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Clamoroso: Wawrinka vince gli Australian Open contro un Nadal menomato

26/01/2014

Wawrinka

Pazzesco. Alzi la mano chi pensava che Wawrika potesse davvero vincere questa finale. Forse solo in Svizzera, credo ben pochi anche lì. Invece Stanislas Wawrinka ha battuto il n.1 del mondo Nadal in quattro set, meritandosi ampiamente questo torneo in cui ha giocato complessivamente il tennis migliore, battendo per strada un Djokovic che pareva fortissimo ed un Berdych tutt'altro che dimesso. L'impresa pareva impossibile, tanto che anche i bookmakers davano quote mai così sbilanciate per una finale Slam, con Nadal favorito a 1.20, alcuni 1.10, per invitare gli scommettitori a non puntare su di lui. Del resto i precedenti erano impietosi: 12 match vinti dall'iberico, nemmeno un set strappato dallo svizzero. Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da questa finale, ma invece è successo letteralmente di tutto. Di Tutto!

Wawrinka ha iniziato molto bene, con la tattica giusta: sempre aggressivo, senza compromessi, lasciando andare il braccio alla massima velocità appena possibile. La sua miglior qualità è la potenza in accelerazione, il riuscire a trovare molti winner in spinta sia col dritto che col rovescio, soprattutto quando riesce a sparare da fermo o quasi, visto che il suo principale difetto è una certa pesantezza nel muoversi, anche se molto migliorata. Così ha fatto all'avvio trovando mazzate vincenti dopo massimo 2-3 colpi, in modo da non dare a Nadal il tempo di prendere ritmo, di costruire la sua ragnatela tattica in top che ti avvolge e ti uccide sportivamente.

La tattica spregiudicata paga subito: Stanislas strappa il primo break al quarto gioco, volando 3-1. Inoltre, a differenza di Federer e molti altri, si vede subito come stia affrontando Nadal in modo corretto: sfidarlo nella spinta solleticando immediatamente il dritto. E' una tattica rischiosa, perché il dritto è il colpo più forte di Rafa, ma questo gli permette di farlo indietreggiare (a patto che il suo dritto sia molto potente e lungo), e quindi tirare il colpo seguente sul rovescio dell'iberico, facendolo così correre e costringendolo ad un colpo decisamente più complesso e per lui meno sicuro. E' niente di diverso da come Soderling riuscì a sconfiggere Nadal sulla terra di Parigi: dominando dritto contro dritto e quindi portandolo all'errore sul rovescio fuori equilibrio. Più facile a dirsi che a farsi però... servono colpi potenti, continui e la freddezza di proseguire in questo piano tattico sempre e comunque, anche accettando un certo numeri di errori e risposte violente di Nadal (...vero Roger?).

Questa tattica così spregiudicata ha finito per innervosire Rafael, che ha servito non bene all'avvio ed diventato conservativo, giocando corto. Così che sul 4-1 Wawrinka ha avuto una palla break per scappare 5-1, che però Nadal ha annullato con una ottima prima esterna. Sul 5-3 Wawrinka serve per chiudere il primo set, ma il servizio non entra mai. Nadal risponde in modo aggressivo e sfrutta anche un nastro fortunato, issandosi 0-40. Però il “toro” ha risposto in modo debole, poco aggressivo, si va 40 pari. Wawrinka scaccia i primi demoni, torna la prima di servizio ed è set point Wawrinka, che chiude. Con grande merito vince il primo set per 6-3.

