26/06/2007
Ernests Gulbis è a mio avviso il teenager più promettente tra quelli venuti
fuori negli ultimi mesi. Nato il 30 agosto 1988 a Riga, in Lettonia, sta
facendo parlare di se per l'eccellente avvio di stagione nei Challenger.
Ha vinto i tornei di Sarajevo e Besançon, oltre alla semifinale ad Heilbronn
ed i quarti nel recente torneo di Napoli, irrompendo in classifica nei
primi 100 del mondo (attualmente è intorno al numero 80). Ha disputato
la stagione su terra nei tornei International Series, anche se il suo
tennis si addice maggiormente ai terreni rapidi. Tanto che ha dato spettacolo
nel match di esordio a Wimbledon, perso in 4 set contro il forte Baghdatis
(semifinalista l'anno scorso). Per un ora abbondante ha messo alle corde
il cipriota con servizi potenti e continui, accelerazioni pazzesche di
rovescio e diritto, lasciando letteralmente fermo il rivale, ed incantando
il pubblico con tocchi e smorzate notevoli. Appena Marcos ha preso le
contromisure, gli è saltato addosso e ha ribaltato l'incontro, ma per
un diciottenne all'esordio nei Championship il risultato è più che positivo.
Ha mostrato momenti alti di tennis, ed un potenziale davvero impressionante
come produttore di gioco e versatilità di esecuzioni. Spingendo sempre
tanto, ma in tutte le direttici.
Il lettone ha un discreto talento tecnico, una buonissima rapidità di
esecuzione ed un tocco di palla educato. Fu notato dalla "vecchia volpe"
Niki Pilic (ex giocatore croato di ottimo livello nonché capitano di Davis
per la Germania ed il suo paese) che vedendo in lui un ottimo potenziale
adesso siede al suo angolo, allenandolo con passione. E pazienza, perché
Gulbis ha un caratterino per nulla docile: esterna in campo la sua rabbia
con estrema facilità, con plateali lanci di racchetta e perdendosi in
discussioni fin troppo accese. Nella finale di Besançon per esempio ha
spaccato la racchetta proprio sotto la sedia dell'arbitro in un momento
di rabbia nel secondo set, beccandosi uno warining. Ha però reagito bene,
calmandosi e vincendo al terzo set. E' molto giovane, c'è bisogno proprio
di un coach esperto e paziente come il saggio croato per tollerare l'impeto
del suo "cavallino", che spesso si sfoga anche contro il suo stesso angolo
nella trance agonistica.
Il servizio del lettone è già buono. Dall'alto del suo metro e novanta
possiede una prima palla interessante. Esegue il movimento partendo leggermente
laterale, con i piedi paralleli alla riga di fondo campo. Con un lancio
di palla molto alto carica notevolmente le gambe, che spingono tutto il
suo corpo verso la palla con un salto vigoroso. L'impatto avviene in aria
ben dentro al campo, con una velocità di braccio notevole. Atterra almeno
un metro dentro al campo dopo aver colpito, e questo può tramutarsi in
uno svantaggio se non riesce a metter in difficoltà il ribattitore con
il proprio servizio. Può eseguire sia una botta piatta che una palla più
composita di effetti. Il dritto è un buon colpo, ma è il rovescio il fondamentale
più naturale e sicuro. Giocato bimane, molto raccolto, con una breve apertura
in cui la racchetta va piuttosto in basso ed una fase attiva in cui ruota
tutto il busto nell'accompagnare l'uscita della palla. La sua buona sensibilità
gli permette di staccare con disinvoltura la mano e giocare dei rovesci
tagliati precisi, ed anche smorzate ben mascherate. Tende a giocare i
colpi un po' troppo "in aria", perdendo a volte il controllo. Col dritto
esegue una apertura strana, col polso molto dritto, ed un impatto così
pieno sulla palla da mascherare fino all'ultimo momento la direzione del
colpo. Il tutto eseguito sempre con alta velocità di esecuzione. Strano
oggi vedere un tennista, come lui, che quasi si sposta sul rovescio per
tirare, segno della sua miglior fiducia e sensibilità dal lato mancino.
Ottimo il suo lungolinea, arma con cui può sorprendere i classici picchiatori
di diritto che tendono a spostarsi sempre sull'angolo sinistro.
Vista la sua altezza e l'ottima mobilità, non mi stupirei se Pilic cercasse
di trasformarlo sempre più in un attaccante, anche se c'è da lavorare
sulla posizione a rete e sulla gestione dello scambio in generale. Gia
adesso corre molto bene in avanti a toccare la palla nei pressi della
rete, sorprendendo il rivale in controtempo. E' leggero, acerbo ancora
nel fisico, l'ottima mobilità può essere una delle sue armi vincenti.
Gulbis muove molto il gioco, soprattutto col rovescio, notevole per precisione
e velocità di esecuzione. Non ha ancora un tennis strutturato, tende a
comandare il gioco, a variare le soluzioni avendo fiducia nei propri mezzi.
In difesa può giocare un lob spettacolare, vincente, come al contrario
non imbastire nulla di positivo. I mezzi sembrano interessanti, è tuttavia
da valutare la crescita complessiva del ragazzo, se Pilic riuscirà ad
imbrigliarne il talento in una tattica di gara vincente ed in una gestione
mentale positiva delle varie fasi degli incontri, anche quando l'impatto
contro i campioni della racchetta sarà duro se non durissimo. Dopo la
vittoria a Besançon ha dichiarato (con un buon inglese) di sentirsi pronto
a giocare nei grandi tornei, ed il suo obbiettivo stagionale è quello
di costruirsi una buona classifica per giocare nei tornei del grande slam.
Ha esordito al Roland Garros vincendo contro un turno contro Henman. Sfortunato
a Wimbledon, dove ha beccato la decima testa di serie, Baghdatis. Sono
sicuro che in estate ne sentiremo parlare... Ernests ha iniziato a giocare
a tennis a soli 5 anni, ed anche le sue sorelle minori stanno facendo
i primi passi nei tornei giovanili. Famiglia di sportivi la Gulbis, con
il nonno che vinse i campionati europei di Basket con il team dell'URSS,
mentre sua madre è una nota attrice teatrale nel suo paese. Attualmente
ha residenza a Jurmala in Lettonia, anche se vive, come tutti i professionisti,
con la valigia in mano spostandosi di torneo in torneo.
