22/02/2005
Ho osservato con attenzione questo ragazzo in un paio di match, a distanza
di qualche mese, restandone fortemente colpito per motivi soprattutto
tecnici. Questo giovanissimo boemo produce tennis con una leggerezza sorprendente
per un atleta dotato del suo fisico. L'ATP parla di 193 cm per 88 kg di
peso; non sono pochi da spostare e coordinare nel tennis moderno, dove
la palla corre davvero forte e dominano hardhitter con gambe molto rapide.
La sua capacità di muovere tutto il corpo in modo così fluido, elegante
ed efficiente è davvero incredibile. Non si avverte quasi mai una sensazione
di strappo, di slancio eccessivo, il tutto è fatto in modo composto, con
una continua accelerazione di tutto il corpo nel gesto tecnico, e sottolineo
in tutti i gesti tecnici! È questa la rarità del giocatore: servizio,
risposta, dritto, rovescio, in tutte le fasi di gioco Berdych riesce a
coordinarsi molto bene, eseguendo uno swing molto composto, in continua
e graduale accelerazione, senza mai uno strappo, senza estensioni estreme.
Il tutto nasce da un talento sopra la media, dote innata che non si può
insegnare. Dove invece l'ottima scuola boema ha lavorato benissimo è l'aver
costruito intorno al suo talento gli strumenti per sfruttarlo al meglio,
per prima cosa sugli appoggi. Ottima per non dire misteriosa la sua capacità
di correre con micropassettini alla Agassi, senza mai allunghi eccessivi,
preparando molto bene il movimento in piena corsa, riuscendo così ad arrivare
sulla palla già pronto ad esplodere il colpo. Difficile per un simile
ragazzone riuscire a muoversi e coordinarsi con tale leggerezza.
E' proprio la leggerezza la sensazione che si sente, un contrasto estremo
con la potenza dei suoi colpi. Non è una leggerezza "assoluta", si sta
sempre parlando di un bombardiere! Però si avverte nettamente la differenza
tra i suoi possenti fondamentali ed un Roddick, un Nalbandian, un Safin,
giocatori che hanno talenti diversi tra loro, ma tutti dotati di grandi
colpi dal fondo che si avvertono come pesanti, più macchinosi o al limite
sforzati. Berdych esplode una grande potenza con relativa facilità grazie
alla sua innata coordinazione e la capacità di trovare ottimi appoggi
coi piedi, a differenza di Safin, tanto per fare un esempio, che spesso
va fuori giri per la volontà di spingere ma con i piedi mal messi (più
col dritto, col rovescio siamo ad ottimi livelli di efficienza). O a differenza
di un Roddick, in cui è evidente lo strappo violento con la spalla ed
uno slancio totale del braccio nel suo dirittone. Anche David Nalbandian
spara colpi dal fondo veramente consistenti e con una certa eleganza,
ma si avverte comunque lo sforzo nell'eseguire i colpi, maggiormente col
diritto, il meno naturale dell'argentino.
Nel tennis di Berdych fondamentale sottolinearne l'equilibrio: grande
coordinazione di tutto il corpo, che riesce ad accelerare in modo progressivo;
i suoi gesti sono piuttosto classici, anche il dritto in top, ma con uno
swing non eccessivo. Movimenti corti, razionali, efficienti, è stato impostato
veramente bene dai suoi allenatori. Se si potesse usare un elaboratore
per simulare il movimento del suo baricentro durante lo scambio, sono
sicuro che verrebbe fuori un grafico molto composto, con la tendenza a
restare "centrale" con il tronco e con le gambe mai in assoluto recupero
anche nelle esecuzioni in corsa. Così è decisamente più facile coordinarsi
e mantenere il controllo dei colpi. Leggerezza, un senso che si avverte
di continuo vedendolo giocare. Un'eleganza degna di un Kafelnikov, ma
con una potenza ed una capacità di accelerare degna del miglior Safin
tanto per restare in Russia. E' una eleganza diversa dallo splendido campione
di Sochi, un vero principe in campo; ma mi piace prenderlo ad esempio
perché proprio nell'eleganza tennistica intravedo qualche similitudine.
Nello swing dei suoi colpi, va sottolineato il lavoro della spalla, che
gira con una facilità assoluta. Con il dritto la capacità di ruotare e
coprire angoli è molto buona. Ottimo il rovescio, raccolto, preciso. La
sua capacità di rannicchiare i bracci ed eseguire uno swing breve maschera
al meglio la direzione della palla. La soluzione lungolinea potrebbe essere
una chiave per il suo tennis, sorprendendo gli avversari con improvvise
accelerazioni, fulminanti. Nel match che gli vidi giocare durante gli
scorsi US Open, Haas rimase più di una volta fermo, ammirando la palla
correr via veloce e retta, cadere giusto all'incrocio delle righe, imprendibile.
Il servizio è una esecuzione classica, senza particolari strappi, con
un buon uso delle gambe nella fase di caricamento, mentre la schiena partecipa
meno al movimento. I risultati paiono importanti, credo che crescendo
nell'esperienza aumenterà il peso del servizio nel suo gioco, cercando
di aprirsi già il campo con la prima palla, per entrare subito e chiudere
lo scambio con i suoi pesanti groundstrokes. Contro Volandri a Palermo
non mi piacque la scelta tattica nell'uso del servizio. Troppe volte andava
dritto centrale con la botta, mentre un ribattitore di livello come il
nostro Filippo si mette maggiormente in difficoltà con le variazioni di
angoli ed effetti. Però non ci dimentichiamo che Berdych è un ragazzo
prestato al grande tennis, i margini di crescita sono moltissimi. Usare
bene le rotazioni nel servizio comporta un uso ottimale della schiena,
aspetto che il ceco ancora non conosce bene.
Queste sono primissime impressioni, purtroppo solo televisive. Preferisco
sempre dare un giudizio dopo aver visto un giocatore da bordo campo, per
apprezzarne al meglio le piccole sfumature teniche. Spero di poterlo ammirare
dal vivo in questo 2005, magari a Roma, per poterlo valutare al meglio.
Voglio vedere dal vivo quanto realmente usa il polso col diritto ed ammirare
questa rara combinazione di classe e potenza. Credo che sia uno dei giocatori
emergenti su cui puntare per questa stagione. Ancora è molto discontinuo,
però l'anno passato è stato uno dei pochi eletti a sconfiggere
Federer nel suo anno di grazia, quindi...seguitelo con attenzione.