Nadal serve il primo punto del secondo set, giocandolo con rabbia e furia, ma Wawrinka regge 10 tiri e lo forza all'errore. Incredibile, si va 0-40, con Nadal che è costretto a difendersi perché i colpi di Stan son lunghissimi e potenti, infernali. Il pressing del rivale è così violento e continuo che non gli consente letteralmente di aprire i suoi ampi swing e caricare i colpi. Nadal serve lungo ma Wawrinka di rovescio lascia andare un colpo di una violenza brutale, così stretto da morire dentro la riga del servizio, imprendibile. E' subito break per lo svizzero! Un colpo che ha quasi l'effetto di un uppercut pugilistico sul n.1. Lo sguardo di Nadal è smarrito, non più il toro che domina l'arena ma un uomo smarrito, incredulo. 2-0 Wawrinka. Sul 2-1 Wawrinka, Nadal esce dal campo per un trattamento. Wawrinka si infuria, gridando (in termini di regolamento con ragione) al giudice di sedia perché sia uscito per un trattamento che poteva svolgersi in campo. Nadal rientra senza maglia, subissato dai fischi del pubblico, come se in molti avessero percepito quell'uscita come un disperato tentativo di interrompere il ritmo travolgente di gioco di Wawrinka, quasi un “mezzuccio” visto troppe volte nel tennis femminile. In realtà nei punti precedenti Nadal pareva di colpo bloccato, come se la schiena fosse andata KO, magari in un movimento di recupero disperato su di una delle accelerazioni violenti del rivale. Nel primo set non si era vista alcuna difficoltà fisica per il n.1, che anzi cercava di riprendere il filo del suo tennis arrotando il più possibile i suoi colpi per mandare fuori ritmo e fuori palla l'avversario.

Il gioco riprende, e inizialmente Wawrinka riesce ad incanalare bene la rabbia. Serve bene e tiene a zero il servizio. Nadal adesso è totalmente rigido, di schiena e non solo. Nei primi piani pare addirittura di intravedere una lacrime che sgorga dal suo volto, scuro come la pece per il misto di rabbia, delusione e probabilmente dolore. Wawrinka inizia a sbagliare qualche colpo in più, difficile non farsi condizionare dal momento del match e dalle condizioni improvvisamente deficitarie del rivale; ma il servizio continua ad andare, e sale 5-1 nel secondo set in pochi minuti, con Nadal totalmente in balia delle onde. Sul 5-2 Wawrinka va a servire per il secondo set e chiude in sicurezza. Al cambio di campo si avverte per un secondo la sensazione che Nadal stesse tirando diritto verso la rete, a stringere la mano all'avversario perché impossibilitato a continuare, ma invece non si ferma. Con la grinta leonina che sempre l'ha contraddistinto, spera probabilmente che gli antidolorifici (che deve aver preso negli spogliatoi) possano far effetto ancora in tempo da rimetterlo in carreggiata, visto che lui è più che abituato a convivere col dolore, e superarlo.

Nadal serve nel primo gioco del terzo set, va sotto 15-40 ma Wawrinka non è più concentrato come prima, e spreca le occasioni. Inizia un match diverso, quasi paradossale, in cui Nadal cerca lentamente di ritrovare sensazioni giuste nel suo corpo, per ripartire; e Wawrinka invece si fa attanagliare dalla emozione, dalla rabbia per il break subito, e soprattutto dalla tensione di vedere il traguardo.

Inizia con un doppio fallo il suo game di servizio nel terzo set, diminuendo la gittata dei suoi colpi. Si è evidentemente deconcentrato. Il servizio non è più continuo e accetta lo scambio in topspin, perdendo un metro di campo. Nei primi due set lo svizzero riusciva a colpire quasi con i piedi sulla riga di fondo; adesso invece è meno lucido e cattivo. Cade indietro e corre sulle palle di Nadal, mentre prima era sempre lui a menare le danze colpendo quasi da fermo, con Nadal disperatamente a rincorrere. Arriva il primo break per Nadal, Stan ha tirato i remi in barca. 3-0 per lo spagnolo nel terzo set, quindi 5-3 e servizio Nadal. Wawrinka ha due palle break sul 15-40, ma risponde male e le spreca Saranno le prime di una lunga serie fino al termine del match, segno evidente della tensione terrificante che lo sta divorando.

