecitate.
Il rovescio bimane è un colpo di scambio, con cui cerca meno la soluzione
vincente. Tende a giocarlo saltando, per compensare il lift del rivale,
ma perde di spinta con questa meccanica. Tuttavia la palla gli esce abbastanza
bene e non così corta, ma è certamente il fondamentale meno sicuro. Non
usa molto spesso la soluzione tagliata ad un mano, aspetto tattico su
cui credo dovrà lavorare, perchè con un buon taglio angolato potrebbe
aprirsi il campo per poi entrare di forza con la sua notevole accelerazione
di dritto; oggi tende a rigiocare un colpo di rovescio in cross, sicuro
ma attaccabile. Da migliorare anche la sua posizione a rete, mentre è
rapido ed agile nel correre in avanti. Il tocco di palla sul net è buono,
ma tende e privilegiare un tocco corto ad una chiusura decisa, classico
retaggio infantile di chi è nato e cresciuto sul rosso. Matteo dice di
preferire i terreni rapidi per sfruttare al meglio le sue accelerazioni,
quindi sarà importante aggiungere sicurezza alle chiusure sotto rete.
Il servizio è buono per essere un diciottenne non altissimo. Trevisan
nella fase di attesa prima di servire prende una posizione quasi "Edberghiana"
con la racchetta parallela al terreno e le gambe aperte in avanti. Inizia
il movimento piegandosi molto al momento del lancio di palla, sbilanciadosi
in avanti. Le gambe elevano tutto il corpo verso la palla, lanciata ben
alta sopra spalla, ed una frustata notevole del braccio accompagnata da
tutto il corpo fa esplodere un primo servizio piatto veloce, più sicuro
nella soluzione centrale che angolato. La seconda palle è invece più lavorata,
ma sicura. La sensibilità in generale è buona, anche se tende a spingere
più che costruire una trama di gioco. Ha mezzi per giocare un tennis con
più variazioni, visto che sa accelerare benissimo e cambiar ritmo anche
su palle lente o molto lavorate del rivale. A volte però pare indeciso
nell'entrare deciso nel campo, soprattutto quando gli arriva una palla
complessa sul rovescio. In quelle situazioni potrebbe girarsi sul dritto
e sparare in sicurezza, mentre ancora tende a giocare un colpo più interlocutorio
che fa allungare lo scambio. Altro aspetto che andrebbe migliorato, perchè
con la sua grande capacità di accelerare anche su palle "morte" dell'avversario
è inutile che allunghi di molto lo scambio, stancandosi e rischiando errori
di palleggio, quando potrebbe prendere prima l'iniziativa.
Mentalmente è un lottatore, anche se vedendolo parlottare con se stesso
darebbe l'idea di un tipo un po' bizzarro e svagato. Tutt'altro! Resta
molto agganciato al match, come dimostrano i tanti match vinti punto su
punto, rimontando e soffrendo. Segno anche di una ottima base fisica che
lo fa restar lucido e combattivo anche dopo varie ore di gioco. Emblematico
il 3°set della finale di S.Croce contro Lopez, quando perso il 2° set
e fattosi rimontare nel 3°, era andato un break sotto nelle fasi decisive.
Tutti a bordo campo lo davano per spacciato contro il vigore di Daniel
Lopez. Invece Matteo è rimasto in campo, focalizzato sul suo tennis, rimontando
il break decisivo e chiudendo la finale a suo favore. Trevisan è oggi
il nostro miglior prospetto per il prossimo futuro. I mezzi ci sono, sarà
fondamentale il passaggio da junior ai primi tornei professionistici,
passaggio che andrà gestito bene, per gradi, e che non credo vada rimandato
ulteriormente.
