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Focus - Approfondimenti

Passeggiando per Umag, tra tennis e vacanza

4/8/2010

Il centrale di Umag di notte

Roland Garros e Wimbledon non hanno saziato la vostra voglia di tennis? Muoversi per tornei è spesso difficile e costoso? Guardando bene il calendario Atp, da 21 anni a fine luglio c'è un'ottima opportunità per coltivare la propria passione per il nostro amato sport e unire anche una bella (ed economica) vacanza al mare. Direzione Croazia, a soli 40 km da Trieste, dritti verso Umag. O Umago, visto che fino a poco più di mezzo secolo fa l'Istria era in tutto e per tutto parte del nostro Belpaese. Il vostro cronista non era mai stato a questo piccolo grande torneo. Per uno che conosce bene Acapulco per motivi familiari e ha sempre apprezzato l'imprenditorialità sportiva messicana, vincente nell'unire tennis & turismo d'elite, ho sempre guardato con molta curiosità a quest'evento, pensando prima o poi di andarci. Meglio se con la famiglia al seguito, così da godermi un po' di ottimo tennis da parte di buoni giocatori (e molti azzurri) e visitare un paese nuovo, un mare interessante a costi più che abbordabili ...e visti i tempi il tutto pare un menù quasi ideale! 

Poco più di quattro ore da Firenze in auto, per strade ottime varcando la frontiera a Trieste. Si attraversa per pochi chilometri la Slovenia, giusto solo per “regalare” i 15 euro della vignetta autostradale obbligatoria per minimo 1 settimana, guardando magari verso destra al piccolo borgo di Pirano, incastonato su di uno sperone di roccia proteso verso il blu del nord Adriatico; e magari buttando un occhio ancor più in basso verso Portorose, dove le ragazze la settimana prima hanno chiuso il loro evento Wta. Eccoci finalmente alla dogana croata. Distratti funzionari accertano solo che la bambina (che per fortuna dorme) sia presente nel passaporto, e poi via altri 11 km verso Umag. Ci stupisce il colore della terra, così rossa, così simile ai nostri amati campi in terra battuta, tanto che poi non restiamo più sorpresi dal vederne ovunque, un numero spropositato in rapporto alla popolazione del luogo e alla passione degli indigeni per il nostro sport, nonostante Ivanisevic sia venerato a queste latitudini quasi quanto la madonna di Madjugorie, e i vari Ljubicic e compagnia ben presenti nelle cronache sportive. La costa di Umag è praticamente un susseguirsi di hotel, di ottimo livello, praticamente tutti appartenenti alla catena Melia, una multinazionale del turismo che in Croazia ha investito moltissimo, con un ritorno eccellente. Scorgiamo molte targhe di auto italiane ma anche tedeschi, austriaci, olandesi e ungheresi, oltre agli slavi ovviamente. Hotel Sipar, quello dedicato alla stampa. Tre bei campi in mattone tritato giacciono placidamente di fronte all'hotel. 

Chela nel match vinto contro Bolelli a UmagMentre scarichiamo i bagagli udiamo un marcato accento emiliano proveniente dal campo 3. Un papà abbronzatissimo con un clamoroso Bollettieri-look sta facendo “sputare sangue” alla figlia, ad occhio dodicenne, sotto il sole cocente di mezzogiorno, tirandole pallate degne di papà Williams per intensità e stranezza tecnica, ma tant'è. Del resto volevamo tennis e vacanza, e tennis troviamo, ovunque. In ogni angolo un cartello indica chiaramente “Atp”, con la via più rapida di accesso al torneo internazionale. All'ingresso ci accolgono delle gigantografie di Davydenko, Ljubicic e Ferrero (presagio?). L'hotel è carino, degno rappresentante della sua classe, con camere ampie che danno direttamente sul mare e sulla piscina gloriosa che costeggia la costa. Non c'è un ampio litorale come nel nostro Adriatico, ma un continuo susseguirsi di piccole baie fatte di scogli, piccoli ciottoli, rare calette sabbiose e molte piattaforme di cemento che non sono il massimo per i puristi del mare, ma che “sono comode e igeniche” ci ammonisce un ristoratore locale, con rimembranze di buon italiano imparato forse a scuola o dai genitori. Per la cronaca qua è molto più facile comunicare con la gente in italiano che in inglese, visto che soprattutto gli addetti al turismo masticano più volentieri il tedesco per il grande afflusso di germanici sul loro mare. Pare infatti che da quando la Croazia è diventata uno stato indipendente e molto tranquillo, tanti dei tedeschi che scendevano da Iesolo in giù oggi preferiscono l'accoglienza un po' rude ma ruspante dei croati. 

