02/10/2005
Stamani durante la finale del torneo di Bangkok ho osservato con attenzione
il tennis del giovane tennista scozzese Andy Murray, diciottenne affacciatosi
quest'anno al grande tennis con risultati interessanti. Già un buon fisico
per la sua giovane età, un piglio da fighter con una intelligenza tattica
interessante se rapportata all'inesperienza. Il servizio è buono, abbastanza
fluido e con una fase di caricamento discreta. La palla piatta già viaggia
oltre i 200kmh, anche se deve migliorare la varietà, con effetti diversi
e con più efficacia nelle soluzioni ad uscire.
La cosa che più mi impressiona del tennis di Murray è la buona velocità
di esecuzione, col diritto soprattutto. Il movimento è "moderno", un buon
top di controllo, giocato piuttosto frontale e con un piegamento delle
gambe non accentuato. Però è capace di accompagnare bene anche le palle
basse raccogliendosi sui rimbalzi bassi, ricercando bene la palla con
le gambe ed allungando il movimento del braccio-racchetta per tirar su
in assoluto controllo la palla, giocandola anche lunga, in sicurezza.
In questa esecuzione il lavoro delle ginocchia è interessante, si pone
maggiormente di lato, più classicamente. Questo dimostra una buona scuola
ed una eccellente impostazione perché molti dei ragazzi che si affacciano
oggi sul circuito sono potenti colpitori, ma gestiscono male questa soluzione
di controllo perché sono cresciuti sul ritmo, sul picchiare duro su alti
rimbalzi attraversando la palla con un forte topspin, ma governano molto
male le palle senza peso, basse, in cui si deve lavorare in modo diverso
per tirarle su. Ottimo l'uso del polso di Andy, per correggere all'ultimo
istante il colpo.
Murray gestisce bene tutti gli angoli col diritto, riesce nello stesso
scambio a cambiare direzione della diagonale, anche in corsa, con un ottimo
controllo. Oggi aveva di fronte Federer, non il primo arrivato, e spesso
ha messo in difficoltà Roger sul suo diritto magico quando lo scambio
in velocità si giocava sul diritto dopo alcuni scambi di rovescio. Il
tocco di palla è buono, ma resta soprattutto un colpitore a tutto campo
che non disdegna di avanzare per prendersi i suoi punti a rete. Alcuni
tocchi sotto rete stamani sono stati eccellenti, non mi aspettavo tale
controllo e sicurezza. Murray è ancora molto sbilanciato tra diritto e
rovescio. Col rovescio bimane è capace di una discreta spinta, meglio
se prova la botta piatta; però quando deve difendere finisce troppo dietro,
perde controllo e gli escono palle un po' corte, facilmente attaccabili
dal rivale. Forse per questo lo scozzese tende ad imporre il proprio ritmo
ed a controllare lo scambio, perché in difesa escono maggiormente le lacune.
Nelle fasi intermedie dello scambio regge bene, con una lunghezza di palla
buonissima e senza concedere campo al rivale; quando viene messo proprio
sulla difensiva allora soffre un po', nonostante la buona corsa ed un'ottima
capacità di coordinarsi in corsa. Il rovescio ad una mano è buono per
un ragazzo nato bimane, anche la capacità di approccio alla rete è sicura,
anche se la posizione sotto rete è lacunosa, istintiva. Li si può molto
migliorare, e visto il DNA inglese penso che possa diventare sicuro sotto
rete.
Altro appunto che gli faccio è quello di perdere il controllo dei colpi
quando tenta una eccessiva spinta saltando. Murray ha una ottima coordinazione
e spinta quando ha buona aderenza. Invece se tenta uno strappo potente,
andando in eccessiva rotazione col dritto, perde il controllo nettamente
perché eccede nella rotazione, il mulinello del braccio fa uno slancio
eccessivo, la palla finisce lunga e larga allo stesso tempo, partendo
per la tangente. La testa pare quella di un tennista vero per la sua giovane
età. Nelle dichiarazioni di stamani mi è piaciuto: "Ho giocato un match
solido, vincendo i punti quando ho potuto, lui è più forte…". Ottima fotografia
del match contro Federer, Murray non ha regalato nulla, anzi è riuscito
a strappare il servizio al numero uno nell'unica pausa che ha concesso.
Con Henman in netto declino, tra l'età che avanza ed una schiena un po'
malandata, gli inglesi hanno trovato un giovane giocatore che ha tutto
il potenziale per entrare con forza nel tennis che conta in breve tempo.
Non ha il classico stile inglese, non è un attaccante nato sull'erba Murray,
è un giocatore più "moderno", impostato in modo yankee. Sicuramente la
sua tecnica lo dovrebbe rendere competitivo su tutte le superfici. La
sua determinazione, la lucidità che dimostra nel leggere la partita e
la buona completezza nei colpi sono armi importanti per competere ai massimi
livelli.