Nadal invece si anima, vince il terzo set. Adesso è un'altra partita, con Wawrinka letteralmente in preda dei suoi demoni, magari rivedendo nella sua mente il film della terribile sconfitta patita contro Djokovic l'anno scorso su questo stesso campo. Stan soprattutto ha perso quello stato di flow che nella prima parte del match lo portava a trovare vincenti da tutte le posizioni del campo. Nadal resta rigido, ma ha trovato una discreta efficienza, e c'è match. Inizia il quarto set, termometro fondamentale per valutare se Wawrinka ha fatto un reset nella sua testa e ricominciato a giocare quel tennis che lo stava portando al successo. Lo svizzero tiene bene il suo primo turno di servizio. Serve Nadal, 15-30. E' un momento cruciale. Stan gioca un punto perfetto: spinge, muove Nadal e trova un dritto vincente, 2 palle break. Le spreca con risposte sbagliate. Stessa situazione sul 3-2 e servizio Nadal, ma stavolta lo svizzero trasforma la palla break con un dritto lungolinea vincente, imprendibile. Succede di tutto. Nadal pare di nuovo un po' bloccato alla schiena, ma non demorde da fighter incredibile quale è sempre stato. Wawrinka ha la tensione a mille e non riesce a gestirla. Serve male, crolla sbagliando tutto il possibile, contro break addirittura a zero, 4-3 per lui ma servizio Nadal.

Lo smacco di quel game gettato al vento ha l'effetto di smuovere Stan. D'incanto ritrova 5 minuti di lucidità, ritrova quei colpi con cui fin dall'inizio era riuscito a muovere Nadal. Scambia con calma, respira profondo. Non guarda più la sua tribuna con occhio smarrito ma fissa le sue corde. Pensa che basta davvero poco a portare a casa questo Slam, che è l'occasione di una vita, quella per cui ha sputato sangue in allenamento con Norman, alzando l'asticella delle sue ambizioni. Pensa a tanti anni vissuti nell'ombra troppo ingombrante di Federer, e di esser stato per tutti “Svizzera 2”. Di sicuro dice dentro di sé “Stan, è ora il momento. E' ora”. Il suo dritto è di nuovo sicuro, la risposta continua. Trova un paio di vincenti e strappa il servizio a Nadal, vola 5-3 a servire per il match. La battuta corre sicura, la palla accarezza la riga. 30-0. Tira con coraggio una seconda sulla riga, è 40-0, tre match point. È finita! Quasi non ci crede, esulta in modo assolutamente composto, forse anche per rispetto di un grandissimo avversario che per una parte del match non è stato in condizione di giocare il suo miglior tennis. La stretta di mano è molto signorile con Nadal che lo saluta molto cordialmente. Si legge sul labiale dello spagnolo “I'm Ok”.

Nadal al microfono è un signore, si congratula per il primo successo Slam di Wawrinka e non ha fatto alcun accenno ad eventuali problemi, versando però qualche lacrima amarissima, segno della delusione per aver perso una finale da strafavorito. Wawrinka ha nettamente meritato questo successo, che sarebbe potuto arrivare in tre set se avesse tenuto più saldi i suoi nervi, mentre ad un certo punto del match ha dovuto giocare più contro se stesso che contro il menomato Nadal. Va detto che l'iberico aveva ritrovato una certa efficienza, non ottimale ma riuscendo anche a servire oltre i 180 km/h, e rincorrendo le palle di Stanislas piuttosto agilmente. Se Wawrinka fosse riuscito a chiudere il quarto set, credo che Nadal avrebbe vinto al quinto.

Wawrinka ha così completato una crescita notevolissima, iniziata da quando lavora con Norman e tutta l'accademia svedese. E' migliorato moltissimo nella mobilità, diventando meno pesante negli spostamenti, e riuscendo produrre il suo tennis così potente e aggressivo con continuità. E' da sempre uno dei migliori “colpitori” del circuito, ma quando nello scambio veniva portato a correre finiva per commettere molti errori. Inoltre è cresciuto moltissimo come convinzione nei propri mezzi, poiché spesso tremava nei momenti durissimi del match, sciogliendosi. Da mesi battagliava con i migliori, arrivando ad un passo dal battere Djokovic l'anno scorso in questo torneo, e anche all'US Open si era confermato “quasi pronto”.

Applausi a Wawrinka, un successo meritatissimo. Ci ha regalato la gioia di una sorpresa che mancava dal 2009 in uno Slam (la vittoria di Del Potro), e perché è riuscito a vincere questo Australian Open battendo davvero tutti i migliori. E giocando un tennis bellissimo. A tratti esaltante, anche più bello di quello di Federer, che da domani sarà dietro di lui in classifica. Un Australian Open davvero rivoluzionario, di cui il mondo del tennis aveva molto bisogno. Grazie Stan.




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