Il mare è pulito, a parte qualche agglomerato di alghe filiformi; si mangia decisamente dell'ottimo pesce a costi quasi da fast food per una località di mare nostrana... e poi c'è un approccio diverso al mare rispetto al nostro litorale. Poca organizzazione e molta natura. Si lascia libertà alla gente di godersi il mare come meglio crede: dall'irriducibile dell'abbronzatura (anche totale visto che i campi di nudisti abbondano qua e la! Provare per credere...), a chi solo ama stare a guazzo con i figli visto che il mare non diventa subito profondo come nelle nostre località con scoglio tipo Liguria o isole. Dopo aver assaggiato il cibo, il mare e un tramonto clamoroso che ci saluterà ogni sera (e che oggi ci manca terribilmente), andiamo a completare la nostra piccola vacanza da sogno giustificando la nostra presenza tennistica. In campo per la premiazione a Umag Lo Studena (che è la marca principe di acqua, un semi-monopolio da quel che abbiamo visto anche in altre cittadine vicine come le carine Porec e Rovigno) Open, giunto alla 21esima edizione, è a 5 minuti a piedi dal nostro hotel, tutti di comodissima passeggiata lungomare, altro che noiosi spostamenti in metro o taxi! Mentre guardiamo con sospetto un gelato “artigianale” troppo compatto per esser vero, da lontano si staglia tra i verdi pini della costa il Campo Centrale, costruito in modo molto originale con 4 tribune curve, molto vicine al campo e con sedute assolutamente comode. Mentre cerchiamo l'accoglienza per ricevere il pass stampa, l'occhio va dritto sul campo 1 dove c'è ad allenarsi proprio Seppi. La terra pare ottima, compatta, di un colore splendido e un profumo che solo chi vive a pane e tennis può percepire. L'efficiente e gentilissima Loretta ci accoglie in sala stampa, presentandoci velocemente l'impianto. Corriamo a vedere gli ultimi scampoli di match, con Dodig, Chela, qualche doppio. Il grosso del programma è per domani, con Bolelli, Seppi, Melzer e Ljubicic. 

Non vi racconterò la cronaca dei match, ormai passati, nonostante il torneo abbia finalmente parlato italiano grazie a due nostri ragazzi in semifinale e uno in finale, che ci hanno fatto sognare un vincitore azzurro dopo 4 anni di digiuno; ma di come passeggiando per l'impianto si scoprano cose molto interessanti, lontane anni luce da un torneo “classico”. Il centro sportivo è all'interno di un complesso alberghiero molto ben strutturato, lo Stella Maris. Ti offrono di tutto, dal classico pernotto tradizionale alla villetta con ogni comfort (Istrian Villas), dove alcuni giocatori hanno pure alloggiato. Non era raro vedere scorrazzare per i giardini e vialetti del complesso Ivan Ljubicic con il fido Riccardo Piatti e famiglia, tutti in bicicletta sfuggendo all'orda di turisti-tennisti. Già, perché si contano davvero sulle dita di una mano i villeggianti non armati di racchette, scarpe e palle. Siamo a due passi dal mare, e tanti appassionati li vedevi arrivare ancora in costume da bagno e ciabatte dopo la doccia per gustarsi qualche scambio, perché centrale a parte gli altri campi sono aperti a tutti. Grande afflusso = grande interesse. Questo è sempre stato l'intento degli organizzatori, che hanno coltivato anno dopo anno non solo un bel torneo, ma un grande evento. L'area villaggio infatti diventa per una decina di giorni il centro della vita mondana dell'intero paese, con macchinoni che arrivavano uno dopo l'altro a scaricare le starlette della tv e del cinema croato, e uomini importanti a consumare drink e pasti prelibati in aree arredate in modo esotico, con molti giocatori presenti. Abbiamo incrociato un Dolgopolov in ottima compagnia su di un divano deluxe, o anche l'ineffabile Chela danzare con un sorriso mai visto in campo al ritmo di un sincopato ritmo latino. 

