21/05/2006
L'olandese Thiemo De Bakker e la russa Anastasia Pavlyuchenkova si sono
imposti ieri nella finale del torneo U18 ITF di Santa Croce sull'Arno,
una delle tappe principali del circuito italiano junior. La russa Anastacia,
non ancora quindicenne nonostante un fisico già ben formato, è
la numero 1 del ranking annuale U18, mentre l'olandese è numero
due dietro al croato Cilic assente in toscana.
Anastasia ha aperto il programma delle finali, nel verde del circolo di
Santa Croce, in una giornata a dire il vero piuttosto infastidita da folate
violente di vento. Ha battuto in modo piuttosto convincente la giocatrice
del Kigikistan Palkina, buona tennista ma senza un fisico ancora adeguato
e con limiti evidenti nel rovescio, spesso falloso.
Della russa mi ha impressionato la presenza in campo, davvero una personalità
interessante per la giovane età. Fisico massiccio e potente, diritto
e rovescio più o meno di ugual qualità, non buonissima nella
corsa, ma a fine del primo set ha chiamato anche il trainer per controllare
un leggero stiramento alla coscia, e probabilmente questo problema ne
limitava la spinta con le gambe. Interessante la sua capacità di
cambiare ritmo al gioco e di prendere in netto contropiede la rivale.
Un discreto prospetto per il futuro, che dall'anno prossimo immagino andrà
ad arricchire la già notevole "armata russa" che ha pacificamente
invaso il circuito femminile WTA. Molta curiosità per il doppio
femminile, in cui una ragazza molto (e sottolineo molto) carina ha attratto
un numero imprecisato di spettatori, ammaliati dalla sua lunga coda bionda
e dal fisico perfetto, abbronzato e delicato. Non sono riuscito a capire
quale delle due fosse, ma certo che in russia stanno producendo delle
bellezze da far impallidire la famosissima e desaparecida Kournikova...!
Nella finale maschile invece ho potuto osservare De Bakker, proprio seduto
accanto al suo team, impegnato a consigliare il giovane Thiemo e tenere
uno scout del match all'inizio incomprensibile per l'ostico olandese,
ma che poi pazientemente sono riuscito a decifrare... davvero interessante
ed innovativo (almeno per me) il loro modo di tenere uno scout. De Bakker
ha una base atletica ancora grezza ma interessante. Alto vicino al metro
e novanta, longilineo ma piuttosto elastico nei movimenti, ricerca molto
bene la palla anche con le ginocchia per esser così alto. Il suo
servizio è una bellezza per fluidità e spinta della palla.
Movimento corto che ricorda un po' quello di Ivanisevic (Thiemo è
destro però), con un lancio molto basso e piuttosto in avanti seguito
da una repentina spinta di tutto il corpo verso la palla, con un mulinello
del braccio straordinario. La velocità di rotazione della spalla
e la fluidità d'uscita del braccio è davvero da gran battitore.
Ieri gli uscivano delle palle in slice terrificanti per esser sulla terra.
Penso che l'olandese non ami particolarmente la terra, si vedeva dalla
scarsa pazienza, dallo stesso movimento del servizio che lo porta naturalmente
in avanzamento, e da come il suo coaching staff cercava di tenerlo ancorato
alla lotta su ogni palla. Il rovescio è bimane, movimento scolastico,
molto raccolto, con una discreta ricerca della palla ed una velocità
di uscita della stessa buona, meglio in cross che lungolinea.
Sul diritto sono rimasto piuttosto interdetto, avrei bisogno di rivederlo
contro un avversario diverso e magari non su terra rossa per aver conferma
delle mie sensazioni. Infatti il suo rivale in finale, l'estone Poldma,
gli proponeva un tennis solido e piuttosto arrotato da fondocampo, e l'olandese
spesso finiva per giocare dei colpi a trequarti di velocità, piuttosto
arrotati, ma notavo come questa soluzione non era affatto fluida e naturale:
infatti per costruire questa esecuzione Thiemo effettuava una preparazione
troppo ampia, finendo poi per slanciare il colpo con il gomito quasi attaccato
al corpo ed una chiusura in basso estrema, decisamente macchinosa, e la
palla con un notevole spin non superava quasi mai la riga del servizio.
Al contrario, nelle fasi in cui l'olandese teneva il ritmo dello scambio,
il dritto era completamente diverso, un colpo preparato assai più
corto, fluido, con uno strappo più violento ed ortodosso, sfruttando
meglio la lunga leva del suo braccio e con una chiusura ben alta in avanti,
con risultati in termini di velocità di palla e lunghezza notevoli,
colpi assai più piatti e definitivi, ricordandomi anche in questa
fase l'Ivanisevic giovane. Molto probabile che l'olandese abbia sofferto
proprio la palla del rivale, ed anche i campi decisamente lenti (ho calpestato
il campo, era davvero papposo!), finendo per imballarsi in un tennis non
del tutto suo.
De Bakker non mi pare un fenomeno, ma un ragazzo con qualità interessanti.
Penso possa diventare un buon attaccante, con un tocco di palla interessante,
come dimostrano le molte soluzioni di tocco tra smorzate millimetriche
anche alla risposta, e con almeno tre lob giocati al volo per sorprendere
il rivale in avanzamento, tutti vincenti e bellissimi. A rete non ha mai
sbagliato una volee, ed i suoi errori erano quasi tutti di dritto nella
ricerca di contenere il vigoroso spin di Poldma, ragazzo notevole per
corsa, spinta in topspin, ma forse troppo limitato tecnicamente e con
un fisico modesto per eccellere a livello professionistico. Gran fighter
l'estone, che è riuscito con grande lotta a portare al tiebreak
l'olandese nel primo set, per poi arrendersi più nettamente nel
secondo.
Due nomi di sicuro prestigio per l'albo del torneo di Santa Croce, che
continua nella sua ottima tradizione di vetrina per i giocatori del futuro.
