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Impressioni di Gioco

Marcos Baghdatis - Impressioni di gioco

25/01/2006

Baghdatis, rivelazione in Australia L'Australian Open 2006 è ancora in corso, con due interessanti semifinali tra Federer e Kiefer nella parte alta del tabellone, e tra Nalbandian e Baghdatis in campo nella serata di Melbourne. Il primo slam stagionale ci ha regalato spettacolo in campo e molti spunti di analisi. Comunque finisca il torneo il vero personaggio di questa edizione è stato il giovane cipriota Marcos Baghdatis. Classe 1986, campione ITF alcuni anni fa, già nella edizione 2005 dello slam australiano aveva fatto parlare di se impensierendo non poco Federer. Il campione svizzero uscì vincitore del loro scontro, ma Baghdatis vinse all'applausometro, aggiudicandosi una serie di scambi spettacolari, vincendo i punti più belli con grande disappunto di Roger, abituato ad esser lui il dominatore del campo, anche dal punto di vista dello show.

Tecnicamente Baghdatis è un giocatore completo a tutto campo, che ama trovare il vincente dopo alcuni scambi, a volte in contrattacco.. Non ha particolari punti deboli, sa giocare a tennis in tutte le zone del campo, sia in difesa che in attacco. Il fisico compatto, agile e potente allo stesso tempo, lo aiuta nel coprire bene sia la riga di fondo che le diagonali dell'attacco. Parlerò velocemente del suo gioco, sottolineando la sua giovane età e la relativa inesperienza ai massimi livelli. Deve potenziare il suo tennis a 360° rendendolo ancor più flessibile alle varie situazioni e aumentando la durata della prestazione di punta.

Il servizio è il colpo che più mi ha sorpreso. Erano alcuni mesi che non lo vedevo giocare, mentre ho potuto osservarlo in più occasioni in queste due settimane. Ricordavo una prima palla discreta, penetrante, ma non molto variata, ed una seconda sufficiente, niente di più. In questo primo slam del 2006 Marcos ha dimostrato di possedere nel servizio una arma importante, per imporre da subito i suoi angoli e la sua profondità di palla. Pur essendo basso (180 cm) riesce a servire bene grazie alla sua naturale coordinazione. Il movimento è pulito, oserei dire scolatisco nella sua semplicità. Inizia con una posizione abbastanza laterale, buona spinta delle gambe ed il corpo che accompagna tutto il movimento nella ricerca della palla verso l'alto, accelerando gradualmente, senza strappi violenti. La seconda esce bene, con un bell'effetto spesso slice, anche se le soluzioni migliori le trova piatte al centro, guadagnando anche qualche ace. Reattivo come pochi altri giocatori alla risposta, trae da questa dote un vantaggio fondamentale nella economia del suo tennis. Chiedere a Roddick… La reattività gli consente di fare un mezzo passo incontro alla palla in risposta, spesso anche contro le prime palle, dote questa da grande ribattitore naturale. Taglia così il campo al rivale, entrando subito in possesso dello scambio. Eccellente il gioco del polso, così può adattarsi ai vari angoli incidenti e colpire sempre in modo propositivo, con un grande istinto.

Sui fondamentali mi ricorda molto Rios, il grandissimo talento mancino cileno, però in versione destra! Anche Marcelo aveva una capacità di coordinarsi eccezionale, da campionissimo. Baghdatis spesso esegue i colpi con quel mezzo saltello sulla palla, per anticipare ancor più e montarci letteralmente sopra. Questo grazie alla coordinazione innata, ed un'esecuzione rapidissima, molto personale soprattutto nel diritto, con un rilascio della racchetta unico per posizione e velocità. Nel dritto usa un minimo di spin, giusto per il controllo, governando alla perfezione il polso. Proprio l'eccellente controllo del dritto col polso gli consente di variare all'ultimo istante la direzione della palla nei suoi frequenti attacchi in avanzamento: straordinario in questa esecuzione! Con i piedi in aria riesce ad entrare nella palla rapidamente e tirarla con precisione millimetrica e velocità verso il campo rivale, spiazzando spesso il malcapitato. Il tutto avviene in modo così rapido, naturale, da immobilizzare l'avversario. Più classico il rovescio bimane, molto raccolto, cortissima la preparazione e lo swing dell'esecuzione è molto semplice, composto. Ottimo il controllo, buonissima la velocità di palla perché lo esegue molto rapidamente ed incontrando bene la palla incidente. Meno bene la soluzione ad una mano in taglio. Buona esecuzione quella in attacco, uno slice che rimbalza molto bassa. Da rivedere il taglio difensivo, perché li sente probabilmente la mancanza dell'altra mano.

A rete non è uno sprovveduto, tutt'altro! Possiede naturalmente una buona posizione, probabilmente era un giovane attaccante da junior, quando ancora non aveva due fondamentali così formidabili, ed essendo nato su di una isola, probabilmente così ingannava il forte vento del mediterraneo. La parte più lacunosa del suo tennis è quella difensiva. Corre molto, regalandoci prodezze a tratti. Ma a volte finisce per esagerare nella ricerca di una soluzione difensiva definitiva, indice questo di mancanza di fiducia nelle proprie capacità di contenimento. E' un produttore di gioco naturale che si esalta nel contrattacco dopo un paio di scambi, è chiaro che sia la parte "di fatica" quella in cui debba lavorare di più. Marcos ha le basi per diventare un giocatore importante, confermando così quel che di buono si intravedeva da junior. Dopo questo incredibile exploit australiano, vediamo come proseguirà la sua stagione. Il suo tennis è buono per tutte le superfici, la spensieratezza con cui gioca a tratti mi ricorda il primo Kuerten, che tirava a tutto braccio colpendo a ripetizione le righe! E' anche un personaggio positivo, a tratti buffo. Sarebbe un eccellente acquisto per il tennis di vertice.

 

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