E poi per l'appassionato vero, veder correre in riscaldamento Ferrero e Melzer per i giardini del residence, magari passare proprio di fronte alla loro terrazza, vale più di qualche altro cimelio pagato a carissimo prezzo in uno Slam. Perché il torneo è raccolto, la dimensione ancora molto umana, e in tanto relax anche giocatori e coach paiono i vicini di ombrellone, sereni e avvicinabili. Vari i siparietti che sarebbero da raccontare: da un Ferrero che si è bonariamente rifiutato di farsi fotografare con un ragazzino italiano perché con la maglia del Barcellona (fino poi a cedere in mezzo alle risa generali), a un M.Gonzalez che ha nel bel mezzo di una corsa vigorosa sul lungo mare s'è fermato di scatto per qualche autografo a delle bionde austriache... In mezzo a questo mix di tennisti, non mancano le attrattive anche per chi di tennis ne mastica di meno ed è solo curioso, attratto dall'evento. Eccellente uno stand gastronomico, in cui l'ottimo prosciutto crudo croato è degustato a go go insieme a raffinati vini bianchi, il tutto con musica continua di sottofondo a creare un buon mood. E quando i match finiscono verso le 23.30, si scatena il palco con live music e discoteca, tanto che all'aumentare dell'orario si abbassa esponenzialmente l'età media dei frequentatori, nottambuli magari meno interessati ai giocatori ma molto alla movida in riva al mare, “la migliore dell'anno” assicurano. E guardando alla fauna giovanile locale, devo ammettere che era davvero un bel vedere. Spettacolo pirotecnico dopo la finale a UmagOgni giorno il programma dei match inizia non prima delle cinque, dando così modo ai villeggianti di godersi il mare in pieno relax, passando poi la serata sui campi per vedere le gesta dei campioni arrivati a Umag, altra carta vincente dell'evento, che gli ha consentito una crescita continua. Quest'anno per motivi vari sono mancati alcuni “big”, ma i vari Djokovic, Nadal, Moya, Muster e tanti altri sono stati habitué del torneo. La vera star è proprio il bel Carlos Moya, qua vincitore di ben 5 titoli, intoccabile a queste latitudini. 

E' un torneo in cui spesso anche i nostri hanno brillato, Volandri su tutti. Quest'anno Bolelli ci ha in parte illusi, trovando ottimi momenti di tennis e crolli inspiegabili nello stesso match. Chi ha capito qualcosa nella sua sconfitta con Chela alzi la mano: tecnicamente ha avuto il pallino del gioco per tutto l'incontro, ma dopo averlo rimesso in piedi, è crollato. Mistero. Seppi ha vinto un match clamoroso contro Melzer, bella rivincita dopo la sconfitta di Amburgo della settimana precedente, anticipando sempre il gioco e non subendo mai le iniziative del talentuoso austriaco, ma poi contro Ferrero al sabato non ha saputo cambiar ritmo nei momenti giusti, e l'altro era pure bello “cattivo” dopo la batosta subita in finale da Davydenko l'anno scorso. Se l'era legata al dito, ed è passato come un rullo compressore anche sopra un ottimo Starace, giunto ad Umag alla sua prima finale. Purtroppo alle 9 di sera della domenica, di fronte ad uno stadio quasi esaurito, non è mai riuscito a prendere in mano il gioco, subendo alla risposta e forse accettando fin troppo lo scambio di ritmo dal fondo, ma Ferrero gli è stato superiore in ogni settore del gioco, va detto per onestà. Ferrero batte 64 64 Potito a Umag In conferenza stampa, un Potito comunque contento per il bel risultato era molto sereno per la sua ottima settimana di tennis, che lo ho portato di nuovo ad essere il n.1 azzurro. Forse è rimasto sorpreso per aver trovato come stampa italiana solo il sottoscritto e una stoica collega che si è vista tutte e 21 le edizioni del torneo. Forse lei prima di tutti ha capito che questo piccolo gioiellino è un evento che merita molta più considerazione del modesto montepremi da Atp 250, perché è un torneo non solo da assistere, ma da vivere a 360°, tra campi da tennis, mare e relax.


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